Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Quando gli italiani vogliono essere presi in giro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Si parla spesso degli italiani in specie per bocca dei politici. Italiani che devono capire, che hanno capito, che non sono stupidi, che hanno fiducia del loro presidente, che diffidano o osannano la magistratura e i loro rappresentanti. Italiani che hanno paura degli immigrati o sono razzisti, o sono altruisti. Insomma di tutto e il contrario di tutti. Fa specie, da italiano, sentirsi di continuo citato, di sentirsi sovrano, e persino preso in giro, ma con stile o maldestramente, o con ironia. C’è chi poi con un fare da saputello sentenzia: Italiani? Sono un popolo di rassegnati e cinici. Di certo è un popolo paziente, poco incline a prendere seriamente i politici. Sono persino convinti che nulla cambia se si vota in un certo modo o il suo contrario. Dalla destra alla sinistra i partiti sono diventati inaffidabili: promettono, ma sono pronti un attimo dopo a rimangiarsi tutto. Coloro che rappresentano i  partiti hanno il grande demerito di aver dissacrato tutto: le istituzioni, la scuola, la giustizia, l’informazione, la stessa politica. In questo modo, forse senza nemmeno accorgercene stiamo scivolando verso l’anarchia. Ma sia chiaro. Mi riferisco ad una anarchia tutta in stile italiano. Tanto per cominciare l’autonomia e la libertà sono intese in misura trasgressiva: parcheggiare in seconda fila, evadere il fisco, intestare la barca al nonno pensionato sociale, non rilasciare la ricevuta fiscale e chicche di questo genere. In tal modo ci riallacciamo all’idea classica dell’anarchismo con il fare a meno dello Stato, come principio del potere, come sistema di governo ma di pretendere, per contro, l’organizzazione sociale, i servizi, l’assistenza, l’istruzione scolastica a costi bassissimi. Siamo per una rivoluzione perenne dentro le mura di casa, nella sfera dei nostri personali interessi e il modo di comporli con il sistema della amicizie incrociate, delle bustarelle elargite all’occorrenza e se va bene con un sorrisetto complice. Come dire? A buon rendere. E’ l’italiano che in qualche modo si arrangia anche nel far quadrare la miseria dei bilanci familiari. Se la politica, le istituzioni offrono un cattivo esempio al massimo potremmo dire: come volevasi dimostrare. Così è la vita degli italiani, se vi pare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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