Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Esiste un elettorato responsabile e consapevole?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Il tema politico si confonde sempre e in ogni caso con quello economico. E su questa lunghezza d’onda i politici italiani devono misurarsi con il loro elettorato. Ora ci chiediamo se è possibile conciliare l’attesa-speranza di una società composita, unita nel desiderio di avere sulle spalle meno Stato, ma che si trova ad essere oppressa da un indebitamento pubblico da capogiro, e capire se è giusto che un qualsivoglia governo non trovi l’onestà intellettuale nel saper esprimere con franchezza le cose come stanno senza ciurlare nel manico. Per anni, oramai, abbiamo avuto con una certa regolarità forti iniezioni di “ottimistiche previsioni” e che poi si sono infrante con dei furbeschi raggiri. Un tempo le parti sociali si mettevano d’accordo e a pagare era “pantalone” ora che i bilanci pubblici sono a secco la tecnica sembra essere quella del gioco delle tre carte per scaricare la fregatura al solito giocatore di turno, ovvero gli italiani, rei di sperare in una società più egualitaria che non esiste nemmeno come utopia. Da ciò che c’è dato di sapere il tavolo della trattativa, “imbandita dall’attuale governo”, punta, essenzialmente, ad accontentare il palato più esigente ed influente per riservare agli altri forse le briciole, se si comportano da bravi sudditi. E tali potentati provengono dal mondo industriale e dalle amministrazioni locali. Cosa significa, in termini finanziari, ovvero visto dalle tasche dell’uomo della strada, è facile arguirlo. Si diminuiscono le imposte al centro e si aumentano quelle pretese dalle amministrazioni locali. Ma non sarà un rapporto di natura strettamente contabile nel senso che togli due ed aggiungi due. Tutt’altro. Sarà invece togli due ed aggiungi tre, se ci va bene. E a questo punto ci troveremo nel bel mezzo di toni trionfalistici di chi afferma che ha rispettato il patto con gli elettori perché ha diminuito le imposte e se, in pratica sono aumentate, come sta già avvenendo in queste ore, la colpa non è del governo ma delle amministrazioni locali. Come dire: prendetevela con i vostri amministratori diretti, noi non ne siamo responsabili. E chi vota cosa dovrebbe fare? Avere per lo meno la memoria di un elefante e ricordarsi di quel passato che dovrebbe pur aver insegnato qualcosa.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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