Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 14 luglio 2011

The Economist in edicola questo week-end

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Rupert Murdoch - World Economic Forum Annual M...

Image via Wikipedia

Questa settimana nella sezione Leaders:
La copertina sulla settimana di crisi per l’Italia che mostra una moneta unica sul filo del rasoio: On the edge.
L’articolo sullo scandalo News of the World, in cui si auspica che la legge faccia il suo corso: An empire at bay.
L’articolo sul risveglio democratico nel mondo arabo: It can still come right.
Mentre nella sezione Europe:
La rubrica Charlemagne dedicata ai problemi dell’Euro, più politici che economici: The euro’s real trouble.
L’articolo sull’eccezione estone, Paese che in tempo di crisi per l’Eurozona ha registrato invece una sostanziosa crescita dell’economia: Estonian exceptionalism.
L’articolo sui successi degli Indignados spagnoli cui viene contestata l’assenza di obiettivi: Europe’s most earnest protesters.
L’articolo sul “nuovo” governo di Erdogan in Turchia: The lofty Mr Erdogan.
L’articolo sulla vendita di carri armati tedeschi all’Arabia Saudita: Tanks for sale.
Seguono in fondo alla mail gli highlights dell’editore.
The news is moving quickly this summer. In barely two weeks Rupert Murdoch’s empire has suffered a dramatic reversal in fortunes. In our British cover leader we argue that the humbling of News Corporation will have many welcome consequences – but it may also have some less wholesome ones. Elsewhere we analyse a development that could have ruinous effects on the world economy, not just one company: the fact that this week the euro crisis moved on to Italy. In our cover leader outside Britain, we argue that the single currency itself is now at risk.
The Arab spring, six months on The fall of the regions worst two dictators would give a terrific boost
Jamie Dimon’s worldThe challenges for the boss of Americas least tainted large bank
The last manned fighter planeAmerica should cut back orders for the F-35
Remembering the Orgasmatron A book on the era when the United States thought sex was as dangerous as communism
Farewell to a good Habsburg Our obituary of Otto, the son of the last Austro-Hungarian emperor.

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Manovra: ammucchiata governo-opposizioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

ll potere mediatico, attraverso gran parte delle tv e dei giornali, manipola l’informazione; nel mondo economico si affermano sempre i gruppi di potere, menti raffinate che ci fanno il lavaggio del cervello. Ebbene, questo crea il terreno per percepire la manovra economica del governo come un atto dovuto, facendo scolorire gli aspetti del massacro sociale rivolto esclusivamente al ceto medio- basso ,”compreso gli operatori della difesa e della sicurezza” sempre più indebolito perché lo si vuole indebolire. Mi dispiace che l’opposizione non abbia mosso un dito, giacché nonostante le tante chiacchiere su sprechi e costi, nei fatti non s è concluso niente. Se da un lato abbiamo un governo insensibile e vicino alle classi medio-alte, dall’altra parte abbiamo un’opposizione insignificante e improduttiva. Non sarebbe strano se, dopo il congelamento degli stipendi , il blocco del tourn over (che condanna i giovani al precariato a vita) e la reintroduzione dei ticket, non tentino anche un’ultima mossa:i licenziamenti facili verso gli statali. Troveranno la scusa per spingersi oltre. Vergognoso è invece il silenzio non solo di buona parte della stampa, ma anche di buona parte dei sindacati e delle rappresentanze , che si limitano a spicciole dichiarazioni e comunicati stampa senza essere né pungenti e né convincenti. Il paese è piegato, noi cittadini siamo in uno stato di totale confusione: ci aspettavamo un gesto da parte dei presidenti delle due Camere e della Repubblica nel chiedere un sacrificio alla politica e ai suoi costi, ma non è successo niente. Ho scritto una lettera aperta al Presidente Napolitano ma sembra sia passata inosservata. Allora mi rivolgo a voi tutti, amiche e amici, colleghi e popolo di internet, associazioni e movimenti: stiamo uniti e sostenetemi. Per protesta a questo massacro sociale, nei confronti di certa stampa , in onore dei padri fondatori della nostra costituzione italiana, dei diritti degli operatori della difesa e della sicurezza, contro ogni forma di ingiustizia, contro il precariato, il congelamento degli stipendi, il sottoimpiego, deprofessionalizzazione del personale e discriminazione , io farò la mia parte. Non importa che risultato raggiungerò, ma se non verranno chiari messaggi dalle istituzioni e dalla politica, entro il 31 luglio 2011 procederò allo scioperò della fame. Almeno avrò più dignità da delegato rappresentante de diritti dei cittadini con le stellette, rispetto ad altri personaggi che ricoprono ruoli di rappresentanza politica dei cittadini e continuano, invece, non a mangiare, ma ad essere ingordi sulle spalle dei cittadini. Ricordatevi alle prossime competizioni elettorali dei partiti che governano, e dell’opposizione insignificante e parolaia. Faccio questo secondo coscienza in onore dei miei colleghi che rischiano la vita nei teatri operativi, per i colleghi feriti , per i colleghi ammallati, per i colleghi che purtroppo sono andati via per sempre , per i loro familiari. Per la mia coscienza nei confronti di tutti gli operatori della difesa. (Girolamo Foti)

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Manovra: ritocchi distruttivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Gli ultimi annunciati ritocchi alla manovra, lievitata per il momento a ben 79 miliardi, amplificano la portata distruttiva delle scelte adottate dal Governo, che abbatte lo Stato Sociale accanendosi contro le classi meno abbienti e contro i lavoratori dipendenti, in particolare contro quelli pubblici”, denuncia Giuliano Greggi, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego. “Questo Governo – prosegue il dirigente USB – che si guarda bene dal mettere in atto un singolo provvedimento per arginare l’enorme evasione ed elusione fiscale del nostro Paese, è invece veloce come una folgore quando si tratta di applicare i Ticket sanitari, in vigore già dalla prossima settimana. Non si parla ancora di nessuna marcia indietro sul contributo unificato applicato alle cause di lavoro e previdenziali, un iniquo balzello che in alcuni casi potrà arrivare alla cifra di 733 Euro più 8 di marca da bollo. L’aumento dell’età pensionabile viene anticipato al 2013, ed i dipendenti pubblici – sottolinea Greggi – che hanno visto reddito e pensione già falcidiatidalle precedenti manovre, quantificabili in 100 mila Lire medi mensili per il mancato adeguamento salariale del ‘91-’93 e di 250 Euro mensili per la legge 122/2010, adesso con il blocco dei contratti vedranno un aumento solo nel 2018. Nel frattempo avranno perso qualcosa come altri 180 Euro medi mensili subendo una forte perdita sulle rendite pensionistiche quantificabile, a regime, in circa 315 euro medi lordi mensili”. “A questa devastazione è necessario dare una prima urgente risposta – conclude Greggi – per questo USB P.I. ribadisce con forza la scelta dello sciopero generale del Pubblico Impiego proclamato per domani e chiama tutti i lavoratori pubblici a far sentire la loro forteprotesta nelle tante iniziative organizzate nelle piazze di tutte le regioni”.

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Finanziaria: i poliziotti scendono in piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Roma. il giorno 15 luglio p.v. dalle ore 9,00 alle ore 14,00 Il SIAP, il SILP per la CGIL, il COISP e l’ANFP hanno organizzato dinanzi alla Camera dei Deputati una manifestazione con volantinaggio per denunciare, ancora una volta, il totale disinteresse del Governo verso il settore della sicurezza. Le misure inserite nella recente manovra finanziaria, che si aggiungono a quelle introdotte con le precedenti manovre del 2008 e del 2010, produrranno ulteriori penalizzanti conseguenze sia sul versante del personale che su quello del funzionamento degli apparati, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini.

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Voce dal sen fuggita

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Questa frase (…voce dal sen fuggita…!) riassume 17 anni di politica liberista, imposta dal cavaliere e sostenuta dallo stesso Tremonti. E’ quel “nemmeno” che chiarisce lo spirito stesso del liberismo berlusconiano, padano, bossista, razzista, classista, egoista con sottolineature autoritarie. Una volta, in caso di calamità, si soleva dire “prima le donne e i bambini”; con l’affermazione tremontiana il pericolo di un nuovo Titanic verrebbe affrontato con “Prima la prima classe, poi, se rimane posto gli altri!”. La prima classe risulterebbe portatrice di diritti di salvezza che non appartengono alle altre classi, che vanno dalla seconda in giù; il timore di questo governo, nell’attuale momento di crisi (peraltro sempre negata, fino a quando non ci è franata addosso), si materializza nell’ipotesi che “nemmeno” la prima classe potrebbe salvarsi se le classi subalterne e sacrificabili, non dovessero accettare le misure che, innanzitutto, dovranno salvare le “prime classi”, costrette a intervenire anche loro, trascurando l’abitudine all’evasione fiscale, ai privilegi, alle protezioni, ai consoni, alle sanatorie, agli scudi fiscali. La nave Italia è stata pilotata da un nocchiero della domenica, spavaldo della sua appartenenza alla prima classe, ma solo per censo, non certo per una qualunque altra dote che coinvolge l’uomo nella sua globalità; questo nocchiero, possedendo molto più di quanto ha prodotto, ha preteso garanzie superiori, diritti esclusivi, doveri discutibili, esigenze impellenti, nonchè la felice esclusiva di indicare e selezionare il giusto dal non-giusto, sempre secondo il personale metro esclusivo della “prima classe”. Quindi, animo, classisti dal secondo livello in giù, accettiamo i sacrifici che ci verranno imposti, altrimenti la prima classe non si salverà. Tremonti lo conferma ! (Rosario Amico Roxas)

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Messaggio Card. Paolo Romeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Chapel of Saint Rosalia, Cathedral of Palermo,...

Image by travfotos via Flickr

Palermo. Giunge anche quest’anno il Festino in onore di Santa Rosalia, e la Città si ritrova ancora fiera di guardare alla Santuzza con un duplice atteggiamento: la memoria del passato, colma di devota gratitudine, e uno sguardo al futuro che vuole esprimere ancora speranza per questa Palermo e per coloro che ogni giorno la vivono e la costruiscono. Tradizione e devozione, calore del cuore e colore del popolo, fede e vita si intrecciano soprattutto nello spettacolo della Città che rivolge un grido che è già preghiera: “Viva Palermo e Santa Rosalia!”. Così Palermo si tiene stretta a sé la Santuzza, e mostra di non volerne abbandonare l’esempio, di non volerne cancellare l’eredità. La storia di Rosalia, vergine eremita, e ancor di più quella del miracoloso ritrovamento delle sue reliquie, racconta di una Palermo che si riappropria di una Santa, e che ricevendola per le sue strade, torna a ricevere nuovamente l’appello forte alla santità di vita, alla priorità assoluta di Dio e del suo Vangelo di salvezza nel quotidiano ferito. Nella memoria popolare e nella fede celebrata, Rosalia continua a passare in mezzo a noi. Ma a rivivere è, più propriamente, il passaggio del suo Sposo e Signore, che desidera incontrare la Città, e rientrare capillarmente nel suo tessuto sociale, nelle famiglie, fra i giovani, nelle amministrazioni, negli ambienti, nelle menti e nei cuori dei palermitani, proprio di tutti i palermitani. Rosalia manifesta un Dio che vuol farsi ancora presente, e che ha a cuore il bene di tutti, che ama tutti e ciascuno, al punto da “ritornare” sempre all’uomo, donandogli sempre nuove possibilità, occasioni di salvezza e di riscatto da ogni forma di peste che paralizza e contagia, che ammorba l’aria di egoismo e di rassegnazione, e genera veri e proprie aberrazioni sociali e culturali. Se la nostra Città, nella consueta ed intensa parentesi della sua estate, si mostra pronta a ricevere ancora una volta la Santuzza nelle sue strade, deve avere il coraggio di scavare più a fondo, per trovare il nobile desiderio di puntare in alto, e ricevere e accogliere Dio, quel Dio che di Rosalia e di Palermo è stato e vuole continuare ad essere Sposo e Signore. (Paolo Card. Romeo Arcivescovo di Palermo)

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Roma: Aumento tariffa Atac

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“E’ grave che il consiglio di amministrazione dell’Atac, dopo quanto successo con ‘parentopoli’ abbia anche il coraggio di proporre l’aumento del biglietto del trasporto pubblico locale (n.r. la proposta è che si possa passare da un’euro a uno e cinquanta, ovvero il 50% in più). Ma sarebbe ancora più grave se tale proposta indecente venisse accolta dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio. Non possono essere i cittadini-utenti a dover pagare la mala gestione dell’Atac, un’azienda di diritto privato con un capitale pubblico al 100% che è stata gestita in questi anni come un’azienda di famiglia da parte del Sindaco Alemanno e della sua Giunta. Qualora tale scelta scellerata dovesse essere ratificata, l’unica risposta non potrebbe che essere quella di una campagna di disobbedienza civile di massa per rifiutare l’aumento delle tariffe. A pagare per i danni arrecati all’Atac non siano gli utenti e i lavoratori di questa azienda, ma coloro che in questi anni, con le loro scelte aziendali e politiche, hanno dilapidato un patrimonio che apparteneva a tutti i cittadini romani”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del PRC- Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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Concerto di Awa Ly

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Rome 19 luglio 2011 – ore 19 Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts Via Alberto Cadlolo, 101 Ingresso libero su prenotazione obbligatoria ai numeri 06 3293785 – 06 3225044 Nel suo meraviglioso parco mediterraneo di 6 ettari, martedì 19 luglio si esibirà Awa Ly, l’artista francese di origine senegalese che si contraddistingue per una bellissima timbrica vocale, calda ed espressiva, ben modulata e con le coloriture tipiche di una vocalist di origine africana. Accompagnata da Matteo Pezzolet al contrabbasso e Valerio Guaraldi alla chitarra, Awa presenterà brani tratti dal suo primo disco Modulated, dal suo doppio lavoro discografico francese e di produzione giapponeseChantons insieme ad un repertorio internazionale assolutamente ricercato e riarrangiato ad hoc, con brani di Leonard Cohen, Sting, Gershwin, Norah Jones, Oasis e altre “sorprese”. Il background eclettico di Awa si riflette bene nella propria musica che ha caratterizzazioni pop ma è anche contaminata dal jazz e dal soul. Più che il genere musicale, le peculiarità che accomunano tutte le canzoni di Awa sono la modernità dei suoni e la ricercatezza delle melodie. Queste qualità rendono la il suo stile unico e di assoluto interesse per tutti. Awa conta al suo attivo centinaia di concerti alcuni dei quali splendidi unplugged con artisti del calibro di Dominc Miller, Sergio Caputo, Giorgio Conte, Fausto Mesolella e Tuck e Patti. L’artista è anche conosciuta nel cinema, per le sue interpretazioni dirette da registi quali Daniele Luchetti, Cristina Comencini, Aureliano Amadei e Massimiliano Bruno.
Un appuntamento dunque da non perdere, che evidenzia lo stretto legame che unisce il Rome Cavalieri alla cultura, già dimostrato – del resto – con la prestigiosa collezione d’arte permanente di capolavori pittorici di varie epoche (tra cui spiccano i quadri di Giambattista Tiepolo, Andy Warhol e molti altri), rari arazzi e sculture, e dalla recente partnership con il Festival dei Due Mondi di Spoleto.

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Marathon di Andrea Frediani

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Grottaferrata 15 luglio – ore 19,00 terrazza dell’ex biblioteca (Adiacente l’Abbazia millenaria di S. Nilo) Andrea Frediani presenta il suo ultimo libro “Marathon”. 480 a.C.. La flotta greca, ancorata di fronte al Capo Artemisio, a pochi chilometri in linea d’aria dalle Termopili, spia con attenzione i movimenti delle navi persiane. La tensione è alta tra l’equipaggio: si attende con ansia l’esito dello scontro tra gli uomini del gran re Serse e quelli del sovrano spartano Leonida. Il poeta Eschilo, in servizio su una nave come oplita, riceve la visita di una donna bella e misteriosa: un’esule ateniese che gli ricorderà la storia della battaglia di Maratona, svoltasi un decennio prima. Una battaglia che il poeta conosce bene perché vi ha partecipato e perché su quel campo ha visto morire suo fratello. Così le memorie dei due interlocutori s’intrecciano, ricostruendo nei particolari il primo combattimento campale tra greci e persiani, ma soprattutto quel che accadde subito dopo, quando gli araldi dovettero correre fino ad Atene per comunicare la vittoria greca, prima che i sostenitori dei persiani aprissero le porte della città agli invasori. Andrea Frediani, con una prosa serrata e coinvolgente, ricostruisce una delle battaglie più importanti della storia, riportandone in vita i protagonisti. Un romanzo narrato in presa diretta, come la cronaca di una gara nella quale ipartecipanti si contendono il premio più ambito: l’amore di una donna.(marathon)

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Medicina rigenerativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Nuove prospettive si aprono per il futuro della medicina rigenerativa dei tessuti, grazie alla messa a punto di nuovi sistemi di coltura cellulare, capaci di influenzare specifici aspetti del comportamento delle cellule e riprodurli in laboratorio. Una strada sulla quale sono incamminati diversi team di ricerca nel mondo, che registra un passo avanti grazie ai ricercatori del progetto NanoScale, promosso da un consorzio multidisciplinare coordinato dal prof. Vincent Torre della SISSA di Trieste e costituito da cinque centri europei di eccellenza (SISSA, IOM-CNR – insediato in AREA Science Park -, ENS – Ecole Normale Supérieure di Parigi, NMI -Naturwissenschaftliches und Medizinisches Institut di Reutlingen e DTU – Technical University Denmark di Copenaghen) e da piccole imprese high-tech italiane e tedesche (Glance Vision Srl, Multi Channel Systems Gmbh, Promoscience srl di AREA Science Park ).
Partito nel 2008 e oggi in fase conclusiva, il progetto, finanziato dalla Commissione Europea con circa 3 milioni di euro, si è concentrato sull’influenza di substrati con geometrie definite a livello nanometrico sulla differenziazione in vitro di neuroni e la formazione di reti neurali, eventi e reazioni che avvengono alla scala di 1 Angstrom, ovvero un decimillesimo di micron. Grazie a una serie di nuovi nanodispositivi che integrano in un singolo chip molteplici funzioni proprie dell’attività di laboratorio (i cosiddetti Lab-On-Chip), nati dalla collaborazione tra scienziati e imprese industriali, si è riusciti a ottenere una migliore mappatura delle interazioni tra cellule e substrati. Gli esperimenti realizzati hanno dimostrato, in particolare, che, grazie all’uso di substrati con strutture a nanopillars (nanopilastri), si registra una maggiore e più rapida differenziazione delle cellule staminali in cellule neuronali rispetto a quanto avviene con substrati tradizionali.
Il dato saliente è che con questa tecnica è possibile ottenere la differenziazione cellulare in laboratorio senza l’utilizzo di agenti biochimici stimolanti, che comportano un rischio di proliferazione incontrollata, dunque di tumore, abbastanza elevato. E’ bene sottolineare che non si tratta di risultati definitivi, poiché restano ancora da chiarire pienamente i meccanismi genetici che influiscono sullo sviluppo cellulare indotto. Tuttavia, i diversi approcci tecnologici e metodologici ideati e sviluppati per gli esperimenti di NanoScale già prefigurano interessanti applicazioni in altri ambiti di ricerca. È per esempio il caso delle tecniche di nanofabbricazione (X-Ray litography e nanoimprinting) usate per imprimere specifiche ‘nanotrame’ sui substrati, nonché delle tecniche di nanoelettronica e microfluidica usate per la loro integrazione all’interno di un unico dispositivo. Questo know-how potrebbe portare alla produzione di vetrini con layout preconfigurati per favorire lo sviluppo di reti neuronali. Ancora più interessante potrebbe essere l’utilizzo di queste tecniche per creare arrays di microelettrodi per esperimenti di elettrofisiologia con una sorta di rivestimento superficiale permanente, capace di indirizzare i fenomeni cellulari descritti. A questi si aggiungono nuovi dispositivi di imaging 3D che consentono di vedere le interazioni tra cellule e substrati, oltre che innovativi modelli di analisi statistica della motilità cellulare. Questi metodi, oltre ad essere in fase di implementazione su una nuova piattaforma software open-source, sono stati già adottati da tre nuovi progetti di ricerca destinati a generare nuove conoscenze a partire dai risultati di NanoScale. (vincent)

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Seasons of my soul

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

La splendida voce di Rumer torna in radio venerdì 15 luglio con un terzo singolo estratto dall’album di debutto Seasons of my soul. “Am I forgiven”, questo il titolo, è un brano elegante e leggiadro che ricorda le atmosfere classiche di Burt Bacharach. Il video di “Am I forgiven” sarà in rotazione da lunedì 18 luglio su tutte le tv musicali. Rumer ha ricevuto recentemente 3 nominations ai prestigiosi MOJO Awards che si terranno al Brewery di Londra il prossimo 21 luglio: Best album, Breakthrough act e Song of the year (Slow). SEASONS OF MY SOUL, ha venduto 1 milione di copie nel mondo e oltre mezzo milione solo in Inghilterra dove rimane in vetta alla classifica da 34 settimane. RUMER (vero nome Sarah Joyce), nata a Islamabad (Pakistan) nel 1979, è la rivelazione assoluta della scena pop-soul inglese. Il suo album di esordio SEASONS OF MY SOUL acclamato in patria da pubblico e critica, è stato preceduto in radio dai singoli “Slow” e “Aretha”. Paragonata a figure eccellenti del pop femminile come Carole King, Karen Carpenter e Dusty Springfield, RUMER ha già collaborato con Burt Bacharach, in studio, e con Elton John, in concerto. La sua voce affascinante, il suo raffinato stile di autrice, viaggiano tra pop, soul e jazz. Una storia personale complessa, canzoni intime e non banali, hanno costruito in breve il personaggio RUMER, che ha raggiunto il successo dopo tanti anni di gavetta passati tra palco e lavoretti saltuari. Nata in Pakistan, dove ha trascorso i primi anni di vita, RUMER era la più giovane di sette fratelli. Suo padre era un ingegnere coinvolto nella costruzione della diga di Tarbela e Sarah si ritrovò a vivere in una sorta di colonia “chiusa” di emigrati, senza TV o giornali, dove grazie ai fratelli che le regalarono una chitarra, cominciò a cantare e a suonare. Con quella chitarra compose, molti anni dopo, tutti i brani di SEASONS OF MY SOUL. La vita è cambiata quando la famiglia ha fatto ritorno in Inghilterra: RUMER si sentiva alla deriva, persa in una nuova società con cui non aveva connessioni. Non avendo mai visto prima un televisore, si lasciò ipnotizzare dai vecchi film musicali a colori, guardando Judy Garland in continuazione e l’influenza di questi film si riconosce in brani come “Slow” e “Come To Me High”.
“Le mie canzoni hanno elementi di quella tradizione folk con la quale sono cresciuta”, spiega l’artista,“quando ho iniziato a comporre alla chitarra, li ho mischiati con quegli accordi più cinematografici. Cerco sempre di trovare una melodia cadenzata e romantica”.

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Claudio Chianura: Collisioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Audotrium Edizioni Euro 14,50, pp. 160 isbn 97888-86784-77-1. “La canzone è solo un fatto di business, una forma commerciale. Il suono invece è infinito, è spazio, un oceano di opportunità che permette di creare sempre nuove combinazioni.” Bill Laswell In queste parole del bassista e produttore americano Bill Laswell, traspare il diffuso atteggiamento di molti fra i musicisti incontrati dall’autore di questo volume, che raccoglie una serie di conversazioni con personalità fra loro diversissime, ma che, ognuno con la propria spiccata personalità artistica, hanno lasciato un segno importante nella musica degli ultimi anni: Adrian Belew (King Crimson), Stanley Clarke, Fred Frith, Steve Hackett (Genesis), Jon Hassell, Arve Henriksen, Howie B, Jean-Michel Jarre, Bill Laswell, Tony Levin (King Crimson), Nick Mason (Pink Floyd), Andy Partridge (XTC), Ernst Reijseger, David Sylvian, David Toop, Jah Wobble, Hector Zazou (collisioni)

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Sciopero 15 luglio pubblico impiego e scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Oggi a palazzo Chigi si è consumato un altro atto della farsa tra Sindacati collaborazionisti e Governo che speculano sulla vita di 320 mila precari trasformando la vita della scuola in tragedia”, così Barbara Battista, dell’ Unione Sindacale di Base Scuola, commenta l’incontro fra CGIL, CISL, UIL ed altri sindacati di categoria con i Ministri Gelmini, Sacconi e Tremonti, per definire il “piano triennale di assunzioni” previsto dal Decreto Sviluppo. “La CGIL ha proposto 100 mila assunzioni dal 2011 al 2013; CISL e UIL 65 mila, come il Ministro Gelmini. Ma di quale scuola stanno parlando ? – domanda Battista – Dal 2005 ad oggi ci sono stati 275 mila pensionamenti tra i docenti e personale ATA, 155 mila posti persi a seguito dei tagli. A ‘perdere posto’ sono stati gli oltre 112 mila contratti a tempo indeterminato, mentre le quota di precariato è rimasta pressoché invariata ed il numero degli alunni aumenta alla media di 30 mila l’anno”. “In concomitanza con la crescita del numero degli studenti – prosegue la dirigente USB – nei prossimi 10 anni ci saranno altri 270 mila pensionamenti, pur considerando l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne a 65 anni. Una media di 27 mila all’anno, 81 mila solo nei prossimi tre anni, che sarebbero coperti solo in parte dalle promesse 65 mila assunzioni. A meno che – ironizza Battista – non si porti la pensione a 67 anni cancellando il contratto nazionale; ma soprattutto vengano cacciati fuori dalla scuola i figli dei lavoratori, e per primi i più deboli: gli stranieri e i disabili”. Sottolinea Battista: “Con i contratti bloccati ad una media netta di 1300 euro mensili, l’età pensionabile alzata, i tagli ai finanziamenti, i contratti a cottimo per i precari, l’aumento dei carichi di lavoro e una spruzzata di meritocrazia alla Brunetta, questo ‘piano triennale di assunzioni’, se non mette in discussione i 155 mila posti persi, è la gestione della definitiva rovina della scuola statale.” Conclude Battista: “Contro il furto di futuro e di democrazia perpetrato ai danni dei lavoratori con la manovra finanziaria e gli accordi truffa , USB ha indetto un primo sciopero generale del Pubblico Impiego per il 15 luglio, che nella Scuola sarà di un’ora a fine turno con manifestazioni regionali”.

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U.E.: ricerca e innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Roma, 19 luglio 2011, ore 11.00 – Rappresentanza in Italia della Commissione europea – sala Lorenzo Natali la Commissaria europea per la Ricerca e l’Innovazione Máire Geoghegan-Quinn presenterà il più grande bando mai pubblicato per finanziare la ricerca e l’innovazione in Europa, per un totale di circa 7 miliardi di euro. Si tratta del primo call for proposals dopo l’adozione l’anno scorso dell’iniziativa “Innovation Union”. Per dare la possibilità a tutti gli interessati di avere più dettagli sui settori che saranno coinvolti nonché sulle best practices italiane, la Rappresentanza ha organizzato una presentazione che si terrà a Roma il prossimo 19 luglio a partire dalle ore 11. Il bando sarà presentato dal nostro “ambasciatore”, Alessandra Lucchetti della Direzione generale Istruzione e cultura. Sono previsti inoltre interventi dei National Contact Points per l’Italia.
Uno degli obiettivi primari del Programma quadro è ottenere una maggiore integrazione tra ricerca e innovazione. In questo contesto, una particolare attenzione è stata rivolta alle piccole e medie imprese. L’UE finanzia attualmente il più grande programma comune di ricerca del pianeta, il VII Programma quadro, con un budget di più di 53 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Di recente, gli Stati Membri hanno posto la ricerca e l’innovazione in cima all’agenda politica, adottando la strategia Europa 2020. L’iniziativa “Innovation Union”, che ne è parte integrante, punta sull’innovazione quale elemento chiave dei piani di investimento in crescita sostenibile e occupazione. Nell’ottica di dare continuità al cammino già intrapreso, il 29 Giugno la Commissione ha proposto un incremento sostanziale del 46% dei fondi destinati alla ricerca e l’innovazione nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Il nuovo programma “Horizion 2020” che partirà nel 2014 intende inoltre incentivare e semplificare l’accesso a finanziamenti in questi settori vitali.

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Rinvio voto su Papa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Le decisioni già prese all’unanimità dalla Giunta sono state oggi stracciate con miserandi tentativi di raggiro. Si è profanato, nella seduta odierna, il codice dell’etica comportamentale della giunta stessa”. Lo dice in una nota Federico palomba, capogruppo IdV in commissione Giustizia alla Camera e membro della giunta per le autorizzazioni. “L’inaffidabilità conclamata della maggioranza avrà effetti devastanti, ancora peggiori di quelli già in atto – aggiunge Palomba – Le cose non saranno più come prima. Quanto accaduto oggi è stato l’ennesimo bieco espediente per consentire alla Lega di stare dietro il cespuglio e di non dire agli italiani se vuole ancora una volta salvare la casta impelagata nel malaffare. Io ho dato la mia disponibilità a formulare una proposta e ad assumere il ruolo di relatore per consentire che in giunta vi fosse un voto con cui ognuno si esprimesse pubblicamente. Al partito del Carroccio, però, manca il coraggio di manifestare la propria posizione e, trincerandosi dietro i giochetti del Pdl, manifesta il tradimento dei valori di legalità di cui ha sempre parlato”. “Nessuno ci parli più di partito degli onesti – conclude il dipietrista – e nessuno ci venga a dire che si vuole salvare la credibilità dell’Italia. E’ anche per colpa del patto scellerato tra Pdl e Lega che il nostro paese è arrivato così in basso”.

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Una manovra finanziaria vergognosa

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

La manovra finanziaria che si appresta ad essere varata dal Parlamento presenta il conto agli anziani e ai malati ed è un qualcosa che definire vergognoso forse è poco. – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Non si può scaricare ogni problema e ogni difficoltà proprio sui più deboli, su chi, in sintesi, in questo Paese non ha voce e non ha forza per far sentire le proprie ragioni. L’imposizione dei ticket sanitari di 10 euro sulle ricette mediche e di 25 euro sugli interventi del Pronto Soccorso da codice bianco scatteranno subito, già da lunedì, e questi ticket si aggiungono ad altri ticket che vanno a penalizzare proprio anziani e malati, come che fosse un optional ammalarsi: veramente grave. Si taglia la rivalutazione relativa all’indice Istat, ad iniziare da chi percepisce 1.428 euro al mese e la si cancella addirittura per chi riceve una pensione a partire da 2.380 euro al mese. Ci si dimentica – ha proseguito Fatuzzo – che tali importi sono al lordo delle tasse e di balzelli vari e che, al netto, in sintesi, sono circa 1.000 euro nel primo caso e meno di 1.900 nel secondo, pensioni certamente non d’oro ma che bastano appena a vivere, soprattutto per chi deve pagare l’affitto ed è monoreddito. Si colpiscono le pensioni medie – ha rimarcato il leader del Partito Pensionati – appena sufficienti ad arrivare alla metà del mese. Veramente inconcepibile. Non sono queste le pensiono d’oro, quelle le ricevono molti di coloro che dei tagli e sacrifici imposti ai pensionati, hanno fatto la ragione della loro attività politica e governativa. Bene invece il contributo di solidarietà sulle pensioni veramente d’oro. Questa manovra colpisce, ancora una volta, i pensionati. Ora si è superato ogni limite e i pensionati, oltre a non aver avuto nessun aumento negli ultimi 20 anni e ad aver perso il 40% del potere d’acquisto, vengono tartassati da tutte le direzioni – ha continuato Fatuzzo – e il trattamento che ricevono da questa manovra finanziaria aggrava ancora di più le condizioni economiche per milioni di cittadini ex lavoratori, che già vivono un momento di estrema difficoltà. Le penalizzazioni, per chi si appresta a lasciare il lavoro, assomigliano più ad una punizione che ad una reale necessità, il Partito Pensionati ritiene assurdo che si anticipi l’aggancio delle pensioni all’aspettativa di vita e, dal 2013, ci vorranno tre mesi in più, oltre al “finestrone” di un anno o un anno e mezzo, per andare effettivamente in pensione. Per il Partito Pensionati è una manovra che va respinta perché colpisce pesantemente pensionati e lavoratori, tagliando le pensioni, congelando la retribuzione dei dipendenti, imponendo ticket sulla salute, ignorando la vasta area del precariato e non incentivando le imprese per ridurre alla disoccupazione, soprattutto quella giovanile. È una manovra profondamente ingiusta – ha concluso Fatuzzo – che è caratterizzata da un vero e proprio massacro sociale. A pagare sono i più poveri, i più deboli e i più indifesi. È giunto il momento che questo Governo vada a casa perché è incapace di dare risposte ai più umili e non trova di meglio che colpire sempre gli stessi, cioè i pensionati e i lavoratori. È un Governo, in sintesi, che manca perfino di fantasia.Il Partito Pensionati è con la povera gente e crede che a pagare debbano essere i grandi capitali, le multinazionali, gli speculatori dell’alta finanza e chi le tasse non è abituato a pagarle.

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Benzina: Prezzi fuori controllo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Ormai i prezzi dei carburanti – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – sono praticamente fuori controllo producendo effetti pesanti sia sui redditi delle famiglie che sui costi di produzione delle aziende manufatturiere e di servizi. Tali aumenti – continua Giordano – producono a loro volta aumenti dei tassi di inflazione e quindi aumenti dei tassi di interesse da parte della BCE con effetti devastanti per molte famiglie che hanno in corso un mutuo a tasso variabile.
Una spirale perversa che in una situazione di crisi economica e di attacchi speculativi rischia di portare il Paese in default. Adiconsum chiede al Governo di agire urgentemente con il taglio delle accise come primo segno di una volontà di inversione di tendenza che elimini il rischio di un aumento ulteriore dei carburanti da trazione.

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Salvare l’euro. La politica e la finanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

La grande crisi del 2008 è stata causata prioritariamente dalle istituzioni finanziarie americane le quali, complici regole carenti e grande liquidità, hanno posto in atto comportamenti scellerati innalzando fino all’inverosimile il livello di rischio delle loro operazioni finanziarie.
La crisi dei debiti sovrani dell’area Euro, crisi della quale l’Italia sta pagando in questi giorni le conseguenze, ha un’origine tutta politica. Mi riferisco in particolare ai politici europei. L’Italia certamente ha una classe politica complessivamente inqualificabile, ma le vere colpe politiche di questa situazione vanno ricercata nell’incredibile ignavia e miopia di chi realmente comanda in Europa, a cominciare dalla Merkel. L’intollerabile lentezza con la quale hanno affrontato il problema della Grecia, ha generato prima il contagio al Portogallo e l’Irlanda e adesso l’accatto all’Italia, che per il momento sembra fallito. Purtroppo, a giudicare dalle prime reazioni politiche di ieri e di oggi, bisogna ancora una volta costatare che questi politici stanno per l’ennesima volta sottostimando la dimensione del problema. Penso che possa essere utile far capire ai moltissimi risparmiatori italiani che possiedono titoli di stato alcuni concetti nel modo più chiaro possibile.
La nostra nazione ha un debito pubblico molto elevato, ma anche molto ben gestito ed è perfettamente sostenibile in condizioni finanziarie normali. Il problema più grande dell’Italia non è il suo debito pubblico, ma il basso livello di crescita dell’economica. Il debito deve diminuire, questo è ovvio, ma contemporaneamente si deve stimolare la crescita attraverso le molte “riforme a costo zero” che da troppi anni non si fanno.
1. Nessuna nazione (comprese: USA, Inghilterra, Giappone, Francia, Germania, ecc.) può reggere ad un attacco ai propri titoli di stato che si protrae per giorni o settimane. Se il debito è quindi sostenibile in condizioni normali, non lo diventa più se le vendite incontrollate non si placano immediatamente (mentre scrivo ci sono riacquisti importanti, ma non possiamo certo dire di essere fuori dal problema).
2. Vendere i titoli di stato per la paura di un successo dell’attacco speculativo è la cosa più sbagliata che si possa fare. I grandi investitori che hanno venduto titoli di stato italiani nei giorni passati sanno calcolare tutti i rischi e le alternative. Il risparmiatore normale che si fa prendere dalla paura rimarrà quasi certamente scottato. Accodarsi alla speculazione è quasi sempre una pessima idea.
3. Non ci sono alternative ad una soluzione politica. Questo è il punto fondamentale. Non possiamo aspettarci la fine del problema se non verranno prese incisive misure politiche (possibilissime, manca solo la volontà politica!) ma al tempo stesso non ci sono alternative possibili per gli investitori. La mancata soluzione del problema dell’Euro, infatti, condurrebbe ad una crisi tale che nessuna attività finanziaria alternativa verrebbe salvata. Avere i soldi sul conto corrente (o su altre obbligazioni) non metterebbe certo al riparo da un’uscita dell’Italia (e di molti altri Paesi) dall’Euro. Gli investitori non posso far altro che sperare che i politici europei si sveglino da questo incredibile torpore che li ha colpiti da oltre un anno.
• Ma cosa dovrebbero fare, esattamente? Ovviamente chi scrive non ha alcun titolo per dare consigli, ma le ricette sono state da tempo indicate da molte fonti autorevoli.
Fino ad oggi il problema principale è stata la tempistica. Non è stato fatto poco, ma è stato fatto troppo tardi. Questo ha ingigantito il problema e resa insufficiente la medicina che sarebbe stata adeguata se fosse stata assunta con tempismo. Quello che i politici sembrano non capire è che nei mercati finanziari i tempi non sono minimamente paragonabili a quelli della politica. In tre giorni può cambiare completamente lo scenario: o si agisce subito oppure bisogna reagire ad un scenario diverso. La crisi Greca andava bloccata immediatamente. Non si è fatto e quindi abbiamo avuto la crisi dei debiti periferici (Grecia, Irlanda e Portogallo). Si è risposto a questa seconda crisi con misure più incisive, ma sempre dello stesso tenore, come se fossero casi isolati. Il risultato è che adesso abbiamo un attacco diretto all’Euro. Adesso non potranno più rimandare. Se rimanderanno ancora, più presto che tardi si troveranno al bivio: mantenere l’Euro o no?
Non si può avere una moneta unica e diverse politiche di gestione del debito pubblico. I politici europei avrebbero almeno due strumenti in grado di porre immediatamente fine al problema:
• a) la BCE dichiara pubblicamente che acquisterà sul mercato secondario i titoli di stato dei Paesi che hanno dimostrato e di tenere politiche di bilancio virtuose, al preciso scopo di mantenere gli spread sui tassi entro determinati limiti stabiliti. Questa ipotesi è praticabilissima, non ci sono problemi di fondi. C’è solo il rischio (calcolato) di generare inflazione, ma davanti al baratro del fallimento dell’euro, il rischio di un innalzamento dell’inflazione è percorribile. Ricordiamo istituzionalmente la BCE ha due compiti: mantenere la stabilità dei prezzi e mantenere la stabilità del sistema finanziario. La BCE deve trovare un equilibrio tra le due cose. E’ ovvio che senza l’Euro, non c’è stabilità dei prezzi.
• b) gli Stati membri decidono di trasformare una parte consistente (ad esempio il 60%) dei loro debiti pubblici in debiti pubblici del complesso dell’Unione con l’emissione di EuroBond. Questo secondo punto implica, ovviamente, l’istituzione di un ministero della Finanze europeo che abbia stringenti poteri anche sulle finanze interne dei singoli Paesi, e quindi una serie di negoziati e tempi necessariamente lunghi. La trasformazione di parte dei debiti pubblici dei singoli Stati in debito europeo può essere fatto con diverse soluzioni tecniche e diversa gradualità, ma la strada non può che essere quella.
Il solo annuncio di queste due misure bloccherebbe immediatamente la crisi finanziaria.
Perché non si fa? Essenzialmente per la miope opposizione della Germania.La fine dell’Euro sarebbe un disastro per l’economia mondiale. Provocherebbe una nuova recessione e sarebbe un vero e proprio disastro per molte nazioni europee, ma la Germania sarebbe una di quelle che pagherebbe il conto più salato. Tanto per cominciare il proprio sistema bancario difficilmente reggerebbe il colpo. Le conseguenze sarebbero imprevedibili, ma non v’è dubbio che la Germania oggi è così forte grazie all’Euro e non nonostante l’euro. Altre nazioni che fino a 15 anni fa se la cavavano grazie alla svalutazione non possono dire altrettanto.Perché allora questa miopia della Germania? Francamente è incomprensibile.Se avessimo uno statista come Kohl, che impose il cambio alla pari all’epoca delle riunificazione della Germania, alla guida del Governo tedesco avremmo da tempo superato la crisi dell’euro. Il panorama dei leader politici europei invece è fatto di Merkel, Sarkozy, Berlusconi…Nonostante questo, personalmente sono convinto che avendo il baratro davanti agli occhi, anche dei miopi inetti come questi signori non potranno che fare la scelta obbliga di salvare l’Euro. I mezzi a disposizione dell’Europa per farlo ci sono tutti. Non si tratta affatto di un problema irrisolvibile, ma di un problema di volontà politica. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio)

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“C’era quasi una volta in Liguria”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Ospedaletti 15 luglio, alle ore 21.30, presso l’Auditorium comunale nuova pubblicazione dell’editore Zem C’era (quasi) una volta in Liguria, a cura di Marino Magliani e di Achille Maccapani. L’iniziativa fa parte del calendario delle manifestazioni estive del comune di Ospedaletti e, più precisamente, apre la rassegna “Incontri sotto le stelle” che prevede anche un incontro con Don Gallo il 30 luglio e con Oliviero Beha il 12 agosto. Il volume C’era (quasi) una volta in Liguria, con copertina di Libereso Guglielmi, è composto da 24 fiabe scritte da altrettanti autori liguri. Le fiabe, ambientate inLiguria, sono illustrate da diversi artisti. Tutti i diritti d’autore della pubblicazione saranno devoluti alla Comunità di San Benedetto al Porto di Genova di Don Andrea Gallo per sostenere il progetto Adozioni a distanza in Repubblica Dominicana. Alla serata di venerdì, introdotta dal giornalista Claudio Porchia, parteciperanno il curatore del volume Marino Magliani, l’illustratore Stefano Gurnari e alcuni autori, tra cui Raffaela Gozzini e Valentina Bosio. C’era (quasi) una volta in Liguria può essere acquistato nelle principali librerie della regione o anche via internet sul sito http://www.edizionizem.com
Gli autori del libro: Giorgio Amico, Fabio Beccacini, Bruno Bianchi, Valentina Bosio, Gabriele Virgillito Cassini, Marco Cassini, Chiara Daino, Sira De Guglielmi, Stefano Delfino, Enzo Ferrari, Dino Gambetta, Ino Gazo, Riccardo Gorlero, Raffaella Gozzini, Laura Guglielmi, Mara Pardini, Alberto Pezzini, Giovanna Profumo, Massimo Raineri, Giacomo Revelli, Marco Scullino, Viviana Spada, Aldo Trucco, Maria Pia Viale. Gli illustratori: Magda Bernini, Marco Cassini, Tiziana Di Cicco, Monica Di Rocco, Silvia Ferrari, Massimo Galleano, Massimo Gilardi, Libereso Guglielmi, Stefano Gurnari, Ksenja Laginja, Andrea Pisano, Daniela Rossi, Camilla Traldi, Aldo Trucco, Cesare Viel.

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Kokolo Afrobeat Orchestra

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

Scorzè 15 luglio ore 21.15 – Piazza del Municipio Kokolo Afrobeat Orchestra Ray Lugo voce, chitarra, ChrisMorrow trombone, Kavin PaulraJ basso, Neil Chastain batteria, Andy Averbuch chitarra Dalle strade di New York arrivano i KOKOLO, tra le realtà più interessanti del nu-afrobeat movement, il concentrato ritmico che archivia e addensa il ritmo Funk con l’incedere ipnotico dell’afro e le contaminazioni latine in un pout-pourri sonoro pronto ad esplodere come testimoniano i loro lavori discografici e i tanti concerti in giro per il mondo. Ambasciatori della cultura contaminata newyorchese, i KOKOLO rappresentano l’anima musicale di una città in costante evoluzione etnica e culturale. Dal Jazz Cafè di Londra ai palchi prestigiosi di Montreal Jazz Festival e Glastonbury la musica di KOKOLO cattura l’energia dei suoni di Fela Kuti e Ruben Blades, unita ad un’attitudine groovy e decisamente dance di James Brown, mentre ai testi il compito di declinare riflessioni autentiche, rivendicazioni e significati profondi.

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