Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le stranezze della politica italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Incominciamo dall’ultima notizia, quella della conversazione tenuta tra Berlusconi e Di Pietro alla Camera dei deputati, e che è stata ripresa dalle telecamere e rilanciata dai media in tutte le reti dalla televisione al web. Cosa c’è di strano? Giuliano Amato in una dotta conferenza svoltasi a Roma in una sala del Vittoriano ci ricordava, qualche giorno fa, che ai tempi di De Gasperi, di Togliatti, Nenni e Almirante i politici di opposte fazioni erano adusi incontrarsi e discutere civilmente dei problemi del paese e forse anche di qualche autorevole nomina istituzionale. Ora è diventato una sorta di scandalo. Forse suscita qualche perplessità la visita ad Arcore del sindaco di Firenze Rienzi, proprio per dove è avvenuta, ma nel caso di Di Pietro l’evento si è svolto in una sede istituzionale e sotto gli occhi di tutti, anche se sono venute meno le “orecchie” per ascoltare, ovviamente.
Sappiamo molto bene che “l’anomalia Berlusconi”, nel quadro politico italiano, lo è non tanto e non solo per il personaggio che ne interpreta la parte, ma per la nostra incapacità di esprimere una classe politica valida e preparata. Alla fine ci accorgiamo che il problema del presidente del consiglio è essenzialmente, da alcuni anni a questa parte, la sua tendenza a fare da cartina di tornasole ai tanti che si sono accodati al suo carro non per convinzione ma per interesse, soprattutto personale. Ora lui, oltre ai problemi giudiziari, amorosi e altro deve mettere in conto la presenza di famelici esattori di prebende politiche e clientelari. In altre parole si sta avvitando su se stesso e avviluppando in una melassa di intrighi e di intese a dir poco indecenti.
A questo punto è forte la tentazione, e penso della maggioranza degli italiani, di sfiduciare in toto la classe politica anche se andrebbero fatti dei distinguo. Ma lo stanno facendo nel modo sbagliato: disertando le urne o votando a “dispetto”. La strada da imboccare, invece, dovrebbe essere diversa: la politica dovrebbe ingegnarsi a rinnovare la sua classe rappresentativa, e non è solo una questione anagrafica, e gli elettori riservare più attenzione e interesse per la politica poiché è il sale della nostra vita e tende a condizionarci persino negli affetti e nei rapporti familiari. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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