Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Aboliamo le province: voto popolare

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

In un comunicato l’Idv dichiara: “Dopo il voto di martedì 5 luglio, con cui una maggioranza trasversale portatrice di interessi di casta ha bocciato la nostra proposta di abolizione delle Province, noi non ci arrendiamo. Entro settembre, torneremo a raccogliere le firme tra la gente per un disegno di legge di iniziativa popolare: tutti insieme dobbiamo cancellare la parola ‘Province’ dalla Costituzione. Servono 50mila firme, ma siamo sicuri che in tanti ci darete una mano e alla fine saranno molte di più. E’ giunto il tempo di un nuovo patto, una rappresentanza reale, tra politica e cittadini, in cui quest’ultimi si muovono in prima persona.
C’è una parte della politica che vuole rimanere Casta e farà di tutto per mantenere i suoi vecchi e assurdi privilegi. Però, c’è anche chi immagina una nuova e diversa architettura dello Stato. Siamo convinti che non si debba rinunciare alle battaglie giuste, anche se difficili. Quella contro gli sprechi è una di queste. Il nostro lavoro di opposizione in Parlamento va in tale direzione: dopo la mozione per abolire le Province, proporremo di dimezzare le auto blu, il numero di parlamentari e cancellare i vitalizi di deputati, senatori e consiglieri regionali. Ma l’avventura dei referendum ci ha insegnato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’azione in Parlamento non basta. La strada maestra è quella che passa attraverso i cittadini, fuori dai palazzi. Per questo, dobbiamo organizzare tutti insieme la raccolta di firme. In tanti direte: “Perché non facciamo altri referendum?”. Purtroppo lo strumento referendario, in questo caso, non si può utilizzare, perché per abolire le Province bisogna agire sulla Costituzione e non si possono sottoporre a referendum abrogativi le norme della Carta. Ma la raccolta firme sarà solo l’inizio. Sono convinto che quest’iniziativa, come è successo con i referendum, sarà la battaglia di un’intera società civile e non solo di una forza politica. E, grazie alla mobilitazione della cittadinanza attiva, che ha segnato i momenti più significativi della nostra storia recente, vincerà tutta l’Italia. Da qui partiremo, con chi ci vorrà stare, con altre proposte e altri referendum perabbattere finalmente i costi della Casta. La raccolta di firme ufficiale, tra documenti da presentare e gazebo da organizzare, partirà in autunno”.

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