Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Imposta/canone Rai

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2011

L’imposta più odiata dagli italiani, il cosiddetto canone o abbonamento Rai, non smette mai di stupire. E notorio che si tratta di un’imposta per il possesso di un apparecchio atto a ricevere trasmissioni tv, concepita nel 1938 quando la tv praticamente non esisteva e che oggi, se applicata, dovrebbe comportare il pagamento dell’imposta anche per i possessori di un telefonino e/o videocitofono. Applicazione che ovviamente non viene fatta nelle abitazioni private e, soprattutto, negli uffici pubblici e privati per il possesso, per esempio, dei monitor del pc.
In questi giorni stanno arrivando le nuove lettere della Rai, che fa da esattore allo Stato per un’imposta che poi serve a finanziare il suo cosiddetto servizio pubblico. Riportiamo un significativo passaggio di queste lettere che stravolge l’impostazione del Diritto italiano e non solo, introducendo elementi di delinquenza e incivilta’ giuridica: … “Le comunichiamo, che a tutt’oggi, non e’ pervenuta alcuna risposta utile alla chiusura della sua pratica, relativamente alla nostra precedente comunicazione, ne’ risulta da Lei stipulato un abbonamento alla televisione.
Qualora invece, a causa di un disguido, non abbia ricevuto la nostra precedente comunicazione, Le ricordiamo che chiunque abbia un apparecchio televisivo, deve pagare per legge il canone di abbonamento TV (art. 1 RD:L: n.246/1938 e art. 27 legge 06.08.1990 n.223). Nel caso in cui Lei non ci fornisca indicazioni, che ci consentano di regolarizzare la Sua posizione, l’Amministrazione finanziaria procedera’ ai necessari controlli”. … E noto ai piu’, soprattutto a chi dovrebbe svolgere una funzione dello Stato, che le presunzione di innocenza e’ il punto di partenza della nostra civilta’ giuridica. Ma cos’e’ invece la frase “Nel caso in cui Lei non ci fornisca indicazioni, che ci consentano di regolarizzare la Sua posizione”, se non una presunzione di colpevolezza? Se mi chiedi di darti informazioni per consentirti di regolarizzarmi, vuol dire che io per te sono un irregolare. Problemi di lana caprina? Non proprio! Perche’ sono quelle impostazioni su cui la Rai per conto dello Stato e lo Stato in se’, usano metodi incivili, arroganti e illegali per svolgere le proprie funzioni. In uno Stato di Diritto il fine non giustifica mai i mezzi. Quando cosi’ non e’, non ci si deve poi stupire della rivolta in corso in questi giorni contro i metodi e le pretese spesso banditesche di Equitalia. E, di conseguenza, non ci si deve stupire che l’evasione non cala mai in Italia: da una parte le norme assurde (come l’imposta/canone Rai) e dall’altra voracita’ e illegalita’ nei metodi di riscossione. Una giungla, cioe’, in cui tutti sono invitati a vivere come nella giungla. Qui il nostro canale web dedicato al canone/imposta Rai: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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