Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Manovra approvata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2011

Roma - Palazzo di Montecitorio (facciata poste...

Image via Wikipedia

Con 316 voti a favore e 302 contrari la Camera approva la manovra finanziaria. Si completa, in questo modo, il secondo breve iter di un passaggio parlamentare che lascia l’opinione pubblica interdetta. Lo è per il semplice motivo che non tutti hanno percepito la gravità delle misure assunte e, soprattutto gli effetti devastanti sulla spesa delle famiglie e, in primo luogo, per i redditi medio basssi che si troveranno ad affrontare a breve una sequela di aumenti a partire dai trasporti (a Roma ad esempio, il prezzo del biglietto dell’autobus avrà un incremento del 50% mentre l’addizionale irpef raggiungerà il massimo consentito per le amministrazioni locali). Ciò vuol dire per coloro, pensionati compresi, che percepiscono retribuzioni o pensioni inferiori alle 1500 mensili oltre ad aver messo in conto una perdita del potere d’acquisto negli ultimi tre anni del 40% dovranno subbire un ulteriore decremento del 10%. Si sta ripetendo sino all’infinito che è una manovra necessaria e che l’Europa approva, (ma lo fa sull’ammontare della cifra e non certo sul merito delle misure) ma si sottace che essa va a gravare soprattutto i redditi da lavoro dipendente e sui pensionati, ovvero le fasce sociali più deboli. Poco o nulla è stato fatto per incidere di più sui redditi medio bassi, sulla lotta all’evasione, se non con dichiarazioni di principio, ma prive di valore pratico (anche se si sbandiera che nel 2010 sono state recuperati 10 miliardi di evasioni ma si tralascia di dire che 4 di essi sono stati ricavati dallo scudo fiscale e che, anche in questa circostanza sarebbe stato necessario fare di più e se avessimo imitato la Francia e la Gran Bretagna invece del misero 5% di prelievo avremmo potuto chiedere il 15-20% e incassare qualcosa come 20 miliardi.) E ultimo, in ordine di tempo, vi è il disegno di legge governativo per l’abolizione delle Province che è stato una vera e propria presa in giro: in pratica si abolisce la parola “provincia” e si mette al suo posto un’altra, secondo la logica gattopardesca del tutto cambiare per nulla cambiare. E questo non è tutto, purtroppo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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