Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Soffocare la “parola”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Non è solo il primato delle dittature quello di perseguire la libertà di parola con il reato d’opinione. Lo fanno anche le democrazie cosiddette compiute anche se al posto delle carceri e delle torture si adottano metodi più “raffinati e subdoli” come la calunnia, la disinformazione, il bavaglio all’informazione tramite il controllo dei mass-media e via di questo passo. Tutto ciò parte da un atto di presunzione: io solo sono il portatore della verità. Ma è anche dovuto a calcoli di più basso profilo come la possibilità di accedere a lauti profitti con il celare notizie che possono svelare manovre truffaldine. Alla fine la “parola” come testimone di verità diventa un’arma a doppio taglio: veritas odium parit. Da una parte ci apre gli occhi alla conoscenza senza veli o per lo meno ci fa meditare sulla faccia meno nota del fatto oggetto della nostra attenzione e, dall’altra, squarcia un velo, sottile ma tenace, intorno al quale si avviluppa la ricerca di soluzioni appaganti legate ad interessi partigiani.
Questa “parola” legata al bene comune è la più odiata e al tempo stesso la più amata dal genere umano. Sembra una contraddizione nei termini, ma non lo è. Quanto ad esempio affermiamo che il diritto alla vita vada assicurato, diciamo una cosa giusta ma non è tutta la verità. Che senso, infatti, ha difendere una nascita se la stessa nel corso della sua esistenza è esposta a vessazioni di tutti i generi impedendole il diritto all’istruzione, ad alimentarsi, ad avere un tetto sotto cui ripararsi, ad un lavoro. Vi pare logico che oltre tre milioni di italiani siano senza lavoro? Che lo siano centinaia di milioni in tutto il mondo? Che la povertà estrema colpisca altrettanti milioni di esseri umani? Che le malattie ogni anno falcidiano milioni di bambini e di mamme per il solo peccato di essere nati poveri e non avere i mezzi per comprare le medicine mentre i loro governanti si arricchiscono con sordidi traffici e preferiscono comprare armi e armare eserciti mercenari? Tutto questo che senso ha se a monte pretendiamo che il diritto alla vita vada garantito? Ebbene la parola ci insegna a ragionare, a confrontarci, a misurarci con la realtà e tutto questo diventa il nemico dichiarato della verità che è il bene mentre si privilegia la menzogna e l’inganno che non è la parola ma il sibilo di un serpente velenoso. Se non impariamo a rispettare la parola e a richiamarla con contenuti nobili e fonti di saggezza, non ci sarà futuro per il genere umano, perché avremo perso il senso della conoscenza e della ragione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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