Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

La manovra: E’ scandalosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2011

Nei documenti presentati alle autorità europee, il Governo si era impegnato a un aggiustamento prevalentemente sul lato della spesa. La manovra approvata al Senato mercoled 7 settembre si muove in direzione opposta poichè si basa sull’aumento delle tasse, innanzitutto sull’inasprimento Iva, che vale a regime più di 4 miliardi; bruscolini verranno dal contributo di solidarietà sui redditi superiori a 300 mila euro: circa 140 milioni a regime. Complessivamente il contributo delle tasse salirà al 73 per cento nel 2012, anzi di più considerando le nuove tasse degli enti locali che si rifaranno dei tagli ai trasferimenti aumentando le addizionali Irpef, come loro consentito già nel 2012. Il risultato finale è che per ogni euro generato (alla luce del sole e non in nero), metà andrà all’erario. E i tagli ai costi della politica? Spariti; un emendamento del governo in zona cesarini ha ridotto il taglio delle indennità dei membri di Camera e Senato, almeno sei volte di meno rispetto a quanto previsto nel testo originario, e ammorbidito l’incompatibilità del loro mandato con gli altri incarichi pubblici. Per taglio province e dimezzamento parlamentari siamo sempre a livello di promesse. Riassumendo: settimane di annunci per partorire una “geniale” manovra fatta del solito inasprimento delle tasse, a carico ovviamente di chi già le paga. Equità? Ignorata.
La domanda viene spontanea: giusto far fatica a tirare la fine del mese per permettere a questi signori di continuare il loro avido gioco? “i mercati finanziari non sono qualcosa di imparziale e neutrale, ma sono espressione di una precisa gerarchia: lungi dallessere concorrenziali, si confermano come fortemente concentrati: una piramide che vede al vertice pochi operatori finanziari in grado di controllare il 70% dei flussi finanziari globali e, alla base, una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva”. (Andrea Fumagalli).
Limitandoci al settore energia, la manovra si rivela assurda poichè non ha compreso alcuna misura di sviluppo del settore green, fra i pochi che nel biennio abbia prodotto lavoro e reddito, nessuna misura semplificativa (vero motore di sviluppo, non i soliti incentivi) o sgravi fiscali (perchè non un annuncio dell’estensione della detrazione del 55% stabile per i prossimi cinque anni per interventi di efficienza energetica? Tremonti non ha provato a pensare a quanta Iva avrebbe incamerato? Ha calcolato quanta ne ha recuperata solo lo scorso anno grazie a un fotovoltaico che ha superato i 10.000 MW ?). Ora le nuove norme, come le ha riassunte l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas:
• ampliano il novero delle attività energetiche cui si applica la citata maggiorazione includendovi anche le attività di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica,
• trasporto del gas e le attività di distribuzione sia del gas che dellenergia elettrica;
• eliminano l’esenzione precedentemente prevista per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biomasse, solare-fotovoltaica, eolica);
• incrementano dal 6,5% al 10,5% l’addizionale, da applicarsi nei tre esercizi finanziari successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010.
Colpendo poi il settore delle reti, si rischia di ridurre gli investimenti che sono urgenti per migliorare la rete elettrica e permettere l’utilizzo della produzione rinnovabile, quanto all’estensione dell’Ires a questo comparto, che dire di uno Stato che da un lato si fa carico di incentivarne la produzione e dall’altro stabilisce una tassa su di essa?
Questo governo aveva varato un piano nucleare con l’obiettivo, fra gli altri, di ridurre il costo dell’energia, ma nei fatti continua a considerare il settore (accise benzina compresa) come un paniere a cui attingere a richiesta. Ottima cosa se l’obiettivo è quello di tirare a avanti il più possibile sulle spalle dei contribuenti, pessima se si ha a cuore le persone che abitano il Paese. (Roberto Meregalli)

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