Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Partiti: maggioranze e opposizioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Mag 2011

Il XX secolo si è chiuso con il fallimento di un nuovo modello di società proposto dalla rivoluzione di ottobre dei comunisti russi. Forte fu la speranza dei popoli schiacciati dalle logiche del consumismo proposto dal sistema capitalistico per una nuova primavera nella quale le classi sociali meno abbienti avrebbero potuto riscattarsi dalla loro emarginazione, dalla loro povertà, dalla loro condizione subordinata ai poteri forti. Forte è oggi l’amarezza non tanto per una visione della società, non certo ottimale, che il socialismo reale avrebbe voluto imporci, ma per il fallimento di una opportunità per ridare forza e vigore ai miliardi di emarginati nel mondo. Il tutto è avvenuto all’alba del crollo di un muro, nell’ormai lontano 1989, eretto a simbolo di una divisione culturale e dogmatica che si è rivelata antistorica e antidemocratica nella civiltà del progresso e della crescita sociale dei popoli. Ci resta da chiederci se vi è ancora dello spazio per la costruzione di un diverso modulo di convivenza capace di superare un altro muro, questa volta virtuale, nella costruzione, ma reale nella nostra quotidianità là dove milioni di esseri umani muoiono di fame, si ammalano e non ricevono cure perché costano, sono sfruttati con il lavoro nero, il precariato, retribuzioni modeste e sono condannati alla disoccupazione. Questo popolo di emarginati in ogni nazione sia essa dei paesi ricchi o tradizionalmente poveri è maggioranza eppure non riesce a farsi valere oppressa e condizionata com’è da una minoranza di satrapi. E’ una maggioranza silenziosa, laboriosa, rassegnata e cinica. E’ una maggioranza tradita dai suoi rappresentanti, dai partiti che li propongono, dagli interessi padronali e dalle logiche disinformative che si mettono in campo in forza di sistemi mediatici di parte e lobbistici. Una maggioranza che si accontenta di poco e che è adusa a subire, ma è anche capace, improvvisamente, di alzare la testa, di generare rivolte di popolo in nome di valori che hanno appena il tempo di trarre un profondo respiro prima di morire di nuovo. E dire che questo popolo non è minoranza, non è opposizione, non è di pochi. Eppure si comporta come se fosse ridotto al lumicino, come se la sua presenza fosse irrilevante. Dov’è la sua forza o meglio la sua debolezza? E’ l’arcano della vita. E’ un viatico che portiamo addosso e facciamo fatica prefigurarlo nell’homo novus che vorremmo. Usque tandem….? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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