Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

I 10 punti di Namir per il rilancio economia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

• PRIMO – cambiare la costituzione europea che č stata realizzata tutta in favore degli industriali e a svantaggio degli operai.
• SECONDO – stabilire uno stipendio minimo e uno massimo da dare agli operai, valido in tutta europa. questo taglierebbe la gambe alle industrie che chiudono nel proprio paese in italia o altrove, per andare a produrre in un altro paese dove gli operai si pagano quattro soldi, vedi la 500 fiat in polonia. detassare i salari stabiliti, per determinare l’acquisto dei prodotti.
• TERZO – regole e trasparenza sulla pubblica amministrazione e pubblicazione delle spese in dettaglio, sui vari siti internet di appartenenza. perche’ nella pubblica amministrazione non pesa economicamente chi ha un contratto indeterminato, ma i vertici e gli appalti. i vertici, cioè i direttori i presidenti delle USL – INAIL – INPS – eccetera, sono solitamente i trombati dalla politica e prendono stipendi intorno ai 10 mila euro al mese. con gli appalti ci guadagnano solo loro e la ditta appaltatrice, mentre i precari che ci lavorano vengono sottopagati e non possono organizzare il proprio futuro.
• QUARTO – diminuire i prezzi affinché le persone ricomincino a comprare e recuperare l’evasione fiscale con la quale in dieci anni si potrebbe cancellare il debito pubblico.
• QUINTO – riqualificazione delle industrie e ricerca sui prodotti di qualità, in modo tale che ne i cinesi ne altri riescano a copiarli se si mantiene in regime l’evoluzione continua dello stesso prodotto.
• SESTO – fare come fanno tutti i paesi europei e occidentali, favorire la ricerca e l’istruzione.
• SETTIMO – impostare nel nostro paese un vero e proprio piano affinché non si privatizzi il patrimonio artistico ma venga rilanciato favorendone nella crescita posti di lavoro.
• OTTAVO qualsiasi privatizzazione in atto deve portare benefici al resto del paese e contenere in modo chiaro un tetto minimo e massimo del guadagno da offrire agli appalti. ad esempio l’acqua; si appaltavano i servizi, lo stato incassava subito le entrate, e agli appaltatori veniva concesso un massimo di guadagno del sette per cento da ricavare sulle bollette senza che questi offrissero nessun servizio sulle condutture. quelle erano e quelle rimanevano. e queste non sono privatizzazioni per il bene del paese.
• NONO – il sistema bancario deve assicurare prestiti ad industrie di cui hanno fiducia, le banche devono abbassare i tassi di interessi sui mutui e sui prestiti e soprattutto devono investire in percentuale adeguata all’interno del proprio paese. occorre inoltre controllare adeguatamente i prodotti immessi in borsa in modo da non creare rischi finanziari e gravi perdite non solo al privato ma all’intero paese.
• DECIMO – vanno realizzate dei sistemi che rendano le tasse adeguate alle rendite. Ora in linea generale questi punti andrebbero approfonditi, ma sono anche le analisi fondamentali
per poter rilanciare i paesi e ammorbidire la crisi, e risolverla definitivamente.
La domanda fondamentale che nasce spontanea è : Perche’ non lo fanno? a cosa mirano realmente? Per maggiori dettagli e per la firma del manifesto vedere: http://www.namir.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: