Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Chiusura Ice

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

“La riorganizzazione di servizi e funzioni dell’ICE non depotenzierà i processi di internazionalizzazione delle imprese nella vasta fascia dell’Africa subsahariana. In quell’area l’apporto dell’Ice è stato sempre minimo, quasi impercettibile. A creare le vere condizioni di investimento alle imprese sono sempre stati enti come la Camera di Commercio ItalAfrica Centrale che, con molto coraggio e mezzi propri hanno esplorato quei territori, si sono radicati, hanno lavorato sodo e solo quando le condizioni lo hanno permesso hanno presentato alle aziende le potenzialità di mercati che continuavano a restare sconosciuti all’Ice”. Le misure che in Finanziaria stravolgono presente e futuro dell’Istituto per il Commercio Estero trovano d’accordo l’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale: “Le istituzioni riconosciute dal tessuto imprenditoriale sono quelle che producono risultati proporzionati all’investimento necessario per il loro mantenimento. L’Ice era sostanzialmente fuori da questo parametro, il Governo bene ha fatto a rivederne organizzazione e finalità per evitare di perseverare negli errori del passato. Con numeri diversi sarebbe stato molto difficile depotenziare un istituto invece funzionante, produttivo e fermo punto di riferimento per centinaia di imprese”. E proprio alle imprese il presidente di ItalAfrica si rivolge: “Le missioni imprenditoriali all’estero sono utili quando producono contratti ed economia. Esse sono il punto d’arrivo di un lavoro fatto di relazioni ed interlocuzioni durato anni e svolto nella continua ricerca dei giusti accreditamenti di natura diplomatica, istituzionale e imprenditoriale con il tessuto locale i cui attori riconoscano l’’ente proponente’ quale interlocutore valido ed affidabile. In Africa subsahariana ciò accade di sicuro con ItalAfrica. Per questo, per le nostre imprese, in Africa non cambierà nulla”.
La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è Ente senza scopi di lucro. Fondata del 2004, iscritta registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale associa oltre 300 tra grandi e PMI nazionali interessate alla internazionalizzazione delle attività nei Paesi della fascia sub sahariana.

2 Risposte to “Chiusura Ice”

  1. francis said

    Le Camere di Commercio italiane all’estero sono solo un ricettacolo di voti di scambio, non lavorano per le imprese, bensì fanno i loro sporchi interessi e quelli dei loro soci. Ora vogliono passare per quelli che si occuperanno di internazionalizzazione delle PMI, ma sono organizzativamente e personalmente incapaci di assolvere a questa funzione.
    Essendo un italiano che da un po’ di anni vive all’estero ho avuto a che fare diverse volte con queste pseudo-associazioni…nulla di concreto, solo richieste di soldi per associarsi e tanti party….
    Logica vorrebbe che venissero chiuse tutte, ma purtroppo in Italia vige la logica del clientelismo e quindi con gli appoggi giusti (v. Ministero dello Sviluppo Economico, mondo cattolico vicono alla politica, ecc.) si riesce anche a passare per salvatori della Patria.

    Che schifo!!!

  2. fidest said

    Che ci siano in Italia enti inutili è un dato di fatto. Ciò premesso non giudichiamoli negativamente in toto. Sono, ad esempio, da sempre stato convinto della inutilità delle province e di talune comunità montane eppure devo riconoscere che talune di esse hanno fatto e continuano a fare un buon lavoro. A volte non è l’istituto ad essere contestabile quanto l’uso che se ne fa decisamente fuori dal suo indirizzo istituzionale. La verità è che in Italia abbiamo fatto uso e abuso degli ammortizzatori sociali per dare lavoro anche dove lavoro non c’era. Abbiamo gonfiato di personale a dismisura ministeri quali le poste e le ferrovie oltre agli altri enti pubblici e abbiamo creato enti e ministeri inutili o altrimenti accorpabili. Che fine, ad esempio, ha fatto la legge che prevedeva l’esistenza di soli 20 ministeri? Non dimentichiamo che l’Italia è forse tra i paesi occidentali ad aver avuto oltre cento sottosegretari e 34 ministri (tra portafoglio e senza portafoglio). Ora Berlusconi si prepara ad ampliarli di nuovo per soddisfare le pretese dei suoi amici politici et similia. (A.R.)

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