Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

I temi economici dell’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Essi in primo luogo individuano due concetti di libertà: libertà di concorrenza e libertà della concorrenza nel mercato interno emergente. Il tutto per rendere sostenibile, in primo luogo, il rispetto dell’ambiente e per una crescita economica equilibrata sulla stabilità dei prezzi a fronte di un coordinamento delle politiche economiche sociali, occupazionali e territoriali fondato sulla solidarietà degli Stati membri. Tali politiche possono rientrare solo attraverso adeguate azioni interne ed esterne. Appartengono al primo caso la sfera del mercato interno, la politica economica e monetaria e le altre politiche settoriali. Nel secondo occorre consolidare una politica economica comune, la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione economica, finanziaria e tecnica con i paesi terzi. In buona sostanza possiamo dire che per adottare una politica economica “fondata sullo stretto coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri, sul mercato interno e sulla definizione di obiettivi comuni, condotta conformemente al principio di una economia di mercato aperta e in libera concorrenza” occorre favorire una efficace allocazione delle risorse, sul versante della politica monetaria e del cambio e deve implicare il rispetto di principi direttivi identificati con quello di prezzi stabili, finanze pubbliche e condizioni monetarie sane e di una bilancia dei pagamenti sostenibile. Ma come si fa, a prescindere da quanto enuncia il Trattato – Costituzione europea, a conciliare i principali obiettivi monetari e finanziari dell’Unione sulla stabilità dei prezzi, il pareggio di bilancio e l’andamento ordinato della spesa pubblica se ognuno degli Stati membri rema per proprio conto indifferente alle politiche di gruppo? Non solo. La Costituzione economica europea non attribuisce una competenza esclusiva all’Unione nei settori economico-finanziari e lascia immutata la competenza esclusiva degli stati membri fatti salvi quattro dei cinque settori conferiti dalla Costituzione alla competenza esclusiva dell’Unione: 1) l’unione doganale; 2) la definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno; 3) una politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l’euro; 4) una politica commerciale comune. Ma anche queste competenze si scontrano con strumenti legislativi comunitari farraginosi in un quadro di riferimento estremamente variegato e complesso e che non si presta ad essere agevolmente ricondotto ad un contesto caratterizzato da organicità e sistematicità. Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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