Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

L’Alzheimer si può prevedere e prevenire

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

Si è svolto presso il Sanit (Forum Internazionale della Salute), la Tavola Rotonda dal titolo Neuroscienze Nutrizionali nella Prevenzione dell’Invecchiamento Cerebrale Patologico. Il Convegno, organizzato da FB Health e dalla Fondazione Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino di Pavia, oltre ad illustrare il ruolo delle nuove tecnologie diagnostiche e delle nuove molecole per la prevenzione e la possibile cura dell Alzheimer, si è focalizzato su una proposta di Legge dell’Onorevole Umberto Scapagnini, il ricercatore e medico di Neurofarmacologia, sulle nuove prospettive per la definizione e la regolamentazione della medicina Preventiva e Predittiva, in particolare, in
ambito neurologico. Sono intervenuti tra gli altri: Giovanni Scapagnini, Professore Associato di Biochimica Clinica, Università degli studi del Molise, Campobasso; il Prof. Carlo Caltagirone, IRCSS Santa Lucia, Roma; il Dott.re Bruno Scarpa, Ministero della Salute; Marco Trabucchi, Presidente Associazione Italiana Psicogeriatria, Direttore Scientifico GRG, Brescia.
Ogni anno sono 80.000 i nuovi malati di Alzheimer, stiamo parlando di un problema molto ampio, per questo l’attuale orientamento spiega il Prof. Caltagirone – è rappresentato dalla volontà di individuare precocemente pazienti con un alto rischio di ammalarsi, che ancora non sono giunti ad uno stato di demenza, ma che presentano disturbi cognitivi lievi – Mild Cognitive Impairment (MCI). La diagnosi preclinica dovrebbe poi consentire di ridurre e modificare i fattori di rischio, ad esempio è sicuramente necessaria un adeguata alimentazione associata ad uno stile di vita sano .
Si prevede che il numero di pazienti affetti dall’Alzheimer raggiunga i 14 milioni in Europa entro il 2050. Da questi numeri si capisce quanto sia rivoluzionario avere la possibilità di intervenire per ridurre il fattore di rischio – ha dichiarato il Prof. Giovanni Scapagnini – in laboratorio abbiamo scoperto che l omotaurina, composto solfonato, che si trova in natura nelle alghe rosse, inibisce l aggregazione di polimeri di beta amiloide. L’omotaurina si è dimostrata in grado di ridurre in
maniera significativa la perdita del volume dell ippocampo e in tutti i pazienti è stato osservato un migliore andamento dello stato cognitivo, inoltre è stato osservata la capacità del composto di proteggere i pazienti dalla progressiva perdita della memoria.
La Fondazione “Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino”, è una istituzione di eccellenza nazionale, configurata giuridicamente come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di diritto privato, nel solco della sua secolare tradizione di polo scientifico dedicato all’insegnamento, cure e ricerche nel settore delle Malattie del Sistema Nervoso, area Neuroscienze-Neuroriabilitazione.

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