Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Poligoni di Quirra in Sardegna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2011

Il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per La tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) ha depositato tre distinte interrogazioni sulle ormai note vicende che riguardano le indagini della Procura di Lanusei sui poligoni di Quirra e Capo San Lorenzo e le recenti dichiarazioni del Ministro della difesa che il 10 maggio scorso ha affermato che “E’ interesse delle Forze Armate tutelare la salute dei propri militari e dei civili. Al momento, per quanto io sappia non e’ stato accertato alcun nesso di causalità tra uranio e decessi” e in merito alla dichiarata collaborazione e trasparenza dell’Aeronautica militare. Al Ministro della difesa è quindi stato chiesto se: “alla luce delle inquietanti notizie riportate dagli organi di informazione “sia intenzionato a disporre l’immediata evacuazione dei poligoni di Quirra e Capo San Lorenzo e conseguentemente interdirne l’accesso al personale militare e civile, a sospendere ogni attività militare e industriale, a provvedere alla bonifica dell’intero territorio, a risarcire i danni arrecati alle popolazioni civili e ai militari deceduti o ammalatisi che abbiano prestato servizio in quelle sedi, a risarcire economicamente i comuni su cui insistono i poligoni in premessa e le aziende agricole e pastorali che per effetto del provvedimento di sequestro disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanusei abbiano dovuto interrompere le loro attività lavorative”; “quali siano stati gli eserciti che hanno svolto le loro attività nei poligoni interessati dalle indagini della Procura di Lanusei, in quali anni e quali siano state le attività svolte e quali gli ordigni utilizzati e/o fatti esplodere, se abbiano effettuato attività di bonifica e in caso contrario quali siano state le ragioni per le quali il comando militare da cui dipendono i poligoni in premessa abbia consentito che i residui bellici fossero smaltiti in loco tramite interramento e occultamento”; “quante siano state le Sentenze pronunciate dai Tribunali civili, amministrativi e penali che abbiano condannato il Ministero della Difesa a risarcire i danni lamentati da militari e civili in conseguenza della dichiarata esposizione ai rischi di contaminazione di sostanze nocive o che siano deceduti o che abbiano riportato patologie che ne abbiano determinato l’invalidità per la quale sia stato dichiarata la dipendenza dall’esposizione all’uranio impoverito o ai residui derivanti dall’uso di munizionamento contenente detto materiale, quante le sentenze siano state eseguite, quante quelle appellate, quante le cause concluse con una transazione stragiudiziale”. “Mi auguro – dichiara Comellini, Segretario del Pdm – che il Ministro La Russa risponda velocemente alle domande che gli sono state poste perché non solo è un suo preciso dovere istituzionale, ma anche in ragione dell’interesse pubblico che riveste l’intera questione per le possibili ricadute sull’economia locale e per le conseguenze che il protrarsi delle attività militari potrebbero avere sulla salute della popolazione civile e militare che in quelle zone vive e lavora.” (Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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