Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Sostituzione della valvola aortica

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Presentati in anteprima, al VII Congresso europeo di geriatria “Healthy And Active Ageing For All Europeans” conclusosi a Bologna, i risultati dello studio “PARTNER-Coorte A”: confronto, in pazienti con stenosi grave della valvola aortica, tra la tecnica standard di intervento cardiochirurgico a cuore aperto (AVR) e l’innovativa procedura TAVI (impianto di valvola aortica per via transcatetere, attraverso l’arteria femorale o l’apice del cuore). I dati, ottenuti utilizzando le valvole SAPIEN di Edwards Lifescience, dimostrano che, dopo 12 mesi, non c’è alcuna differenza di risultato tra i pazienti sottoposti ai due diversi interventi. 24,2% è la mortalità, per qualunque causa, a 1 anno dalla TAVI, 26,8% quella con intervento cardochirurgico tradizionale: un lieve vantaggio, non statisticamente significativo, per la nuova procedura. Stesso andamento per quanto riguarda la mortalità per qualunque causa riscontrata a 30 giorni dall’operazione: 3,4% con TAVI, 6,8% con l’intervento a cuore aperto. In questo caso, però, il dato osservato con la procedura standard risulta inferiore a quello normalmente riscontrato nel caso dell’intervento a cuore aperto, che ha generalmente un rischio di mortalità a 30 giorni pari a 11,8%.
Lo studio PARTNER è il primo studio randomizzato e controllato mai effettuato per valutare i risultati ottenibili con la TAVI. “PARTNER-Corte A” ha valutato 699 pazienti con stenosi aortica sintomatica e grave, considerati a rischio elevato per l’intervento tradizionale a cuore aperto, e assegnati casualmente alla TAVI attraverso l’arteria femorale, alla TAVI per via intercostale tramite l’apice del cuore o alla chirurgia tradizionale a cuore aperto. I risultati della prima parte dello studio, denominato “PARTNER-Coorte B”, erano già stati pubblicati nel settembre 2010 sul New England Journal of Medicine. “PARTNER-Coorte B” confrontava la TAVI con la terapia farmacologica o di valvuloplastica percutanea, ossia tecniche non chirurgiche riservate ai pazienti che non possono essere sottoposti all’intervento a cuore aperto. Dopo 12 mesi la mortalità nei pazienti trattati tradizionalmente era stata del 50,7%, mentre con la TAVI del 30,7%, 20 punti percentuali in meno pari a una riduzione della mortalità del 39,4%. Il commento dei ricercatori era stato, testualmente: “l’impianto transcatetere con valvola espandibile con pallone è il trattamento di elezione per i pazienti con stenosi aortica che non possono essere sottoposti a intervento chirurgico”.

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