Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Pensioni di reversibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2011

Un parlamentare della Lega ha tirato fuori dal cilindro da prestigiatore la proposta di tagliare le pensioni di reversibilità. Non credo che questo parlamentare si renda conto della corbelleria che ha detto. Prima di tutto queste pensioni sono state già decurtate del 60% e poi sono dirette alle vedove per lo più casalinghe. Significa lasciare sul lastrico tante persone ora anziane che avrebbero bisogno di assistenza e non di ulteriori privazioni. Ma noi che di queste cose siamo testimoni diretti nel vivere quotidiano e sappiamo dei sacrifici dei pensionati che, tra l’altro, soffrono nel vedere figli, nipoti e a volte anche pronipoti disoccupati, con famiglia a carico e che cercano pur nel loro piccolo di aiutare in tutti i modi ci chiediamo con che faccia si chiede loro ulteriori sacrifici se sappiamo come centinaia di pubblici e privati dipendenti continuano a godere di doppia se non tripla pensione e pensioni fino alla quindicesima mensilità. Forse pochi sanno che “quando un dipendente pubblico è chiamato a svolgere un incarico presso un ministero, una commissione parlamentare, un’authority o un organismo internazionale, va in «fuori ruolo». Trattandosi di incarico temporaneo, conserva ovviamente il posto, l’anomalia è che conserva anche lo stipendio, a cui si aggiunge l’indennità per il nuovo incarico. In sostanza due stipendi per un periodo di tempo spesso illimitato. Nel 1994 il Csm lanciava l’allarme, segnalando «il numero crescente dei magistrati collocati fuori ruolo, la durata inaccettabile di alcune situazioni, alcune superano il ventennio, quando non il trentennio… la reiterazione degli incarichi… con la creazione di vere e proprie carriere parallele». Tra Consiglio di Stato, Tar, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato e magistratura ordinaria, sono fuori ruolo circa 300 magistrati che mantengono il loro trattamento economico percependo un’indennità di funzione che a volte supera lo stipendio. Il commissario dell’Agcom Nicola D’Angelo ha sentito la necessità di rinunciare all’assegno e mettersi in aspettativa. Dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni riceve un’indennità di 440.410,49 annui, dall’agosto del 2010, dopo la manovra che tagliava gli insegnanti di sostegno nelle scuole per i disabili e gli stipendi dei dirigenti pubblici del 10%, ha rinunciato ai 7.000 euro al mese che prendeva da consigliere del Tar fuori ruolo. Una scelta personale, visto che non ci ha pensato Tremonti”. E allora ci rivolgiamo ai pensionati rassegnati e diciamo loro che è tempo di capire che l’Italia si divide in due parti: i furbi e gli ingenui. E tra gli ingenui ci includiamo non solo i pensionati ma i milioni di altri italiani che permettono tali e tanti abusi da parte di chi oggi ci dice che bisogna fare sacrifici. Perché non rimandiamo al mittente tanta sfrontatezza? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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