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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 22 agosto 2011

Lotta all’epilessia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2011

Graphic causes of epilepsy

Image via Wikipedia

Roma dal 28 agosto al 1 settembre Marriott Rome Park Hotel in Via Colonnello Tommaso Masala,54. 29° Congresso Internazionale sull’epilessia 2011. Riunisce neurologi ed epilettologi di tutto il mondo e prevede la partecipazione della Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE). Il Congresso è organizzato da ILAE (International League Against Epilepsy) e dalla IBE (International Bureau for Epilepsy. Ad inaugurare l’evento, il Claudio Munari Workshop sui progressi della Chirurgia in Epilessia in particolare in età pediatrica. A seguire, un ricco programma in cui i maggiori esperti mondiali si confronteranno sulle nuove possibilità di cura e sulle prospettive terapeutiche per combattere l’epilessia. I tanti Workshop, Simposi e Video Session previsti nei cinque giorni del Congresso affronteranno argomenti di Chirurgia Epilettica, Neuroimmagine funzionale, Encefalopatie epilettiche ad esordio precoce, Stato Epilettico non Convulsivo (SENC). Autismo ed epilessia, Epilessia nelle arti visive e in letteratura, morte improvvisa in Epilessia (SUDEP) e altre tematiche correlate alla patologia saranno trattate nelle “Parallel Sessions” che si svolgeranno all’interno del Congresso. Programm:
• Sunday 28th august 09.00-12.00 ILAE Chapter Convention Hall 5 12.30-15.00 WORKSHOP Hall 2 Setting future direction for IBE: the next 50 years Constitutional amendment: changing times, changing needs Johan Falk Pedersen, Norway Advocating for change: tips from an insider Gay Mitchell, Ireland Legislation: working with policy makers Alexandra Finucane, USA Changing communications and networks: developing e-communities Peter Murphy, Ireland Funding crisis: new opportunities in fundraising Robert Cole, Australia
• 12.15-13.30 WORKSHOP Hall 1 Claudio Munari Workshop 2011 – Epilepsy surgery in paediatric age Indications, diagnosis and results at the beginning of the 3rd Millennium Part 1: Indications, clinical features and non-invasive diagnosis Indications considering clinical features and psychomotor development Bernardo Dalla Bernardina, Italy Electro-clinical features as defined by video-EEG recordings Hans Holthausen, Germany Electro-clinically bas
• Part 2: Invasive diagnosis, surgery and outcome Hall 1 Subdural recordings and stimulations Hans Luders, USA Stereo-EEG recordings and stimulations Philippe Kahane, France From lesionectomy to hemispherotomy: always a tailored choice Giorgio Lo Russo, Italy Surgical outcome: an overview Ingrid Tuxhorn, USA
• 12.30-13.45 WORKSHOP Hall 6 Neurobiology Workshop Metabolic mechanisms of epileptogenesis MRI of structural, functional and metabolic markers of epileptogenesis in animals Olli Gröhn, Finland The ketogenic diet and epilepsy Jong Rho, USA Targeting metabolic mechanism for novel epilepsy treatments Manisha Patel, USA
• 13.45-15.00 WORKSHOP Hall 6 Neurobiology Workshop Report on WONOEP
• 15.30-17.00 SATELLITE SYMPOSIUM CYBERONICS Hall 2 Neurostimulation for epilepsy: veni, vidi, vici? Chairs: Paul Boon, Belgium and Paolo Tinuper, Italy Neurostimulation today Paolo Tinuper, Italy & Paul Boon, Belgium Neurostimulation tomorrow: myth or reality? Impact of seizure detection capability Andreas Schulze-Bonhage, Germany The head/heart connection: a path to automated seizure detection, warning and treatment Ivan Osorio, USA Closing the loop: a revolution in epilepsy care? Paul Boon, Belgium
• 15.30-17.00 SATELLITE SYMPOSIUM MEDTRONIC INC Hall 5 Innovating for life: novel technology to treat refractory epilepsy Chair: Maria Paola Canevini, Italy DBS for Epilepsy; SANTE long term results Maria Paola Canevini, Italy Rationale and clinical considerations for DBS in Epilepsy Arthur Cukiert, Brazil DBS Mechanism of action and new technology development Paul Stypulkowski, USA Evaluation of DBS for Epilepsy in a primate model Stefan Chabardes, France
• 17.30-19.00 MERRITT-PUTNAM SYMPOSIUM (sponsored by Pfizer, Inc.) Hall 1 The state of genetics in epilepsy Chair: Giuliano Avanzini, Italy Are genetic rodent models helping our understanding of the mechanisms of epilepsy and the development of better treatments? Antoine Depaulis, France To what extent do genes influence response to AEDs? Holger Lerche, Germany A critical examination of the current state of epilepsy genetic studies David Greenberg, USA

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Province: gioco delle tre carte

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2011

L’Aduc, associazione dei consumatori in una sua nota ci ricorda ciò che la memoria, sembra in tutti noi, politici compresi ovviamente, far difetto. Si tratta di una legge che aveva già previsto 21 anni fa l’abolizione delle grandi province. E questa “chicca” si aggiunge a quanto risulta ampiamente documentato dalle promesse dei politici all’alba dell’introduzione delle regioni nel lontano 1970. Allora si disse che avrebbero sostituito le province dando un nuovo assetto istituzionale al sistema paese modernizzandolo e armonizzando i costi della politica per renderli più funzionali alle attese dei cittadini. Parole, ancora parole. Promesse e ancora promesse. Più gli anni passano e più appaiono profetiche le parole del principe nel Gattopardo che alla calata dei garibaldini e alla sconfitta dei borboni aveva commentato laconicamente: tutto cambiare per nulla cambiare.
Oggi è un vergognoso rincorrersi di proposte e di suggerimenti, notizie e smentite sdegnate alle stesse salvo riproporle in altri modi e maniere. E’ un enorme “fumus” per farci digerire come male minore ciò che appare sempre più evidente: far pagare il prezzo maggiore ai soliti tartassati cittadini. E questi cittadini sembrano cascarci come pere cotte. Già si diffonde la tendenza all’adattamento, alla rassegnazione e alla ricerca del meno peggio cercando ognuno per conto suo di ammortizzare i maggiori costi con qualche piccolo stratagemma considerato salvifico anche se alla prova dei fatti diventerà illusorio. Ma nel momento che i poveri cristi se ne accorgeranno sarà troppo tardi. E il giochetto è fatto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Selezioni per il servizio civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2011

Empoli. Si svolgeranno il 25 e 26 agosto nel centro direzionale dell’Asl 11 Sono 54 i candidati che hanno fatto domanda per diventare volontari del progetto “Libera-mente diversi, diversa-mente uguali”. I colloqui di selezione si svolgeranno nel centro direzionale dell’Asl 11, in via dei Cappuccini n. 79, a Empoli (sala 19, piano terra). Le selezioni consisteranno in un colloquio motivazionale ed attitudinale e in una valutazione dei titoli di studio, degli eventuali corsi di formazione e delle precedenti esperienze lavorative. Sulla base dell’esito delle selezioni verrà stilata la graduatoria dei candidati che verrà trasmessa alla Regione Toscana il 10 settembre prossimo. I volontari che verranno selezionati inizieranno il servizio civile entro il prossimo mese di ottobre. http://www.usl11.toscana.it

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Mostra collettiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2011

Artigianato e Palazzo -Ceramica

Image by Artigianato e Palazzo via Flickr

Roma (zona Ostiense/Gazometri)15-16-17 settembre 2011 Inaugurazione 15 settembre ore 16.30 MassenzioArte / Incontri e Eventi Via del Commercio 12 Orari apertura: 16.30-19.30
“La 54° Biennale di Arte contemporanea – afferma Fabrizia Ranelletti, Presidente di giuria, Storica e critica d’arte, – nonostante tutto uno dei misuratori mondiali delle arti visive, ha evidenziato un piuttosto consistente “Ritorno all’ordine” con una necessità di presentare artisti con abilità manuale, parte sottovalutata, se non snobbata, da tutti coloro che abbinavano il concetto di contemporaneo soltanto con ricerche e sperimentazioni di tipo concettuale. Bisogno di certezze? Le motivazioni esulano da questa nostra storia, ma la relazione con il nostro Concorso getta legna sul fuoco. Il levogiro delle arti visive, in questo preciso momento, oscilla verso l’Artigianato e, vista la qualità dei creatori selezionati nel Concorso “Materie”, l’Artigianato vira sempre più verso l’Arte. Il panorama dei selezionati offre momenti creativi estremamente variegati”.
Gli Autori: Sara Bonavoglia – Alessandro Bonforti – Flà Flavio Brancaccio – Archi-giana Morena Cannistraro – Bruna Chiarle – RobertaCiufolini – Publia Cruciani – Luigi Di Maggio – MilleSoli Laboratorio – Aquarubra Rosario Formicola – Laboratorio Fuoritempo – Noemi Intino Creation – Fattid’Arte Francesca La Pignola – Sabrina Locatelli – Ric-iclò Riccardo Pagnanelli – Patrizia Pastore – Stefano Perabò – Raffaella Riccio – A.R.Terre Alessandra Rizzo – Giuliana Salvadori – AlessandraSpadaccini –Francesco Varesano – Giuseppina Viggiani. La Giuria scientifica chiamata a valutare le opere presentate è composta da professionisti operanti nel campo dell’Arte, del Design, della Moda e del Costume: Claudio Franchi Storico e Critico d’arte del gioiello contemporaneo, maestro orafo, designer, restauratore; Fabrizia Ranelletti Presidente di giuria, Storica e Critica d’Arte; Florindo Ruta Socio fondatore Associazione Massenzio Arte di Roma; Marina Valli Designer di gioielli e oggettistica, Esperta moda e costume. Con la partecipazione di: Domenico Ferrara Maestro artigiano; Cristiano Mandich Architetto, Presidente del Direttivo del settore di artigianato artistico della Confartigianato di Roma; Giovanni Zanon Maestro d’arte applicata, Interior designer. http://www.nadiacamandonaeditore.to

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Appello al Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2011

GIORGIO NAPOLITANO

Image by Foto_di_Signorina via Flickr

Editoriale fidest. Apprezzo l’invito a prendere sul serio la crisi in atto lanciato durante il suo intervento al meeting di “Comunione e liberazione”. Apprezzo l’invito a trovare un’intesa tra le parti sociali e i politici ma mi sorge un dubbio: Come è possibile farlo con l’attuale governo? Un governo che ha elaborato una manovra di aggiustamento dei conti moralmente e socialmente insostenibile e poi ha lasciato che dentro di essa e intorno ad essa si “scannassero” interessi partigiani in uno spettacolo indecente se si pensa che ogni provvedimento tocca la sensibilità di un tessuto sociale provato dagli errori e dalle avidità di una classe politica ed economica che ha fatto il bello e il cattivo per anni nell’intento di curare solo i propri interessi. Un governo che ha favorito l’evasione fiscale dei grandi capitali, il riciclaggio del denaro sporco con lo scudo fiscale e con la depenalizzazione del falso in bilancio autorizzando, di fatto, le imprese a dichiarare ciò che a loro più conveniva. Non solo. Un governo che ha sistematicamente demonizzato la giustizia definendo, tra l’altro, i magistrati di Milano dei “brigatisti”. Un governo che ci ha sospinti ad una guerra prima contro l’Iraq e poi in Afghanistan. Un governo che ci ha umiliati con il baciamano a Gheddafi del Presidente del Consiglio. Un governo che ha per alleato un partito decisamente secessionista e che non manca occasione per creare contrasti e polemiche tra Nord e Sud e con sceneggiate come quelle dell’ultima ora di un sindaco leghista che vuole rimuovere la statua di Totò perché “meridionale”. Un governo che non può gestire l’attuale crisi perché il suo presidente è in conflitto d’interesse per via delle sue aziende, quotate in borsa, e che rischiano il tracollo. Ai giovani di oggi i giovani di ieri dovrebbero spiegare loro la ragione per quale nonostante un debito pubblico da capogiro i governi che si sono succeduti dal 1994 e fino ad ora non hanno trovato di meglio che aumentare ulteriormente tale debito. Se vi è una responsabilità antica diventa più grave e imperdonabile quella dei politici di più recente data e il governo Berlusconi deve assumersene la responsabilità in pieno perché vi ha governato per ben nove anni. Ora è troppo facile e troppo comodo quando la torta è alle briciole litigare per spartirsele. Se vogliamo restituire legalità al paese non vi è altra strada e altra credibilità come quella di voltare pagina allo sfacelo in cui ci ha condotto l’attuale governo e che oggi ha il merito, se così possiamo definirlo, di aver diviso gli italiani spingendoli gli uni contro gli altri. Sacrifici si, perché sono necessari. Ma sacrifici che pongano in primo piano i fautori di questi guasti, di chi ha accumulato denari a spese della povera gente. Non dimentichiamo che l’Italia è già divisa tra chi lavora e vive modestamente e chi è ricco e continua ad arricchirsi a spese dei poveri. E’ tempo che i “plebei” facciano sentire la loro voce e la lezione di Menenio Agrippa si faccia sentire anche ai giorni nostri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Presidente Napolitano a Rimini

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2011

“Colgo in questo incontro, nella sua continuità con l’ispirazione originaria e la peculiare tradizione del Meeting di Rimini, l’occasione per ridare respiro storico e ideale al dibattito nazionale. Perché è un fatto che ormai da settimane, da quando l’Italia e il suo debito pubblico sono stati investiti da una dura crisi di fiducia e da pesanti scosse e rischi sui mercati finanziari, siamo immersi in un angoscioso presente, nell’ansia del giorno dopo, in un’obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti. Si doveva recuperare quel che da decenni si era venuto smarrendo – negli itinerari dell’educazione, della comunicazione, della discussione pubblica, della partecipazione politica – di memoria storica, di consapevolezza individuale e collettiva del nostro divenire come nazione, del nostro nascere come Stato unitario. E a dispetto di tanti scetticismi e sordità, abbiamo potuto, nel giro di un anno, vedere come ci fosse da far leva su uno straordinario patrimonio di sensibilità, interesse culturale e morale, disponibilità a esprimersi e impegnarsi, soprattutto tra i giovani. Lo sforzo è dunque riuscito, e rendo merito a tutti coloro che ci hanno creduto e vi hanno contribuito. Ma “l’esame di coscienza collettivo” che avevamo auspicato in occasione di una così significativa ricorrenza, non poteva rimanere limitato al travaglio vissuto per conseguire l’unificazione, e alle modalità che caratterizzarono il configurarsi del nostro Stato nazionale. Crisi mondiale, crisi europea, e dentro questo quadro l’Italia, con i suoi punti di forza e con le sue debolezze, con il suo carico di problemi antichi e recenti, di ordine istituzionale e politico, di ordine strutturale, sociale e civile. Nel messaggio di fine anno 2008, in presenza di una crisi finanziaria che dagli Stati Uniti si propagava all’Europa e minacciava l’intera economia mondiale, dissi – riecheggiando le famose parole del Presidente Roosevelt, appena eletto nel 1932 – “l’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa”. Dell’impegno operoso e sapiente, fatto di spirito di sacrificio e di massimo slancio creativo e innovativo. Impegno che non può venire o essere promosso solo dallo Stato, ma che sia espresso dalle persone, dalle comunità locali, dai corpi intermedi, secondo quella concezione e logica di sussidiarietà, che come ha sottolineato il Presidente Vittadini e come documenta la Mostra presentata a questo Meeting, ha fatto, di una straordinaria diffusione di attività imprenditoriali e sociali e di risposte ai bisogni comuni costruite dal basso, un motore decisivo per la ricostruzione e il cambiamento del nostro Paese. Si può ben invocare oggi una simile mobilitazione, egualmente differenziata e condivisa, se si rende chiaro quale sia la posta in giuoco per l’Italia : in sostanza, ridare vigore e continuità allo sviluppo economico, sociale e civile, far ripartire la crescita in condizioni di stabilità finanziaria, non rischiando di perdere via via terreno in seno all’Europa e nella competizione globale, di vedere frustrate energie e potenzialità ben presenti e visibili nel Paese, di lasciare insoddisfatte esigenze e aspettative popolari e giovanili e di lasciar aggravare contraddizioni, squilibri, tensioni di fondo. Le difficoltà sono serie, complesse, per molti aspetti non sono recenti, vengono dall’interno della nostra storia unitaria e anche, più specificamente, repubblicana. Ad esse ci riporta la crisi che stiamo vivendo in questa fase, nella quale si intrecciano questioni che a noi spettava affrontare da tempo e questioni legate a profondi mutamenti e sconvolgimenti del quadro mondiale. Ma se a tutto ciò dobbiamo guardare, anche nel momento in cui ci apprestiamo a discutere in Parlamento nuove misure d’urgenza, bisogna allora finalmente liberarsi da approcci angusti e strumentali. Possibile che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni, perché le forze di maggioranza e di governo sono state dominate dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea? Possibile che da parte delle forze di opposizione, ogni criticità della condizione attuale del paese sia stata ricondotta a omissioni e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge? Lungo questa strada non si poteva andare e non si è andati molto lontano. Occorre più oggettività nelle analisi, più misura nei giudizi, più apertura e meno insofferenza verso le voci critiche e le opinioni altrui. Anche nell’importante esperienza recente delle parti sociali, giunte ad esprimere una voce comune su temi scottanti, ci sono limiti da superare nel senso di proiettarsi pienamente oltre approcci legati a pur legittimi interessi settoriali. Bisogna portarsi tutti all’altezza dei problemi da sciogliere e delle scelte da operare. Scelte non di breve termine e corto respiro, ma di medio e lungo periodo. E’ da vent’anni che è, sempre di più, rallentata la crescita della nostra economia ; è da vent’anni che si è invertita la tendenza al miglioramento di alcuni fondamentali indicatori sociali; è da vent’anni che al di là di temporanee riduzioni del rapporto tra deficit e prodotto lordo, non siamo riusciti ad avviare un deciso abbattimento del nostro debito pubblico. La crescita è rallentata fino a ristagnare, la competitività della nostra economia, in un mondo globalizzato e radicalmente trasformato nei suoi equilibri, ha particolarmente sofferto del calo o ristagno della produttività. Sia chiaro, la situazione attuale di carenza di possibilità di lavoro, di disoccupazione e di esclusione per quote così larghe della popolazione giovanile, impone che si parta dal concreto di politiche per il rilancio della crescita produttiva, di più forti investimenti e di più efficaci orientamenti per la formazione e la ricerca, di più valide misure per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Ma si deve puntare a una visione più complessiva e avanzata degli orizzonti di lungo termine: e chi, se non voi, può farlo? Quell’autentica svolta che oggi s’impone passa, naturalmente, attraverso il sentiero stretto di un recupero di affidabilità dell’Italia, in primo luogo del suo debito pubblico. E qui non si tratta di obbedire al ricatto dei mercati finanziari, o alle invadenze e alle improprie pretese delle autorità europee, come dicono alcuni, forse troppi. Si tratta di fare i conti con noi stessi, finalmente e in modo sistematico e risolutivo; ho detto e ripeto che lasciare quell’abnorme fardello del debito pubblico sulle spalle delle generazioni più giovani e di quelle future significherebbe macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale. Faccia dunque ora il Parlamento le scelte migliori, attraverso un confronto davvero aperto e serio, e le faccia con la massima equità come condizione di accettabilità e realizzabilità.Anche al di là della manovra oggi in discussione, e guardando alla riforma fiscale che si annuncia, occorre un impegno categorico ; basta con assuefazioni e debolezze nella lotta a quell’evasione di cui l’Italia ha ancora il triste primato, nonostante apprezzabili ma troppo graduali e parziali risultati. E’ una stortura, dal punto di vista economico, legale e morale, divenuta intollerabile, da colpire senza esitare a ricorrere ad alcuno dei mezzi di accertamento e di intervento possibili.L’Italia è chiamata a recuperare affidabilità non solo sul piano dei suoi conti pubblici, sul piano della cultura della stabilità finanziaria, ma anche e nello stesso tempo sul piano della sua capacità di tornare a crescere più intensamente. E questo è anche il contributo che come grande paese europeo siamo chiamati a dare dinanzi al rallentamento dello sviluppo mondiale, al rischio o al panico – fosse pure solo panico – di una possibile onda recessiva.In questo quadro, è importante che l’Italia riesca ad avere più voce, in termini propositivi e assertivi, nel concerto europeo. Che da un lato appare troppo condizionato da iniziative unilaterali, di singoli governi, fuori dalle sedi collegiali e dal metodo comunitario ; dall’altro troppo esitante sulla via di un’integrazione responsabile e solidale, lungo la quale concorrere anche alla ridefinizione di una governance globale, le cui regole valgano a temperare le reazioni dei mercati finanziari. Una svolta capace di rilanciare la crescita e il ruolo dell’Italia implica riforme : dopo l’avvio, in senso federalista, della concreta attuazione del Titolo V della Carta, riforme del quadro istituzionale e dei processi decisionali, delle pubbliche amministrazioni, di assetti e di rapporti economici finora non liberalizzati, di assetti inadeguati anche del mercato del lavoro. Ma potrà anche l’apporto insostituibile della politica e dello Stato manifestarsi in modo da rendere possibile il superamento delle criticità e delle sfide che oggi stringono l’Italia? Qui in Italia, va valorizzato ogni sforzo di disgelo e di dialogo, come quello espressosi nella nascita e nelle iniziative, cari amici Lupi e Letta, dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Ma bisogna andare molto oltre, e rapidamente. Spetta anche a voi, giovani, operare, premere in questo senso: e predisporvi a fare la vostra parte impegnandovi nell’attività politica. C’è bisogno di nuove leve e di nuovi apporti. Non fatevi condizionare da quel che si è sedimentato in meno di due decenni: chiusure, arroccamenti, faziosità, obbiettivi di potere, e anche personalismi dilaganti in seno ad ogni parte. E’ per tutto questo che rappresentate, come ha detto nel modo più semplice la professoressa Guarnieri, “una risorsa umana per il nostro paese”. Ebbene, fatela valere ancora di più : è il mio augurio e il mio incitamento. (in sintesi)

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Manovra e i mercati

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2011

IV marcia internazionale per la libertà delle minoranze e dei popoli oppressi conferenze stampa:
• Roma 9 settembre ore 17 colosseo
• Parigi 9 settembre ore 19 Statue de la liberté pont de Grenelle
Marce: Roma 22 ottobre ore 15 da Bocca della Verità a Piazza Navona
• Berlino 22 ottobre ore 15 da Checkpoint Charlie a Brandenburger Tor
Parigi 22 ottobre ore 15 dalla Statue de la Liberté – Pont de Grenelle – a l’Esplanade du Trocadéro
Prima di poter esprimere un parere analitico sulla manovra economica appena varata dal Governo e tra breve all’esame del Parlamento, occorrerebbe conoscere i dettagli dei dispositivi. Tuttavia, sulla base di quanto sinora comunicato, sotto il profilo strettamente economico la manovra appare strabica. Da un lato, infatti, colpisce principalmente ove non esclusivamente le categorie a reddito fisso se non altro perché sono le più facili da tassare. Le misure adottate non potranno non suscitare proteste e anche ricorsi giudiziari (difficile, ad esempio, pensare l’utilizzazione della tredicesime degli statali come se fosse un premio di produzione e non una parte integrale dello stipendio contrattuale di base). Da un altro, ed è questo l’aspetto più preoccupante, non solamente non ha misure che possono contribuire allo sviluppo, ma può aggravare le tendenze recessionistiche già presenti in gran parte delle economie europee e, soprattutto, nell’economia italiana. È su questo punto che occorre porre l’accento. La stessa Banca d’Italia in un’analisi pubblicata in tempi non sospetti (nel 1999) del percorso seguito per entrare nella moneta unica ha sottolineato come un riassetto fiscale effettuato quasi esclusivamente dal lato delle entrate avrebbe rallentato l’economia se non ci fossero state misure per aumentare produttività e competitività. È quello che è avvenuto nel primo decennio del terzo millennio. Ed è ciò che rischia di avvenire nei prossimi anni tanto più che gli altri paesi europei stanno anch’essi rallentando i loro andamenti economici: alle notizie preoccupanti da Grecia, della Spagna e del Portogallo, si sono aggiunte quelle della “crescita zero” in Francia nel secondo trimestre 2011. Abbiamo tentato di fare un’analisi quantitativa utilizzando il sistema del gruppo del “consensus”: 20 modelli econometrici tutti privati e nessuno italiano. I risultati sono deludenti: la stima più probabile è una stagnazione del Pil nel 2012, ma il 40% dei modelli ipotizza una nuova recessione. Se il Pil non cresce o, peggio ancora, diminuisce, il rapporto tra stock di debito e Pil non può che peggiorare.
Grandi attese ovviamente su come i mercati interpreteranno la manovra. Da un lato, la manovra è un segno che l’Italia si è smossa dall’immobilismo che sembrava caratterizzarla. Da un altro, però, sulle misure ci sarà un dibattito acceso (e verranno verosimilmente modificate in Parlamento o dai tribunali – ad esempio quella relativa alla tredicesima). Ne seguiranno tensioni. Che i mercati difficilmente apprezzeranno. (Giuseppe Pennisi Società Libera WWW.SOCIETALIBERA.ORG )

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