Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Editoriale: Alessandra Mussolini ad Otto e mezzo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Editoriale Fidest. Alessandra Mussolini ha partecipato ieri alla trasmissione di La sette condotta da Lilly Gruber. Il tema del giorno era il trasferimento dei ministeri da Roma per destinazione Lombardia. A differenza dei suoi illustri colleghi Renata Polverini, governatore del Lazio e Gianni Alemanno sindaco di Roma non ha aderito alla pubblica sottoscrizione per scongiurarne lo spostamento, ma ha detto, in proposito, qualcosa che mi è piaciuta: “Io, sono favorevole ai ministeri al Nord Italia a condizione che siano assegnati in alta montagna, in località disagiate, ma, sia chiaro, una volta avvenuto il trasloco i leghisti non ci devono ripensare”. Per chi vuole intendere la Mussolini ha toccato realisticamente il nodo della questione. Prima di tutto i “ministeri” non sono una risorsa ma una macchina mangia soldi per lo Stato e, probabilmente, anche per le amministrazioni locali. Secondariamente la Lega sarebbe stata più credibile se avesse proposto la riduzione dei ministeri incominciando da quelli senza portafoglio e per finire ai sottosegretari (ne basterebbero al massimo una trentina). Perché il “leghista virtuoso” non si è chiesto quanto oggi costa all’erario gestire decine di sottosegretariati e di ministeri inutili come quello del loro leader carismatico, mentre quanto aggraverebbe il bilancio pubblico un trasferimento (per altro impossibile) o anche solo un ufficio di rappresentanza? Altro discorso andrebbe fatto se le regioni “tanto virtuose” del Nord  non incominciassero a chiudere i battenti delle loro rappresentanze romane e a Bruxelles e utilizzassero i soldi per finalità più adeguate ai bisogni regionali. E’ che la regola è sempre la stessa di chi dice “armiamoci e partite”. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi. E allora perché il popolo del web non si rende promotore di una petizione popolare per ridurre il numero dei ministeri e dei sottosegretari? Questo popolo della rete che tanto successo ha ottenuto per dimostrare ai politici che i referendum valgono qualcosa se si sanno sostenere con fermezza e determinazione ha oggi una nuova possibilità d’affrontare, a partire dagli sprechi ministeriali, il vero nodo che avviluppa i partiti e li rende schiavi delle loro stesse trame. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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