Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Notte dei Musei alla Sapienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2011

Roma 14 maggio dalle ore 9.00 alle 18.00 Museo di Arte classica Piazzale Aldo Moro, 5 Sono numerose le testimonianze della storia affiorate dalla terra e dal mare che ancora aspettano di essere svelate appieno. Gli archeologi hanno riportato alla luce negli anni edifici, utensili, gemme, ossa che hanno permesso di ricostruire solo in parte l’evoluzione antropologica, politica, culturale del genere umano. Grazie alla scienza oggi è possibile saperne di più e riaprire “casi” ormai chiusi per l’archeologia. Le ultime novità in questo campo saranno presentate, alcune in assoluta anteprima, nel workshop Nuove tecnologie applicate ai beni culturali: tutela, conservazione e ricerca, organizzato dal Museo di Storia della medicina nell’ambito iniziative della Sapienza per la Notte europea dei Musei 2011. Per l’occasione i ricercatori Robert Fleischer e Alain Touwaide spiegheranno come sono arrivati a scoprire, grazie alle più recenti tecniche di biologia molecolare, la natura delle misteriose pastiglie trovate nel Relitto del Pozzino, un veliero romano del 140 a.C. rinvenuto sui fondali toscani più di trent’anni fa. Analizzando il DNA delle compresse rimaste in fondo al mare per 20 secoli in uno scrigno di legno a bordo del relitto, gli scienziati hanno dimostrato che si trattava di composti a base di piante simili ai medicinali descritti da Galeno. In pratica una cassetta di pronto soccorso ante litteram. Le nuove tecnologie applicate ai beni culturali sono in parte mutuate dalla medicina, dalla biologia molecolare, dalla chimica, dalla fisica. Per esempio le indagini di medical imaging e morfometria geometrica si applicano ai reperti fossili per lo studio dell’evoluzione umana;l’analisi degli isotopi stabili fornisce chiarimenti sul rapporto tra alimentazione e mobilità nelle popolazioni umane del passato; tecniche micro-analitiche sono utilizzate per le gemme; la proteomica studia le proteine e i composti derivati per analizzare i processi a cui i sistemi biologici sono sottoposti nel tempo (resti alimentari, umani, tessuti); infine l’illuminotecnica applicata ai beni culturali è impegnata a individuare i sistemi di illuminazione più adatti e meno dannosi per questo delicato patrimonio. A dimostrazione che la scienza non è solo per gli addetti ai lavori, la Sapienza ha previsto per i visitatori della sera la possibilità di portarsi a casa un frammento di DNA, estratto dalle piante medicinali identificate dai ricercatori nella composizione delle pastiglie del Relitto del Pozzino.

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