Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Chiudere il Cie di palazzo San Gervasio

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

“Chiudere immediatamente il Cie di Palazzo San Gervasio!”. Lo chiede a gran voce Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la pubblicazione sul sito internet del Gruppo Repubblica – Espresso, di un’inchiesta giornalistica dalla quale emergono le reali condizioni del centro in cui sono rinchiusi decine di giovani tunisini. “Il servizio, che dipinge il Cie come una sorta di Guantanamo italiana – prosegue Maccari – non fa che confermare ciò che andiamo sostenendo da tempo: la situazione assolutamente scandalosa di alcuni Centri per immigrati sparsi per il territorio nazionale, che rappresentano delle vere bombe ad orologeria pronte ad esplodere. Strutture malsane e fatiscenti, in cui clandestini e profughi vengono reclusi in maniera incivile e disumana, e che sono continuamente teatro di violenze e disordini di cui a fare le spese sono sempre gli Operatori delle Forze di Polizia. Quanto denunciato dal reportage giornalistico su Palazzo San Gervasio non ci sorprende affatto: come Coisp abbiamo denunciato più volte al Ministero dell’Interno l’inadeguatezza e la scarsa sicurezza della struttura, in cui si verificano continue fughe corredate da assalti ed aggressioni alle Forze dell’Ordine. Il ministro Maroni, anziché limitare il diritto-dovere della stampa di informare i cittadini, faccia chiarezza, assumendo tutti gli urgenti e opportuni provvedimenti, su quanto si verifica all’interno di queste tendopoli trasformate in moderni lager, in cui viene continuamente messa a rischio l’incolumità degli ospiti, ma soprattutto delle Forze dell’Ordine chiamate a mantenere la sicurezza. Una situazione che appare incomprensibile, anche alla luce delle somme enormi che vengono spese per finanziare la gestione dell’accoglienza degli immigrati e le opere di manutenzione e adeguamento delle strutture”.

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