Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Borsa: azionisti San Paolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2011

L’Associazione azionisti dipendenti di Intesa Sanpaolo esprime forte preoccupazione per l’andamento della quotazione delle azioni della società, situazione che penalizza pesantemente soprattutto i dipendenti azionisti che hanno optato, in luogo di quote di retribuzione legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, per l’assegnazione di azioni.
Il presidente di ADBI rilancia quindi quanto già sostenuto dall’Associazione nel corso dell’ultima assemblea degli azionisti e “chiede che le best practice della democrazia economica, già ampiamente diffuse in varie realtà europee, e soprattutto in quelle che meglio e prima hanno saputo uscire dalla crisi economico-finanziaria, vengano estese anche all’Italia, ad iniziare proprio dal Gruppo Intesa Sanpaolo”.
Sortino ribadisce il fermo convincimento che i lavoratori di Intesa Sanpaolo possano e debbano essere maggiormente coinvolti nella vita aziendale, “perché i dipendenti sono e dovrebbero essere gli attori principali dei piani industriali e dei bilanci sociali”. Tale esigenza, aggiunge il Presidente di ADBI, appare ancor più indispensabile oggi, alla luce dell’Accordo sottoscritto da Intesa Sanpaolo con le OO.SS., ad esclusione di Unità Sindacale Falcri Silcea, che ancora una volta prevede sacrifici per i lavoratori del Gruppo. Senza voler entrare nel merito dell’accordo, ADBI osserva come le motivazioni addotte per la non sottoscrizione da Unità Sindacale Falcri Silcea, sollevino legittime e condivisibili perplessità in merito ad alcune delle misure che si sono intese adottare, tenuto conto dell’incertezza normativa previdenziale e del non definito piano riorganizzativo. ADBI ritiene che non si possa accettare che le politiche aziendali rivolte al contenimento dei costi vadano a ricadere solo ed esclusivamente sulla forza lavorativa, ma sia giunto il momento che anche il Management dia un serio segnale di partecipazione al contenimento dei costi con una significativa riduzione dei propri emolumenti. Segnale, questo, che verrebbe letto da tutto il Paese come la volontà concreta di imboccare la strada “virtuosa”, indifferibile e assolutamente necessaria: la “Banca del Paese” è chiamata a fare la sua parte.

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