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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Missioni esercito: i numeri del ministro

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Alla fine i conti non tornano e come al solito gli annunci creati ad uso del popolo dal Ministro della difesa, La Russa, vengono poi sempre smentiti dai fatti e per questo motivo vorremmo sapere quando la smetterà di raccontare favole al Parlamento e agli Italiani. Il decreto legge 12 luglio 2011, n. 107, dispone il finanziamento alle missioni militari all’estero che per il secondo semestre di quest’anno costeranno agli italiani 736.358.397 euro, quindi molto di più dei 698 milioni annunciati nei giorni scorsi dal Ministro della difesa. Questi soldi aggiunti agli 811 milioni spesi a regime fino al 30 giugno porteranno il totale per il 2011 a 1.547 milioni di euro dei quali solo l’1,5% circa è realmente speso per la cooperazione e lo sviluppo delle aree interessate mentre tutto il resto va in spese per armi , munizionamenti, mezzi e costi per le missioni del personale civile e militare. Da una prima lettura si nota chiaramente che lo stanziamento per la missione in Afghanistan è aumentato di 18.934.836 euro, rispetto ai 380.770.000 del semestre scorso, mentre per quanto riguarda la guerra contro la Libia, per il periodo 1 luglio -30 settembre, sono stati stanziato 58.075.656 euro che vanno a sommarsi ai 142 milioni spesi per il periodo dal 18 marzo al 30 giugno 2011. Riguardo ai numeri è facile leggere nel decreto la malcelata toppa che il Governo ha cercato di rifilare ai suoi colleghi della Lega Nord , infatti si parla di ridurre i contingenti di personale impiegato di 2070 unità entro il 31 dicembre, partendo dai 9250 del primo semestre e in cui sono compresi anche quelli impegnati nella guerra contro la Libia il cui termine dovrebbe essere il 30 settembre prossimo. Di fatto quindi non ci sarà alcuna significativa riduzione rispetto al passato e a fine anno ci saranno sempre 7.180 uomini impegnati a combattere guerre in giro per il mondo con i risultati pressoché fallimentari che oggi sono sotto gli occhi. Intanto che attendiamo una risposta che sicuramente non avremo mai, il prossimo 25 luglio assisteremo con interesse ai voli pindarici di quei parlamentari della maggioranza che, dopo la campagna delle scorse settimane contro le missioni e le guerre, si troveranno a dover decidere con il proprio voto quale concreta risposta dare a quell’80% degli Italiani che si dichiara stanco di dover assistere alla morte di tanti militari il cui nome , assieme alle necessità dei familiari, è poi regolarmente dimenticato dalle Istituzioni al termine della cerimonia dei funerali di Stato. Noi non discutiamo sulla necessita degli interventi umanitari di pace ma siamo convinti che vi siano strade alternative per realizzare concrete azioni di cooperazione allo sviluppo che non necessariamente debbano prevedere la presenza dei militari e dei loro armamenti da guerra.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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