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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Sport come terapia

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

Calcio d'angolo

Image via Wikipedia

Montalto di Castro (Vt) da giovedì 15 a sabato 17 settembre. A scendere in campo saranno 21 squadre di calcio a sette formate da utenti e operatori dei Centri e dei Dipartimenti di salute mentale di tutta Italia. Formazioni che durante tutto l’anno partecipano ai tornei e ai campionati organizzati dall’Uisp su tutto il territorio italiano e si ritrovano in una festa di sport e socialità. Complessivamente saranno impegnate circa 600 persone e le partite si susseguiranno non stop dalla mattina al tramonto. Da Torino a Oristano, da Reggio Calabria a Roma, sullo stesso campo pazienti, psichiatri, infermieri. Storie e testimonianze di vita, percorsi di cura, persone che hanno completato la terapia ma continuano a rimanere “nel giro”, per amicizia. E chi non gioca sta a bordo campo e fa il tifo: non sagome di cartone e neppure “tessere del tifoso”, perchè il calcio è partecipazione e relazione. Se qualcuno se lo fosse dimenticato la rassegna “Matti per il calcio” ce lo ricorda e ci racconta di un calcio diverso, che agisce come strumento di integrazione, per superare l’isolamento, per socializzare e riconquistare un equilibrio con il proprio corpo.
“A Montalto di Castro ci sarà un’atmosfera festosa – dice Simone Pacciani, presidente nazionale della Lega calcio Uisp – Rispetto ai primi anni è stato temperato lo spirito agonistico: i partecipanti alla rassegna hanno abbracciato il vero spirito dell’iniziativa improntata alla socialità e al divertimento. La novità di quest’anno è che abbiamo cinque squadre in più rispetto alle passate edizioni: ben ventuno rappresentative in campo. Inoltre, nella veste di arbitri, ci sono anche alcuni pazienti che provengono dai Centri di salute mentale. Come Uisp abbiamo deciso di allargare ulteriormente la partecipazione e in questi anni abbiamo avviato corsi di formazione per arbitri che consentano a chi si sente più adatto a questo ruolo, di scendere in campo al fianco degli altri. Un ruolo di responsabilità nel nome dell’integrazione”.

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