Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 8 Mag 2011

Campi profughi in Liberia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Novità dalla Liberia. Dopo la campagna condotta dal Gruppo Facebook “Costa D’Avorio – la voce della Diaspora – Per il ritorno alla Pace” insieme al Gruppo EveryOne e ad altre ong per i diritti dei rifugiati, la situazione nei campi profughi in Liberia, dove sono accolte migliaia di ivoriani e dove ragazze e donne hanno subito gravi abusi, sembra finalmente cambiare. “L’Alto Commissario Onu per i Rifugiati ha evidenziato l’emergenza nella propria agenda,” spiegano Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau di EveryOne e Marilina Castiglioni del Gruppo Facebook, “e contemporaneamente l’Unicef e altre organizzazioni umanitarie locali hanno avviato un programma urgente per migliorare la fornitura di cibo e acqua potabile ai profughi, evitando così ricatti e speculazioni da parte di malintenzionati. Nelle prossime settimane, inoltre, verranno costruiti nuovi servizi igienici e fontane per l’acqua, mentre i servizi di assistenza medica diventeranno più efficienti”. Secondo le ong impegnate in questa campagna contro gli abusi nei confronti di donne e bambini ivoriani rifugiati, è l’inizio di un nuovo modo di gestire i campi profughi da parte dei responsabili internazionali, con maggiore attenzione ai diritti fondamentali della persona e in special modo degli individui più vulnerabili. “Naturalmente, è necessario continuare a vigilare,” concludono gli attivisti, “affinché certe spaventose violazioni dei diritti e della dignità di bambini e donne non si ripetano più, monitorando la situazione nei campi profughi e potenziando la rete solidale in modo da raccogliere sul nascere qualsiasi richiesta di giustizia e di soccorso da parte dei rifugiati”. (liberia)

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Mostra mercato libro e stampa antichi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Mantova 13 e Sabato 14 Maggio 2011, nel Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, in P.zza Virgiliana 55, si tiene la trentennale esposizione Frontespizio. Mostra del Libro e della Stampa Antichi. La rassegna mantovana è ormai un appuntamento consolidato negli anni: la prima mostra nazionale che si tiene in primavera nel terzo fine settimana di maggio, realizzata dall’Associazione Culturale “Il Frontespizio”. La manifestazione, non solo si rivolge ad un pubblico di consolidati collezionisti ma anche ad un pubblico di neofiti, e di curiosi che per la prima volta si avvicinano allo straordinario mondo della carta stampata; va in ogni modo rilevato l’attenzione di un certo collezionismo estero che da qualche anno frequenta l’esposizione con una frequenza sempre più incisiva.
Sui banchi dei librai antiquari, tutti veri professionisti del settore e profondi collezionisti, si potranno trovare le più importanti stampe antiche disponibili sul mercato attuale, carte geografiche e vedute, stampe decorative, le cosiddette ‘cinquecentine’ uscite dai torchi di stampatori importanti quali Manunzio e Giunti; oltre al materiale di interesse locale, la grafica del primo novecento, gli ex-libris, i libri dedicati, ai giochi di prestigio, alla magia, alla cucina, le prime edizioni Futuriste, e di poeti e scrittori quali D’Annunzio, Saba, Ungaretti.
È come viaggiare tra la polvere dei libri, tra l’immaginazione di chi li ha presi in mano e tra l’amore di chi li sceglie e li cerca. Ogni singolo pezzo che sia libro, stampa, santino, bolla papale o immagine pubblicitaria racconta qualche cosa della storia dell’uomo. Cosa fa di una mostra un avvenimento importante, di risonanza non solo nazionale?, potrebbe sembrare difficile rispondere, in realtà molti sono gli ingredienti è più difficile a concretizzarsi perché gli ingredienti necessari affinché tutto funzioni sono diversi: serve un gruppo organizzativo molto affiatato che sappia operare in linea con le esigenze del mercato e degli espositori e che sappia garantire la fiducia e la tranquillità degli acquirenti.
Nata nel maggio 1975, la rassegna Frontespizio. Mostra del Libro e della Stampa Antichi si pone come la prima esposizione in ordine di età e di rilievo in campo nazionale; copiata dalle tutte le altre nate successivamente nelle diverse città italiane, questa di Mantova ha saputo coinvolgere un sempre maggiore numero di espositori ed iniziare al collezionismo un altissimo numero di appassionati. (carta geografica piccola)

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Terapia tricologica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

capelli

Image by andrepicio via Flickr

La biologia del bulbo dei capelli è incredibilmente complicata, tanto che il bulbo viene utilizzato come modello sperimentale nella ricerca medica e biologica in molti settori della medicina. La regolazione delle fasi del bulbo del capello è controllata da una serie innumerevole di citochine che modulano l’attività biologica del bulbo sin dai primi sviluppi fetali. La conoscenza della biologia dell’orologio biologico dei bulbi piliferi permette di conoscere meglio gli eventi patologici che possono danneggiare il bulbo e le varie cellule che lo compongono (tricocheratinociti, fibroblasti, melanociti): qualsiasi noxa patologica prima di tutto crea un’alterazione del controllo del ciclo del capello, determinandone poi la conseguente apoptosi. Anche i processi immunologici che controllano il bulbo dei capelli è sotto il controllo dei fattori di crescita, a partire dal privilegio immunologico di cui godono, sono modulati da un sistema compressissimo di growth factor e citochine. Scopo della relazione è evidenziare i processi biologici del ciclo del capello, della risposta immunologia e della reazione infiammatoria in assenza e in presenza di patologie specifiche, e di valutare la potenzialità di efficacia dei fattori di crescita di origine piastrinica o gli equivalenti dei fattori di crescita (mimicking growth factors) nel controllo del ciclo biologico del bulbo. (Dott. Fabio Rinaldi, IHRF – Milano)

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Plasma nella cura delle occhiaie

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

via Flickr”]wrinkled smoky face

Le occhiaie corrispondono ad una patologia mista della regione sub-orbitale in relazione con la delicatezza e l’irregolarità della superficie della pelle a questo livello, con bavelle venose rilevanti, depositi di emosiderina e un eccesso di melanina. Il loro trattamento è difficile e raramente ottimale. Ipeelings TCA e Amelan si associano spesso ad un fenomeno di «rebound» dopo uno schiarimento transitorio; i laser frazionati hanno un migliore risultato sulle piccole rughe, piuttosto che sulle occhiaie. Quanto all’acido ialuronico, la sua utilizzazione raggiunge di rado l’effetto sperato, sia per l’edema locale o l’effetto di Tyndal, che può provocare se è del tipo reticolato, sia per la breve durata della sua efficacia, quando é del tipo non reticolato. In occasione di un recente studio sull’effetto del Plasma Ricco di Piastrine (PRP), nel trattamento delle spiegazzate e delle piccole rughe sotto-orbitali, abbiamo potuto constatare dei risultati globalmente medi. Di contro, la maggior parte dei pazienti che presentavano in più delle rughette, delle occhiaie scure, hanno notato la loro attenuazione o scomparsa. Questa constatazione é ancora più interessante per il fatto che i risultati persistono oltre i sei mesi dall’intervento. Le piastrine iniettate riversano nella zona immediatamente circostante una trentina di fattori di crescita differenti, alcuni dei quali aventi un effetto chimio-tattico sulle cellule circolanti. L’effetto di questi fattori sullo schiarimento della pelle resta ipotetico, ma i risultati dimostrano chiaramente che esiste in questa procedura un fenomeno capace di modulare il colore della pelle. Nella nostra relazione descriviamo il protocollo terapeutico e lo illustreremo con alcuni esempi di casi trattati. (Dott. Luigi L. Polla, Dott. Michael Franz, Forever Laser Institut, Ginevra)

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Come sciogliere il grasso con la luce: la laserlipolisi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Laser machine

Image by Hugo Durães via Flickr

La laserlipolisi (SmartLipo) è un trattamento innovativo e sicuro praticato in regime ambulatoriale, mediante anestesia locale, per le adiposità localizzate. Tale metodica presenta molteplici vantaggi rispetto alla liposcultura tradizionale quali mininvasività, tempi di recupero brevissimi e nessuna degenza post trattamento. SmartLipo è una metodica eseguita con un sistema laser Nd:YAG pulsato a 1064 nm attraverso una cannula sottilissima di un millimetro di diametro da dove fuoriesce una fibra laser da 300 micron. Il trattamento permette di causare l’apoptosi con conseguente rottura della membrana adipocitaria e fuoriuscita del grasso lisato, che può essere smaltito per via naturale attraverso il sistema epatico (eventualmente con l’aiuto di un linfodrenaggio) o rimosso parzialmente in sede di trattamento. Con la Smartlipo si possono trattare tutte le forme di adiposità localizzata in distretti corporei quali braccia, addome, ginocchio, spalla, caviglia, viso e collo (dove si ottiene un eccellente effetto lifting), coulotte, e fianchi. La regione viso-collo è come detto un’area dove si possono ottenere eccellenti risultati in breve tempo. La Smartlipo non presenta rischi operatori e non lascia esiti indesiderati di alcun tipo. Per questo motivo negli Stati Uniti già dal 2006, ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA). La durata del trattamento nella regione viso-collo è di circa 10-15 minuti a differenza delle altre aree corporee dove varia dai 40 ai 60 minuti per seduta. Subito dopo il trattamento vengono applicati dispositivi elastocompressivi e viene prescritta una modesta copertura antibiotica. La paziente può ritornare alla normale vita subito, non dovendo osservare nessun periodo di riposo precauzionale post-operatorio. (Dott. Domenico Piccolo, Clinica Dermatologica, Università di L’Aquila, Cattedra di Chirurgia Plastica, Università di L’Aquila)

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Invecchiamento cutaneo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Vitis vinifera

Image via Wikipedia

Per il foto-invecchiamento, le cheratosi attiniche e come trattamento anti-ageing cutaneo, sono stati sviluppate creme con complessi multivitaminici stabilizzati con Melatonina ed un siero con Acido L Ascorbico puro stabilizzato con Melatonina, resveratrolo e vitis vinifera. Lo studio è stato condotto per oltre 3 anni su 264 pazienti con un range di età variabile dai 28 agli 85 anni. I pazienti sono stati divisi in 2 gruppi: Studio e Controllo e scelti in modo random in base alla valutazione psicologica e clinica. Inoltre, la pelle di 60 pazienti è stata trattata congiuntamente anche con Risonanza quantica molecolare per potere valutare se e come la pelle del viso possa migliorare quando entrambe i trattamenti vengono effettuati congiuntamente. E’ stato dimostrato che il nuovo complesso multivitaminico in combinazione con la Vitamina C al 15 % stabilizzata con Melatonina, Resveratrolo e Vitis Vinifera migliora l invecchiamento Intrinseco ed il foto-invecchiamento. Inoltre, combinando questo trattamento alla tretinoina può essere considerato come trattamento alternativo alla prevenzione delle keratosi attiniche e del foto-invecchiamento. La risonanza quantica molecolare agisce sinergicamente con le creme contribuendo ad aumentare la quantità di collagene e la texture cutanea. (Dott. Matteo Tutino*, UNIPA, Policlinico Paolo Giaccone, Palermo, Dott. Adam Bodian, New York (Usa); , Dott. Ruben Oddenino, Milano)

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Gomiti e ginocchia fanno la spia sull’età

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Non trattenevo mai i nodi alla gola

Image by moneboh via Flickr

Il bisogno di contrastare l’invecchiamento cutaneo e correggere le imperfezioni cutanee oggi non si rivolge solo alle aree tradizionalmente oggetto di attenzione e più esposte alla vista, quali il volto, il collo e le mani. La moda, che alle donne più ricercate detta di scoprire braccia e gambe con pelle a vista anche in inverno, mette a nudo aree, come gomiti e ginocchia, il cui ispessimento, ruvidezza, secchezza e grinzosità, costituiscono frequente motivo di consigli di trattamento. Generalmente l’approccio al trattamento di queste aree consiste in trattamenti cosmetici domiciliari con formulazioni a base di alfa idrossiacidi o altre sostanze esfolianti e idratanti. Più recentemente, in particolar modo per l’area del ginocchio, sono stati proposti trattamenti iniettivi di biostimolazione e rivitalizzazione con acido ialuronico libero. Nessuna esperienza è stata sinora riportata con impiego di acido ialuronico NASHA™ ad effetto Hydrobalance nel trattamento di queste aree, in particolare per quel che concerne i gomiti. Scopo del lavoro è stato di valutare l’efficacia di un protocollo di ringiovanimento di gomiti e ginocchia basato su un trattamento cosmetologico domiciliare a sere alterne con acido glicolico 15% e crema restituiva tutte le mattine in combinazione a un ciclo di 3 sedute (una ogni 3 settimane) di acido ialuronico NASHA™ ad effetto Hydrobalance (concentrazione 20mg/ml), iniettato nel derma profondo. I risultati clinici e fotografici hanno evidenziato una riduzione dell’ispessimento e un recupero del turgore e dell’elasticità cutanea delle aree coinvolte con elevato grado di soddisfazione soggettiva. I risultati di questa esperienza confermano l’efficacia del gel NASHA™ con effetto Hydrobalance nel ringiovanimento cutaneo e dimostrano la possibilità di utilizzarla con successo anche nel trattamento di aree corporee non convenzionali e mai trattate in precedenza con questa modalità iniettiva. (Dott. Maria Gabriella Di Russo (Latina), Dott. Magda Belmontesi (Pavia)

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Correzione della regione temporale infossata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

invecchiamento

Image by _Cristina via Flickr

Nel processo di invecchiamento del volto la ptosi cutanea e muscolare fanno sì che la regione temporale appaia scavata e angolare. Questa antiestetica depressione della tempi può dare un aspetto emaciato al volto; con l’utilizzo dei filler è possibile ripristinare il volume dell’area temporale per ottenere un aspetto più armonico e riportare l’interesse di chi osserva il viso su uno dei punti focali, gli occhi. A questo scopo gli Autori hanno utilizzato due tipi di filler a base di acido ialuronico di sintesi, monofasico, con matrice tridimensionale, con media o con elevata capacità volumizzante, a seconda del tipo di difetto da correggere (infossamento da invecchiamento o da trauma) che permettono un impianto estremamente omogeneo e plastico donando una particolare naturalezza alla correzione estetica. La loro funzione modellante offre alla morfologia del volto un aspetto più disteso e giovane. La matrice tridimensionale consente una durata dell’impianto tra gli 8 e i 15 mesi. Il filler iniettato a livello del tessuto sottocutaneo, poco rappresentato in quest’area, ottiene un ottimo effetto plastico di sostegno e se iniettato a diretto contatto con l’osso può modellare anche difetti ossei con un visibile effetto lifting. Gli Autori suggeriscono di impiantare l’acido ialuronico in quest’area molto vascolarizzata con micro cannule a punta smussa per rendere il traumatismo meno evidente. (Dott. Patrizia Piersini, Dott. Giuseppe Sito)

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Biostimolazione rivisitata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Celebran a senescente de 103 años

Image by talcahuanofotos via Flickr

La biostimolazione consiste nell’attivazione delle funzioni biologiche della cute al fine di ottimizzarne l’omeostasi con un conseguente miglioramento estetico. Negli ultimi anni, si sostiene sempre più che il ringiovanimento estetico di una pelle senescente, opaca ed asfittica, passa necessariamente attraverso un’intensa attività di biorivitalizzazione mediante un apporto costante di sostanze nutrienti e biostimolanti. La dermovalorizzazione a propulsione, trattamento medico-estetico non invasivo, ha come obiettivo, la veicolazione di ossigeno molecolare ad alta pressione, negli strati cutanei vitali al fine di aumentarne l’idratazione, il tono, la densità cutanea e la luminosità, in maniera dolce, efficace oltre che indolore poiché si è in assenza di iniezioni. Tale propulsione facilita il rapido assorbimento nella pelle degli ingredienti chiave. Attivando il processo osmotico si aiuta così a veicolare negli strati cutanei principi attivi totalmente naturali e privi di conservanti oltre che estratti fitoceutici, atti ad ottimizzare la fisiologia della cute. Tale metodica permette di contrastare e prevenire l’invecchiamento cutaneo attraverso la ricostruzione e la riorganizzazione della struttura della pelle. Tale metodica consiste in una delle tecniche più efficaci ed avanzate per il ringiovanimento cutaneo non invasivo. La prerogativa della dermovalorizzazione a propulsione è di ottimizzare la propulsione di ossigeno proteggendo la sua stabilità molecolare attraverso specifiche molecole “scavenger” di origine vegetale e contemporaneamente amplificare l’effetto delle cellule meristematiche vegetali unendole alla vitalità dell’osssigeno.
La seduta ambulatoriale consiste: dopo aver deterso la cute, prima nell’applicazione di un peeling booster specifico, successivamente nell’erogazione di ossigeno molecolare per 20/40 minuti in relazione alle necessità delle zone da trattare tra viso-collo-decolleté e per ultimo nell’applicazione di una maschera plasmabile a base di alginati marini. In linea di massima, il protocollo si basa su una seduta a settimana per quattro settimane poi due sedute ogni quindici giorni per due volte ed in fine richiami di mantenimento mensili. La seduta ambulatoriale ha una durata complessiva che varia dai 30 ai 60 minuti. E’ un trattamento adatto tanto per una pelle giovane quanto per una cute anziana. I risultati si hanno già dalle prime sedute (migliora la texture, aumenta l’idratazione, il tono, la densità cutanea e la luminosità). La dermovalorizzazione a propulsione può dunque essere considerata una vera e propria terapia medica non invasiva, indicata sia a scopo preventivo che terapeutico. (Dott. M.G. Di Russo, Dott. M. Belmontesi, Dott. U. Borellini, Dott. M. Ruspi)

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Criolipolisi: come ti combatto

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Syndrome de Raynaud

Image via Wikipedia

Diete ed esercizio fisico regolare spesso non consentono di liberarsi del grasso depositato sui fianchi e sulla pancia. La liposuzione, pur offrendo una valida soluzione al problema, rimane pur sempre un intervento chirurgico. Un’alternativa al bisturi è rappresentata dalla criolipolisi, una nuova tecnica medica non invasiva. Questa procedura sfrutta la diversa sensibilità delle cellule adipose al freddo, rispetto alle altre cellule del corpo. Esposte a una lunga e controllata bassa temperatura, le cellule e gli ammassi del grasso vengono distrutti senza intaccare i tessuti circostanti (pelle, vasi sanguigni, nervi, muscoli, etc.). In modo progressivo, nel corso dei tre mesi post-intervento, le cellule svaniscono per apoptosi indotta dallo stress termico, e senza pericolo di fibrosi del tessuto restante. Il grasso ‘sciolto’ dal trattamento viene utilizzato e/o eliminato dall’organismo. La procedura non può essere effettuata nelle donne in gravidanza e nei soggetti affetti da malattie legate al freddo (malattia e sindrome di Raynaud, orticaria da freddo, etc.). (Dott. L.L. Polla, Dott. M. Franz, Forever Laser Institute, Ginevra (Svizzera)

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Nuove proposte di medicina estetica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Medicina Centrada en el Paciente

Image by SomosMedicina via Flickr

Ridurre il disconfort del paziente durante l’effettuazione delle ‘punturine’, non solo permette all’operatore di lavorare con maggiore tranquillità e precisione, ma aumenta significativamente il grado di soddisfazione del paziente. Arriva dagli Stati Uniti un nuovo spray che garantisce un effetto anestetico locale immediato. Lo spray non contiene farmaci, ma provoca un raffreddamento controllato, senza congelamento del tessuto. Il dispositivo, prodotto negli USA e approvato dalla FDA, presenta inoltre il vantaggio di non essere infiammabile e di essere registrato anche per un uso su ferite aperte di entità minore e sulle mucose integre. Date le specifiche caratteristiche , questo anestetico immediato risulta di grande interesse sia durante le infiltrazioni di filler in aree particolarmente dolorose, ma anche durante l’uso localizzato di laser o radiobisturi, o per piccoli interventi, come la rimozione di suture o la detersione di una ferita. (Dott. Carlo Lampignani, dott. A.Camporese, dott. D. De Rossi)

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Il punto sulla mesoterapia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Esofagitis ulcerada clasificación "Los An...

Image by Antonio@GDL via Flickr

I farmaci possono essere somministrati per varie vie allo scopo di permettere la loro penetrazione nel’organismo ed il raggiungimento dei siti specifici di azione. Le industrie farmaceutiche mettono in commercio composti che si sono dimostrati validi nella sperimentazione preclinica e clinica, perciò idonei all’uso terapeutico ed ogni composto è accompagnato da una scheda tecnica che ne descrive le caratteristiche e il modo d’uso. L’utilizzazione, da parte dell’organismo, di questi composti avviene grazie al susseguirsi di processi che li rendono disponibili e quindi idonei a modificare o rimuovere situazioni morbose possibilmente senza effetti collaterali indesiderati. I processi attraverso i quali l’organismo utilizza l’azione dei farmaci sono distinti in fasi: la fase farmaceutica, la fase farmacocinetica, la fase farmacodinamica. La fase farmaceutica o della disponibilità farmacologica è molto importante per le preparazioni orali. Con la disgregazione, la preparazione farmaceutica si disperde sotto forma di particelle che possono essere facilmente disciolte nei liquidi organici per essere assorbite. Il pH acido a livello gastrico è indispensabile per la disgregazione di alcune forme solide, inoltre condiziona l’assorbimento dei vari composti nella successiva Fase Farmacocinetica. La fase Farmaceutica è da tenere in considerazione, in mesoterapia, quando si associano farmaci giacché l’eventuale interazione chimica compromette la disponibilità degli stessi con conseguenze facili da immaginare. La fase Farmacocinetica o della Biodisponibilità è il modo con il quale l’organismo modifica il farmaco. I farmaci, per qualsiasi via siano somministrati, per raggiungere il sito d’azione devono prima entrare nel torrente circolatorio e, perché questo avvenga, le molecole del farmaco dovranno essere assorbite attraverso le membrane lipoproteiche cellulari.
L’esempio classico è offerto dall’aspirina, composto a carattere acido che al pH acido dello stomaco è indissociato e quindi libero di diffondere attraverso la mucosa gastrica. Qui però, a livello cellulare, trova un ambiente meno acido che ne provoca la ionizzazione perciò non è più diffusibile e resta nella cellula (intrappolamento ionico) dove esercita la sua tossicità. La distribuzione prevede che le varie molecole, dopo aver attraversato le membrane cellulari, entrano in circolo e si legano in varia misura alle proteine plasmatiche: solo la quota libera sarà in grado di diffondere attraverso i tessuti per arrivare alla sede d’azione e provocare l’effetto biologico ossia la Fase Farmacodinamica. La fase Farmacodinamica o dell’effetto biologico si realizza nel momento in cui il farmaco arriva al sito d’azione: è la fase dell’effetto biologico responsabile delle attese modificazioni cliniche che corrispondono alle caratteristiche del composto scelto in conformità a criteri diagnostici. E’ necessario, per la realizzazione di quest’effetto, che il farmaco raggiunga una ottimale concentrazione plasmatica affinché la quota libera possa arrivare ai tessuti interessati in concentrazione efficace per poter interagire con i recettori. Conseguito quest’effetto, il composto è metabolizzato principalmente a livello epatico grazie al ricco corredo enzimatico microsomiale e ai processi di idrolisi e di ossidazione (riduzione dell’effetto biologico e della liposolubilità).
Un farmaco per essere utile deve essere eliminato dall’organismo in tempi adeguati, l’eliminazione avviene attraverso i sistemi di filtrazione e di secrezione renale e, per alcuni farmaci, per mezzo della secrezione biliare che può comportare il riassorbimento attraverso la mucosa intestinale (circolo enteroepatico) e un prolungamento della presenza del farmaco nell’organismo. Metabolismo ed eliminazione possono verificarsi prima che il farmaco abbia reagito con i recettori. Esistono molte vie di somministrazione sistemica dei farmaci:
• Somministrazione orale L’effetto di un farmaco può essere influenzato, per quello che riguarda l’assunzione orale, da vari fattori quali l’aderenza più o meno diligente del paziente alle istruzioni del medico circa la dose, il modo e i tempi d’assunzione; dall’integrità delle mucose e dalla motilità del tubo gastroenterico, dalle variazioni del suo contenuto, dal pH, dalla flora batterica intestinale, dal metabolismo del primo passaggio epatico.
• Somministrazione intramuscolare L’iniezione intramuscolare permette l’assorbimento rapido della maggior parte dei farmaci poiché i canali acquosi della membrana endoteliale lasciano diffondere le molecole indipendentemente dalla loro liposolubilità.
• Somministrazione sottocutanea Con l’iniezione sottocutanea l’assorbimento è più lento di quello della via intramuscolare.
• Somministrazione endovenosa La via endovenosa è utile quando necessita un’azione terapeutica rapida che altrettanto rapidamente si esaurisca; in altre situazioni invece l’infusione endovenosa lenta e prolungata assicura una concentrazione plasmatica costante di farmaco. Si utilizzano farmaci a breve emivita.
• Somministrazione rettale La somministrazione per via rettale può essere utile quando è preclusa la via orale. Spesso l’assorbimento attraverso questa via è irregolare e incompleto, è possibile il parziale convogliamento nelle vene emorroidarie inferiori che evita il circolo portale e il metabolismo di primo passaggio epatico. E’ frequente l’irritazione locale.
• Somministrazione percutanea La via percutanea risente delle condizioni dello strato corneo, della sua idratazione, inoltre è di notevole importanza il veicolo a cui viene affidato il principio attivo.
La mesoterapia, ovvero la introduzione di farmaci per via intradermica, si basa sulla introduzione di principi attivi (o non) che potranno esplicare il proprio meccanismo di azione, prolungato nel tempo, rispetto ad una introduzione sistemica, grazie al micro deposito dermico che si crea con l’inoculazione dermica. Tale deposito dermico permette una lenta e graduale diffusione del principio attivo verso i tessuti sottostanti fino alla articolazione proiezione della zona di inoculazione. Tale via di somministrazione permette quindi una utilizzo di minore quantità di sostanza utile in alcune condizioni cliniche. Le indicazioni della mesoterapia derivano, dunque, da un razionale uso dei composti chimici, con proprietà farmacologiche o meno, applicate da medici esperti per il trattamento o la prevenzione di alcune condizioni cliniche ove sia possibile dimostrare tollerabilità delle sostanze inoculate per tale via di introduzione. Alcune indicazioni, anche se comunemente sono annoverate tra quelle possibili, non trovano ancora oggi un valido supporto scientifico e dovrebbero essere considerate solo come ipotesi sul piano scientifico. La ricerca scientifica dovrebbe essere proposta per consolidare/confermare alcune indicazioni e per validarne altre. La mesoterapia, resta dunque una tecnica di inoculazione di sostanze di interesse regolatorio, scientifico e deontologico. Anche il settore delle amministrazioni sanitarie e delle industrie private dovrebbero collaborare maggiormente per approfondire il potenziale vantaggio farmaco-economico che tale metodica potenzialmente offre. (Dott. Massimo Mammucari, Presidente della Società Italiana di Mesoterapia (SIM) – in sintesi)

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La pelle è uguale per tutti?

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Book-Perfumeria -Cosmetica

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La globalizzazione sempre più marcata, cresciuta parallelamente all’immigrazione, agli scambi culturali tra paesi lontani e, un tempo, poco accessibili, ha comportato la necessità di trovarsi pronti a individuare patologie e/o inestetismi che normalmente non appartengono alla nostra razza e alle nostre consuetudini. Persone con pelle di diverso colore possono presentare un diverso aspetto morfologico di una patologia: per tradizioni cosmetiche diverse, per frequentazioni rituali, per diversi approcci terapeutici. Le diverse tonalità di colore della pelle, dei capelli e degli occhi, la conformazione di peli e capelli sono sicuramente i parametri più importanti dal punto di vista dermatologico. E tali parametri possono presentare diversità sostanziali a seconda della razza di appartenenza. Ma anche alcuni aspetti attinenti la fisiologia della pelle, come la termoregolazione o la permeabilità, cambiano a seconda dell’etnia. Tentare di strutturare una classificazione di tali inestetismi/patologie, non di meno, regolare il loro inquadramento terapeutico, sono obiettivi che si rendono sempre più necessari. (Dott.ssa Maria Concetta Romano, Specialista in Dermatologia Vicepresidente – Associazione Internazionale di Ecodermatologia (SKINECO) e Presidente Board scientifico “Il corpo ritrovato” -Ricerca e Studi per l’accudimento dermo-cosmetologico del paziente oncologico)

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Epilazione dei fototipi scuri: mito o realtà?

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Dermatology products

Image via Wikipedia

Nell’anno 2000, circa il 30% della popolazione (85 milioni) aveva un fototipo scuro. Nel 2050, il 50% della popolazione mondiale sarà di discendenza non Europea. L’epilazione laser prende il primo posto come richiesta estetica in dermatologia. Nonostante i miglioramenti e gli adattamenti tecnologici dei laser per le pelli scure, vista la richiesta crescente, i risultati sono spesso al di là delle speranze. Poche pubblicazioni riguardano i fototipi scuri (IV-VI). La vera sfida per questi fototipi rimane: evitare gli effetti secondari soprattutto le iperpigmentazioni e la ricrescita paradossale. La vera sfida consisterà nell’ottenere gli stessi risultati di quelli ottenuti dalle pelli chiare.

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Il melasma delle pelli pigmentate

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Il melasma delle pelli scure è molto frequente in Marocco, paese molto soleggiato. Rappresenta il 5% delle visite mediche private. Alcuni fattori inerenti alla cultura e al modo di vita (applicazione di oli sul viso, profumi, estratti vegetali ecc.) per rendere la pelle più bella, si aggiungono alle etiologie classiche dei melasmi ormonali, solari, endocrinologici e genetici. Il trattamento iniziale consiste nell’applicazione di cosmetici: idrochinone, anti tirosinasi, Acido retinoico-glicolico-kojico o fitico. Alcuni estratti vegetali e placentari sono utilizzati in cosmetologia come complemento terapeutico per la depigmentazione della pelle. Quando la pigmentazione è dermica si deve trattare la pelle con delle preparazioni aggressive quali Trio di Kligman, preparazione Bourra, complexe Mene-Moy complexe, d’Obaji Krulig Peel. Queste ultime preparazioni possono essere utilizzate in pre-peeling dalle quattro alle sei settimane. I peeling medi e profondi sono soprattutto proposti nei melasmi cronici. I più efficaci associano più tipi di acidi (Acido glicolico – Acido kojico-fitico) e la vitamina C levogiro.I peeling al fenolo (Exoderm) – il Yellow peel, il Krulig Peel, hanno dato risultati soddisfacenti sulle pelli scure magrebine. La protezione solare è obbligatoria in associazione al trattamento medico e ai peeling. (Ahmed Bourra – Dermatologo, Presidente della Società Marocchina di Medicina Estetica (SMME) Casablanca – Marocco)

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La medicina estetica “Glocal”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

University of Siena - old cloister (2)

Image by jonathan rieke via Flickr

La realtà mondiale, in rapidissima evoluzione, sta modificando tutti gli schemi tradizionali per tentare di classificare, sotto il profilo estetico, le tipologie umane. Funziona ormai in tutti i continenti e non solo negli Stati Uniti il melting pot, un grande pentolone all’interno del quale si mescolano: razze, colori, mappe genetiche, DNA, esaltando e rinnovando i singoli ingredienti. La differenza tra caucasici, asiatici e africani rappresenta uno degli schemi classici per definire le tipologie umane, ormai superato dalla globalizzazione. Ad ogni razza i suoi problemi estetici: disidratazione per le pelli scure, tendenza a discromie e macchie negli asiatici, foto invecchiamento con rughe e avvizzimento anche precoci per i caucasici, che più di ogni altra razza sembrano accusare, sulla propria pelle, i segni del tempo. Ma la cosmetologia, la scienza della bellezza e della prevenzione dall’invecchiamento, è nata soprattutto nei paesi più ricchi e industrializzati e ha concepito migliaia di prodotti sul modello prevalentemente caucasico, con qualche nicchia di tradizione del mondo orientale. Oggi, nasce sempre più per i medici il bisogno di poter fare una sicura diagnosi cutanea (spesso legata alla struttura e al colore della pelle) e di poter operare, efficacemente e in sicurezza, con trattamenti preventivi e di mantenimento estetici, trovandosi di fronte alle nuove tipologie, altamente variabili e indefinibili, della razza umana. Ne sta nascendo una sfida scientifica per soddisfare i nuovi bisogni e trovare nuove funzionalità cosmetiche, da soddisfare con textures differenziate, che rispettino i valori cutanei (pH, tasso di idratazione, valori sebometrici, ma anche processi enzimatici diversi a livello epidermico). La globalizzazione porta nuove sostanze attive, spesso mutuate da antiche tradizioni, per soddisfare al meglio il mantenimento (o la modifica strutturale) della cute e dei capelli, verso un’immagine globalizzata di bellezza. Basti pensare alla moda di avere capelli lisci, lunghi, lucenti, che sta contagiando tutte le giovani donne del mondo. Per finire non bisogna dimenticare i risvolti culturali e religiosi, che portano a formulare linee di trattamento nel rispetto delle filosofie orientali, dell’islamismo (cosmetici Halal e Haram), e infine di antichissime culture quali l’Ayurveda indiana. Una cosmetologia sempre più globalizzata, dove il melting pot rappresenta veramente il grande contenitore da laboratorio dove si mescolano ingredienti, competenze, scienza e tecnologia di una delle discipline più dinamiche e innovative nel soddisfare i bisogni di bellezza e benessere dell’uomo del terzo millennio. (Prof.ssa Carla Scesa, docente di Cosmetologia Università di Siena)

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Medicina estetica e l’anti-aging

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

63/365: Anti-Aging

Image by bloody marty mix via Flickr

Assumere troppe calorie, rappresenta una delle principali cause del processo di invecchiamento dei tessuti e dell’organismo in toto. Tuttavia, la limitata conoscenza dei meccanismi molecolari che sono alla base della azione tossica dei nutrienti in eccesso, ed in particolare del glucosio, limitano di fatto le possibilità di intervento farmacologico. L’attività mitocondriale e la conseguente produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) sembrano essere i principali responsabili del legame tra sovralimentazione ed ageing, ma i deludenti risultati ottenuti con agenti a generica azione antiossidante nella prevenzione dell’invecchiamento, assieme a dati sperimentali provenienti da animali geneticamente modificati, destano dubbi su questa interpretazione. Per contro, nuove conoscenze sulle molecole attraverso cui le cellule percepiscono la disponibilità di nutrienti sembrano aprire a nuove possibili ipotesi. Tra questi ‘nuovi’ sensori, una vasta e recente letteratura ha posto l’attenzione sulla Sirtuina 1 (Sirt-1) e sulla cascata di mTOR (mammalian Target of Rapamycin, un regolatore della sintesi proteica) come fattori, rispettivamente, anti e pro-ageing. Recenti studi sperimentali suggeriscono dunque un nuovo modello di regolazione metabolica dell’ageing legato, almeno in parte, alla eccessiva produzione ed all’accumulo di proteine strutturalmente alterate nei tessuti. In questa ottica nuove prospettive si aprono per la ricerca nutrizionale e farmacologica, lungo linee distinte da quelle del tradizionale approccio ‘antiossidante’. (Dottor Giovambattista Pani, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma)

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Il trattamento dell’adiposità localizzata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Sovrappeso

Image by imorgillo via Flickr

Benché la chirurgia (liposuzione, liposcultura, addominoplastica) resti il gold standard per il trattamento dell’adiposità localizzata, la medicina estetica è alla continua ricerca di approcci terapeutici non invasivi, meglio accetti dal cliente. A tal fine, da qualche anno si sono imposti sul mercato macchinari emettitori di ultrasuoni a bassa frequenza, che hanno diviso la comunità scientifica sulla loro efficacia nel trattamento dell’adiposità localizzata. Il razionale del loro impiego è da ricercarsi nelle variazioni di pressione che il passaggio degli ultrasuoni genera nei liquidi corporei. Ne consegue un effetto cavitazionale, consistente nella formazione di zone di vapore all’interno del fluido che, implodendo, generano onde d’urto in grado di danneggiare le strutture limitrofe. Quando esse sono rappresentate da adipociti, la lisi cellulare che ne consegue si associa la riduzione del tessuto adiposo trattato. L’uso di ultrasuoni a bassa frequenza consente di ridurre l’eccesso di tessuto adiposo e, conseguentemente, di migliorare l’estetica del distretto corporeo trattato. L’entità del decremento (circa 2 cm) non è, tuttavia, tale da stravolgere positivamente la silhouette di coloro che si sottopongono a questo trattamento. Resta, in ogni caso, l’unico approccio terapeutico non invasivo contrastante l’adiposità localizzata. Se agli ultrasuoni si abbinassero procedure favorenti il drenaggio dei prodotti della lisi adipocitaria (ad es. massaggi o pressoterapia) e, in caso di sovrappeso/obesità, una dieta ipocalorica, si potrebbero avere dati più incoraggianti. (Prof. Laura Piombino, dott. Maria Paola Belfiore, prof. Giuseppe Belfiore, prof. Giovanni Messina, dott. Dario Dorato, dott. Nadia Fraone)

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Lipodistrofia localizzata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Le onde d’urto (SWT) sono impulsi che si propagano come onde pressorie, generando uno stress meccanico dei tessuti che attraversano. La loro introduzione in campo medico è avvenuta con la litotrissia extracorporea, per il trattamento non invasivo della calcolosi renale. D’altro canto è ormai assodato che le forze meccaniche esercitano fondamentali effetti biologici e sono in grado di modulare l’attività cellulare. Studi in vitro hanno dimostrato che la SWT induce proliferazione e differenziazione di numerosi tipi cellulari (osteoblasti, cellule endoteliali, fibroblasti, …) e, attraverso l’induzione di fattori angiogenetici, migliora la perfusione cutanea. Sulla scorta di ciò, la SWT ha trovato applicazione prima per il trattamento di patologie muscolo-scheletriche, poi delle ulcere cutanee. Negli ultimi anni, è emersa l’ipotesi di un effetto delle onde d’urto anche sugli adipociti, e la SWT è stata proposta per il trattamento delle lipodistrofie localizzate. Il ridotto trofismo del tessuto adipose di questa condizione è probabilmente dovuto ad una alterazione del microcircolo della cute e del sottocute, con effetti negative sul metabolismo adipocitario. Mentre la SWT tradizionale utilizza onde pressorie focalizzate, che mirano ad un obiettivo di definite dimensioni, per questo tipo di trattamento sono stati sviluppati specifici generatori di onde “defocalizzate” adatte al trattamento di aree più estese e con minore penetrazione in profondità. La SWT può agire sul tessuto adiposo a più livelli. Lo stimolo alla secrezione di citochine e fattori di crescita possono risultare in un miglioramento della perfusione; inoltre può intervenire sul tessuto adiposo sia tramite un effetto meccanico diretto, con distruzione degli adipociti, che indiretto attraverso l’induzione di uno stato infiammatorio, con stimolo al rimodellamento dei setti fibrosi. L’effetto globale è una riduzione di spessore del pannicolo sottocutaneo con un miglioramento delle sue proprietà elastiche, che si riflette all’esterno in un aspetto più trofico della pelle. In pazienti selezionati con lipodistrofia localizzata o rilassamento cutaneo, la SWT può essere proposta come un’alternativa alla chirurgia, o può diventare uno strumento addizionale per il re-shaping post-chirurgico. (F. Bassetto, C. Scarpa, E. Vigato, P. Matano Istituto di Chirurgia Plastica, Università di Padova)

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Cellulite e adiposità localizzata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

I fibro-inestetismi tegumentarii sono principalmente rappresentati da rilassamento tegumentario (o rilassamento “cutaneo”), cicatrici (anche cheloidi), retrazioni fibrose post-liposuzione e post- laser-lipolisi, striae distensae (o “smagliature”).
I fibro-lipo-inestetismi, sono invece rappresentati principalmente da adiposità localizzate e panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (“PEFS”, o “cellulite”, o “pelle a buccia d’arancia”, o “pelle a materasso”). Nel caso dei fibro-inestetismi, sono auspicabili la disgregazione del tessuto fibro-sclerotico, la formazione di un nuovo e valido microcircolo locale, l’attivazione delle cellule staminali locali e la “ricostituzione” del connettivo originariamente compromesso. Nel caso dei fibro-lipo-inestetismi, oltre a quanto elencato relativamente ai fibro-inestetismi, è anche auspicabile una lipolisi locale. Pochi sono gli approcci terapeutici provatisi efficaci per le condizioni sopra riportate, ed ancor meno quelli non invasivi. Di sicura efficacia, e non invasività, è la Cavitazione ad Onde d’Urto. I documentati effetti benefici del trattamento mediante Cavitazione ad Onde d’Urto sono: il ripristino della elasticità tegumentaria; il ripristino circolatorio-metabolico; il ripristino della sensibilità tattile; il ripristino della termoregolazione; la attenuazione e finanche la scomparsa del dolore; il miglioramento delle disomogeneità cutanee; il livellamento della intera superficie tegumentaria. (Professor Alessandro Mezzogiorno, professor Giuseppe Sito II Università degli Studi di Napoli)

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