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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Riapertura museo centrale del Risorgimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Roma, Complesso del Vittoriano Via San Pietro in Carcere. Il Museo riapre oggi con un nuovo percorso di visita che, attraverso dipinti, sculture, disegni, documenti, oggetti, fotografie, cimeli, armi, divise e bandiere, raccoglierà in una veste rinnovata le testimonianze relative al processo di unificazione dell’Italia dalla fine del XVIII secolo al termine del primo conflitto mondiale ritenuto come il naturale completamento dell’unità nazionale. Il progetto scientifico del nuovo allestimento è a cura di Marco Pizzo, Vicedirettore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. L’organizzazione generale e la realizzazione sono a cura di Comunicare Organizzando.
Nel 1878, alla morte di Vittorio Emanuele II che, nel 1861, con la creazione dello stato Italiano, aveva assunto il titolo di re d’Italia, il Parlamento decise di edificare a Roma un monumento dedicato al primo sovrano dell’Italia unificata chiamato perciò Vittoriano. Nel monumento, che venne inaugurato nel 1911, avrebbe dovuto collocarsi anche il Museo Centrale del Risorgimento, la cui prima idea nacque alla fine del XIX secolo con il proposito di illustrare i momenti ed i protagonisti degli eventi storici che portarono all’Unità d’Italia. Vennero pertanto raccolte una serie di testimonianze delle guerre d’indipendenza, comprendendo nel novero delle lotte per la libertà anche la prima guerra mondiale considerata come il momento in cui si raggiunse il completamento dei confini naturali della penisola. Le testimonianze raccolte nel corso degli anni furono le più svariate passando dai ritratti alle armi utilizzate dagli eroi del Risorgimento; dalla penna di Mazzini alla spada di Garibaldi; dai disegni dei pittori-soldato ai busti-ritratto delle Medaglie d’Oro; dai jeans indossati da Garibaldi nello sbarco a Marsala alle fotografie dei Bersaglieri mentre entrano a Porta Pia; dai manoscritti autografi di Cavour ai volantini che D’Annunzio lancia su Vienna nel 1918; dal Tricolore della Repubblica Romana del 1848 allo stendardo dei Mille. Oggetti diversi che oggi sono diventati dei veri e propri documenti, delle testimonianze puntuali e rievocative dei fatti e dei protagonisti dell’epopea risorgimentale. Tutto il percorso espositivo del Museo diventa pertanto un archivio della memoria del Risorgimento, alimentato dalle suggestioni degli eventi che hanno creato l’Italia. Lo spazio architettonico dell’allestimento del Museo, all’interno del Complesso Monumentale del Vittoriano, risulta fortemente impregnato dagli stessi intenti teorici poiché lungo le pareti sono incisi nel marmo i brani di testi significativi dei “grandi” della storia d’Italia, in maniera tale che lo stesso contenitore diventa parte integrante del museo. Il nuovo percorso di visita del Museo si articola secondo una scansione temporale collegata a singoli eventi e a figure che in qualche modo ne sono state protagoniste. Le sezioni sono le seguenti:
• Il periodo napoleonico
• Il congresso di Vienna
• I moti rivoluzionari del 1820-1821 e del 1830-1831
• Giuseppe Mazzini e la Giovine Italia
• Pio IX
• Il 1848: le Cinque Giornate di Milano; la Repubblica di San Marco; la Prima Guerra d’Indipendenza
• Il 1849 e la Repubblica Romana
• Cavour e la guerra di Crimea
• Vittorio Emanuele II e la II Guerra d’Indipendenza (1859)
• Garibaldi e l’impresa dei Mille
• Dall’Unità all’Aspromonte
• La III guerra d’Indipendenza
• 1870 La presa di Porta Pia
• La Prima Guerra Mondiale
La novità più consistente del nuovo allestimento è che ogni sezione è illustrata da un’ampia selezione di materiale iconografico che cerca di rendere al meglio la straordinaria eterogeneità dei materiali storici e documentari che costituiscono le collezioni del Museo Centrale del Risorgimento: dai dipinti ai cimeli storici; dai documenti ai materiali tessili (fazzoletti commemorativi, bandiere, stendardi); armi e divise. Tutto il percorso ha una spiccata vocazione didattica con pannelli, in italiano e in inglese, che illustrano singoli personaggi, eventi, temi. In occasione della riapertura del Museo verranno presentate le seguenti opere appositamente restaurate:
• Drappo con epigrafe-rebus in onore di Pio IX per l’amnistia del 1848;
• Serie delle tavole originali con le annotazioni della censura che vennero pubblicate sul giornale satirico Don Pirlone nel 1848-1849;
• Serie di disegni realizzati da Alessandro Castelli del 1849 durante l’assedio della Repubblica Romana;
• Album fotografico dei Mille di Alessandro Pavia;
• Serie di disegni realizzati dai detenuti politici nelle carceri pontificie (1867-1868);
• Serie di bozzetti dipinti nel 1917-1918 da Anselmo Bucci sul fronte della prima guerra mondiale.
Integrato al percorso di visita sarà un percorso di rari filmati d’epoca realizzati in collaborazione con Cinecittà Luce e il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. In particolare, nell’area didattica, sarà visibile il film di animazione La Lunga Calza Verde realizzato nel 1962 da Cesare Zavattini e appositamente restaurato da Cinecittà Luce. All’interno del percorso di visita del Museo saranno collocati una serie di pannelli e l’indicazione della mostra attualmente itinerante “Gioventù Ribelle – L’Italia del Risorgimento” promossa dal Ministero della Gioventù. Scaricando l’applicativo riportato con il codice corrispondente sarà possibile, per chi ha un dispositivo elettronico portatile idoneo, scaricare e visualizzare dei brevi filmati. Ogni filmato è interpretato da attori che leggono brani originali o impersonano alcuni protagonisti del Risorgimento italiano – da Luciano Manara a Goffredo Mameli; dalla contessa di Castiglione a Felice Orsini. Partner tecnico: Cinecittà Luce: tutti i giorni ore 9.30 – 18.30. Ultimo ingresso ore 18.00. Primo lunedì del mese chiuso ingresso gratuito (Paola Saba e Caterina Mollica) http://www.risorgimento.it<

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