Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Fidest: riforme strutturali

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2011

In questi giorni, dopo il varo del decreto sulla manovra del Governo, si fa un gran parlare di tagli a partire da quelli della politica ma poco si discute sulle riforme strutturali che possono da sole mettere in ordine i conti dello Stato andando ad aggredire proprio la fonte di tutti gli sprechi, gli abusi, le truffe e quanto altro.
Partiamo dalla riforma più temuta ed esorcizzata: le pensioni. Oggi l’attuale sistema segna il suo inevitabile destino se pensiamo che la speranza di vita si allunga e la stessa qualità migliora. Nello stesso tempo appare uno spreco mettere “fuori servizio” energie ancora valide anche se per farle rendere al meglio potrebbero cambiare “mestiere”. L’esempio classico lo possiamo fare con il giocatore di calcio professionista. Di solito a 35 anni appende gli scarpini al chiodo ma non è certo un pensionato. Si cercherà un altro lavoro, ovviamente. E nel coso della vita di ciascuno di noi, un lavoro usurante deve pur avere un limite ed essere alternato, se si vuole, a qualcosa d’altro. A questo riguardo anni fa i Centri studi della Fidest prepararono uno “studio di fattibilità” dove la parola “pensione” fu sostituita con “rendita assicurativa” e stabilita una cadenza decennale al termine della quale il lavoratore avrebbe potuto percepire il 20% della media delle retribuzioni del decennio in questione. In 40 anni avrebbe potuto godere di una rendita pari all’80% di quanto mediamente percepito nel corso di detto periodo ma non è detto che potesse andare oltre e raggiunga i 50 ed anche i 60 anni. Quindi nessun sbarramento di “vecchiaia” ma solo l’opportunità di cambiare modulo lavorativo, di scegliere quello che potrebbe essergli più congeniale in base all’età e al suo stato di salute e anche d’aderire al progetto “Cittadella del sapere” dove potrebbe offrire la sua esperienza lavorativa in favore dei giovani.
L’altra riforma è quella della sanità. Il modulo conduttore è dato da una constatazione. Oggi la salute è in mille modi insidiata e la possibilità di vivere più a lungo pone problemi seri sulla tenuta delle nostre forze e del come gestirle. Ecco perché in luogo dell’assistenza generalista che prevede un intervento durante e post il nascere di un male la logica del “pre” ovvero della “prevenzione” lo anticipa all’occorrenza o ne controlla la performance in corso d’opera. Può apparire strano ai non addetti ai lavori ma una prevenzione generalista comporta, a regime, un forte risparmio di risorse e di metodi di lavoro sanitario e assistenziale oltre a razionalizzare i vari tempi di risoluzione. Faccio un solo esempio, tra i tanti: se si pianifica un intervento chirurgico è possibile anzitempo prelevare il sangue del paziente per utilizzarlo all’occorrenza oltre a stabilire il giorno più adatto e la struttura più disponibile e lo specialista più indicato. Ma la prevenzione vuole dire, ovviamente, molto di più e toccare tutta la filiera assistenziale. Un paziente dotato di un chip nel quale sia compresa la cartella clinica e la sua anamnesi può significare, in caso di un intervento d’emergenza (infarto, ictus), più rapide risposte sanitarie. Ma vi è anche l’altro discorso che coinvolge direttamente la prevenzione con un check-up periodico che possa monitorare lo stato fisico della popolazione e poter intervenire all’insorgenza del male. Lo studio, nei dettagli è stato pconcretizzato da una ricerca condotta dai Centri studi della Fidest.
Un altro tema di più ampia portata, e tende a coinvolgere interi continenti, è quello denominato “cittadelle del sapere” e che prevede la costruzione di piccole cittadine (massimo 50 mila abitanti) nelle aree del terzo mondo dove si possono misurare le competenze e le esperienze di operatori occidentali della terza età con i giovani locali per avviarli a professioni utili e più richieste sul mercato del lavoro ma anche un modo per restare nel proprio paese rendendosi disponibili nei servizi e quanto altro. Un’altra riforma è quella della giustizia. E anche qui i Centri studi della fidest hanno messo a punto una soluzione adeguata. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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