Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Bonus bebè non dovuto e restituzione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

A diverse famiglie sta arrivando una comunicazione raccomandata A/R del ministero dell’Economia per recriminare la restituzione del bonus bebè elargito nel 2006, così come stabilito dalla legge 266/2005 per i bimbi nati o adottati nel 2005 e nel 2006. Richiesta in parte legittima perchè i requisiti per goderne erano di avere un reddito inferiore a 50.000,00 euro. Alcuni, sbagliando, hanno creduto che si intendesse il reddito netto e non -come sempre in questi casi- lordo, ed hanno fatto una autocertificazione sbagliata. A distanza di tempo, il ministero e’ andato a riguardare queste autodichiarazioni e, messele in parallelo con la reale situazione reddituale, ha scoperto che in diversi sforavano, anche se di poco, i 50mila euro. Il ministero oggi, pero’, non ce dice tutta. In diversi casi la richiesta di restituzione e’ stata inoltrata oltre i cinque anni da quando il bonus e’ stato riscosso, quindi soggetta a prescrizione. Inoltre il ministero ha strutturato la raccomandata di richiesta in modo ambiguo, si’ da far credere al chi la riceve che deve pagare subito anche la sanzione amministrativa di 3.000,00 euro: solo in fondo, dopo le intimazioni e i riferimenti delle violazioni penali ipoteticamente commesse, si legge che la sanzione sara’ dovuta solo dopo pronuncia del giudice; pronuncia che, telefonando agli uffici del ministero, viene chiesto ai contribuenti di andare a compilare presso di loro per inviarla… una sorta di autodenuncia. A nostro avviso i contribuenti dovrebbero comportarsi cosi’:
a) se sono trascorsi più di cinque anni dalla riscossione al momento in cui e’ partita la richiesta di rimborso, inviare una raccomandata A/R in cui eccepisce la prescrizione della loro richiesta (senza aggiungere altro). Ovviamente se i cinque anni non sono trascorsi, occorre restituire il dovuto;
b) non fare nulla per la sanzione amministrativa di 3mila euro. Per la denuncia ci penserà, eventualmente, il ministero per proprio conto e, se il giudice darà loro ragione, non ci si potrà opporre al pagamento di questa sanzione se la dichiarazione resa a suo tempo era mendace.

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