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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Danilo Speranza al Pertini in gravi condizioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Roma. Danilo Speranza, è stato ricoverato all’ospedale Sandro Pertini. “Dopo diversi giorni di inascoltati appelli, lo sciopero della sete ha drammaticamente aggravato le sue già precarie condizioni fisiche.
Rinchiuso in una cella di 22 mq con altre cinque persone, la temperatura in aumento costante, il fisico provato da più di un mese di digiuno e da un preoccupante quadro clinico di diabete e ipertensione (per il quale rifiutava ogni tipo di terapia farmacologica dal 1° aprile 2010) la sua resistenza si è spezzata. Nel caso di Danilo Speranza, malato di diabete e ipertensione, la probabilità di un aggravarsi improvviso delle condizioni fisiche dovuto alla disidratazione aumentava drasticamente. Perché quindi si è voluto attendere l’insorgere di pericolose complicanze prima di ricoverarlo? Nei giorni scorsi anche il Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, con un comunicato stampa ha sottolineato la grave condizione in cui si trovava Speranza, ma anche la sua denuncia non ha trovato ascolto. Il Garante dei detenuti, dopo aver dimostrato estremo interesse per il caso umano, ha dichiarato: «quest’uomo ha il diritto inalienabile di vedere la sua condizione carceraria e giudiziaria valutata dai magistrati senza ulteriori ritardi». (http://www.scienzaperlamore.it/allegati/garante_9-7-2011.pdf). Forse la vita di un carcerato (per di più in attesa di giudizio) vale meno di quella di un uomo “libero”? Non vorremmo che il nome di Danilo Speranza si aggiungesse alla lunga lista dei detenuti vittime di questo sistema carcerario.
Ora Speranza è costretto in un letto di ospedale a lottare tra la vita e la morte, in custodia cautelare nonostante le numerose evidenze scientifiche che lo scagionano. Danilo Speranza è un presunto innocente e non un colpevole condannato nei tre gradi di giudizio, è per questo che lotta.
La sua protesta “Fame per la fame e sete per la sete di giustizia” vuole porre l’attenzione su due punti: il primo è il blocco del progetto umanitario “Bits of Future: food for all” (legato alla tecnologia Hyst da lui promossa) per combattere la scarsità alimentare in Africa; il secondo è per il miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri, sottolineando l’ingiustizia della detenzione preventiva. Forse Danilo Speranza era diventato un personaggio scomodo? Forse il potenziale apporto rivoluzionario della tecnologia HYST in vari settori era diventato un problema per qualcuno? Si era sicuramente addentrato in un campo minato! Quanto è accaduto ci ricorda che energia/alimentazione/farmacopea sono temi che, ancora oggi, è meglio non toccare!” E’ quanto informa l’Ufficio Stampa Associazione Scienza Per l’Amore.

Una Risposta a “Danilo Speranza al Pertini in gravi condizioni”

  1. Marco said

    Il carcere è un’assurdità in ogni caso, ma quello “preventivo” basato quindi su un del tutto arbitrario giudizio è davvero un’assurdità. Ma qui in discussione non è in sé il sistema carcerario, se ci pensiamo bene, è proprio il sistema “giudiziario”, il sistema Italia. Nessun risarcimento può essere sufficiente a ripagare la restrizione della libertà personale, sopratutto per chi potrebbe essere innocente.
    Ma c’è davvero un nesso logico tra un eventuale reato e la detenzione? Chi stabilisce la pericolosità reale di una persona tale da determinarne una limitazione forzata di ogni forma di libertà. E’ certamente uno strano caso che ci sia un’innovazione così importante come la tecnologia Hyst (sperando che nessuna multinazionale compri il brevetto perché altrimenti sparirebbe dalla circolazione!) e quello che è accaduto a Danilo Speranza. Strane coincidenze avvengono nel “Paese” dell’inquisizione Romana… ma alla fine per avere un po’ di attenzione un uomo, un essere umano, è costretto a arrivare al confine tra la vita e la morte! Ma l’innovazione, la libertà, il libero arbitrio fanno davvero paura al “sistema”. L’unica forma di tutela oltre l’informazione libera è la coesione tra le persone, tra i cittadini. Il potere di un sistema lobbistico non sarà mai superiore al potere dell’unione della maggioranza dei cittadini.

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