Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Religione come professione di fede

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Mag 2011

Il rapporto stabilito tra la Chiesa e i fedeli, che si richiamano ad essa, non sempre collima con la fede che sentiamo nel nostro intimo. Non è certo una novità e non la tratterei se spesso questo rapporto duale non mi venisse riproposto e reso aspro e ultimativo come se si trovasse in rotta di collisione. Tale contrasto è senza dubbio surrettizio. E’ provocato per lo più dalle letture distorte degli scritti dei nostri padri e dalla mancata consapevolezza che ai tempi in cui furono elaborati la visione delle cose era più ristretta e forzata da una limitata conoscenza scientifica. Ma vi era anche il condizionamento di una cultura che affondava le sue radici nella mitologia greco-romana. In questo modo le Chiese fondarono i loro rituali imbrigliando la fede su un percorso fatto di usi, talvolta paganeggianti, non riuscendo a spezzare del tutto la continuità esistente tra le due tradizioni. Per me il tutto si trasforma in un grosso limite che le Chiese si sono fatte carico nel corso della loro storia e che tuttora ne subiscono gli effetti distorcenti sul piano dottrinario e nella pratica religiosa. E gli errori, purtroppo, si pagano. Lo constatiamo oggi con i cristiani che si contendono la loro appartenenza in tante chiese e che seppero in tempi non tanto lontani trasformare i loro convincimenti in guerre di religione con i loro martiri e vittime e a smarrirli sul sacro fuoco dell’inquisizione. Errori che oggi si pagano con una moneta meno sonante, ma pur sempre dolorosa. Lo costatiamo in chi si rinserra in una pratica religiosa bigotta e limitata, in chi non vuole o non riesce a far emergere la sua coscienza critica convinto che il valore della fede è data dalle gerarchie e che il loro verbo è infallibile. Basterebbe rileggere quanto i religiosi scrivevano nel XV e XVI secolo per capire quanta differenza vi fosse per una stessa chiesa ai tempi odierni. E tutto questo lo dobbiamo a chi non si è fermato alle prime letture. D’altra parte le regole sono state per lo più un’invenzione delle gerarchie convinte com’erano che occorreva fissare dei paletti nella cultura religiosa per evitare che trasbordasse in una diversa consapevolezza. E che questa stessa cultura non poteva considerarsi un dogma ma questo valeva solo per i principi della Chiesa che si consideravano sul cucuzzolo della montagna e da quell’osservatorio privilegiato erano in grado di vedere più lontano di chi si trovava a valle. Ma tutto questo cosa ha che fare con la fede? E la fede cos’è se non un richiamo alla ragione e all’essenza delle cose? Cristo, dopo tutto, era un uomo di fede e non di Chiesa. E spiegava le cose per la comprensione dei suoi contemporanei. Oggi, probabilmente, le avrebbe illustrate in modo diverso. E ciò che predicava lasciava il segno non tanto e non solo nei semplici ma in primo luogo tra i dottori della chiesa perché erano parole di fede. Egli ci ha lasciato l’orgoglio dell’appartenenza. Egli ci ha lasciato lo sprezzo per le ricchezze perché il regno dei cieli appartiene allo spirito e non alla materia. Egli ci ha lasciato la forza di scacciare i mercanti dal tempio perché la fede non accetta compromessi. Egli ci ha dimostrato che la coerenza può portare al martirio e alla morte e questo è il primato della fede in opposizione alla Chiesa che spesso china il capo al padrone di turno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

2 Risposte to “Religione come professione di fede”

  1. Rosario Amico Roxas said

    Religione come professione di fede ?

    Una affermazione che riconosce il primato della religione sulla Fede e, quindi, dell’apparenza concreta e visibile sulla spiritualità. Volendo dilatare l’argomento si tratterebbe anche di riconoscere il primato del Diritto canonico sui Vangeli, nel caso della religione cattolico-cristiana.
    E’ quello che viene rimproverato ai musulmani che guardano al Corano evitando anche di interpretarlo0.
    L’argomento, anche se oggi fa sentire tutta la sua attualità, è, in realtà, antico quanto è antica la religione.
    Per evitare disorientamenti ci limitiamo alla religione cattolica romana, che ha le sue radici più che in Cristo, nell’Imparo romano.
    Se Cartagine avesse vinbto le guerre puniche, avremmo avuto un cattolicesimo cattolico-cartaginese ?
    Ci sarebbe stata una anticipazione dell’Islam ?
    Domande retoriche che DEVONO rimanere senza risposta.
    Quello che ho trasformato in quesito, lo proporrei a termini invertiti:
    “La Fede come professione di una religione ?”
    La religione, specialmente in tempi come quelli presenti, si è lasciata inquinare dal pragmatismo della politica laica, con l’intenzione di pilotare l’itinerario della storia.
    Così non può darsi una amalgama tra Fede e Religione, rimanendo due entità assolutamente divise, e, oggi, addirittura in aperto conflitto.
    Se dovessi stilare una gerarchia di valori, metterei al primo posto la Fede, che impone un’etica naturale; seguita dalla Storia che analizza e valuta gli apprezzamenti o il disprezzo di quell’etica naturale, identificati in Bene e Male; solo al terzo posto la religione, ma a condizione che sappia mantenersi equidistante tra la Fede e la Storia, evitando di servirsi della Fede per imporre, innanzitutto, se stessa.
    L’esempio dell’Inquisizione ci lascia ancora oggi sbigottiti.

  2. Aldo Cannavò said

    ” Ma gli undici discepoli andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro indicato.Quando lo videro si prostrarono davanti a Lui,essi che pure avevano dubitato.E Gesù avvicinatosi disse loro:” mi è stato dato ogni potere in cielo ed in terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli,battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e de llo Spirito Santo,insegnando loro ad osservare tutte le cose che io ho comandate a voi.Ed ecco,io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del Mondo “.
    Matteo – 28 / 16-20 – Incarico dato da Gesù dopo la sua resurrezione. Da esso si constata che la Chiesa Cattolica è un’organizzazione fondata da Gesù,che la curerà personalmente per sempre.Naturalmente Pietro ed i suoi successori hanno commesso errori e ne commetteranno altri,in quanto uomini.La Chiesa attraverserà molte burrasche,che supererà perchè Gesù è con Essa.Basta ricordarsi per convincersi il passo del Vangelo che narra Gesù che dorme nella barca durante la tempesta nel lago di Tiberiade.Quando i suoi Apostoli spaventati lo svegliano,li irride come uomini di poca fede ma ordina alla tempesta di calmarsi e tutto torna alla normalità.Se non guardiamo la Chiesa Cattolica come opera divina,nonostante le burrasche che attraversa,deformiamo la nostra visione della realtà.Dio mantiene sempre le sue promesse,compresa quella che “le porte degli inferi non prevarranno sulla sua Chiesa “.

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