Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 29 agosto 2011

Procreazione assistita

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Lugano (in Svizzera a pochi chilometri dal confine italiano) Nel pomeriggio del 10 settembre gli esperti del centro svizzero saranno a disposizione delle coppie. Inoltre, ci sarà la possibilità di visitare la clinica. La struttura di via Maraini 8, che si sviluppa su cinque piani con una superficie complessiva di 1.800 metri quadrati, raccoglie sei studi medici, laboratori di embriologia e andrologia, due sale operatorie con i locali per la sterilizzazione e sette camere post intervento, oltre a ProCreaLab, il laboratorio di genetica. La giornata del “porte aperte” di Procrea inizia alle 14.30 con le visite libere della struttura. Lo staff medico e scientifico sarà a disposizione per presentare gli aspetti della procreazione medico assistita. Una pausa caffè darà inoltre la possibilità di approfondire a livello individuale eventuali tematiche con medici e biologi. Davanti a tecniche ormai consolidate e che permettono alle coppie con problemi di infertilità di coronare il loro sogno di diventare genitori, il tema della procreazione rimane abbastanza sconosciuto e guardato con diffidenza». Maurizio Minoli, direttore del centro internazionale per la fecondazione assistita ProCrea di Lugano, lancia così la seconda giornata del “porte aperte” in programma sabato 10 settembre. Una giornata in cui gli esperti di medicina della riproduzione si mettono a disposizione delle coppie per spiegare metodi e tecniche, e per far visitare il centro di via Maraini in Canton Ticino.
ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Manifesti Storici di Cervia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

8. Johannes Gutenberg

Image via Wikipedia

Da Gutenberg ad oggi, la storia dei manifesti storici passa per la Tipografia Saporetti, la prima ad essere inaugurata sul territorio di Cervia. La mostra di un intraprendente commerciante come Giuseppe Pomicetti, intende illustrare uno spaccato di storia locale, proprio attraverso la pubblicità confezionata ad arte da questo esercizio tipografico. Nata nel 1881, l’attività iniziò ben presto a stampare i manifesti delle maggiori manifestazioni, tuttora legate alla storia ed alla identità. E’ il caso della Festa di San Lorenzo, datata 1888, di cui si evidenziano nel testo le quattro doti da 60 lire estratte a sorte, ed il tombolone da 40 lire. Il manifesto del 1897 si riferisce invece al 20 maggio, quando si svolse lo Sposalizio del mare, con la “Corsa di cavalli a fantino”. Si tratta probabilmente di pezzi unici, che il proprietario Elvino Bertozzi custodisce gelosamente. Come pure sono suoi altri due manifesti, uno della Ascensione datato 1863, l’altro sul “Regolamento dello stabilimento balneario”, risalente al luglio 1890, stampati però dalla tipografia Biasini di Cesena. Non essendo ancora nata la stamperia locale, il comune ed i cervesi si rivolgevano infatti a questo esercizio. Della mostra fanno parte anche un cliché con impressa la Madonna del fuoco, protettrice dei salinari, ed una locandina del 1861, sempre su “La reina del fuoco”. Non manca una locandina degli anni Trenta, che si avvale di un verso del vate Gabriele D’Annunzio: “Il mare canta una canzon d’amore, nel plenilunio bianco alla pineta”. Oltre al valore storico della esposizione, che si svolgerà presso l’enoteca.“Il Faggio” fino al 29 settembre negli orari serali 21.10 / 23.00 , spicca lo spessore artigianale di queste opere. Non a caso, sono impreziosite da una grafica di pregevole fattura. L’aspetto ornamentale poi, non è certo secondario al testo. A quei tempi, il manifesto veniva stampato su di una composizione, fatta di caratteri ed appunto del cliché.

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Manovra: disabili sotto tiro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

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Le Federazioni delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH) fanno sentire, ancora una volta, la loro voce formalizzando alcuni emendamenti alla Manovra-bis all’esame del Parlamento. Gli emendamenti sono pochi ma determinati e chiari poiché si fondano sulla consolidata convinzione che siano, ancora una volta, sotto scacco le politiche sociali in una manovra che si preoccupa più di rassicurare i mercati finanziari che le famiglie e le persone con disabilità. Le Federazioni chiedono che il Parlamento dia un segnale diverso e preveda un finanziamento specifico per il Fondo per le politiche sociali. La copertura può derivare da un Piano straordinario di controllo sull’evasione fiscale (500mila controlli per tre anni) sulla falsariga di quello praticato negli ultimi anni contro i “falsi invalidi”. La riforma assistenziale in Italia si può e si deve fare, ma non certo con il vincolo immediato di recuperare 20 miliardi: non sarebbe una riforma, ma solo una graduatoria di tagli che nulla hanno a che vedere con il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi alle persone. Le Federazioni chiedono di eliminare la riforma assistenziale dalle logiche di cassa, operando invece su una riforma fiscaleche non preveda solo la revisione delle agevolazioni, ma anche l’introduzione di meccanismi di sistema per contrastare l’evasione fiscale. Le Federazioni chiedono inoltre la soppressione dei tagli aggiuntivi agli enti locali che sarebbero la causa della cancellazione di tanti servizi alle persone e alle famiglie. Ma agli emendamenti si aggiunge un marcato sdegno delle Federazioni per le esternazioni del Ministro Calderoli che ha persino avanzato l’ipotesi di interventi restrittivi sulle pensioni di reversibilità e sulle indennità di accompagnamento. Una prospettiva inaccettabilea giudizio di FAND e FISH, poiché taglierebbe le uniche misure di sostengo oggi esistenti a favore della non autosufficienza, colpendo i cittadini più deboli. Nel sito FISH è disponibile l’elenco degli emendamenti inviati a tutti i gruppi parlamentari.

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Veeam Software innovativo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

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Image via CrunchBase

E’ fornitore di soluzioni per la protezione dei dati, il disaster recovery e la gestione di ambienti e datacentre virtualizzati con VMware, annuncia importanti miglioramenti nel proprio software Veeam Backup & Replication™ v6. Con questa nuova release Veeam diventa il primo produttore di software a fornire soluzioni per la protezione dei dati image-based, che le aziende si aspettano di trovare oggi nei backup tradizionali basati su file, e porta la protezione dei dati virtuale a un livello superiore. Le nuove funzionalità introdotte nella versione 6 includono:
• Scabilità enterprise: miglioramenti nell’architettura distribuita semplificano l’implementazione e la manutenzione di remote office/branch office (ROBO) e delle grandi installazioni, oltre ad accelerare il backup, la replica e il ripristino sulle WAN;
• Replica avanzata: accelera di 10 volte la funzionalità di replica, semplifica il failover e fornisce failback reale con allineamento incrementale;
• Supporto multi-hypervisor: riduce il costo e la complessità della gestione degli ambienti multi-hypervisor, grazie al nuovo supporto per Windows Server Hyper-V e Microsoft Hyper-V Server all’interno delle esistenti infrastrutture Veeam di protezione dei dati (una installazione e una console);
• Numerosi miglioramenti, tra cui il “1-Click File restore”: estensione dell’attuale file-level recovery tramite ripristino web based delegato, direttamente sulla macchina virtuale originale (VM) senza richiedere una connessione di rete diretta o tramite agente.
Tra le innovazioni chiave di Veeam figura anche vPower™ – la tecnologia presente in Veeam Backup & Replication v5 – che permette di avviare una macchina virtuale in produzione o in un laboratorio virtuale remoto direttamente da un file di backup compresso e deduplicato all’interno del comune archivio dati. e che offre 5 rivoluzionarie funzionalità:
Veeam Software effettuerà delle demo di Veeam Backup & Replication v6 presso il proprio stand (#813) in occasione del VMworld 2011 che si svolgerà a Las Vegas dal 29 agosto al 1° settembre. v6 sarà inoltre presentato nella sessione SPO3981 interamente dedicata al nuovo software (è richiesta la pre-registrazione). L’effettiva disponibilità sul mercato della versione 6 è prevista per il quarto trimestre 2011. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti prima della disponibilità ufficiale visitare http://go.veeam.com/v6-backup-replication.
Veeam Software, partner Elite di VMware Technology Alliance, sviluppa soluzioni innovative per la gestione degli ambienti VMware vSphere. La tecnologia Veeam vPower™ garantisce la massima protezione dei dati in ambienti virtuali ed è alla base del software Veeam Backup & Replication™, la soluzione più efficace per il backup VMware. http://www.veeam.com

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50° Congresso Internazionale Fitce

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Palazzo Steri Chiaromonte Palermo, courtyard

Image via Wikipedia

Palermo dal 31 Agosto al 3 settembre 50 Congresso Internazionale Fitce Palazzo Steri dedicato quest’anno al tema del digital divide. Il FITCE e’ l’associazione europea degli ingegneri e dei professionisti dell’ICT e Media In apertura del Congresso FITCE sono previsti tra gli altri gli interventi di Andrea Penza, Presidente del FITCE, Francesco Vatalaro, Professore dell’Universita’ di Tor Vergata, Roberto Viola, Segretario Generale AGCOM, Luigi Gambardella, Presidente ETNO, l’associazione europea degli operatori telecom, Robert Madelin, Direttore Generale Direzione Societa’ dell’Informazione Commissione Europea, Roberto Sambuco, Direttore Generale Ministero dello Sviluppo economico Nel corso del congresso Internazionale FITCE sono previste 12 sessioni con circa 150 speakers e moderatori provenienti da diversi paesi europei ed extraeuropei Il round table presieduto da Raffaele Barberio, Direttore Key4biz vedra’ la partecipazione tra gli altri di Renato Soru, Tiscali e Roberto Saracco, Telecom Italia Il programma completo e’ disponibile sul sito FITCE http://www.fitce.org

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Iscrizioni mediatori civili

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Dopo due anni di ritardo, finalmente con il decreto n. 145/2011 pubblicato dal ministero di Giustizia sulla G.U il 25 in vigore dal 26 agosto, recante modifiche al D.M 180/2010 sulla determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché sull’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, si è dato seguito ai primi parziali atti del ministero sulla mediazione civile. Quali le novità dell’ultima ora? Poche ma, di spessore, dice Pecoraro presidente sia dell’ente formativo che dell’organismo di conciliazione & arbitrato dell’A.N.P.A.R, – il primo accreditato per la formazione al numero 21 e il secondo iscritto nel registro al numero 24 – c’è tutto quanto chiesto con la mia relazione al Presidente della commissione giustizia del Senato presentata a giugno. Faccio una sintesi delle richieste avanzate e di quelle pubblicate nel decreto 145. All’audizione nel mese di giugno, nell’esprimere il mio pensiero sulla estensione a tutti gli ordini professionali all’attività di mediatore, dissi al Presidente Berselli ” Presidente, se le dovesse capitare un caso di malasanità da chi preferirebbe essere conciliato da un medico o da un architetto? Certamente da un medico, dissi. Ora, cosa troviamo scritto nel citato decreto ” siano stabiliti criteri inderiogabili per l’assegnazione di affari di mediazione, predeterminati a seconda della specifica competenza professionale, ricavata anche dalla tipologia di laurea universitaria posseduta dal mediatore. Successivamente nella relazione (pubblicato sul sito della Commissione citata) così concludevo in merito alle richieste ” “Rimane, comunque, ferma ed ampia la disponibilità dell’A.N.P.A.R. a collaborarefattivamente alla redazione:
• di un progetto di riforma organica della disciplina della mediazione civile avente come principale scopo la specializzazione per materie dei mediatori;
• di un progetto che contempli un percorso di formazione continua da parte degli enti formatori a favore dei mediatori, attuato con i responsabiliscientifici di chiara fama di tutti gli enti accreditati in sinergia con il responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato;
• di un progetto che prevede che la mediazione sia svolta da organismi, professionali, datati ed indipendenti, controllati da una commissione presieduta dal Responsabile del registro, senza oneri aggiuntivi per lo Stato. Per concludere continua Pecoraro, peccato per la mancata abolizione di avanzare proposte ad iniziativa del mediatore, prevista nel D.Leg.vo, non sia stata abolita. No per regolamento, abbiamo stabilito che “il mediatore non può avanzare nessun tipo ti proposta salvo che non la richiedano congiuntamente le parti”.

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Tra Abele e Caino

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

E’ così difficile pensare che tutti gli esseri umani sono nati uguali e che questo principio non è solo il frutto di un pensiero religioso? L’attuale sistema economico e finanziario manipolato dal Nord industrializzato a danno del Sud è la classica dimostrazione di quanta indifferenza si coglie in questo rapporto incompreso. Ne consegue la marginalizzazione economica e finanziaria di molte regioni e l’impoverimento di interi popoli. E’ un modo come spingere in un vicolo cieco milioni di disperati e costringerli a passare sotto le forche caudine dell’emigrazione. E diventa un esodo biblico, ma confuso, irrazionale, disperato che può generare altri tipi di reazione e non solo di gratitudine nei confronti degli ospitanti dato che a loro volta sono anch’essi divisi in aree di benessere e in quelle dell’emarginazione. D’altra parte l’emigrante, e non ci riferiamo ovviamente a quelli che non hanno un’istruzione o conoscono un mestiere, sono anche coloro che hanno una formazione superiore, ma per mancanza d’impiego nel paese d’origine, sono costretti a cercarne uno altrove. Si tratta di una vera fuga di cervelli che indebolisce ulteriormente il potenziale di sviluppo di tali paesi ma che solo marginalmente arricchiscono l’ospitante per l’assurdità delle leggi esistenti, guarda caso in Italia, dove l’iniziativa, ad esempio, di qualche anno fa di favorire l’immigrazione di infermieri è fallita dato che non era possibile, formalmente, riconoscere il titolo professionale acquisito all’estero. La verità è che si stanno negando due fondamentali diritti dell’uomo sia quello di restare nel proprio Paese sia quello di emigrare. Tutto questo perché non esiste una stabilità politica generalizzata, non esistono relazioni internazionali impostate su criteri di maggiore equità, è fatiscente la lotta contro il sottosviluppo. Si tratta di una sfida che ci coinvolge tutti, religiosi e laici, perché non si costruisce un mondo migliore senza che ogni uomo, senza eccezione di razza, di religione e di nazionalità, possa vivere, nel suo paese, una vita pienamente umana, libera dalla schiavitù da altri uomini e dall’incubo di cadere vittima di una natura non adeguatamente controllata. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Le migrazioni e la sete nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Se vogliamo dare alcune cifre per quantificare l’attuale stato migratorio nel mondo esse si possono così riassumere: i migranti nel mondo hanno raggiunto i 120 milioni di cui il 44% è diretto verso i paesi industrializzati ed il resto nei paesi in via di sviluppo. La distribuzione per continenti colloca al primo posto l’Asia con 43 milioni, l’Europa con 25 milioni, l’America del Nord con 24 milioni, l’Africa con 15 milioni l’America Latina con 7 milioni e l’Oceania con 5. Dobbiamo a tutto ciò aggiungere il clima che si sta instaurando in Europa non del tutto favorevole a queste correnti migratorie. Per taluni si stanno generando delle reazioni di fastidio e di chiusura come se la decisione di abbandonare il loro paese da parte di quegli uomini e donne sia un’opzione dettata da avidità consumistica. Vero è che la situazione, in cui quelle persone vengono a trovarsi nei loro paesi, è tale da non consentire altra ancora di salvezza che la fuga. E’ un aspetto delle attuali migrazioni che non deve essere ignorato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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(fidest) La storia vivente

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Adolf Hitler and Benito Mussolini in Munich, G...

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Noi siamo in grado di avere un grosso privilegio che è quello di un allungamento della speranza di vita che ci permette di convivere con un maggior numero di generazioni rispetto al passato. In questo modo una parte della storia contemporanea può esserci raccontata dagli stessi protagonisti o comprimari o semplici spettatori. Ma anche chi era un bimbo di allora e un vecchio di oggi può portarci ancora più indietro nel tempo essendo stati i depositari di una conoscenza appresa dai rispettivi padri e nonni. E’ una lezione che non sembra bastarci se continuiamo a commettere gli stessi errori di allora e a non renderci conto che la politica vuole anche una memoria “lunga” per essere meglio compresa e condivisa. Si dice che la storia non si ripete e chi lo afferma è nel giusto, ma è anche vero che tende a far in modo d’avere qualche somiglianza. Prendiamo ad esempio le dittature nazi-fasciste e del franchismo del XX secolo. Con l’attuale sistema di alleanze, con una Unione europea e la sua Costituzione è semplicemente assurdo pensare che in Germania, ad esempio, possa governare un uomo dalle stesse caratteristiche di Hitler o in Italia di Mussolini o in Spagna di Franco. L’interrogativo che oggi ci poniamo è se la democrazia riesce a neutralizzare un altro male oscuro, ovvero il consenso occulto, e se il potere di qualcuno sugli altri diventa meno visibile ma altrettanto incisivo pur avvalendosi degli stessi strumenti che la democrazia ci offre. Basta, ad esempio, manipolare l’informazione, data dalla capacità di controllare la maggioranza delle emittenti. Basta essere dei buoni imbonitori. Avere una opposizione litigiosa, tra le sue componenti, e poco incisiva nelle sue proposte alternative. Basta avere proprie risorse economiche e doti di grande manipolatore anche a livello internazionale. E’ un identikit senza dubbio diverso dalla figura di un dittatore, ma è un aspetto, tutto sommato, che potrebbe essere irrilevante. Non è così? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il tratto distintivo del nostro secolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

E di quello che ci ha preceduti. Il secolo XX è stato quello dell’esplosione demografica. Il secolo XXI lo sarà per l’invecchiamento della popolazione. Sta ora da vedere quanto rapido sarà questo processo dato che se sarà troppo rapido rischierà di tramutarsi in un invecchiamento sociale ed economico e, quindi, di una involuzione dell’intera società. Va, tuttavia, fatta una precisazione. Il processo d’invecchiamento è positivo perché deriva da due vittorie che l’umanità ha inseguito per millenni, cioè eliminare le morti precoci e controllare le nascite non desiderate. Si tratta quindi, di farlo procedere con una maggiore gradualità per trovare un adattamento dinamico a questa mutazione demografica. Questo rallentamento è imposto dalla lentezza dei nostri processi istituzionali. Pensiamo a quanto lente sono state le prime riforme del mercato del lavoro in Italia per il lavoro interinale, per il lavoro part-time e via di questo passo. Ma la democrazia avanza e non sta ad aspettare. Tutto questo per dire che le mutazioni demografiche sono silenziose e dirompenti e, se sono troppo veloci, diventano ingestibili.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’ispirazione cristiana in politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Essa si concretizza nell’essere portavoce di un principio di speranza, da un lato, ma sempre ben radicati, dall’altro, nel principio di realtà. Non ci sono gabbie o poli elettorali che tengano, per chi ha presente questa consapevolezza. Non ci sono primati della coalizione su ipotetiche identità di partito. Ma disponibilità a farsi strumento per andare comunque oltre. Oltre le maschere e le sigle del politichese attuale. La ricerca politica passa attraverso lo strumento-partito, cioè la logica democratica della rappresentanza. Ma non si lascia assorbire dalle alchimie interne. Tant’è che il consenso è sempre più fluttuante e sempre più laico nelle forme contrattuali di scelta della stessa rappresentanza. La politica diventa uno strumento di dialogo meno partigiano di qualsivoglia altra forma di impasto dialettico e lo stesso dicasi per coloro che si sentono legati ad una Chiesa in quanto permette loro di conciliare le stesse diversità concettuali che danno alle religioni il loro tocco di distinzione. Questo è il ruolo di una politica che si schiude ad una società aperta, post-ideologica. In essa, tuttavia, vi resta una realtà segnata in profondità dall’ideologia narcisista, segnata dall’imperio del “principio di piacere”. Proprio per questo motivo dobbiamo dire che si apre per lui una nuova stagione per andare oltre il mondo degli assicurati, per guardare in faccia i nuovi esclusi. Se non riuscisse a cogliere queste nuove domande, rimanendo intrappolato nell’angoscia del destino individuale di un ceto politico, si avvierebbe fatalmente verso il proprio suicidio.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Crescono i battezzati nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Nell’ultimo quarto di secolo la Chiesa ha assistito a fenomeni contraddittori, positivi e negativi, che ne hanno segnato profondamente l’identità. Il numero complessivo dei battezzati nel mondo è passato da circa 760 milioni di individui del 1978 al miliardo di oggi, mentre costantemente cresceva la popolazione mondiale, fino a toccare gli attuali 7 miliardi di esseri umani. L’incremento dei battezzati è stato esplosivo in Africa (+ 151%); da registrare anche i cospicui incrementi che si sono verificati in Asia (+74,47%), in Oceania (+49,55%) e in America (+45,75%); in Europa la crescita è stata invece ridotta: + 5,09%. In questo stesso arco di tempo i sacerdoti dono diminuiti del 3,75 %, i religiosi del 27,37% le suore del 19,13% le forze missionarie del 35%. Allo stesso tempo va però crescendo la coscienza ministeriale della Chiesa con la riscoperta del diaconato permanente e degli altri ministeri in cui i laici esprimono la corresponsabilità nella missione della Chiesa: si pensi per esempio al grande numero dei catechisti (2.641.888) presenti nelle chiese dei cinque continenti. Molti cambiamenti sono intervenuti negli ultimi decenni. Sono stati superati metodi pastorali come il reclutamento e la propaganda e arginati fenomeni quali l’individualismo e l’improvvisazione; se poi sono diminuiti gli alunni dei seminari minori allo stesso tempo si è registrato un significativo aumento dei giovani che entrano direttamente nel seminario maggiore. Sono sorte forme alternative ai seminari minori, come le comunità vocazionali, le fraternità, le case di accoglienza. Le trasformazioni sociali rendono complesso il problema delle vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione. D’altra parte non mancano forti sintomi positivi quali la domanda religiosa dei giovani, il desiderio della preghiera, il senso comunitario, il pullulare delle comunità di base, di gruppi giovanili, l’espansione dei movimenti, il rinnovamento della vita religiosa, la ripresa della direzione spirituale.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il Mezzogiorno e le due Europe

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Molti autorevoli consulenti e terapeuti si sono avvicendati in questi ultimi anni al capezzale del malato di riguardo che per la circostanza si chiama Mezzogiorno. Da tutto ciò emerge una riflessione ed è che se non vogliamo che l’ammalato diventi incurabile, non dovremmo limitarci solo a inviare e sollecitare inviti al coraggio, a rinunciare al mito dello Stato Provvidenza, a fare tutto da sé, per superare quelle rigidità strutturali, che frenano l’avvento della flessibilità e della competitività nel mercato. Tutto questo è lodevole pensarlo se ci rifacciamo ai vecchi toccasana degli investimenti pubblici per sostenere una occupazione virtuosa, in nome di un nuovo Keynesismo. E nemmeno i modelli luccicanti, in questo caso, possono essere omologati per il Mezzogiorno che possono essere ora la Spagna, ora il Gallese ed ora gli U.S.A, il Canada e l’Australia, ecc. Per avere competitività occorre anche e prioritariamente un ambiente sicuro, ricettivo alla modernità, capace di governare le risorse, occorre una cultura locale, una vocazione alla impresa, soprattutto occorrono le infrastrutture, a cominciare da quelle formative e specialistiche, che garantiscono i presupposti di una valida competitività, anche tecnologica nel mercato. E soprattutto possiamo averlo con le speculazioni che svuotano il risparmio del Sud? Certo, mitica è diventata la speranza del posto fisso, ma mitica è anche quella competitività, che non ha alle spalle una forte consapevolezza dei mezzi e delle condizioni per razionalizzarla e realizzarla nel proprio ambiente. A chi spetta, ci chiediamo a questo punto, dare questa consapevolezza? Considerata la situazione l’interrogativo non solo è d’obbligo mentre la risposta resta, ovviamente, ancora in lista d’attesa.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Esiste un elettorato responsabile e consapevole?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Il tema politico si confonde sempre e in ogni caso con quello economico. E su questa lunghezza d’onda i politici italiani devono misurarsi con il loro elettorato. Ora ci chiediamo se è possibile conciliare l’attesa-speranza di una società composita, unita nel desiderio di avere sulle spalle meno Stato, ma che si trova ad essere oppressa da un indebitamento pubblico da capogiro, e capire se è giusto che un qualsivoglia governo non trovi l’onestà intellettuale nel saper esprimere con franchezza le cose come stanno senza ciurlare nel manico. Per anni, oramai, abbiamo avuto con una certa regolarità forti iniezioni di “ottimistiche previsioni” e che poi si sono infrante con dei furbeschi raggiri. Un tempo le parti sociali si mettevano d’accordo e a pagare era “pantalone” ora che i bilanci pubblici sono a secco la tecnica sembra essere quella del gioco delle tre carte per scaricare la fregatura al solito giocatore di turno, ovvero gli italiani, rei di sperare in una società più egualitaria che non esiste nemmeno come utopia. Da ciò che c’è dato di sapere il tavolo della trattativa, “imbandita dall’attuale governo”, punta, essenzialmente, ad accontentare il palato più esigente ed influente per riservare agli altri forse le briciole, se si comportano da bravi sudditi. E tali potentati provengono dal mondo industriale e dalle amministrazioni locali. Cosa significa, in termini finanziari, ovvero visto dalle tasche dell’uomo della strada, è facile arguirlo. Si diminuiscono le imposte al centro e si aumentano quelle pretese dalle amministrazioni locali. Ma non sarà un rapporto di natura strettamente contabile nel senso che togli due ed aggiungi due. Tutt’altro. Sarà invece togli due ed aggiungi tre, se ci va bene. E a questo punto ci troveremo nel bel mezzo di toni trionfalistici di chi afferma che ha rispettato il patto con gli elettori perché ha diminuito le imposte e se, in pratica sono aumentate, come sta già avvenendo in queste ore, la colpa non è del governo ma delle amministrazioni locali. Come dire: prendetevela con i vostri amministratori diretti, noi non ne siamo responsabili. E chi vota cosa dovrebbe fare? Avere per lo meno la memoria di un elefante e ricordarsi di quel passato che dovrebbe pur aver insegnato qualcosa.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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