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Soppressione Province

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Il voto che ha mandato in cantina la “soppressione delle Province” contenuta in una legge proposta da Italia dei Valori continua a far discutere. Il Pd, che con il suo voto di astensione ne ha impedita l’approvazione, è stato invaso dall proteste dei suoi elettori enon ha trovato di meglio che attaccare oggi sull’Unità Italia dei Valori, sostenendo che si trattava di una legge inutile.
Dal Capitolo “Il costo delle province” di Andrea Giuricin (docente Università di Milano) e contenuto nel volume “Abolire le Province”, Rubettino Editore, 2010, si possono trarre i dati seguenti. Le province hanno una spesa complessiva di circa 16 miliardi di euro (2005). Di essi il costo complessivo del personale ammonta a circa 2 miliardi di euro. 4 miliardi (compreso il personale dedicato) sono classificati nella funzione “Amministrazione, gestione e controllo”: si tratta in larga parte degli uffici di supporto al funzionamento della struttura politica (cioè Consiglio provinciale, Giunta e Presidente). Le indennità e gettoni di presenza corrisposti a consiglieri, assessori e presidente costano tra 100-200 milioni di euro all’anno. Tra le suddette indennità ed i costi degli uffici di supporto si possono prudenzialmente quantificare in 1,5-2 miliardi di euro all’anno i risparmi conseguibili con la soppressione delle province (secondo altri si arriverebbe a 3 miliardi mentre Confesercenti si spinge a parlare di 7). La manovra 2012-2014 dell’Italia dei Valori ha previsto prudenzialmente un periodo di transizione con 0 risparmi nel 2012, 1,2 miliardi nel 2013 e 2 miliardi, a regime, a partire dal 2014. Le competenze più significative attuali delle province sono:
1. Gestione del territorio (strade provinciali) (3,5 miliardi nel 2005): in molte regioni sono state istituite società regionali, di cui sono socie le province, che di fatto non svolgono più direttamente il lavoro (es. Regione Veneto con Veneto Strade). Dunque non cambierebbe praticamente nulla.
2. Trasporti. Molte province gestiscono il trasporto pubblico extra-urbano (1,2 miliardi di euro), ma lo fanno con società partecipate e dunque ancora non cambierebbe nulla
3. Scuole superiori (2,5 miliardi), spesso in larga parte concentrate nei comuni capoluogo. Pertanto la loro gestione sarebbe facilmente trasferibile ai comuni (che già gestiscono scuole elementari e medie)
4. Controlli e autorizzazioni in materia ecologica (circa 1 miliardo). Ma ogni regione ha già un organismo denominato ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), al quale potrebbero essere affidate tutte le competenze già in capo alle province
5. Approvazione Piani urbanistici comunali. Solo poche regioni ne hanno trasferito la competenza alle province. Potrebbero rifarsene carico
Per quanto riguarda il personale delle province, si tratta solo di riassorbire quella parte che oggi è di supporto all’apparato politico delle province, ciò che potrebbe avvenire nel giro di qualche anno attraverso il turnover. Il vero imbroglio è proprio nella proposta del Pd ed è la soppressione delle province nelle Aree Metropolitane, cioè la sostituzione della provincia con un altro ente: cioè risparmio zero.

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