Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Governo: due giorni di chiacchiere

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2011

Vi è stato un grande strombazzare, attraverso i media, alla vigilia degli incontri del governo prima con le parti sociali e poi che l’audizione del ministro delle finanze Tremonti dinanzi ai membri delle commissioni finanze e affari costituzionali in seduta straordinaria. In queste due occasioni ci saremmo aspettati un governo pronto a fare la sua parte, ad avanzare proposte, ad indicare soluzioni, a stabilire un calendario preciso per avviare un ciclo di riforme e le modalità per porvi mano. Alla fine ci è rimasto solo l’amaro in bocca. Nel primo caso si è trattato, unicamente, di un meeting interlocutorio tanto da far dire alla segretaria della Cgil che se le cose stanno a questo punto l’unico sbocco potrebbe essere uno sciopero generale. Ma vi sono anche coloro che come il segretario del pensionati Carlo Fatuzzo ne ha tratto un’amara considerazione affidando ad un comunicato queste parole: “Un Governo con idee poco chiare,  con una reazione incerta, balbettante  alla crisi economica  che peggiore giorno dopo giorno. Ministri che un giorno dicono una cosa e l’altro il contrario, un governo che sembra andare in ordine sparso, come se la crisi e le sue conseguenze  non lo riguardasse. In questo momento – ha sottolineato Fatuzzo – c’è bisogno di un Governo che governi, di un Governo coeso e con le idee chiare”. E precisa: “Fra le ipotesi di ulteriori sacrifici da imporre agli italiani, c’è la previsione di un nuovo duro colpo alle pensioni ed ai diritti, pensionistici e non, dei lavoratori. Colpire i pensionati ed i diritti pensionistici in genere, denota poca fantasia ed estraneità alla realtà sociale del nostro Paese. Da circa venti anni le pensioni non aumentano, le pensioni di anzianità sono erogate, generalmente, nella misura del 60%, rispetto all’importo percepito dal coniuge deceduto ma, molto spesso, si fermano al 40% o anche al 20%, per tutta una serie di motivi. le donne lavoratrici meriterebbero un capitolo a parte se pensiamo che in questo nostro Paese  sopperiscono alla mancanza di politiche di sostegno della famiglia, degli anziani, dei non autosufficienti ecc. Ecco perché è più che giustificata  una minore età, rispetto agli uomini, per il diritto alla pensione. Il Governo farebbe bene a tagliare le nostre inutili e dispendiosi missioni all’estero, a colpire l’evasione fiscale, a tagliare  i rimborsi elettorali, le consulenze, e tutta la miriade di rivoli in cui si disperdono  tante risorse del nostro Paese e se proprio vuole interessarsi delle pensioni e dei pensionati, incominci con l’aumentare quelle medio basse, ferme da venti anni e si ricordi dei disabili, ma per raddoppiare  i miseri 260 euro  di pensione, che sono una vera miseria, con la quale, tanti disabili devono vivere”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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