Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Stimolare la paura altrui per nascondere la propria

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2011

“Berlusconi, Pisapia e il pericolo islamico” da il Il Messaggero del 21 maggio 2011 e Rosario Amico Roxas commenta: “E’ solo l’assenza di argomenti che stimola l’utilizzo della paura per distrarre l’opinione pubblica. Cos’altro può sollecitare paura che la minaccia del terrorismo islamico che sarebbe alimentato dalla eventuale (e auspicabile) elezione di Pisapia a sindaco di Milano? Non possono certo spingere la campagna elettorale sul programma che prevede una miriade di appalti per expo 2015 già promessi alle varie congreghe che sostengono la Moratti! Così parlano di Islam e terrorismo senza neanche sapere di cosa stanno parlando. Per capire che si tratta di farneticazioni elettorali, basta chiedersi “Qual è lo scopo dei terroristi?” “Quale strategia li ispira?” Innanzitutto si deve prendere atto di avere di fronte una costellazione frazionata e non un soggetto monolitico; le definizioni siamo noi stessi a fornirle legittimando il terrorismo con l’ attribuzione di una compattezza ideale, programmatica e operativa che non ha. Questa compattezza viene riconosciuta identificando nel terrorismo un nemico da abbattere con una dichiarazione di guerra totale. Può temere azioni terroristiche solo chi ne ha provocato la reazione, e Berlusconi lo ha fatto, partecipando alla guerra di Bush contro l’Iraq, partecipando attivamente all’occupazione militare dell’Afghanistan, buon ultimo, bombardando la Libia, dopo aver baciato la mano a Gheddafi. In tutte queste folli operazioni Berlusconi ha trovato modo di lucrare a titolo personale. Per la partecipazione del contingente in Iraq, ricevette, provvidenzialmente, 6,5 miliardi di dollari da “investitori americani”, indispensabili per salvare dal fallimento le sue fallimentari aziende. Con la partecipazione in Afghanistan l’Italia è diventata la seconda nazione al mondo produttrice ed esportatrice di esplosivi e armi, con finmeccanica in testa (basterebbe analizzare gli azionisti, anche quelli mimetizzati per capire). Con la Libia il gioco è stato fatto allo scoperto, regalando miliardi di euro dei contribuenti per ricevere agevolazioni per Impregilo (costruzioni) ENI ed ENEL, uso dei canali televisivi, scambi azionari con investimenti bancari e assicurativi sollecitati al folle di Tripoli; i guadagni personali del presidente del consiglio si evidenziano da soli. Quindi abbandono del grande amico e bombardamento dei suoi covi. Se timore è giusto avere del terrorismo, ciò è dovuto alla dissennata politica estera di questo governo”. (Rosario Amico Roxas)

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