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Immigrazione in Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2011

3. Martin Luther King, Jr., a civil rights act...

Image via Wikipedia

Dopo una preghiera, il consiglio comunale della città di Birmingham, Alabama ha approvato all’unanimità una mozione richiedendo l’abrogazione dell’aspra legge contro gli immigrati adottata dallo Stato nel mese di giugno. Anche i leader religiosi dello Stato hanno deciso di mobilitarsi per la protezione degli immigrati. Matt Lacey, il pastore di una chiesa metodista che includeva come parrocchiano Eugene “Bull” Connors, noto avversario della desegregazione razziale negli anni ’60, ha dichiarato che il movimento religioso sta cercando di sostenere gli immigrati. Per la chiesa si tratta di un dietrofront alla ricerca tardiva di redenzione per non avere dato il suo contributo durante i conflitti razziali degli anni ‘60. Come si sa, in quei tempi le richieste di Martin Luther King ai leader religiosi per assistenza nella sua lotta vennero ignorati dalle chiese del sud dominate dai bianchi. Persino i leader religiosi afro-americani all’inizio si rifiutarono di scendere in campo al fianco di Martin Luther King suggerendogli di andare piano. In un certo senso la lotta per i diritti degli immigrati viene dunque vista come un nuovo movimento simile a quello dei diritti civili degli anni ’60. Recentemente un gruppo di duemila persone affiliate a diverse fedi religiose ha partecipato ad una marcia nella città di Birmingham per protestare la legge contro gli immigrati considerata la più aspra in tutti gli Stati Uniti. Più di 100 ministri metodisti hanno anche firmato una lettera inviandola a Robert Bentley, governatore dell’Alabama, protestando il nuovo decreto. La legge, SB 1070, firmata dal governatore va oltre quelle di altri Stati come l’Arizona e la Georgia nei suoi attacchi agli immigrati clandestini. Alcuni di questi provvedimenti vedrebbero reati persino il dare un passaggio a un indocumentato. Offrire assistenza a un clandestino ferito potrebbe essere anche reato. Gli insegnanti delle scuole dovrebbero controllare anche lo status immigratorio dei ragazzi, atto illegale secondo la legge federale. I requisiti della nuova legge sono ideati solo a spaventare i clandestini ed a rendergli la vita difficile se non impossibile per costringerli a lasciare lo Stato.
Come se la vita dei clandestini non fosse già abbastanza difficile. La paura è sempre presente nella loro vita. La vicinanza di poliziotti intimorisce tutti specialmente coloro che non hanno il permesso legale di essere nel Paese. Gli aspetti legali della legge dell’Alabama e di altri Stati sono sotto giudizio da parecchi tribunali. Nel caso dell’Arizona, il governatore, avendo perso al livello federale, ha fatto appello alla Corte Suprema. Nel caso dell’Alabama parecchi gruppi di diritti civili ed anche religiosi hanno fatto ricorso ai tribunali sostenendo che questa nuova legge si rifà all’idea di diritti degli Stati come negli anni ’60 quando la segregazione era vista al di là dell’ambito federale. Nel caso dell’immigrazione la Corte Suprema ha già sostenuto che si tratta di una questione federale e non statale. Quindi questi tentativi di legislazione per controllare l’immigrazione ed i suoi effetti al livello locale invadono i diritti e doveri del Congresso.
I loro effetti sono spesso controproducenti anche dal punto di vista pratico. In Georgia, per esempio, a causa della loro legge anti-immigrati, il governatore è stato costretto a fare uso dei carcerati per la raccolta agricola di alcuni prodotti data la scarsezza di clandestini che nel passato facevano quel lavoro. La questione dell’immigrazione è sempre stata fonte di conflitti in America. Nonostante il benvenuto della Statua della Libertà, gli immigrati hanno dovuto sudare le sette camicie per integrarsi affrontando spesso discriminazione. La chiesa ha storicamente assistito gli immigrati ad integrarsi. Gli sforzi dei gruppi religiosi per combattere l’aspra legge anti-immigrati dell’Alabama, dunque, non sono nulla di nuovo. Schierandosi con più deboli le figure religiose acquistano legittimità nei loro compiti non solo come pastori di anime ma anche di corpi. Persino coloro che hanno abbandonato la chiesa concordano con i principi religiosi di giustizia legata alla Bibbia. Difendendo i più poveri e deboli la chiesa si riallaccia all’esempio di Cristo. Anche se non vince politicamente la chiesa vince un’altra battaglia che forse vale più del mondo terreno. (Domenico Maceri)

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