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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Parlamento europeo: governance economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

L’Aula ha adottato giovedì la sua posizione sul pacchetto relativo alla governance economica, chiedendo una serie di regole nuove che diano maggiore ambizione e peso alle proposte originarie della Commissione. Maggiore trasparenza, avvertimenti automatici e sanzioni più forti, nonché nuove multe, rientrano in questo accordo. I gruppi del centrosinistra, tuttavia, avvertono tutto ciò implica più austerità. Parti del pacchetto, in particolare quelle che si occupano del rafforzamento del patto di stabilità e di crescita, sono state approvate con margini ridotti, con l’S&D, i Verdi/ALE e il GUE/NGL che si sono espressi contro, in quanto ritengono vi sia un’eccessiva focalizzazione sul controllo fiscale e poco margine per continuare con gli investimenti vitali necessari per una crescita e un’occupazione a lungo termine. Tuttavia, i testi per prevenire gli squilibri macro-economici hanno ottenuto maggioranze significative. I testi adottati forniranno ora ai ministri delle finanze e ai Capi di Stato la posizione ufficiale del Parlamento europeo nel suo complesso, in vista del Consiglio europeo del 23-24 giugno. Questa posizione costituirà la base per le trattative tra gli eurodeputati e gli Stati membri, che sono destinate a proseguire speditamente, per raggiungere un accordo definitivo non appena possibile.
Punti importanti che emergono dal voto Tra i nuovi punti figurano:
• Un maggiore utilizzo del voto a maggioranza qualificata inversa (RQMV) per rendere più automatiche le raccomandazioni e le avvertenze. Ciò riguarda in modo particolare la dichiarazione che uno Stato membro non ha preso alcuna azione correttiva per porre rimedio allo squilibrio macroeconomico accertato.
• Una maggiore trasparenza, rendendo pubblici più testi e più discussioni di quanto previsto inizialmente, anche attraverso il coinvolgimento del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali per responsabilizzare gli Stati membri.
• La codifica del semestre europeo in testi giuridici, dando così valore giuridico a tale procedura.
• L’aumento dei poteri della Commissione, attraverso maggiori informazioni da fornire alla Commissione rispetto a quanto previsto in precedenza e missioni di sorveglianza negli Stati membri.
• Una nuova sanzione (0,2% del PIL) per le statistiche fraudolente in relazione ai dati su deficit e debito.
• Un deposito fruttifero come sanzione (0,1% del PIL) nel caso uno Stato membro non agisca come raccomandato per correggere uno squilibrio macroeconomico.
• Una maggiore indipendenza degli istituti statistici.
• Maggiori dettagli sugli indicatori da utilizzare per il controllo degli squilibri macroeconomici per garantire che la Commissione non basi il suo giudizio solamente su dati puramente economici, ma consideri anche la dimensione sociale.
• La salvaguardia dei processi di contrattazione sociale e gli accordi di fissazione dei salari.
• Una clausola di revisione sugli Eurobond (Eurosecurities). Entro la fine del 2011, la Commissione preparerà una relazione e, eventualmente, delle proposte legislative.
Sebbene non vi sia ancora un accordo definitivo con gli Stati membri sui punti seguenti, essi figurano nei testi adottati questo giovedì dai deputati.
• Nessun accordo ancora sulle dichiarazioni automatiche da inviare agli Stati membri che ignorano gli avvertimenti della Commissione sul superamento della spesa. Questo automatismo è previsto nei testi adottati in quanto è considerato il mezzo per riuscire a imporre sanzioni, e quindi in grado di fornire un reale incentivo a un paese per regolarizzare la propria situazione. La clausola inserita riduce il potere dell’accordo di Deauville proposto da Francia e Germania di mantenere una salda presa sulle valutazioni di non conformità espressa dalla Commissione.
• Audizione dei ministri delle Finanze da parte del PE. In base alla proposta della Plenaria, “lo Stato membro interessato si vedrebbe offerta l’opportunità (…) di partecipare a uno scambio di opinioni”.
• Un riferimento alla necessità di guardare ai paesi con una partita corrente attiva (come la Germania), nonché ai paesi con partite correnti in deficit (paesi che importano molto) al momento di valutare le cause di uno squilibrio macroeonomico.

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