Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Berlusconi e lo “scherzo da preti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Berlusconi: «Ho troppi impegni per fissare il mio funerale» (Il Messaggero del 31 maggio) e Rosario Amico Roxas commenta: “Gli impegni più urgenti riguardano l’estremo tentativo di frenare il crollo in borsa delle azioni mediaset e mediolanum; come certifica Il Sole 24 h di oggi 31 maggio 2011… ma il meglio deve ancora arrivare ! “L’unico titolo a non partecipare al rialzo è Mediaset (-0,27%) che risente dell’esito dell’ultima tornata elettorale che ha decretato una netta vittoria del centro-sinistra sul Pdl.” Ciò dimostra definitivamente il conflitto di interessi e le ragioni per le quali esige di rimanere al governo. Trascura però che l’accumularsi della tensione politica giocherà uno scherzo “da preti” alle aspettative del cavaliere. E non si tratta di un modo di dire, ma proprio di uno scherzo da preti nel vero senso della parola. Ciò che si aspetta il cavaliere è l’intervento a sostegno delle azioni; intervento che fin ora è stato garantito dalle grandi aziende che hanno ottenuto benefici internazionali, versando “il pizzo” rappresentato dall’impegno di intervenire sui mercati azionari per mantenere le azioni mediset e Mediolanum ad un valore superiore a 5,6, cosa che rappresenta, nell’insieme, per il cavaliere un bottino di oltre 1,5 miliardi di euro. Le medesime aziende ora non hanno più e sentono di non poter avere l’ombrello protettivo della presidenza del consiglio, per cui non osano esporsi, in quanto nessuno dei responsabili intende assumersi l’onere di una decisione che potrebbe identificarsi come fallimentare.
Cosa rimane? O meglio… chi rimane?
Lo IOR; ed è qui lo “scherzo da preti”; in tempi, apparentemente, non sospetti, il presidente della CEI ha annunciato una presa di distanza dalla politica cavalleresca, cosa che mi ha fatto pensare ad un disimpegno di CL e dell’Opus Dei nella tornata elettorale; la perdita su Milano di oltre 80.000 voti ha questa origine, perché nessun altro partito ha ottenuto quei voti mancanti. Si aggiunga a ciò il messaggio che Formigoni ha lanciato al cavaliere: “Un passo indietro, cessione di Palazzo Ghigi, in attesa della poltrona più alta del colle”; messaggio criptato, ma di una chiarezza lapalissiana, che non riesce a nascondere le aspettative dello stesso Formigoni che coincidono con le aspettative dello IOR/Vaticano. La mancanza di concertazione omogenea nell’opposizione che ha vinto le elezioni, rischia di identificare i risultati elettorali in una vittoria di Pirro, perchè non si intravedono le trame nascoste, ma non occulte, che stanno dietro l’esito elettorale. Occorre convincersi che la sconfitta ha coinvolto tutti, indistintamente; hanno perso i partiti, sia a Napoli che a Milano, non riuscendo ad imporre una linea politica univoca, ha perso Berlusconi, ma di sua mano, senza interventi estranei, come un suicidio politico aggravato dalla presunzione di poter affascinare ancora l’elettorato e trainarlo nella condanna di quanti il cavaliere identifica come suoi persecutori. Una indagine “fai da te” che abbiamo sviluppato a Milano alla ricerca degli exit pool (che ci ha regalato la soddisfazione di centrare il risultato finale da noi collocato e divulgato tra 55 e 56%), ha fornito un dato sconcertante; agli elettori che dichiaravano di aver votato Pisapia è stata posta la domanda successiva: “Perché?”; una maggioranza superiore ai 2/3 ha risposto: “Per mandare a casa Berlusconi”. Il voto a Pisapia è diventato, così, il mezzo per un fine immediato e non un fine in vista di una più efficace amministrazione dedita al bene pubblico e non più all’interesse privato. Così si rischia di trasformare una vittoria elettorale in una vittoria di Pirro, venendo a mancare il significato politico che non guarda, ossessivamente, al presente, ma si proietta razionalmente verso il futuro. Alla emotività, che è stata palpabile nell’intervento di Vendola in Piazza Duomo, deve succedere la razionalità, fosse anche arida, purchè sostenuta dalla voglia di cambiamento in meglio e non di un cambiamento solo fine a se stesso.La vittoria deve essere ancora costruita, e lo sarà solo se gli intendimenti individuali dei singoli partiti verranno amalgamati nell’interesse comune, con la mediazione e il compromesso. Nessuno ostacolerà questa ricerca; lo ha confermato lo stesso cavaliere: «Ho troppi impegni per fissare il mio funerale» (Rosario Amico Roxas)

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