Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 5 agosto 2011

Italia: crisi di sistema

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

“La grande Crisi sta investendo la piccola Italia. Più del 2007, il 2011 sta diventando la crisi dell’Europa, colpendo prima la Grecia, poi l’Irlanda ed il Portogallo ed ora l’Italia e la Spagna”, afferma Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo Confederale USB. “Governo e forze politiche di centro-destra e centro-sinistra, Confindustria, banche, Cgil, Cisl e Uil, affrontano questa fase con le solite parole d’ordine e con misure che colpiscono soprattutto i lavoratori, i disoccupati ed i pensionati. Misure che dovrebbero servire a rassicurare i mercati, ed invece stanno ottenendo il risultato contrario: i mercati, i grandi gruppi finanziari internazionali e i grandi speculatori percepiscono la debolezza del Paese e sembrano ancor più famelici”.“Nessuno dice invece la cosa più ovvia evidenzia Tomaselli – e cioè che questa è una crisi sistemica e che quindi può essere affrontata soltanto rimettendo in discussione il sistema stesso. Se si vuole evitare il disastro e l’impoverimento collettivo, le misure da prendere sono quindi quelle di una immediata nazionalizzazione delle principali e strategiche attività finanziarie e produttive del paese, a cominciare dalle Banche, dai Servizi e dai Trasporti, dall’Energia e dalla Comunicazione”.“Bisogna procedere poi ad una Superpatrimoniale – prosegue il dirigente USB – che faccia restituire, a quel 10% di popolazione italiana che possiede il 50% della ricchezza del Paese, una quota rilevante dei suoi beni, per abbassare il debito e finanziare uno sviluppo che non può che essere orientato verso una riorganizzazione complessiva della produzione dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Poi lotta all’evasione, blocco delle spese militari, piano di investimenti nello stato sociale e abbandono delle grandi opere”. “E se questo vuol dire uscire dall’Euro, o sarebbe meglio dire dal Marco travestito da Euro, si esca dall’Euro. E se le borse reagiscono male, si chiudano temporaneamente e si proceda a bloccare la restituzione del debito”, aggiunge Tomaselli, e conclude: “La cosa fondamentale è oggi fermare il massacro sociale che è stato indotto dall’accettazione acritica delle compatibilità economico-finanziarie dell’Euro da parte della politica e del sindacato concertativo”.

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Il prezzo sociale di una crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

In questi giorni si sta maturando un’operazione di una gravità eccezionale eppure gli italiani sembrano volerla accettare con rassegnazione come se si trattasse di un male minore. Con la scusa, pur reale, di una crisi planetaria dell’economia e della finanza mondiale, si vuole smantellare nel nostro paese quanto rimane dello stato sociale e della stessa coesione nazionale. I rimedi possibili sono altri se non si intaccassero gli interessi lobbistici di talune categorie di privilegiati. Abbiamo parlato dei costi della politica e se anche questo aspetto è solo trascurabile, una sorta di fumus, si sta facendo ben poco. Perché ad esempio invece di blaterare sull’abolizione delle province, sull’accorpamento dei piccoli comuni, sulla riduzione dei parlamentari e degli amministratori locali il governo non presenta alle camere un disegno di legge urgente per la sua approvazione inducendo i parlamentari a far rientro a Roma per discuterne? Questi sarebbero fatti e non parole o surrettizi rinvii. Poi vi è l’ampia questione degli sprechi che la Corte dei conti ha già quantificato intorno ai 70 miliardi di euro. Cosa intende fare il governo, da subito, per invertire tale tendenza? Poi abbiamo il lavoro e le imprese in nero che sottraggono contributi e tributi allo Stato. Poi abbiamo l’ampia gamma delle evasioni fiscali dovute anche al fatto che evadere conviene data l’esosità delle imposte. Una riforma in questo senso è possibile e fattibile in breve se è vero che il ministro Tremonti, come più volte ha dichiarato di avere la riforma in tasca. Non vorremmo che anche in questo caso, come per i supposti pedinamenti e spionaggio dichiarati e subito dopo smentiti e passati come una “montatura giornalistica” allorchè la questione ha spinto la procura di Roma ad aprire un fascicolo, si tratti solo di una invenzione di altri.
Qui la situazione è grave non tanto e non solo per gli andamenti della borsa, per le difficoltà delle imprese ad andare avanti e a rendersi competitive sui mercati internazionali, sulla disoccupazione che incalza in specie quella giovanile, sulla irrisolta questione dei precari, sull’aumento della povertà, sui disagi dei pensionati e via di questo passo, ma per il semplice motivo che noi dobbiamo riportare il nostro debito primario al 75% e ciò significa che dobbiamo trovare in pochi anni ben 800 miliardi di euro. E’ tempo che la politica sia presa sul serio dagli elettori. Tanto per cominciare non va screditata e vanno fatte delle scelte sulla consapevolezza che non si possono spremere 45 milioni di italiani per continuare ad assicurare il benessere ai restanti 15 milioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Chi vuole fermare Bits of future?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

In una nota l’Associazione Scienza per l’Amore rende noto: “Sono emersi finalmente significativi dettagli circa le accuse mosse per tentare di bloccare il progetto umanitario Bits of future: food for all, promosso dall’Associazione Scienza per l’Amore e legato all’utilizzo della tecnologia HYST inventata dall’Ing. Umberto Manola. Sulla pagina internet http://mammoletta.wordpress.com/ un anonimo ha riportato il testo di una denuncia depositata alla Polizia Municipale di Roma – VIII Gruppo; il documento è datato 24 novembre 2010 e riporta testualmente: “Rendo noto: a seguito di quanto già comunicato a questo Spett.le Ufficio di Polizia Giudiziaria, con spontanea dichiarazione, di fronte agli inquirenti, desidero aggiungere altre notizie a me pervenute e riflessioni sul comportamento del Sig. Danilo Speranza…” L’opinione di questo anonimo sulla tecnologia HYST è abbastanza chiara: “…la macchina del miracolo, così come costruita non ha nessuna applicazione pratica. Pensando poi che il progetto sta andando avanti fin dal lontano 1982, credo che, dato l’avanzamento della tecnologia, la suddetta e/o supposta macchina sia di gran lunga sorpassata da qualsiasi frullatore commerciale, con separatore dei liquidi dal costo massimo di 50 euro o giù di lì”.
“Se anche fosse un esperto, – aggiunge la nota – la sua opinione comunque non concorda con quella di almeno quattro università, dell’ENEA, dell’IFAD, di un alto responsabile tecnico della FAO e dei Ministri dell’agricoltura di due Paesi africani che hanno già aderito al progetto umanitario Bits of future: food for all, vediamo quali siano le basi della sua convinzione. Nella sua denuncia, l’anonimo riporta testualmente: “A prova di quanto detto potrei citare il risultato della conferenza tenuta a Piacenza il 15 Dicembre 2009 dove il Professor Francesco Masoero ricercatore dell’Università di Piacenza (…) interpellato ha così risposto: per poter utilizzare le farine prodotte con questa metodologia si dovrebbe prima di tutto immergerla nella soda (250 tonnellate al giorno) per poterla forse usare, eventualmente come farine per la nutrizione animale, con costi altissimi e dopo averle nuovamente esaminate e constatata l’assenza di veleni oggi presenti in grande rilevanza nelle farine trattate con metodologia HYST. Una mia riflessione sul prodotto, dice il Prof. Masoero, così come presentato dall’Ing Manola, mi ha portato a comunicare all’inventore della tecnologia che sarebbe più proficuo bruciare questo prodotto per produrre energia”.
“Visto che la denuncia è così dettagliata, – si precisa – vi invitiamo a visionare il filmato integrale della conferenza tenutasi il 15 dicembre 2009 presso l’Università di Piacenza (http://www.biohyst.it/galleria.asp?lang=it&idPag=429). In questo modo potrete verificare se quanto sopra riportato sia effettivamente stato detto dal Prof. Masoero o sia solo un FALSO prodotto dal misterioso denunciante”.
Ma se tutto ciò non risponde a verità quelli dell’Associazione dell’Amore si chiedono: “Allora perché il 30 marzo 2011 gli impianti HYST sono stati sequestrati? Nove mesi non sono stati sufficienti alla Polizia Municipale di Roma per verificare l’attendibilità delle accuse?” E soggiungono: Attendiamo impazienti la fine dell’inchiesta, in modo da poter dare a noi stessi, all’opinione pubblica, ai governi africani interessati al progetto Bits of future: food for all e a tutti coloro che nel frattempo sono morti di fame risposte alle seguenti domande:
• È stata verificata la competenza tecnica del misterioso denunciante?
• Sono state confrontate le sue dichiarazioni con la documentazione video del convegno di Piacenza?
• Sono stati interpellati il Prof. Masoero e il Prof. Prandini per verificare se leobiezioni  provengono da loro valutazioni?
• Oppure, senza nessuna verifica e senza nessun amore per la verità, queste valutazioni sono state acquisite come veritiere?
• Oppure, il che sarebbe ancora peggio, sono state utilizzate per fermare il progetto umanitario Bits of future: food for all?
Interrogativi che meritano una risposta e meritano, soprattutto, un pronto riscontro per fugare ogni dubbio perché ne va, qualunque sia la risposta definitiva, della vita di esseri umani. (n.r. la Fidest si è limitata a riportare il comunicato sia pure in sintesi per dovere d’informazione. Restiamo, tuttavia, disponibili ad ogni chiarimento, precisazione e quanto altro nel merito. Precisiamo a scanso di equivoci che la nostra mission non è quella di fornire solo notizie  ma di cercare di pervenire ad un obiettivo riscontro dei fatti. D’altra parte è possibile inserire in questo stesso post ogni argomento in favore o contro quanto segnalato e l’accesso è ancor più gradito essendo consapevoli dei gravi disagi esistenziali che stanno affrontando le popolazioni africane)

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La Somalia sta morendo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

Il governo della Somalia è stato distrutto nel 2006 da un’invasione appoggiata dagli Stati Uniti per paura dell’estremismo islamico. Ma questa tattica si è rivelata controproducente. Da allora molti gruppi simili ad Al-Shabaab hanno preso il potere e terrorizzato la Somalia, e la comunità internazionale ha sostenuto un governo corrotto che controlla solo alcune parti della capitale. Le politiche di isolamento, invasione e pressione della guerra al terrore non sono servite ad alcunché, e ora migliaia di somali stanno morendo ogni giorno. E’ arrivato il momento di avviare un nuovo approccio. Gli Stati Uniti si sono già fatti avanti per rispondere alla crisi, allentando le leggi anti-terrorismo che bloccavano gli aiuti alla popolazione somala nella regione di Al-Shabaab. Nel frattempo sembrano esserci numerose incrinature fra i gruppi di miliziani e alcuni leader vogliono far entrare gli aiuti. Ma questo non è abbastanza per rompere il muro che circonda le vittime della carestia. Soltanto una diplomazia internazionale coraggiosa potrà coinvolgere tutte le parti e garantire che gli aiuti raggiungano in sicurezza le centinaia di migliaia di famiglie disperate. Una delle fonti di reddito principali di Al-Shabaab viene dal taglio degli alberi d’acacia per la produzione di carbone, che viene poi esportato illegalmente agli Emirati Arabi e agli altri Stati del Golfo. Questi paesi potrebbero fare leva sui loro legami economici con Al-Shabaab per giocare un ruolo diplomatico cruciale e garantire l’accesso umanitario alle aree devastate dalla carestia. E’ urgente che la Somalia intraprenda un nuovo percorso: appelliamoci al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per sostenere gli Stati del Golfo a guidare il processo di mediazione per garantire che i somali che oggi stanno morendo sotto i miliziani di Al-Shabaab possano accedere al cibo e alle cure sanitarie per se stessi e per i loro figli affamati.

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Da che parte sta Berlusconi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

Berlusconi-comizio

Image via Wikipedia

Il discorso alla Camera, ha rappresentato il massimo del minimo ipotizzabile; praticamente il premier è riuscito a riempire oltre 30 minuti con una serie di affermazioni in grado di negare l’evidenza più sfrontata. Il mercato ha reagito mortificando la Borsa e con essa anche le speranze degli italiani. Un dato di deve far riflettere e riguarda proprio le aziende del cavaliere che sono in caduta libera, con il proprietario che dichiara ottimismo con tutti i 32 denti in bella vista. Mediaset oggi ha chiuso con il minimo storico del 2011 , pari a una quotazione di 2,54, con una perdita a fronte del massimo dell’anno pari ad una quotazione di 5,46, di oltre il 53%; negli stessi marosi anche le altre aziende quotate in borsa Mediolanum e Mondadori. La perdita di oltre il 53% sarebbe un salasso per chiunque e scoraggerebbe ogni faciloneria ottimistica; invece il premier insiste nella sua strada, che poi è quella che porta alla catastrofe per la gran maggioranza, ma all’esaltazione per i pochi che stanno profittando della situazione. Viene da chiedersi “da che parte sta Berlusconi?” Non agisce da presidente del consiglio per fronteggiare la gravità della situazione, ma si ostina a rimanere seduto su quella poltrona che gli permette di difendersi dai processi e neutralizzare qualunque attività che voglia invertire la rotta fallimentare attuale. In una crisi del genere la speculazione necessita di pochi personaggi, abilmente pilotati da una regia in grado di mantenere lo status quo per favorire le manovre speculative. Berlusconi sa bene di vivere il tramonto della sua avventura politica; in questo drammatico finale lui ride palesando un ottimismo senza ragion d’essere. Ma se perde così tanto con le sue aziende, allora guadagna da altra parte, dalla parte di quanti stanno moltiplicando i loro capitali a danno dell’intera nazione.La liquidità necessaria ad organizzare una manovra speculativa in Italia c’è, ed è in mano alle mafie, alle ’ndranghete, alle camorre e tutta la malavita organizzata oltre a quanti hanno profittato dello scudo fiscale; con liquidità del genere organizzare una speculazione diventa ordinaria amministrazione, quando si dispone di esperti che conoscono i metodi truffaldini (e di gente così il carnet telefonico del cavaliere è colmo). Così torna l’angoscioso domanda: “Da che parte sta il presidente del consiglio?” (Rosario Amico Roxas)

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Barack’s 50th birthday

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2011

Letter to editor. Riccardo. Every day, I see Barack make choices he knows will affect every American family. That’s no small task for anyone and more proof that he’s earning every last one of those gray hairs. This has been a busy week in Washington, but today happens to be Barack’s 50th birthday. I’m writing to you because this year, the girls and I would like to do something a little different. I’m asking friends and supporters of this campaign to wish him a happy birthday by signing his card, and sharing why you’re on this journey with us. Your names and notes will become part of a book that tells the story of this campaign — who’s building it, why we’re in this thing, and what he means to us. We’ll deliver a copy to Barack and send one to our campaign offices across the country. I’ve known Barack for more than 20 of his 50 years, and we’ve been through quite a lot together. It still amazes me that no matter how many decisions and distractions he’s faced with every day, he’s always able to focus on the bigger picture. One way he does that is by making time for stories and letters from people like you — because he knows that this job isn’t about him, but about the millions of folks around the country he’s fighting for. This next year will challenge us all to work harder than ever before, but the crucial thing is that you’re here now, early on, helping to build this campaign. I know that, like Barack and me, you have your own reasons why, so I hope you’ll take a moment to sign the card and share your story with him and other supporters of this campaign. http://my.barackobama.com/Birthday-Card Thanks for being a part of this. (Michelle)

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