Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Riforme e competitività

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2011

Se con un certo distacco, se non altro per non farci influenzare dal contingente, osserviamo la situazione italiana il primo passo importante da compiere sono le riforme strutturali. “Ciò risulta – come avverte il Bollettino della Banca d’Italia – un aspetto particolarmente rilevante per i paesi che presentano disavanzi di bilancio e disavanzi esterni elevati o che in passato hanno subito perdite di competitività.” E si soggiunge in altra parte del Bollettino: “I paesi dell’euro che si trovano in difficoltà devono adottare provvedimenti atti a ripristinare la sostenibilità fiscale, la competitività e la stabilità finanziaria a medio termine.” Ne consegue che per dare attendibilità all’intero sistema occorre prendere di petto tutte le voci che presentano più ombre che luci. Pensiamo alla riforma fiscale che senza voler entrare nel dettaglio dovrebbe essere articolata per combattere l’evasione fiscale, far emergere il lavoro in nero, favorire l’integrazione migratoria e il lavoro, in specie giovanile. Un colpo mortale potrebbe essere inflitto dalla tributaria al mercato dei falsi e al gioco clandestino. In quest’ultimo caso si parla di un giro d’affari che supera annualmente il miliardo di euro e che oltre a costituire una grossa perdita per le entrate fiscale determinano ricadute negative sulle attività legali del settore. Oggi invece si propende per accertamenti di scarso valore andando a colpire i piccoli evasori, ma con perdite di tempo di mezzi e di personale assolutamente spropositati. Un altro punto debole e l’assistenza sanitaria. Allo stato è un meccanismo che fa acqua da tutte le parti. Prevalgono gli sprechi, l’utilizzo inappropriato di risorse che sovente tengono solo conti di ragioni di campanile e di clientele. Occorre porre mano ad una riforma radicale che consenta il passaggio dall’assistenza universale alla “prevenzione universale” ed con essa ad una rivisitazione dell’intera filiera a partire dal medico di base. In altri termini vanno aggredite tutte quelle voci del bilancio pubblico che assorbono denaro senza che sia effettuato un controllo più accurato sulle priorità e validità delle spese. (pensiamo alle consulenze, alle segreterie degli amministratori pubblici, alle nomine di persone “chiacchierate” per la gestione di enti economici pubblici). In altri termini si pagano troppo manager improvvisati o di chiamata “politica” e privi o scarsamente dotati di effettiva capacità professionale. Non ultimo avevamo proposto la costituzione presso la presidenza del consiglio di un dipartimento preposto al “recupero delle risorse” andando ad individuare opere pubbliche abbandonate nel corso d’opera, servizi annunciati e mai adempiuti, cattiva manutenzione degli edifici pubblici o loro uso eccessivo o inappropriato. E lo avevamo proposto a costo zero utilizzando personale già in pensione ma con una specifica conoscenza di merito. Un altro aspetto che non andrebbe sottovalutato è tutto quello che riguarda l’ordine pubblico fino alla costituzione, a livello di polizia municipale, di un corpo misto costituito da immigrati per favorire la conoscenza del quadro migratorio e dei possibili illeciti che in tale ambito si maturano ed anche per migliorare i rapporti con gli extra comunitari attraverso la consapevolezza d’essere compresi, consigliati, assistiti. Ma tutte queste cose e molte altre hanno un solo nemico: coloro che solo con il lassismo della pubblica amministratori possono lucrare e sviluppare i loro traffici illeciti. E se il pesce puzza da “la capa”, come si dice a Napoli, c’è poco da sperare in un cambiamento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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