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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 10 aprile 2011

Festa del Libro e della Lettura

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Dacia Maraini

Image by Giuseppe Nicoloro via Flickr

Roma. Si è conclusa all’Auditorium Parco della Musica la seconda edizione di Libri Come.Festa del Libro e della Lettura, promossa e organizzata dalla Fondazione Musica per Roma, con la collaborazione di Telecom Italia, partner unico della manifestazione. La rassegna, curata da Marino Sinibaldi, ha registrato circa 35.000 presenze, di cui 17.000 nelle sale interne, 11.000 negli spazi del Garage, 7.000 negli spazi espositivi. Nel complesso oltre 150 appuntamenti presentati da 390 personalità del mondo della cultura internazionale. Dopo i racconti-maratona “150. Le Storie d’Italia” di Andrea Camilleri, Melania Mazzucco, Alessandro Baricco, Dacia Maraini, Sandro Veronesi, Giancarlo De Cataldo, Francesco Piccolo, dopo i segreti di Claudio Magris, scrittore “copista della vita”, i rocamboleschi giochi di parole di Stefano Bartezzaghi, l’acceso dibattito scatenato da Matthew Fox, l’universo femminile con le sue contraddizioni evocate da scrittrici come Nicole Krauss eMargaret Mazzantini, e i retroscena bizzarri e poetici raccontati da Florence e Noah Richler sul grandeMordecai, la festa del libro e della lettura in questo ultimo fine settimana di eventi, da venerdì 8 a domenica 10 aprile 2011, ha coinvolto e appassionato ancor di più i lettori-spettatori. Dal Come raccontiamo le donne di Dacia Maraini e Michela Murgia al Come ho scritto il mio primo libro degli esordienti, fino all’atteso incontro con il padre della sociologia contemporanea Zygmunt Bauman, che ha affrontato il tema più controverso e “pop” della nostra era digitale: Come Facebook. Sul palco sono andati in scena i misteri d’Italia, con Giancarlo De Cataldo e Carlo Lucarelli, le rivoluzioni contemporanee raccontate da Tahar Ben Jelloun in Come il Maghreb, e poi l’enigma del tempo spiegato da Antonio Tabucchi, l’impegno di David Grossman, il giornalismo d’inchiesta di Suketu Mehta, per arrivare, tutto d’un fiato, al gran finale. Con il gigante della semiotica e della letteratura: Umberto Eco. Che ha raccontato al pubblico Come ho scritto “Il cimitero di Praga”.Libri Come ha confermato e rilanciato quegli elementi di originalità che sono stati il punto di forza del suo debutto. In particolare, il desiderio di non fermarsi al cosa di un libro, svelandone invece i segreti del come: come viene scritto, stampato, pubblicato, venduto, letto.

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Milano marathon: il caldo non ferma i 9000

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Milano Il traguardo  della  undicesima edizione della  Milano City Marathon è stato tagliato da 3.405 podisti. Al via di Rho-Fiera si erano presentati 4.025 maratoneti, ma il  gran caldo ha costretto molti di loro al ritiro. Oltre agli atleti impegnati sulla distanza classica dei 42 km, un grande successo ha avuto la Relay Marathon con  1.225 quartetti partiti  e  1.196 arrivati, per un totale di 4.784 atleti impegnati nelle staffette. In totale, quasi 9.000 atleti hanno corso oggi sulle strade cittadine la Milano City Marathon 2011, organizzata dal Consorzio Milano Marathon, composto da RCS Sport e Rosa & Associati. Il caloroso pubblico, presente lungo i 42,195 km, ha sostenuto con entusiasmo e coinvolgimento i  numerosi personaggi dello sport e dello spettacolo che hanno voluto partecipare alla staffetta  della solidarietà indossando il pettorale di una delle 76 Onlus aderenti. Tra questi: i rugbisti Alessandro Troncon e Marco Bortolami, il pallavolista  Andrea Zorzi,  l’ex portiere  Francesco  Toldo, i comici Aldo e Giovanni (del trio Aldo Giovanni e Giacomo), Aldo Rock, l’ex-ciclista Paolo  Savoldelli, la paratleta Giusy Versace, il cantante emergente Daniele Stefani. Alla partenza non  poteva mancare Linus, Presidente Onorario della Milano City Marathon. Grande affluenza di Vip anche al Marathon Village di Piazza Beltrami, area commerciale, dove il  pubblico ha  potuto vivere il clima maratona  anche senza correre. Da Zanetti e Cordoba  (F.C.  Internazionale) da Mordente  ed Eze (Olimpia Armani Jeans Milano),  da Toseland e Badovini (Team BMW Superbike), a De Biasi e Pirlo (AC.Milan), da i Sagapo’ di Zelig a Cornacchione, tutti  hanno voluto dare un contributo di solidarietà del Charity Program (linus)

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PhC 2011: personal geography

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Capalbio 23 Aprile ore 19 – Il Frantoio,  Giunto alla terza edizione, PhC Capalbiofotografia sceglie “Personal Geography” come tema, sottolineando  la sua identità di attaccamento al territorio e di laboratorio di altissima ricerca artistica. Nella definizione di geografie personali la fotografia è un mezzo privilegiato, le geografie si definiscono con  gli occhi, e la fotografia è il mezzo più diretto per archiviare queste visioni.  Il suo compito diventa sempre  più quello di documentare mappature personali, in equilibri tra grandi e piccole aree, confini storici e intimi, e talvolta evocazioni della presenza umana. Superato il novecento, secolo dove si è completata l’esplorazione del pianeta e la sua mappatura  topografica, oggi molti artisti e fotografi lavorano alla costruzione di un rapporto diretto con la terra, elaborano geografie personali, e la fotografia è spesso il mezzo prescelto per questi studi.  Noi ne raccogliamo alcuni e ve li mostriamo. La mostra principale del festival sarà la collettiva “Personal Geography” con nove fotografi, quattro stranieri e  cinque italiani (David Farrell, Pieter Hugo, Pablo Lopez Luz e Guy Tillim, e gli italiani Antonio Biasiucci, Pier  Giorgio Branzi, Marco Delogu, Paolo Woods e il duo Gioberto Noro). Due le grandi novità di quest’edizione: il 18,19 e 20 marzo si è svolto, presso l’associazione il frantoio, un  workshop tenuto da Guy Tillim, con dodici studenti provenienti da tutto il mondo, e che culminerà in una  mostra collettiva che aprirà il festival in contemporanea con la collettiva “Personal Geography” sopra citata, e  con la seconda novità del festival: uno spazio chiamato “galleria”, dedicato a opere prodotte in tiratura  speciale per il mercato da fotografi che partecipano all’edizione 2011 o hanno partecipato alle precedenti  edizioni del PhC Capalbiofotografia. Chiuderà il primo ciclo di mostre dell’edizione 2011 una mostra  collettiva dal titolo “teen view” dove cinque giovani adolescenti presenteranno le loro “geografie personali Prodotto da Maria Concetta Monaci, direzione artistica Marco Delogu. (pablo, pieter, david)

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Se la legge deve essere uguale per tutti…!!!

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

L’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge rischia di rimanere un assioma privato tanto della premessa che  delle conseguenze. Assistiamo al paradosso per cui un imputato modifica le leggi  per stravolgere l’ordinamento giudiziario privando l’ordinamento giudiziario del suo compito precipuo che è quello che dovrebbe garantire  la certezza del diritto. Stante il fatto che il medesimo imputato non accetta di  essere considerato “uguale” a tutti i cittadini di fronte alla legge, allora viene a mancare quell’uguaglianza  che rappresenta il cardine della Costituzione. A  meno  che… A meno che possano essere tutti i cittadini resi uguali all’imputato di cui sopra, e, quindi, messi nella condizione di modificare la legge che persegue  ogni indiziato secondo parametri  stabiliti, di volta in volta, dagli avvocati difensori. I magistrati verrebbero ridotti a semplici “notai” che prendono atto delle  riforme e riformette  adattate ad ogni singolo procedimento giudiziario. Per essere tutti uguali di fronte alla legge, non c’è altra ipotesi plausibile che quella di trasformare  tutti i cittadini in imputati intoccabili, trasformando quella che fu la “Patria del diritto” in “Cimitero della giustizia”. (Rosario Amico Roxas)

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Milano City Marathon 2011

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Il 27enne keniano Solomon Busendich Naibei (2h10’38”) e la 39enne italiana Marcella Mancini (2h41’24”) hanno vinto l’11° Milano City Marathon, che si è disputata questa mattina sul veloce percorso da Rho Fiera a Piazza Castello. Busendich ha allungato a 10 km dalla fine, staccando l’attesissimo azzurro, Ruggero Pertile, 2° al traguardo con il tempo di 2h11’22”. Al terzo posto si è piazzato l’altro keniano Daniel Kiprugut Too (2h12’04”). La Mancini ha invece superato a 1 km dalla fine la keniana Monica Wangari Kanyata, che ha dominato la gara per tre quarti del percorso, ma che è crollata nel finale. L’africana è comunque riuscita a chiudere al 2° posto (2h42’56”), davanti all’altra italiana Stefania Benedetti (2h45’20”). Tra gli handbike si è imposto Alex Zanardi (1h09’44”), che ha bruciato in volata l’amico-rivale Vittorio Podestà. La gara è stata condizionata da un grande caldo (27 gradi all’arrivo), che ha rallentato gli atleti soprattutto nelle fasi finali. Gara maschile La gara è stata lanciata su un buon ritmo dalle due lepri keniane Kurgat e Chepkwony: 30’37” il passaggio al 10° km, 1h04’50” a metà gara, 1h32’35” al 30° km. A quel punto davanti sono rimasti in quattro: oltre a Busendich, Pertile e Too, con i primi c’era anche Daniel Limo Kiprop. Al 32° km Busendich ha lanciato un attacco secco, correndo in 2’56” il km successivo: al 35° km il vantaggio era già salito a una quarantina di secondi. Poi si è piazzato su una velocità di crociera che gli ha consentito di trionfare in Piazza Castello. «L’anno scorso era venuto per “vedere”, quest’anno per vincere – ha detto alla fine, ricordando l’edizione 2010, quando si era ritirato dopo metà gara – Ho allungato in quel punto perché mi sono allenato con Pertile in Kenya e sapevo che nel finale era pericoloso. Il caldo? L’ho sentito solo all’inizio, poi mi sono abituato ed è andata bene». Il 27enne, che vive ad Eldoret, è allenato dall’italiano Claudio Berardelli e fa parte della scuderia della Rosa & Associati, ha vinto la sua seconda maratona in carriera, dopo l’esordio ad Amsterdam del 2006, e ha un primato personale di 2h08’41”. Alle sue spalle si è scatenata una vera e propria battaglia per il 2° posto tra Pertile e Too. Al 38° km ha allungato Too, al 39° è arrivato il contrattacco di Pertile, che è riuscito a staccare il rivale proprio all’altezza del ristoro del 40° km e a tagliare il traguardo con la miglior prestazione italiana dell’anno. «Ho cercato di fare una gara da protagonista – ha spiegato il 36enne padovano dell’Assindustria Sport Padova, allenato da Massimo Magnani – purtroppo oggi le condizioni erano difficili. Non sono soddisfatto, ma non sarei riuscito a reggere a un cambio di ritmo così secco come quello del vincitore. Ora punto sui Mondiali di Daegu, dove troveremo un caldo e un’umidità peggiori di oggi». Il secondo italiano all’arrivo è stato Domenico Ricatti, 31enne di Barletta che esordiva sulla maratona, 11° in 2h21’48”. Per la gara femminile è statala vittoria che ti aspetti, quella della marchigiana Mancini, che a Milano era già stata 2° nel 2007 e 4° lo scorso anno. «Milano mi porta bene, è una gara bellissima» ha detto con il sorriso l’atleta del Runners Team 99 di Volpiano, allenata da Luigi Napoletani. Con l’attesa esordiente Emma Quaglia messa ko da un problema fisico delle ultime settimane e ritiratasi dopo 17 km, sembrava che la Wangari avesse la vittoria in pugno: a metà gara (1h14’21”) il suo vantaggio sulla Mancini era di quasi due minuti e mezzo, al 30° km era salito addirittura a 4′. Al 34° km è iniziata la crisi della keniana e il sorpasso è avvenuto proprio di fronte all’Arena. «Quando l’ho vista e ho sentito il pubblico incitarmi ho dato tutto quello che avevo in corpo – continua la Mancini – E’ stata una vittoria bellissima, anche se oggi non ho avuto una grande giornata. Il caldo era veramente insopportabile». La Wangari è arrivata stremata e, subito dopo il traguardo, è caduta a terra ed è stata soccorsa dai medici. Raggiante, invece, Stefania Benedetti, atleta 41enne salita sul podio a sorpresa. «Ho fatto come al solito, sono partita tranquilla e poi ho rimontato – spiega – Sono felicissima». (maratona)

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Pavia: 650° anno accademico

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

The University of Pavia's Aula Magna.

Image via Wikipedia

Pavia 13 aprile 1361 – 13 aprile 2011Ore 10.00 aula Magna dell’Università di Pavia. Oltre alla solenne cerimonia con cui il rettore Angiolino Stella inaugurerà il 650° anno accademico, si apriranno anche due esposizioni dedicate all’Ateneo pavese e ai suoi protagonisti: la mostra documentaria “Arcana Studii Papiensis. I documenti fondativi dell’Università di Pavia da Lotario all’Unità d’Italia” a cura di Dario Mantovani ed Ezio Barbieri e “Pavia e le svolte della scienza”, un percorso alla scoperta delle grandi svolte scientifiche e del pensiero, a cura di Paolo Mazzarello e Lucio Fregonese.L’ateneo più antico di Lombardia e uno dei più antichi d’Italia, membro del gruppo di Coimbra, che è annoverato tra le più antiche università europee, fu infatti fondato con decreto dell’imperatore Carlo IV di Lussemburgo il 13 aprile 1361: una scuola giuridica e medica di grande valore, che si ricollega alla Scuola fondata a Pavia nell’825 dall’imperatore Lotario. Lo Studium generale di Pavia fu istituito negli stessi anni in cui sorgeva un nucleo significativo di Università, in cui affondano le radici profonde della cultura europea: Praga (1348), Pavia (1361), Cracovia (1364), Vienna (1365), Pécs (1367),  Heidelberg (1386).I 650 anni dello Studium generale di Pavia significano 650 anni di ricerca scientifica e di formazione di eccellenza, come ricorda il motto “Il futuro ha radici profonde”. Per secoli unico Ateneo della Lombardia, l’Alma Ticinensis Universitas  annovera tra i suoi “Maestri” Gerolamo Cardano, Alessandro Volta, Vincenzo Monti e Ugo Foscolo, il naturalista  Lazzaro Spallanzani, il matematico Lorenzo Mascheroni, il medico Antonio Scarpa e, in tempi prossimi, i premi Nobel Camillo Golgi, Giulio Natta e Carlo Rubbia, Vittorio Erspamer (scopritore della serotonina) e Luca Cavalli Sforza.  A Pavia so è laureato Cesare Beccaria, hanno insegnato Giandomenico Romagnosi e Contardo Ferrini. Durante l’intera settimana, dall’11 al 15 aprile, si svolgeranno “Le interLezioni: Semel in saeculo.” I professori si scambieranno cattedre e studenti: il medico parlerà a Giurisprudenza, il fisico a Lettere, l’ingegnere a Economia, il farmacologo a Scienze Politiche, il musicologo a Farmacia, e così via. Il progetto, pensato per i 650 anni dell’Ateneo, mette in atto lo spirito originario dell’universitas, che era comunità di maestri e studenti.  Con le “interLezioni” Pavia mette in pratica lo scambio interdisciplinare e al tempo stesso vuol dare il segnale che la piramide della specializzazione si innalza tanto più in alto quanto più larga è la base del sapere. Sarà un’occasione curiosa per gli studenti, di ascoltare professori di discipline apparentemente lontane da quelle che hanno scelto per i loro studi e di sperimentare nuovi stili di lezione. Spesso la stessa materia da loro studiata apparirà da un angolatura diversa e inconsueta.  Ma prova impegnativa anche per i professori: è chiaro il rischio di abbandonare la propria consueta platea … dunque il sottotitolo avverte “semel in saeculo”. Anzi, è la prima volta che accade in 650 anni. ll progetto è stato promosso dai professori Gianni Francioni e da Dario Mantovani, con la partecipazione dei Presidi delle Facoltà. Segue il programma:Mercoledì 13 aprile alle 10,00 nell’Aula Magna dell’Università si terrà la Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2010-2011, dopo l’ingresso del Corteo Accademico, accompagnato dalla Orchestra Universitaria “Camerata de’ Bardi”, si terrà il discorso inaugurale del Rettore Angiolino Stella, seguito dall’intervento dell’ospite d’onore Octavi Quintana Trias, Direttore della European Research Area Research and Innovation, della Commissione Europea.Quindi la prolusione di Elisa Romano, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo pavese, dal titoloUmanesimo e Humanities: il passato e il presente. A concludere la cerimonia l’Inno goliardico eseguito dal Coro della Facoltà di Musicologia. http://www.unipv.it.
Nel pomeriggio alle 14,15 in Aula Magna, la consegna dei borse dei premi e delle medaglie di benemerenza.
Alle 15,30 a Palazzo San Tommaso, Sala delle Sibille –  taglio del nastro della prima delle due mostre che vengono inaugurate in questa giornata. “Arcana Studii Papiensis” – i documenti fondativi dell’Università di Pavia da Lotario all’Unità d’Italia. Mostra documentaria a cura di Dario Mantovani ed Ezio Barbieri. Allestimento di Enrico Valeriani, aperta fino al 30 giugno 2011 (apertura lunedì-venerdì 10-12 e 14-17; sabato e domenica 15-18).Alle 16.30 nell’Aula Disegno – Palazzo Centrale,  inaugurazione della mostra “Pavia e le svolte della scienza”. A cura di Paolo Mazzarello e Lucio Fregonese. Allestimento di Federica Gallotta, aperta fino al 30 giugno 2011 (apertura lunedì-venerdì 10-12 e 14-17; sabato e domenica 15-18).
Alle 17,30 in Aula Foscolo – Palazzo Centrale, presentazione dei volumi pubblicati dal Centro per la Storia dell’Università di Pavia. Intervengono Emilio Gabba, Elisa Signori; Luca Cavalli Sforza, Andrea Belvedere, Michele Ansani e Xenio Toscani.Alle 21,15 al Teatro Fraschini, il tradizionale concerto, quest’anno per il 150° dell’Unità d’Italia. Promosso dall’ADRAT e dal CUP. L’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta eseguirà musiche di G.Verdi – S.Mercadante – V.Bellini – J.Strauss Jr. – G.Briccialdi – D.Lovreglio.Quale anteprima dell’inaugurazione, martedì 12 aprile, dopo lo scoprimento delle lapidi  in memoria del professor Adriano Buzzati-Traverso (alle 16,00 all’Orto Botanico), e del proferssor Vittorio Denti (alle 17,00 nel Cortile di Giurisprudenza, loggiato superiore) è previsto un incontro alle ore 18,00 in aula del ‘400 in ricordo del professor Vittorio Grevi: interverranno Giovanni Giudici, Angiolino Stella, Virginio Rognoni, Valerio Onida e Enzo Bianchi.Il 14 aprile alle ore 10, con una lectio del prof. Adriano Aguzzi (Institute of Neuropathology University Hospital of Zurich, CH) dal titolo “La Strana Biologia dei Prioni” si inaugurano i nuovi laboratori medico-biologici, trasferiti dallo storico Palazzo Botta alla nuova sede di via Ferrata

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La “culla” della scienza per la vita

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Il Canton Ticino diventa la “culla” della scienza per la vita. Con il recente avvio del Cardiocentro Cluster for Life Sciences, Lugano pone le basi per essere un punto di riferimento internazionale nella ricerca applicata e nelle terapie cellulari. «Le cellule staminali rappresentano il vero futuro della medicina; siamo infatti convinti che tra cinque anni le terapie cellulari daranno un contributo importantissimo nella cura di particolari malattie», afferma Gianni Soldati, responsabile del Cardiocentro Cluster for Life Sciences e direttore scientifico della Swiss Stem Cell Bank -SSCB- la banca svizzera delle cellule staminali. Il Cardiocentro Cluster nasce dall’esperienza maturata in ambito scientifico da diversi soggetti: dal Cardiocentro Ticino alla SSCB, leader nel bancaggio delle staminali cordonali, dall’Università della Svizzera italiana alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana (SUPSI) al Laboratorio di Diagnostica Molecolare che è stato sviluppato all’interno del Cardiocentro stesso. «La creazione del Cluster è stata un’iniziativa naturale -continua Soldati-. Era necessario strutturare le attività che si concentravano su di un unico ambito: le terapie cellulari sull’uomo. Nel luglio 2004, primi in Svizzera, siamo partiti con un intervento pionieristico: un trapianto di cellule staminali nel miocardio di un paziente colpito da infarto. Adesso vogliamo dare corpo ad una serie di progetti che ruotano sempre attorno alle cellule staminali». Nel cantiere del Cluster c’è l’avvio di una banca per la conservazione delle staminali da tessuto adiposo, dove invece si conservano staminali da sangue del cordone ombelicale. «Si passerà direttamente dal prelievo alla conservazione attraverso una serie di passaggi che permetteranno di selezionale queste cellule per i futuri impieghi», precisa Soldati. Tra i progetti in corso c’è “Stagra”, progetto per la costruzione di un dispositivo di trattamento del tessuto adiposo per l’estrazione di cellule staminali mesenchimali. Spiega il direttore scientifico di SSCB: «Lo scopo di questo progetto è quello di sviluppare una macchina automatizzata ad alta efficienza che separi e concentri le cellule staminali adulte provenienti dal tessuto adiposo di un paziente per poterle reinfondere nel medesimo paziente o con finalità di stoccaggio autologo». SSCB, in collaborazione con la Supsi, sta inoltre sviluppando anche il progetto “Tenociti” per permettere la differenziazione di cellule staminali mesenchimali in tenociti, ovvero le cellule che compongono i tendini e che dovrebbero permettere una loro ricostruzione. «Parliamo di un sistema di attuazione controllata che permetta di generare una particolare tensione si di un Patch composto da particolare fibre polimeriche biocompatibili», continua Soldati preannunciando che presto «si arriverà all’edificazione dello Swiss Stem Cell Institute che sarà lo stabile dove tutti questi progetti potranno avere una continuità fisica oltre che intellettuale».«Siamo orgogliosi di aver contribuito alla nascita del Cardiocentro Cluster sia per l’importanza che questo gruppo avrà nella ricerca applicata, sia perché abbiamo potuto portare la nostra esperienza maturata nelle staminali cordonali al servizio della scienza», osserva Paolo Martinelli, direttore generale di SSCB. «Sviluppare il tema delle staminali è fondamentale non solo per il mondo scientifico e medico, ma anche per quei genitori che hanno voluto affidare a noi il sangue cordonale del loro figlio. Una scelta per la vita che oggi si coniuga con il cluster della scienza per la vita».SSCB – Swiss Stem Cell Bank: Attiva dal 2005, SSCB è la prima struttura svizzera che ha proposto un servizio di conservazione privata delle cellule staminali interamente svolto sul territorio svizzero. È tra le prime sei criobanche in Europa e abbina l’attività di bancaggio con un’azione continua di ricerca scientifica nell’ambito delle cellule staminali. La struttura, che opera nel rispetto dei protocolli operativi di Swissmedic (l’ente federale svizzero di controllo sulla qualità e la sicurezza in ambito sanitario), ha adeguato il proprio sistema di qualità agli standard internazionali Netcord. La sede è a Lugano, nel Canton Ticino. Informazioni: 0800.122.788 http://www.stembank.ch

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Smi-Lazio: studi medici aperti nei week-end?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

A seguito della presentazione della proposta di legge del Pd, che prevede l’apertura degli studi medici di base anche nei week end, il Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (Smi) sottolinea che, a più di un anno dall’apertura degli 800 studi associati di medicina generale, «i medici che operano nel Lazio non hanno ancora ricevuto un euro per il progetto in questione – afferma Paolo Marotta, vice segretario regionale Smi-Lazio –  E, come se non bastasse, stanno pagando di tasca propria l’apertura degli studi per 10 ore al giorno, al fine di garantire l’assistenza ai cittadini». Secondo il sindacalista, infatti, «i camici bianchi stanno “autofinanziando” persino l’invio online delle certificazioni di malattia; considerato che la Regione non ha ancora messo a disposizione gli strumenti per la pratica telematica, i singoli medici si sono dovuti organizzare in maniera autonoma per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge e per non creare disagi ai propri pazienti. E’ di questi giorni, inoltre, l’obbligo per i medici di certificare il diritto all’esenzione per reddito (sulla diagnostica e sulla farmaceutica) per i propri assistiti, sostituendosi, di fatto, all’ufficio ispettivo del Ministero delle Finanze». E conclude: «I medici dicono basta. E, soprattutto, dicono basta ad un aggravio burocratico del proprio lavoro che sottrae tempo alla clinica e alla cura dei pazienti. Basta al surplus di lavoro che stanno portando gli studi al collasso, perchè ai tagli operati sugli ospedali, non è seguito un adeguato investimento sul territorio. Gli operatori sanitari non riescono più a sostenere i costi economici di gestione della professione. Un’intera categoria di professionisti è in burnout, tra obblighi amministrativi, aumento dei contenziosi con i pazienti, perdita di potere contrattuale e d’acquisto». «Studi aperti nei week-end? – Aggiunge Pina Onotri,  segretario organizzativo regionale Smi-Lazio e responsabile nazionale della Continuità Assistenziale – La categoria non può sopportare altro. Ricordiamo che esiste il servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica), che assicura le stesse prestazioni del medico di famiglia, quando quest’ultimo, giustamente, riposa (ovvero: sabato, domenica e nelle ore notturne). Invitiamo, pertanto, la Regione ad assumere i 500 medici mancanti per il servizio di Continuità Assistenziale, affinchè venga finalmente completata la pianta organica che, ad oggi, è fortemente carente di personale».

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Carcinoma avanzato della vescica

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

In Europa, il carcinoma della vescica colpisce oltre 100.000 persone ogni anno ed è responsabile di circa 40.000 decessi. In Italia, in base ai dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRT), il cancro della vescica risulta al 4° posto in termini di frequenza fra i maschi, con il 9% del totale delle diagnosi tumorali, mentre nelle donne è all’11° posto con il 2,7%. In  termini di mortalità rappresenta il 4,5% del totale dei decessi causati da neoplasie negli uomini e l’1,7% nelle donne. Le stime per il nostro Paese indicano un totale di 16.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno tra i maschi e di circa 3.500 tra le femmine, con una mortalità complessiva di oltre 5.000 persone.Il trattamento tempestivo della malattia migliora la prognosi e, a seconda della gravità, esistono diverse terapie raccomandate, tanto è vero che la mortalità da tumore della vescica è in costante riduzione nel corso degli anni. Purtroppo, tuttavia, Il carcinoma della vescica in fase avanzata o metastatico rimane associato a una prognosi infausta. “In caso di malattia localmente avanzata o metastatica è necessario un trattamento chemioterapico e, da diversi anni, lo standard è rappresentato da una combinazione contenente sali di platino. Purtroppo anche con la migliore chemioterapia il controllo della malattia e dei sintomi ad essa correlati raramente supera l’ anno e l’uso di altri farmaci chemioterapici  non ha dimostrato finora maggiori benefici ”, ha spiegato Enrico Cortesi, Primario del reparto di Oncologia B del Policlinico Umberto I di Roma, in occasione della Conferenza Nazionale AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) sui “Tumori urologici”, che si è aperta oggi a Torino.Oggi è disponibile un nuove chemioterapico – vinflunina – che ha dimostrato di essere efficace dove le cure standard hanno fallito. “Vinflunina è il primo farmaco che abbia dimostrato reali benefici clinici nelle persone colpite da tumore alla vescica in progressione da una precedente chemioterapia”, ha detto Joquim Bellmunt, Direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’ospedale universitario “Hospital del Mar” di Barcellona, coordinatore degli studi clinici europei che hanno portato alla registrazione del nuovo chemioterapico. “E’, infatti, l’unico farmaco che abbia sinora mostrato di allungare la vita di questi pazienti”, ha aggiunto. Secondo i risultati degli studi, vinflunina in monoterapia prolunga la sopravvivenza dei pazienti di oltre 2,5 mesi, rispetto al trattamento con sola terapia di supporto, con una riduzione del rischio di mortalità del 22%. Inoltre, il nuovo chemioterapico produce benefici significativi, oltre che sul controllo della malattia, anche sul preservare e migliorare la qualità di vita del paziente. Grazie al suo meccanismo d’azione mirato – vinflunina agisce inibendo l’azione dei microtubuli, specifiche strutture coinvolte nei processi di moltiplicazione delle cellule cancerose – “il farmaco rappresenta una reale opportunità nel trattamento clinico di queste forme di tumore uroteliale particolarmente serie e per le quali ad oggi le possibilità terapeutiche erano insufficienti”, ha concluso Cortesi.

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Totti ancora super

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Una doppietta alla Fiorentina e una doppietta all’Udinese, così Franceso Totti si è portato a 203 reti in Serie A con la maglia della Roma: la manovra di sorpasso del capitano giallorosso al record di gol in serie A di Roberto Baggio (205 gol) prosegue spedita, anche sulla lavagna dei bookmaker esteri, che, come informa Agipronews, offrono a 1,50 la possibilità che il numero 10 della Roma chiuda la stagione portandosi almeno a quota 206 reti complessive. Del resto a Totti mancano appena tre reti per il sorpasso con ancora sei partite da giocare.  Più lontani nelle quote gli score di Altafini e Meazza (216 reti per entrambi): Totti a 217 entro la fine del campionato è un’opzione da 50 volte la scommessa.

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Trieste e il “caso Svevo”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Canal Grande in Trieste with James Joyce monument.

Image via Wikipedia

Collana Overlook, Pagine 154, Prezzo € 15,00 Città atta agli eroi e ai suicidi, dannata come da una diffusa inquietudine interiore, crogiuolo di lingue e di etnie, avamposto della modernità. Trieste è una città dove si parla indifferentemente lo sloveno, il dialetto triestino, il tedesco, l’inglese, il francese, e dove si sono mescolati il sangue e le storie familiari di tutte le genti del centro d’Europa.” Nella mente i ritratti dei Dubliners di Joyce, Giampiero Mughini cammina tra le vie della città di Svevo, Slataper, Benco, di Carlo e Giani Stuparich, Saba, Rosso e Magris: nascono così incontri umani e letterari sulle tracce degli eroi che hanno forgiato il carattere di una città cosmopolita, con il fascino di frontiera di un luogo fuori dal tempo. L’invenzione della modernità, tra romanzi incompresi e libri inseguiti, passa dalla scrittura “dilettante” del figlio di un industriale del vetro, conosce il fascismo e le leggi razziali, soffre l’irredentismo e il dramma delle foibe, e si racconta con passione in un viaggio per luoghi e personaggi, lungo le strade affacciate sul molo Audace. “In tutto e per tutto sono stato a Trieste cinque o sei giorni della mia vita, in occasioni diverse e sempre per motivi di lavoro. Su tutti una sera tarda (o forse era già notte?) in cui una bionda e bella ragazza giuliana mi condusse per mano lungo le viuzze del ghetto, al modo di una cerimonia dell’assaporamento della triestinità che entrambi volevamo scarna ma intensa. Sostammo innanzi alla serranda sprangata della libreria appartenuta a Umberto Saba. Per le strade di quell’angolo di Trieste non c’era una persona, non una voce, non un rumore. Solo una sorta di fruscio. Un frusciare come di anime che non si davano pace, almeno così a me parve.”Giampiero Mughini nasce a Catania il 16 aprile 1941 da padre toscano e madre siciliana. Conseguita la laurea in Letteratura francese decide di intraprendere la carriera di giornalista. Tra i fondatori del “Manifesto”, diventa poi collaboratore di “Paese Sera” e più avanti di “L’Europeo”, di “Panorama”, del “Foglio” e di “Libero”. Opinionista in tv e sulla carta stampata, ha al suo attivo una vasta produzione letteraria.

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Vino. le richieste dell’Aduc

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Si è aperto il grande appuntamento di Vinitaly di Verona e anche i consumatori hanno qualcosa da chiedere ai viticoltori e alle Autorità interessate. Ecco le richieste dell’Aduc. Donde viene il vino, cioe’ l’uva? Il vino di qualita’ spesso riporta la dizione “imbottigliato all’origine da…” (o analoghe dizioni), ma rappresenta una percentuale minoritaria della produzione nazionale, il resto e’ vino del quale non viene indicato il luogo di provenienza. Si puo’ certo ricorrere ai vini doc o docg, nei quali e’ indicata l’area di coltivazione. Perche’ non ricercare la trasparenza? Sarebbe utile mettere in etichetta la provenienza dell’uva, il luogo di vinificazione e imbottigliamento per tutti i vini, a garanzia del consumatore e qualificazione del produttore, visto che tra poco saremo invasi dal vino cinese. La composizione del vino e’ un altro mistero. E’ cosi’ difficile elencare i principali componenti (acqua, zuccheri, alcoli, aldeidi, eteri, sali, acidi, ecc)? Ormai tutti i prodotti alimentari indicano in etichetta la loro composizione; anche le acque minerali riportano analiticamente i propri elementi. Perche’ non il vino? E’ noto, a pochi, che il vino puo’ essere trattato: aggiunta di mosto (donde viene?) per fortificarlo (aumentare la gradazione), di enzimi per favorire la trasformazione del saccarosio in glucosio, di gelatine, caseine, albumine, colla di pesce, bentonite (roccia) per la chiarificazione, di solfiti per la conservazione (2), di anidride solforosa per impedire l’acidificazione, di acido tartarico o citrico per aumentare l’acidita’, di acido sorbico o sorbato di potassio per stabilizzare, di solfato di rame per eliminare difetti di gusto e odore, di acidi, fosfati, ecc. Di tutti questi trattamenti non ne troviamo traccia nelle etichette, eccetto per i solfiti. Perche’ il consumatore non dovrebbe saperlo? Perche’ si usano bottiglie da 75 cl (tre quarti di litro) e non da mezzo e da un litro? Una bottiglia dal costo di 7,75 euro in effetti costa 10,33 euro al litro e non abbiamo trovato nelle enoteche etichette sulle bottiglie che rapportino il costo con l’unita’ di volume. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Immigrati: le rotte dei disperati

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Dichiara Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto:  “Secondo i dati del nostro Osservatorio, sono complessivamente oltre 23.000 i morti in mare lungo le rotte che dalle coste settentrionali dell’Africa vanno verso l’Europa, la Turchia e le Canarie, dal 1988 a oggi. Questa stima è pienamente confermata dalle  cifre fornite da Italia-razzismo, dal  sito Forteresse Europe, dal coordinamento di organismi di ispirazione religiosa (Acli, Federazione delle Chiese Evangeliche, Centro Astalli, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Migrantes) e da  alcune agenzie di stampa internazionali. Quelle cifre si traducono in un dato impressionante: 2,7 morti al giorno lungo  questo arco di tempo. In particolare, negli anni di più intensa migrazione  dalla sponda sud del Mediterraneo (2006-2008), i morti sono stati più di 5 al giorno. Questa drammatica contabilità dice solo una parte delle dimensioni reali della  tragedia : si deve ricordare, infatti, che una percentuale elevatissima (intorno al 50%) di quei morti vanno classificati come “dispersi”, ovvero cadaveri mai più ritrovati, senza un nome e una tomba. D’altra parte, il numero complessivo dei morti, secondo tutti gli analisti, è calcolato per difetto: di molti naufragi e, ancor prima, di molte partenze, non esiste alcuna documentazione. Ma seppure i numeri qui forniti non fossero, come assai probabilmente sono, inferiori alla realtà, siamo in presenza di un’ autentica strage, che ininterrottamente si riproduce da decenni”.

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Primo Forum Multimediale sui giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Roma 14 aprile 2011, dalle 9.00 alle 18.30, nell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190) si terrà il Forum “Youth Communication in Social Media Age”, organizzato dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dello stesso ateneo in collaborazione con l’Università Europea di Roma e con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura. Il Forum “Youth Communication in Social Media Age” con il supporto di Google e Populis, intende rivolgere l’attenzione ad un aspetto essenziale della cultura contemporanea: la comunicazione giovanile nell’era digitale. Il Forum intende essere una risposta alle parole del Papa rivolte ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura: “In un mondo che fa della comunicazione la strategia vincente, la Chiesa, depositaria della missione di comunicare a tutte le genti il Vangelo di salvezza, non rimane indifferente ed estranea; cerca, al contrario, di avvalersi con rinnovato impegno creativo, ma anche con senso critico e attento discernimento, dei nuovi linguaggi e delle nuove modalità comunicative” (13 novembre 2010). Il Forum avrà la forma di un vero e proprio scambio interattivo tra parola e contenuti multimediali e inviterà tra i suoi relatori i protagonisti delle grandi piattaforme digitali e dei contenuti televisivi, insieme ai giovani stessi. Il Forum sarà aperto dall’Ambasciatore d’Egitto presso la Santa Sede, S.E. Lamia Aly Mekhemar che darà una testimonianza di come i giovani egiziani abbiano usato i social network per gridare al mondo la loro voglia di futuro e libertà. Seguiranno un’analisi da un punto di vista psicologico tenuta dallo psichiatra Alessandro Meluzzi sulla cultura del narcisismo, della spettacolarizzazione del sé in Tv e online e l’intervento di Marisa Casciola, regista del Grande Fratello, format globale che ha iniziato in Tv la cultura del reality. Giorgio Gori, Presidente di Magnolia, parlerà di come l’industria televisiva dell’intrattenimento si adeguerà alle esigenze dei telespettatori. Tra i giovani prenderanno la parola Alessandro Selvitella, conduttore di Radio Luiss, per illustrare il linguaggio giovanile della radio e i giovani giornalisti di Europocket, prima Tv europea under 30. Concluderà la prima sessione il Vescovo Mons. Domenico Sigalini che parlerà del sentimento dello stupore. La seconda sessione sarà sul tema di Internet. Ne parleranno Manuel Echánove, Direttore generale di TELEFONICA Latino America assieme a Xavier Briguez dell’Università di Navarra. Presenteranno uno studio sulla generazione 2.0. Prenderà poi la parola Carlo d’Asaro Biondo, Presidente di Google Europa, Africa e Medio Oriente, per parlare del grande cambiamento culturale e delle opportunità economiche del più famoso motore di ricerca del mondo. Seguiranno le relazioni di Pierluigi Dal Pino, Direttore Centrale Relazioni Istituzionali e Industriali di Microsoft Italia, e di Luca Ascani, Presidente e Co-Fondatore di Populis, realtà globali e esempi di opportunità per fare impresa per i giovani. Non mancherà uno sguardo sul futuro con Future Route, prima piattaforma governativa creata per operare un radicale cambiamento del settore bancario e finanziario inglese e americano attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Anche il campo neuroscientifico sarà interpellato, con la neuroscienziata Adriana Gini  che analizzerà le interazioni tra mente e macchina. A conclusione dei lavori le linee guida date dalla Comunità Europea attraverso la Commissione Digital Agenda e l’intervento di Mons. Paul Tighe del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, per sottolineare che questi strumenti potenti hanno bisogno di persone formate e informate per continuare a garantire sempre l’autenticità della persona e del messaggio.

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Resistenza agli antibiotici in crescita in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Ogni anno nella sola Unione Europea (UE) oltre 25.000 persone muoiono di infezioni batteriche resistenti agli antibiotici, la maggior parte delle quali contratte in ospedale. Nella Regione Europea dell’OMS che comprende 53 Paesi, il numero totale dei decessi è sconosciuto per mancanza di dati, ma la situazione è verosimilmente più seria.  Medici e scienziati temono che un uso imprudente degli antibiotici, con conseguente insorgenza e diffusione di malattie dovute a batteri antibiotico-resistenti, ci riconduca ad un’era “pre-antibiotica” in cui infezioni comuni possono mettere in pericolo la vita umana poiché non rispondono ai trattamenti terapeutici. Gli alimenti sono una via di trasmissione di antibiotico-resistenza agli esseri umani ben documentata. In occasione della Giornata Mondiale della Salute il 7 aprile, il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS organizza un seminario di sanità pubblica a Roma in cui presenta una nuova pubblicazione Combattere la resistenza agli antibiotici nell’ambito della sicurezza alimentare in Europaper esplorare le opportunità per prevenire e contenere l’antibiotico-resistenza nella catena alimentare. Nonostante l’uso degli antibiotici per promuovere la crescita degli animali sia bandito nella UE fin dal 2006,  in molti Paesi della Regione Europea non è ancora regolamentato. In alcuni Paesi l’uso degli antibiotici in campo veterinario è perfino più diffuso che in medicina umana. In particolare, preoccupa la resistenza agli antibiotici essenziali per la medicina umana che vengono largamente utilizzati anche in campo veterinario e negli allevamenti. Ad esempio nel 2008 nella UE la resistenza ai fluorochinolonici, una delle classi di antibiotici più importanti per trattare le malattie nell’uomo, era del 18% nei batteri agenti della salmonellosi nel pollo. L’Italia riporta livelli elevati di resistenza ad alcune classi di antibiotici come ad esempio i fluorochinolonici, potenzialmente associati al loro uso non prudente negli animali.  In Italia la percentuale di resistenza ai fluorochinolonici in Salmonella spp. nel 2008 ha raggiunto il 30% nel pollo e ancora più elevata è risultata la resistenza ai fluorochinolonici in Campylobacter jejuni.Molti Paesi europei hanno dimostrato che la resistenza agli antibiotici può essere combattuta.  Nuovi antibiotici che facciano fronte alla diffusione della resistenza in Europa sono sempre più necessari, dato che la resistenza rende le infezioni, tra cui ad esempio quelle del sangue o respiratorie, difficili da curare anche con antibiotici di ultima generazione. Poche classi di antibiotici ormai risultano efficaci nei confronti di alcuni batteri patogeni multi-resistenti, e la diffusione a livello mondiale di geni della resistenza è considerata uno scenario di estrema preoccupazione. Gli antibiotici sono una delle più importanti difese contro i batteri e l’OMS Europa lavora insieme ai Paesi membri sulla sorveglianza dell’antibiotico-resistenza, l’uso razionale degli antibiotici, la prevenzione e il controllo delle infezioni, la ricerca e l’innovazione. Un nuovo piano d’azione strategico, lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Salute, verrà presentato a tutti i ministri della salute europei in occasione dell’assemblea annuale OMS che si terrà in settembre 2011.In occasione della Giornata Mondiale della Salute, oltre all’incontro di Roma sulla resistenza agli antibiotici nell’ambito della sicurezza alimentare, l’OMS organizza eventi in tutta Europa tra cui: Mosca (dedicato ai Paesi di lingua russa), Londra (sui nuovi meccanismi di resistenza antibiotica), Strasburgo (sul bisogno di affrontare la mancanza di antibiotici), Kiev (sull’urgenza di affrontare la tubercolosi antibiotico-resistente), e Copenhagen (sull’uso prudente degli antibiotici e la prevenzione delle infezioni).

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Migrazioni: la Sicilia il collo dell’imbuto

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Di Agostino Spataro. Col ritorno a Lampedusa di Silvio Berlusconi l’emergenza immigrati sparirà, come d’incanto. Seguendo la parola d’ordine della vigilia, tutti si son sbracciati per far trovare al premier l’isola ripulita degli immigrati e perfino delle orme del loro passaggio. E. dunque, via alla festa, alle parate, a nuove promesse di rinascita per l’isola pelagica dove il premier ha comprato la sua 29° villa che taluni vedono come specchietto per attirare quel bizzarro mondo che gli gira intorno. Tutto risolto, dunque? Parrebbe proprio di no. Visto che, stanotte, sulla piccola isola sono approdati altri barconi con un carico di oltre 600 disperati. Ma, davvero, si pensa d’affrontare con simili espedienti un dramma così grande e intricato come quello che, da anni, si sta svolgendo intorno e dentro Lampedusa? A me pare solo una trovata stravagante in contrasto con la dura realtà della posizione italiana, stretta fra una Francia “ostile” che chiude le frontiere, un’Europa scarsamente solidale e altre masse di disperati che premono per entrare. Perciò, la gente è preoccupata e vuol sapere quando durerà questo fenomeno, a dimensione addirittura intercontinentale, che quasi per intero transita attraverso le Pelagie e la Sicilia. Lo ha confermato alla Camera il ministro Maroni: nell’ultimo trimestre sono sbarcate in Italia (in verità in Sicilia) 25.867 persone delle quali circa 23.352 a Lampedusa e il resto su altre coste siciliane.   Una vera esplosione di arrivi a conclusione di un periplo penoso di gente disperata che alimenta fenomeni laceranti di sradicamento, di travaso di masse umane da un continente a un altro di cui la Sicilia rappresenta il collo dell’imbuto. Credo che questa immagine renda di più l’idea del ruolo attuale della Sicilia come principale, unica via di sbocco dei migranti clandestini che dal grande raccoglitore nordafricano premono per passare nel contenitore – Europa che li dovrebbe accogliere. Dai porti tunisini e libici partono immigrati provenienti da vari Paesi africani della costa nord-orientale: Tunisia, Somalia, Eritrea, Abissinia, Egitto e da quella atlantica (Nigeria, Camerun, Ghana, Senegal, Marocco, ecc) e asiatici (Sri Lanka, Cina, Iraq, Palestina, Filippine, Indonesia, ecc). La situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni a causa del conflitto in Costa d’Avorio dove, grazie all’interventismo di Sarkozy (ancora lui!), si potrebbero creare un milione di profughi i quali, certo, non andranno a cercare pace e lavoro nel confinante poverissimo Burkina Faso, ma, come gli altri, saranno indotti a seguire la via contorta verso il nord-Africa e quindi a tentare lo sbarco in Sicilia.   Prima i flussi andavano per rotte diverse, oggi convergono quasi tutti su Lampedusa. Perciò, sarebbe il caso che le autorità preposte cominciassero a indagarne le misteriose ragioni per offrire risposte rassicuranti alle tante domande della gente. Una prima: perché gli immigrati provenienti dai Paesi atlantici africani non intraprendono la via costiera, meno pericolosa, da dove potrebbero raggiungere agevolmente la Spagna o sbarcando sulle isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra (34 km di mare)? Invece, preferiscono sobbarcarsi diverse migliaia di km di arido deserto per giungere nella Libia del “feroce” Gheddafi e qui consegnarsi ai trafficanti di carne umana, ai quali pagano passaggi salatissimi, e sperare d’arrivare salvi a Lampedusa dopo circa 300 km di mare e/o oltre 400 km  sulla costa siciliana.  I barconi potrebbero approdare sulle isole di Malta (anche questa è Europa) che incontrano 100 km prima di quelle siciliane, ma non vi sbarcano quasi mai. L’ultima tragedia (si parla di almeno 150 vittime) è illuminante dell’assurdità di tali percorsi. Com’è noto, il barcone, era in acque territoriali maltesi (entro 18 km dalla costa) quando ha lanciato l’allarme captato dalle autorità maltesi. Queste, invece d’inviare i loro mezzi di soccorso, lo hanno smistato a quelle italiane che hanno spedito le motovedette da Lampedusa ossia da una distanza di 70 km dal luogo, perdendo tempo preziosissimo. Se i maltesi, invece di seguire questa contorta procedura, fossero intervenuti direttamente forse si sarebbe evitata la strage. Infine, un’altra stranezza: perché la gran parte d’immigrati provenienti dall’Africa orientale e dai vari Paesi asiatici vengono a sbarcare sulle coste siciliane e meridionali? Potrebbero approdare più agevolmente a Cipro, a Creta oppure sulla terraferma in Grecia e in Bulgaria? Anche questa è Europa. Se rischiano la vita per venire in Sicilia una ragione deve esserci o forse più d’una. Al governo la risposta e soprattutto la responsabilità di operare, con politiche nuove di cooperazione e di contenimento, per giungere a uno sforzo condiviso degli oneri e degli interventi sia sul piano nazionale sia europeo. Non si può continuare con la politica “dell’immigrato dove lo metto”. Un po’ di qua un po’ di là, mai nelle regioni del nord per non irritare il ministro leghista Bossi che li vuole “fora de bal”. Ma che razza di governo è questo? La Sicilia ha già  fatto, continua a fare il suo dovere di solidarietà  umana, ma non può, certo sopportare l’intero fardello, Sarebbe, oltretutto ingiusto e poco funzionale e si configurerebbe come un ripiego razzista inaccettabile. L’Italia e l’Europa darebbero, netta, l’impressione di volersi sbarazzare di un’emergenza così vasta e sconvolgente relegandola alla Sicilia e al Sud. (Agostino Spataro)

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Berlusconi nel sogno del “giusto”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Il Messaggero del 9 aprile 2011 riporta una frase del presidente del consiglio «Chiedo al buon Dio di darci uno sguardo dall’alto, perchè in questo momento abbiamo bisogno anche di lui per riuscire» e Rosario Amico Roxas osserva: C’è da chiedersi “Da quale parte sta Dio”? Quando Bush decise la guerra in Iraq, mentendo sulla disponibilità di Saddam di armi di distruzione di massa, concluse il discorso alla nazione nel quale annunciava l’imminente  “guerra preventiva”, con  la fatidica frase  “Dio salvi l’America”. Dall’altra parte, in attesa dei bombardamenti che avrebbero falciato vittime innocenti, si pregava “Allah Akbar”, che si traduce in “Allah è il più grande” e non, come vorrebbero critici ignoranti dell’Islam,  “Dio è grande”, cadendo nel relativismo del termine, perché grande  è un aggettivo che compendia il relativismo  (l’elefante è grande se rapportato al cane, ma diventa piccolissimo se rapportato …alla luna !). Per gli inglesi Dio dovrebbe essere sempre impegnato a salvare il loro re. I crociati si sacrificarono nelle crociate di conquista perché “Deus vult”, Dio lo vuole, riproponendo quel Dio degli eserciti che Cristo aveva rinnovato nel Dio dell’Amore. Non sappiamo se Dio porti una giacchetta, ma è certo che in tanti, anche troppi, cercano di tirarlo dalla propria parte e di giustificare, nel Suo nome, anche le più turpi nefandezze. Probabilmente dall’alta sponda del Tevere i gerarchi della religione, che pochissimo comprendono della Fede e di tutto ciò che distingue la Fede da  tutte le religioni, avranno apprezzato questa  ipocrita sortita. Avere l’indiscusso potere di stabilire cosa sia “giusto” è il sogno più antico dell’umanità. E’ un sogno che facilmente può tentare qualunque, l’uomo della strada, l’impiegato, il dirigente, l’operaio, l’imprenditore, il politico, l’amministratore pubblico, il giornalista, ma quando coinvolge un presidente del consiglio il rischio diventa grave e, anche, storicamente documentato, perché non basta più la convinzione di “essere nel giusto” ma viene esercitato  anche il convincimento che gli altri, quelli che non lo osannano, siano irrimediabilmente dalla parte sbagliata, emarginati nella “parte sbagliata” della nazione governata. E’ la medesima sindrome di onnipotenza che colpisce tutti i dittatori  e gli aspiranti dittatori; lo sforzo di convincimento mira a coinvolgere i fedelissimi, con lusinghe, promesse, donazioni, liberalità, ad aggregarsi in quel “giusto” per fornire una legittimazione democratica schierandosi  decisamente con quel giusto  che opera esclusivamente per il bene comune.  Viene falsato anche il concetto di bene comune soddisfacendo i bisogni e le voluttà di una minoranza della popolazione, acriticamente  schierata  con il fine dicitore che elenca i propri meriti e la propria fattività dentro una realtà smobilitata dal vero. (Rosario Amico Roxas)

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Siracusa: prevenzione cardiovascolare

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Siracusa 11 aprile, alle 16,00, presso l’Auditorium Collegio Santa Maria di Siracusa in viale Teocrito 46, l’Unitre Siracusa promuove un incontro aperto al pubblico dedicato alla prevenzione delle principali patologie cardiovascolari, prima causa di morte nei Paesi occidentali. L’iniziativa rientra nella campagna nazionale DireFareCuore, promossa da Teva Italia, azienda leader mondiale nel settore dei farmaci equivalenti. L’incontro sarà anche l’occasione per parlare di questi farmaci che, pur avendo lo stesso principio attivo e la stessa sicurezza e qualità dei farmaci originali, hanno un prezzo inferiore, a tutto vantaggio delle tasche dei cittadini e del Sistema Sanitario Nazionale. All’incontro interverranno il dottor Bruno Maltese, dirigente medico presso l’U.O di Cardiologia dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, il dottor Sebastiano Russo, Presidente di Federfarma Siracusa e la dottoressa Chiara Perticone, Specialist di Teva Italia.Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte nei Paesi industrializzati. Ipertensione arteriosa, iperglicemia, coronaropatie e vasculopatie, infarto e ictus sono patologie spesso invalidanti, destinate a crescere a causa dell’aumento dell’età media.  Si stima che gli ipertesi nel nostro Paese siano più di 12 milioni. Ne conseguono circa 195.000 episodi di ictus ogni anno (uno ogni 4 minuti e, in 12.000 casi, si tratta di persone con meno di 45 anni) e 160.000 infarti. http://www.equivalente.it

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Nasce “èItalia in movimento”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Roma 18 giugno 2011 alle ore 15:00 al centro congressi “Cavour” in via Cavour 50 si terrà il primo convegno. Intervengono giornalisti, esponenti della società civile, dell’antimafia, autorità politiche e istituzionali. E’ un’associazione culturale vicina agli operatori della difesa  e della sicurezza, che intende promuovere l’unità nazionale ponendosi. Afferma Girolamo Foti, neoeletto presidente dell’associazione: “Siamo stanchi di subire continuamente le trovate dei leghisti in merito all’Esercito regionale,alle provvigioni ai residenti del nord che si arruolano nel corpo militare degli alpini, alle critiche in merito ai 150 anni dell’unità d’Italia. Noi saremo pronti ad intervenire come società civile con pressioni pacifiche per frenare certe affermazioni antitaliane. Abbiamo tra le priorità la questione morale e la lotta al malaffare, la sicurezza, la difesa e lo sviluppo del paese “partendo dal territorio ovvero : dalle borgate,dai quartieri,dal basso”. All’interno dell’associazione Filippo Scicchitano ricopre l’incarico di vice presidente, l’Avvocato Leonardo Bitti è segretario amministrativo e Davide Salma coordinatore nazionale. La sede nazionale si trova a Roma in via Torquato 66,  ma altri gruppi sono nati a Milano con Massimo Caravello, nel casertano con Francesco Marrocco  e a Palermo attraverso l’associazione Idea Legalità nel difficile quartiere di Borgovecchio”.

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Divorzio: Riforma dei tempi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

“Camera e Senato approveranno, entro la fine di questa legislatura, la riforma del diritto di famiglia nelle procedure di separazione e divorzio”. Il Sen. avv. Filippo Berselli (Presidente Commissione Giustizia al Senato) ha annunciato il varo della “riforma inerente la riduzione dei tempi per il conseguimento della separazione e del divorzio” quest’oggi, nell’ambito del  Convegno nazionale AMI ‘Il Processo di separazione e divorzio: prassi a confronto’ in svolgimento presso il Convento San Domenico di Bologna. “Siamo arrivati alla fase di audizione nelle commissioni” ha continuato precisando che “stiamo individuando la sintesi dei tanti disegni di legge proposti che prevedono soluzioni diverse nella determinazione del tempo limite per l’ottenimento di unasentenza di divorzio”. Il presidente nazionale AMI avv. Gian Ettore Gassani si è spinto oltre auspicando che il Legislatore “preveda l’abolizione della fase di separazione (in Europa esisteoltre che in Italia solo in Polonia, Malta ed Irlanda del Nord) in virtù della quale, per l’ottenimento della sentenza di divorzio, si generano tempi sempre biblici in caso di mancato accordo tra i coniugi e di procedimenti conflittuali (compresi tra gli 8 anni di Milano ed i 12 di Messina)”. Riforma che “non può prescindere dalla uniformità delle prasi applicative perché da Trieste aTrapani ci sia una unica determinazione di tempi e modalità di decisioni in materia, ad esempio, diaffidamento condiviso, assegni di mantenimento, assegnazione della casa coniugale, ascolto dei minori. Come è possibile che, a parità di condizioni, un operaio di Milano debba versare 600 euro di mantenimento ed a Palermo 430? Senza linee condivise ed uniformemente adottate le 166 prassi oggi esistenti in Italia resteranno un grosso problema per gli avvocati ed un insormontabile ostacolo nell’applicazione del sacrosanto principio della certezza del diritto. In taleprogetto di riforma L’AMI chiede l’istituzione del Tribunale della Famiglia nelle aree metropolitane a cui abbiamo accesso magistratura ed avvocatura altamente specializzate e che stronchi la logica della polverizzazione dei Tribunali figlia delle esigenze campanilistiche di questa o quella piccola comunità”. L’esigenza di riforma del diritto di famiglia è quanto mai sentita anche dal Presidente del Tribunale di Bologna, Cons. Francesco Scutellari: “Bologna ha anticipato la riforma varando un protocollo d’intesa tra avvocatura e magistratura in materia di unificazione delle prasi applicative. La Carta di Bologna sarà presentata l’11 maggio all’interno del teatro Duse”. Per Lucio Strazziari (Pres. Consiglio Ordine Avvocati Bologna) “Il panorama legislativo presentato dal senatoreBerselli è il segno dei una decisa evoluzione nel solco dell’adeguamento normativo al costume sociale. Ritengo la riforma assolutamente necessaria poiché le conseguenze dell’applicazione del diritto di famiglia incidono sulla vita civile e sulla tenuta sociale del nucleo riconosciuto dalla Costituzione come fondamentale della nostra società: la famiglia”.

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