Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 9 agosto 2011

Stato senza governo e religione senza Dio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

“In certi casi, come in questi casi, il panico da default fa ritrovare il senno! Da Il Messaggero del 9 agosto 2011. Le virate di Umberto e Silvio Forum di Mario Ajello”. E Rosario Amico Roxas commenta: “Detto in questo modo è la traduzione buonista dell’arrampicata sugli specchi; altro che “ritrovare il senno”, siamo di fronte al panico di perdere tanti privilegi e di essere, finalmente, scoperti per la vera natura. L’evasore fiscale per eccellenza e il nazionalista e fondamentalista padano sono alle corde per cui esternano sorrisi di sicurezza nel patetico tentativo di rimandare il doveroso passaggio alla cassa dove verrà loro chiesto di pagare il conto, per intero e senza sconti.
Contano sulla memoria corta degli italiani, contano sull’appoggio dei vertici vaticani che dovrebbero influenzare gli elettori cattolici, contano sui corrotti per interesse e sui corruttori per vocazione per documentare una maggioranza numerica nelle due Camere, lontanissima dalla maggioranza politica nel paese. Anche i sondaggi che hanno dettato la linea politica del governo Berlusconi, non vengono più analizzati, cedendo alle nazioni europee che contano l’onere di decidere ciò che il governo italiano non è in grado di intuire. Emerge l’aggressione degli speculatori, che contano sull’allegra finanza creativa inventata da questo governo e sollecitata dal fiscalista e tributarista Tremonti per agevolare i suoi più ricchi clienti e assistiti, tra cui lo IOR. E’ così che ci ritroviamo con uno Stato senza governo e una religione senza Dio. (Rosario Amico Roxas)

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A proposito di prezzi e di rincari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Ora che si parla tanto di contenere le spese val bene riflettere su quanto è stato già tolto alle fasce deboli . Dal 2001 ad oggi il potere d’acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo “disagio” con un beneficio calcolabile intorno all’1% annuo, ovvero di molto inferiore all’inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all’ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell’anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all’esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos’è? E’ un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a….. E’ questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia. Riccardo Alfonso

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Un poliziotto per amico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro. (Riccardo Alfonso)

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Fidest:Da che parte vogliamo stare?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Editoriale. Esiste davvero una Italia che non è rappresentata nei palazzi del potere? Probabilmente si se si giudica la manovra economica approvata giorni fa e l’attuale incontro con le parti sociali con l’innaturale cordata che va dagli industriali, ai banchieri e ai sindacati confederali della triplice. Prima abbiamo dovuto subire una manovra iniqua e addolcita dal fatto che si poteva scremarla nell’arco di 4 anni. Ora l’improvvisa accelerazione, più strumentale che reale, ma per continuare a farci digerire la stessa manovra a tempi raccorciati. Possibile che i rappresentanti dei lavoratori che siedono allo stesso tavolo degli industriali e dei banchieri non si rendono conto che se di sacrifici dobbiamo parlare il primo passo è proprio quello di rivedere per intero il meccanismo della manovra testè approvata poiché la sua formulazione denota un chiaro segnale di garanzia per le parti che dispongono di ricchezze mentre si accaniscono su coloro che dispongono di modeste risorse. Ma il nostro stupore è anche fatto nel renderci conto che l’opinione pubblica, quella che è più interessata alle falcidie in atto sulle buste paga dei lavoratori, dei pensionati, dei precari e ancora su tutte quelle aree del disagio che vanno dai disoccupati, ai cassa integrati, alle famiglie monoreddito, sembra non avvedersi della mannaia che pende sul loro capo. Vorremmo che una folla immensa si addensasse davanti palazzo Chigi per far sentire la sua presenza e la volontà di cambiamento di un sistema politico che gioca con il popolo italiano come fa il gatto con il topo. Chi ci restituisce i 30 miliardi di euro bruciati in borsa e la nostra credibilità internazionale dopo essere stati costretti a passare sotto le forche caudine della banca europea che ha dettato le sue condizioni “capestro” per un aiuto, sia pure a tempo? Da mesi eravamo consci di dover compiere una svolta, di dover mettere mano a riforme strutturali, di dover tagliare i rami secchi, ma questo governo si è trastullato invece giocando sul dibattito e all’approvazione ora del processo breve ed ora di quello lungo, del conflitto d’interesse e del lodo Mondadori. E ora i suoi errori li vuole scaricare sulla povera gente, sui piccoli risparmiatori, sul popolo dei lavoratori con le loro modeste retribuzioni e sui pensionati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Presidio a Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Roma 10/8/2011 ore 16,30 Palazzo Chigi. “Noi non ci facciamo rappresentare dai banchieri e dai padroni. Non accettiamo che siano proprio coloro che la crisi l’hanno provocata a discutere del nostro futuro e a decidere come affrontare la crisi; per questo diamo appuntamento a tutte e a tutti sotto Palazzo Chigi mercoledì per contestare l’incontro tra Sacconi e la “strana/santa alleanza” fatta da Banchieri, padroni e sindacati complici” Pierpaolo Leonardi dell’Esecutivo nazionale USB attacca duramente il Governo e le parti sociali: “la crisi è il prodotto della finanziarizzazione dell’economia che in questi ultimi venti anni ha permesso enormi profitti alle banche e agli speculatori finanziari che per di più sono stati strasovvenzionati dallo Stato che è intervenuto con valanghe di milioni di euro a ripianare i loro deficit aumentando così il debito pubblico che oggi vogliono far pagare ai lavoratori e alle famiglie. L’anticipo della manovra al 2012 produrrà inevitabilmente una catastrofe per i lavoratori che si troveranno a dover pagare ancora di più per restituire gli enormi interessi sui prestiti che la BCE si appresta a fare in cambio dell’anticipazione della manovra”.

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Cifre e servizi Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

RAI Radiotelevisione Italiana logo from 2000 t...

Image via Wikipedia

Mentre l’economia italiana attraversa una crisi gravissima e la politica prende decisioni che peseranno sulle nostre spalle, con lo sfascio del sistema giustizia che si ripercuote sul rispetto stesso dei diritti umani, la Rai ha sospeso per tre mesi gli spazi di approfondimento e informazione politica.  Ci si è molto scandalizzati per i parlamentari che vanno in ferie mentre gli italiani subiscono la crisi. Solo ora si alzano alcune voci dopo che per mesi noi Radicali  siamo stati gli unici a denunciare la chiusura per ferie della Rai, che andati in vacanza i vari Floris, Vespa, Santoro & co non ha ritenuto di sostituirli, nonostante il canone di 1 miliardo e 685 milioni di euro che ogni anno paghiamo e i suoi 13.295 dipendenti, di cui 2.000 giornalisti.  Ma v’è di più.
Da anni tutta una serie di temi sono cancellati dalla realtà televisiva.  Prendiamo il debito pubblico: oramai ha sfondato il record di 1.900 miliardi di euro: in pratica ogni italiano, neonati compresi, ha 31 mila euro di debito. Ci ruba il futuro, impedisce investimenti in infrastrutture, asili, nuovo welfare. Ma da trent’anni neanche un dibattito televisivo in cui i diversi schieramenti siano costretti a spiegare al grande pubblico le loro proposte per ridurlo. (Mario Staderini)

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Editoriale Fidest: Il governo dei furbi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

E’ apparso chiaro in questi giorni, anche ai più sprovveduti, che la finanziaria approvata a tamburo battente dal nostro parlamento, su indicazione del governo, era dettata da un calcolo politico più che economico. Si voleva far pagare l’intera posta della impopolarità alla successiva legislatura dando per scontato che il centro-destra avrebbe passato la mano al centro-sinistra. Questo espediente ora ci costa qualcosa come 30 miliardi di euro per via dei tracolli borsistici oltre alla faccia che abbiamo perso con l’Europa che oggi ci tiene sotto tutela e ci tratta non meno della più disastrata Grecia. E’ un conto che dovremmo presentare al ministro Tremonti e al presidente del consiglio e a quanti vivono alla loro ombra, per non sparire del tutto dalla scena politica e dal mondo degli affari e quanto altro. Per questo motivo fin dal 21 marzo del corrente anno eravamo consapevoli della necessità di un ricambio della guida politica per il bene del paese e scrivemmo poi che non era proprio il caso che “Sansone morisse con tutti i filistei” se per filistei intendiamo gli italiani. Ma non vorremmo essere altrettanto profeti nel presagire che quanto si sta maturando in queste ore per reperire i 25 miliardi di euro necessari per anticipare di un anno il pareggio di bilancio è un altro colpo micidiale che si da al Paese per evitare che una minoranza perda i suoi privilegi a scapito di quella maggioranza fatta da disoccupati, cassa integrati, precari, pensionati e famiglie monoreddito che già ha dato tanto e che si continua a chiedere riducendoli alla disperazione. La loro fortuna è che hanno a che fare con un popolo paziente e rassegnato anche perché è consapevole che questa politica non gli offre sbocchi e passeremmo, invertendo i termini del noto detto, dalla brace nella padella, ma non di meglio per evitare di essere bruciati o fritti. Ma si sa che la rabbia dei buoni è più pericolosa di quella di chi è stato bollato per facinoroso. Attenti quindi nel tirare troppo la corda. Alla fine si spezza e molti si faranno male. Meditate, meditate, gente. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Stop supercompensi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

“Introdurre una “soglia di ricchezza massima” per calmierare i compensi di calciatori, manager pubblici, alti burocrati, gente dello spettacolo e della televisione di Stato e per tutti quei soggetti controllati, in qualche modo, dal pubblico e dalle authority”. E’ la proposta lanciata al Governo dalla senatrice Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di Io Sud, in merito al dibattito sulle misure che l’Esecutivo sta mettendo in campo per attenuare gli effetti della crisi economica. “Oltre ad una riduzione sensibile dei costi della politica – spiega Adriana Poli Bortone – bisognerebbe istituire una sorta di calmiere per tutti questi soggetti. Bisognerebbe insomma immaginare, accanto alla soglia di povertà, una soglia di ricchezza massima. Questo intervento, almeno temporaneo, sarebbe assai opportuno anche per dare un segnale concreto alla collettività in un momento di così forte crisi. Un provvedimento – conclude l’ex ministro – che sarebbe anche molto educativo nei confronti dei giovani, sempre più preda dei “falsi miti”. (Francesco Palese) http://www.iosud.it

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Cittadini e diritti mortificati

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Ormai da anni, pezzo dopo pezzo, il cittadino è spogliato e le nudità lo riducono sempre più al rango di suddito. Il cittadino che non accetta un provvedimento che ritiene illegittimo (come molte volte accade) ha come unica difesa il ricorso. Ma è subito frenato dai costi di consulenti legali e/o amministrativi che ne limitano l’utilizzo; e, poi, come se non bastasse, nell’era dell’informatica, deve sostenere i costi del contributo unificato bolli, tasse, ecc….
Ad aggravare l’iniqua situazione è arrivato l’articolo 37 del Decreto Legge n. 98 del 6 luglio 2011, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, convertito con Legge n. 11 del 15 luglio, che ha disposto un aumento pari al 10% del contributo unificato. Per fare un esempio:
• un ricorso al TAR notificato a distanza di poche settimane è passato da 500 a 600 euro: un onere aggiuntivo di quasi lire 200.000.
• il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica prima gratuito (solo apposizione delle marche da bollo) pare che ora comporti il versamento di 600,00 euro: un onere aggiuntivo di quasi lire 1.200.000.
Attenzione: se il legale si scorda di indicare la sua PEC e il suo recapito fax sul ricorso, il contributo unificato raddoppia e … indovinate chi poi lo pagherebbe.
Per ripristinare i diritti del cittadino chiediamo:
• al Governo di intervenire immediatamente per abrogare l’aumento del contributo unificato e, nell’eventuale attesa, estendere la norma del nuovo codice del processo amministrativo affinché il pesante contributo unificato sia rimborsato alla parte che ha ottenuto la vittoria in giudizio, anche in caso di compensazione delle spese di lite;
• al Ministro Tremonti, impegnato nella missione per eliminare il NERO che penalizza tutta l’economia italiana, che emani un provvedimento grazie al quale gli importi di qualsiasi fattura e ricevuta fiscale possano essere allegati alla dichiarazione dei redditi e sottraibili all’imponibile sul quale calcolare l’imposta che ogni cittadino deve pagare. Solo così la quasi totalità degli acquisti in NERO di beni e servizi andrebbero a sparire visto che non ci sarebbe interesse del cittadino a non farsi rilasciare ricevuta o fattura.
L’accesso alla Giustizia è, infatti, sempre più discriminatorio, poiché sempre meno cittadini avranno i soldi per difendere i loro diritti calpestati da uno degli oltre 8.100 sindaci italiani oppure da un amministratore di una Provincia, di una Regione, ecc….
Incredibile: l’impossibilità di controllare la produttività dei giudici, di verificare la loro capacità di saper organizzare uffici, attrezzature e personale è posta a carico del contribuente, e per eliminare le tonnellate di ricorsi non letti e lasciati alla polvere, Governo e parlamentari non trovano di meglio che bloccare con gabelle i diritti del cittadino!
Ogni giorno che passa il cittadino è ridotto alla condizione di suddito solo perché da anni i parlamentari non legiferano per passare tutta l’organizzazione dei Tribunali a personale esterno alla carriera di Giudice, sempre garantendo e rispettando l’autonomia di giudizio dei Giudici. Solo un personale esterno può cambiare il sistema delle carriere interne che da sempre non vede una ciclica rotazione negli incarichi tra i Giudici ai vari livelli. Inoltre, si devono adeguare gli stipendi di tutti i Giudici alle reali condizioni del Paese, eliminando vetusti privilegi e/o benefici. In ultimo (ma non ultimo), va verificata la produttività e i risultati di un Giudice.
Ma alle colpe attribuibili a Governo e parlamentari dobbiamo aggiungere anche quelle dei cittadini che si arrendono al furto dei loro diritti e che si lasciano rubare anche la speranza di cambiare. Cittadini colpevoli di non voler trovare il tempo per partecipare alla vita politica, perché è solo con un’attiva partecipazione che possono spazzar via i parlamentari che hanno eletto e che non hanno compiuto il proprio dovere di legiferare per l’eliminazione delle Caste. Cambiare è possibile: a tutti il compito di rilanciare queste richieste. (Pier Luigi Ciolli)

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