Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Quando la cultura ritrova la sua unità

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Mi sono sempre chiesto che senso avrebbe per un medico parlare di diritto o un musicologo di scienze o un farmacologo di letteratura. E questo convincimento mi ha seguito per anni e ha condizionato persino i miei giudizi su politici che non si facevano scrupoli di diventare ministro di grazia e giustizia, pur essendo di professione ingegnere o, da economista, ministro della sanità. Ci son voluti anni prima che mi rendessi conto che questa corsa alla specializzazione rischia di disperdere la nostra visione d’insieme. La medicina, nella fattispecie, è un caso emblematico se si pensa che vi sono circa cento specialità mediche per curare l’essere umano come se i reni, il fegato, il cuore, i polmoni, il cervello fossero a se stanti e solo casualmente si collegassero tra loro. Conosciamo bene le ragioni sostenute dai superspecialisti e sono senza dubbio valide in una società come la nostra nella quale la ricerca scientifica ha bisogno di esperti capaci di approfondire tematiche che meritano studi particolari. D’altra parte anche i programmi dei computer si sono affinati trattando specifici aspetti, ma ci insegnano anche che è necessario trovare un punto d’incontro e di sintesi poiché se è bello il particolare non avrebbe senso se non lo inquadrassimo in un contesto più generale. Ora mi accorgo che anche l’università di Pavia sta cercando di far diventare “generalisti” sia i docenti sia i discenti. Lo fa con “Le interLezioni: Semel in saeculo.” che si traducono con uno scambio interdisciplinare dei cattedratici tanto che il medico parla a Giurisprudenza, il chimico a Scienze Politiche, l’ingegnere a Economia, il farmacologo a Lettere, il musicologo a Scienze, e così via. E alla fine mi ritrovo con un progetto vecchio di 650 anni e che l’università di Pavia ha rispolverato per far rivivere lo spirito originario dell’universitas. Per far comprendere a tutti indistintamente “che la piramide della specializzazione si erge tanto più in alto quanto più larga è la base del sapere”. E allora la materia studiata riuscirà ad apparire da un’angolatura diversa e inconsueta e ci aiuta a comprendere meglio il grande mistero che ci circonda e ci compenetra. Non dovremmo disperdere questa lezione magistrale di vita facendo in modo che sempre più si ricercasse la interdisciplinarietà come metodo di studio, di ricerca e di cura dei mali dell’essere umano, delle altre specie e della natura. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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