Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Berlusconi ringrazia Tremonti e Napolitano

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Il governo è salvo. Lo deve ai mercati e al concentrato di solidarietà che ha incassato in questi giorni nei quali è riuscito a far passare una manovra finanziaria i cui effetti deleteri si avvertiranno sempre di più, man mano che i giorni trascorrono. Giustamente Rosario Amico Roxas faceva osservare che “L’attuale crisi ci fa riflettere sui vantaggi e gli svantaggi che determinano la tenuta di un governo e le ragioni che, nonostante tutto, lo tengono in piedi con una fitta rete di protezioni, privilegi, sanatorie, ecc.” E soggiunge: “il timore di. questo governo, nell’attuale momento di crisi (peraltro sempre negata, fino a quando non ci è franata addosso), si materializza nell’ipotesi che “nemmeno” la prima classe potrebbe salvarsi se le classi subalterne e sacrificabili, non dovessero accettare le misure che, innanzitutto, dovranno salvare le “prime classi”, costrette a intervenire anche loro, trascurando l’abitudine all’evasione fiscale, ai privilegi, alle protezioni, ai condoni, alle sanatorie, agli scudi fiscali.” Qui Roxas ci introduce ad un suo ragionamento sulle “classi” e noi vorremo aggiungervi una nostra considerazione. In Italia esiste, come del resto altrove nel mondo, una classe dominante, altri la chiamerebbero “padrona”, la quale deve salvaguardare i propri privilegi. E per farlo deve “sfruttare” le altre classi. In Italia è una virtù consolidata tanto che ad assumerne il ruolo di garante è stato chiamato alle bisogna una persona che per i suoi trascorsi ne è la figura più rappresentativa. Il discorso resta politico e culturale al tempo stesso. Se 45 milioni di italiani, su sessanta che siamo, non riescono ad esprimere una propria volontà e, peggio ancora, a sentirsi sfruttati dalla minoranza dominante non ci sarà giustizia sociale, non ci sarà uguaglianza di diritti, non ci sarà equa ridistribuzione delle risorse, ma solo sfruttamento e sudditanza e una resa incondizionata. Questa è la cruda realtà e il rituale che oggi si celebra con l’approvazione della finanziaria non dovrebbe farci esultare, come invece sta accadendo, perché perpetua, peggiorando, la condizione in cui ci troviamo: sfruttati dai soliti sfruttatori e frastornati sino al punto di plaudire una manovra che ci renderà ancora più poveri e impotenti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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