Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Viaggio nell’immaginazione fluttuante

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2011

Salerno sabato 28 maggio 2011, ore 19.00, via delle Botteghelle, 55 Galleria Tiziana Di Caro Olga Chernysheva, Sofia Hultén, Alexey Kallima, Susanne Kutter, Wolfgang Plöger a cura di: Giacomo Zaza (orari: dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 – 20.00 o su appuntamento chiusura mostra: venerdì 29 luglio 2011)
Le opere in mostra sono eterogenee in termini di media espressivi: fotografia, installazione, video, disegno sono alcune delle tecniche scelte, con l’obiettivo di presentare l’esperienza di chi si trova nel mezzo. Gli artisti selezionati dimostrano una precisa consapevolezza del mondo in cui vivono, ma lo analizzano da attenti osservatori, più che da interpreti coinvolti. Le opere selezionate commentano vari ambiti del contemporaneo, alle volte in modo sarcastico, altre con sottili metafore, giungendo a risultati mai polemici, ma spesso conturbanti. La società contemporanea russa è al centro dei lavori di Olga Chernysheva (Mosca, 1962), che presenta una serie di recenti fotografie ed un video del 2003, Russian Museum, in cui, la lettura di importanti quadri presenti nelle collezioni dei musei diSan Pietroburg, è alterata dai riflessi continui dei visitatori sui vetri, figure che entrano nella visione dell’opera alterandone la fruizione.
Una miriade di piccoli oggetti, rinvenuti in una vecchia cassetta degli attrezzi sono i “protagonisti” del video Past Particles, diSofia Hultén (Stoccolma, 1972) le cui immagini si susseguono come in una sorta di assurdo glossario visivo di forme, colori, materiali.
Nel ciclo di foto Closed Party, Alexey Kallima (Grozny, 1969) opera su ritratti di noti vips tedeschi, trasformandoli in grotteschi e stravaganti personaggi che sembrano alienarsi dalla realtà.
In Trilogie der Illusion. Die Maske. Die Täuschung. Die Falle, video di Susanne Kutter (Wernigerode, 1971) del 2010, un ragno, uno scarafaggio ed una farfalla vivono ambienti familiari e casalinghi, come fossero i soli interpreti della quotidianità.
Nel lavoro di Wolfgang Plöger (Munster, 1971) dei semplici neon, sono il supporto su cui sono arrotolate delle pellicole, la cui decodificazione è possibile solo azionando la luce, in un gioco di interpretazioni che non è immediato, al contrario prevede la precisa volontà dell’osservatore. In fine una installazione site specific è composta da una serie di pellicole da 16 mm, su cui è riportata una grafia tremolante e insicura, che attraverso dei proiettori si estende nello spazio, ma continuando a scorrere in modo perpetuo rimane indecifrabile.(Wolfgang Ploeger)

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