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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Medicina e Chirurgia estetica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2011

Nell’ambito della conferenza stampa di Apertura del XXXII Congresso nazionale della Società Italiana per la Medicina Estetica il Professor Nicolò Scuderi, direttore della cattedra di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università ‘La sapienza’ di Roma, è intervenuto sul delicatissimo tema delle implicazioni psicologiche del paziente di medicina e chirurgia estetica. L’ultimo appuntamento del Congresso sarà rappresentato infatti dal convegno “Metamorfosi allo Specchio” dedicato specificatamente a questi temi ed è di prossima pubblicazione un volume del professor Scuderi incentrato proprio sulla complessa relazione medico–paziente e sulle aspettative dei pazienti nei confronti della medicina estetica. Una recente ricerca condotta per conto di Allergan* evidenzia una notevole consapevolezza negli italiani, segnalando tra l’altro alcuni dati interessanti sull’atteggiamento nei confronti del proprio aspetto fisico e sul desiderio di migliorarsi. Il 53 % degli italiani ritengono di essere stati al meglio della forma nei loro vent’anni ma quasi la metà (46%) delle donne italiane vorrebbe, modestamente e realisticamente, ringiovanire il proprio aspetto fisico da 1 a 5 anni. I motivi principali che spingono le donne ad agire rispetto alle cure per la propria bellezza sono la disponibilità economica (poter disporre di denaro da spendere per sé) – 56%, la comparsa di linee e rughe facciali – 51%, ed il desiderio di rimanere attraente per il partner – 43%.
Secondo Nicolò Scuderi è fondamentale comprendere le esigenze ed i desideri dei pazienti che si avvicinano alla medicina o alla chirurgia estetica, saperne interpretare le aspettative ed accompagnarli lungo il percorso più adatto alle diverse personalità e atteggiamenti. Secondo il professore “Molti sono interessati e vorrebbero avvicinarsi ai trattamenti estetici ma ne temono i risultati, o temono le critiche ed i giudizi del proprio entourage. Il professor Scuderi ha inoltre sostenuto che l’obiettivo dei medici dovrebbe essere quello di normalizzare la medicina estetica evitando false promesse e trionfalismi, adeguandosi alle aspettative realistiche espresse da pazienti consapevoli, e contribuendo ad eliminare quella esasperazione nelle critiche che può condurre a una forma di terrorismo psicologico. Un esempio tra tutti: nonostante la grande visibilità spesso ottenuta da personaggi che si dichiarano “pentiti” dei trattamenti facciali, i pazienti che esprimono insoddisfazione e che non ripetono il trattamento sono pochissimi; i dati di uno studio del professor Scuderi in corso di realizzazione su pazienti che si sono sottoposti a trattamenti con tossina botulinica mostrano una percentuale irrisoria di “pentiti”.
Lo stigma nei confronti dei trattamenti di medicina e chirurgia estetica ed il disagio di molti pazienti è acuito dagli attacchi spesso ingiustificati nei confronti di dispositivi medici e farmaci il cui profilo di sicurezza e tollerabilità è eccellente (la tossina botulinica è uno dei farmaci più studiati al mondo). Secondo la ricerca “Bellezza nel 21° secolo” il 36% delle donne italiane vorrebbe che nel 21° secolo l’accettazione per chi si sottopone a trattamenti di medicina o chirurgia estetica aumentasse e che le donne potessero considerarli liberamente senza timore di essere giudicate.

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