Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 19 settembre 2011

Frost & Sullivan: Diesel Hybridisation a Significant Trend toward Meeting 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Diesel engine Uniflow, Two stroke diesel engine

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London.Rising consumer awareness of sustainable mobility has prompted automotive OEMs to develop and introduce low-emission vehicles. In 2015, every other car sold in Europe will have CO2 emissions in the range of 101-120 g/km. These cars will not only contribute to a greener environment but will also reduce the CO2 fleet average of cars in the European Union. Diesel hybrids are likely to have a positive impact on the European market and further increase the share of diesel engines in this region. Although the initial costs are higher, diesel hybrids provide higher performance, lower CO2 emissions and better fuel efficiency. Over the last two decades, Diesel engines have become more popular among European consumers, due to their higher fuel efficiency, lower CO2 emission values and fun-to-drive perception when compared to gasoline engines. Although these factors contribute to the high proportion of diesel engines in Europe, the principal drawback of diesel engines is the challenge in controlling particulate matter (PM) and emissions of oxides of nitrogen (NOx).
The Hybrid4 from the PSA Group is a benchmark for other OEMs in the region that have similar, or in some cases different, strategies for adopting low-emission vehicles. True to its tradition of developing state-of-the-art diesel engines, it is the first OEM in the world that has introduced a diesel-hybrid powertrain. The PSA Group also plans to introduce plug-in hybrids in the future. Another French OEM, Renault, is likely to adopt a different strategy by introducing all-electric powertrains. Fiat, on the other hand, is likely to introduce gasoline ‘MultiAir’ and diesel ‘MultiJet II’ engines that include a 0.9 litre, 2-cylinder gasoline engine.
Frost & Sullivan, the Growth Partnership Company, enables clients to accelerate growth and achieve best-in-class positions in growth, innovation and leadership. The company’s Growth Partnership Service provides the CEO and the CEOs Growth Team with disciplined research and best-practice models to drive the generation, evaluation, and implementation of powerful growth strategies. Frost & Sullivan leverages 50 years of experience in partnering with Global 1000 companies, emerging businesses and the investment community from more than 40 offices on six continents. To join our Growth Partnership, please visit http://www.frost.com.

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Calcio: Quote better

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Juventus crest

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Turno infrasettimanale di “serie A” valevole per la quarta giornata di campionato. Ecco le quote Better. Domani, nell’anticipo, il Novara (a 5,50) di Attilio Tesser ospiterà l’Inter (a 1,60) di Gasperini. Mercoledì: la Juventus (a 1,35) di Conte cercherà la vittoria contro il Bologna (a 9,00) di Bisoli per restare in testa alla classifica; le altre 3 squadre a pari punti con la “vecchia signora”: Napoli (a 1,95), Udinese (a 5,25) e Cagliari (a 4,00) saranno impegnate in trasferta rispettivamente con Chievo (a 3,80), Milan (a 1,65) e Palermo (a 1,90); partita più difficile di quanto sembri per la Lazio (a 2,25) in trasferta a Cesena (a 3,15); il Genoa (a 1,80), corsaro a Roma contro la Lazio, riceverà il Catania (a 4,50) di Montella; la Fiorentina (a 1,85), in un clima difficile influenzato dalle vicende interne, cercherà tra le mura amiche la vittoria contro il Parma (a 4,25) di Malesani; l’Atalanta (a 2,80), che in sole due partite ha recuperato 4 dei 6 punti di penalizzazione, sarà impegnato in trasferta a Lecce (a 2,45) che domenica ha espugnato Bologna. Giovedì: il posticipo dell’Olimpico chiude la giornata, la Roma (a 1,55) ospiterà il neopromosso Siena (a 6,00).

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Italiani e il fascino del surreale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

9 yrs) _4* Surrealism - Max Ernst : "a su...

Image by SeRGioSVoX via Flickr

Quanto accade in Italia da qualche anno a questa parte ha del surreale. Il primo effetto che se ne ricava è che tutte le parole più trasgressive sono in “libera uscita”. Qualcuno asserisce che la più grande differenza con il fascismo è che mentre allora nessuno parlava perché tutti ascoltavano, oggi tutti parlano perché nessuno ascolta. E’ un discorso tra sordi. Il tutto sembra sovvertito. Non vi è parola, pronunciamento, che riescano a superare la soglia della ragionevolezza, del serio intento, di un concreto impegno. Scivolano via perdendosi nel vago. Non vi sono più certezze ma solo un impegno maniacale alla trasgressione, alla corsa frenetica per arricchirsi, per fregare il prossimo. Una nazione che sembra sfuggire alla governabilità delle piccole e grandi cose. Una nazione che trova fisiologica una evasione da 200 miliardi di euro. Una nazione che a detta degli uni, quelli che contano, ha magistrati golpisti, una nazione dove uomini di governo predicano la secessione, una nazione dove il presidente del consiglio svolge il suo ruolo a “tempo perso”, una nazione dove si parla di rivolta sociale, una nazione dove la politica diventa sinonimo di pornografia, di prostituzione minorile, di ricatti e di ricattati. Una nazione dove si tendono trappole o “trappoloni” al presidente del consiglio citato come testimone ma con il rischio di diventare imputato ed arrestato, per le sue bugie, poiché in flagranza di reato non si può invocare l’immunità parlamentare. Se tutto questo, e molto altro ancora, non è surreale ditemi voi cosa dovrebbe esserlo. E se ciò non bastasse ci teniamo l’attuale presidente del consiglio, altrimenti se si dimettesse lo arresterebbero. Ce lo teniamo e speriamo almeno una volta di ballare con lui il “bunga bunga”. Viva l’Italia il paese più surreale del mondo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Every one: salviamo i bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

La fame nel mondo sta nella pancia dei più ricchi

Image by starpier via Flickr

In Italia la campagna globale Every One, volta a ridurre il numero di bambini che perdono la vita prima dei 5 anni, verrà rilanciata il 4 ottobre p.v. con un evento e una conferenza stampa di presentazione del rapporto sulla carenza di operatori sanitari nei paesi più poveri A mezzogiorno di oggi a New York, nella cornice di Times Square, Save the Children insieme alle organizzazioni partner chiamerà a raccolta centinaia di persone, tra cui personaggi come Ashley Jensen e Christy Turlington Burns, per richiamare l’attenzione dell’assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’assurda morte di milioni di bambini che non arrivano a compiere 5 anni. Morti che potrebbero essere evitate se solo ci fossero più operatori umanitari e se si investisse maggiormente nella loro formazione, specialmente in alcune aree del mondo. L’Organizzazione, che con la sua campagna Every One si è impegnata a dare un importante contributo per abbattere la mortalità infantile, sottolinea come i leader mondiali riuniti nell’Assemblea delle Nazioni Unite abbiano il dovere di porre fine a questo stato di cose ed impegnarsi concretamente affinché ogni bambino possa avere accesso a cure sanitarie.  “La formazione di operatori sanitari deve essere in cima alle priorità sia dei paesi ricchi che quelli in via di sviluppo, con il conseguente stanziamento di fondi dedicati”, ha affermato Jasmine Whitbread, CEO di Save the Children International. “È inaccettabile che un bambino muoia perchè non ha assistenza e i leader mondiali devono essere consapevoli del fatto che mantenere gli impegni presi o non farlo per questi bambini può fare la differenza tra la vita e la morte”, Anche in Italia, la campagna Every One sarà rilanciata con l’obiettivo di sensibilizzare quante più persone possibili sulla tematica della mortalità infantile. Martedì 4 ottobre p.v. alle ore 10:30, a Roma, si svolgerà un grande evento in Piazza del Campidoglio, con la partecipazione di bambini, istituzioni, testimonial e partner della campagna, seguito da una conferenza stampa presso la Sala della Protomoteca, in cui verranno presentati Il Rapporto internazionale “ACCESSO VIETATO – Perché la grave carenza degli operatori sanitari ostacola il diritto alla salute dei bambini”, nonché il  2° Rapporto di Aggiornamento della campagna Every One.

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Istituzioni e strage Ustica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Ustica on sunset

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“Vogliamo sottolineare il grande valore della sentenza del tribunale civile di Palermo, che ha condannato lo Stato a risarcire per danni un gruppo di parenti delle vittime della strage di Ustica. Una sentenza estremamente importante, perché non si limita a condannare i ministeri della Difesa e dei Trasporti, ma lo fa evidenziando le responsabilità dovute alla sicurezza e mette in luce i comportamenti negativi e non collaborativi con l’autorità giudiziaria tenuti da parte di appartenenti ad organi dello Stato che, pur nelle diversità di personaggi e situazioni, sono state comuni alle indagini sulle altre stragi che hanno colpito il nostro Paese. A fronte di ciò appare ancora più colpevole l’atteggiamento assunto dal sottosegretario Carlo Giovanardi – evidentemente d’intesa con il Governo – che ha preannunciato ricorso contro di essa. L’unione stigmatizza il comportamento Governo, che:anziché farsi carico del buon esito delle rogatorie internazionali riguardanti la strage di Ustica;impegnarsi nel rendere operativa la nuova legge sul segreto di Stato, promulgata all’inizio del 2007 e tutt’ora priva dei decreti applicativi,sembra cercare in tutti i modi di fiaccare la volontà dei familiari delle vittime nella loro legittima ricerca della verità, Ne è prova: la mancata partecipazione alla manifestazione per il 31° anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, la denuncia per vilipendio inviata dal coordinatore del PdL Fabio Garagnani al presidente dell’Unione familiari vittime per stragi Paolo Bolognesi, per la sua insistente richiesta di giustizia, chiedendo che con il segreto di Stato, non si coprano i mandanti delle stragi,la mancata applicazione della legge 206/04 “Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice”, che costringe i familiari a defatiganti iter per farla applicare completamente. I morti delle stragi terroristiche e l’impunità delle stesse, reclamano ben altra attenzione da parte degli organi governativi. Inoltre, e nel caso specifico di Ustica, non vi sia il necessario impegno governativo nell’azione diplomatica che pretenda risposte alle rogatorie internazionali ancora inevase”.

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“Rifiuti in cerca d’autore”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Salerno-Arechi castle from centre

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Salerno, Proclamati i vincitori del concorso internazionale di pittura e design “Rifiuti in cerca d’autore” e organizzato dall’associazione Salerno in Arte. A Paolo Nicodemo, bolognese di nascita ma residente a Marsiglia, è stato assegnato il premio Ecolight per la miglior opera realizzata con l’utilizzo di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per la sezione pittura, il premio è andato a “Irrigazione artificiale” di Andrea Ciresola di Monteforte d’Alpone (Verona): un’opera che spinge alla riflessione sullo spreco. Nella sezione design invece il premio è stato assegnato alla newyorkese Giorgia Smith per “Il mago e il mare”. Utilizzando un bottiglione di vetro, dei rifiuti elettronici, vecchi pennelli, bacchette di plastica e cellophane usato, l’artista ha voluto dare una «rappresentazione metaforica e romantica del mare come di un luogo capace di nascondere e custodire, anche per centinaia di anni, i tesori più incredibili», precisa Smith. Realizzando una lampada, l’artista ha raccontato l’incantesimo di un mago che estrae dal classico cappello una rete piena di tanti piccoli oggetti, simboli del nostro tempo: un telecomando, cavi elettrici, un mouse, una presa scart, un videogame, un joystick, una macchina fotografica. La sezione Narrativa, vera novità di questa edizione del concorso, è invece stata vinta da Annalisa Santamaria con il racconto “Diario di viaggio”.
La mostra del concorso resterà allestita fino a domenica 25 settembre. In contemporanea, si svolgono al piano superiore del complesso di Santa Sofia le personali di Rosita Maisto e Maria Battista, vincitrici con Alessia Ziccardi, dell’ultima edizione del premio on line di “Rifiuti in cerca d’autore”. Le opere finaliste del concorso saranno presentate anche Rimini, nell’ambito di Ecomondo 2011, a Battipaglia, Mercato San Severino e Napoli. http://www.salernoinarte.it
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie quasi 1.500 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. È punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e tratta tutte le tipologie di Raee. http://www.ecolight.it.

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Secessione: la logica delle parole

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Red Brigade

Image by M.V. Jantzen via Flickr

In un comizio si può invocare la secessione come soluzione ad una crisi del paese? Probabilmente si se accade in Italia e se a dirlo è un ministro del governo. D’altra parte chi ha pronunciato la fatidica parola non è nuovo a tali esternazioni. In passato come oggi la classe politica e l’opinione pubblica mostrano di scandalizzarsi ma non più di tanto. Siamo oramai abituati a tutto e al contrario di tutto. C’è persino un presidente del consiglio che rivolgendosi alla magistratura la definisce “golpista, eversiva, ecc.” e nessuno pare accorgersene. Come dire: da quella bocca può venirne di tutto. Ma, a mio avviso, ci stiamo avviando verso un piano inclinato insidioso poiché non sembra vi siano limiti a tali pronunciamenti. E’ un rituale che ci porta diritti all’anarchia, al rifiuto delle istituzioni, al rispetto verso i nostri simili. In altri termini non si possono usare delle parole che hanno un significato, moralmente e giuridicamente, destabilizzante la vita sociale e civile del paese e fingere che sono degli innocui intercalari dialettici. Allorchè negli anni settanta e ottanta si perseguirono le Brigate Rosse si cercarono anche i mandanti, gli ispiratori i “colletti bianchi” che dagli scranni universitari o negli scritti affidati a talune testate giornalistiche cercavano di dare un contenuto e una ragione all’azione terroristica di queste “frange impazzite”. Oggi non si fa nemmeno questo, anche se a farlo non sono degli oscuri e nefasti professorini od opinion leader ma uomini politici che rivestono cariche pubbliche ai vertici delle istituzioni. E il male che è dentro di noi è di quelli più insidiosi poiché è come un cancro che aggredisce i nostri organi interni e noi lo lasciamo fare come se non ne avvertissimo la gravità. Nel momento in cui si rivelerà, probabilmente, sarà troppo tardi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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New Research Shows Costs of U.S.

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Washington, Dc – Today, the pro-development NGO, World Growth, released a new study by Dr. Robert Shapiro, former Undersecretary of Commerce during the Clinton Administration and chairman of the economic advisory firm Sonecon, which concludes that trade restrictions imposed recently by the U.S. on certain coated paper products imported from Indonesia and China would have adverse effects on U.S. consumers. The analysis was released ahead of the one-year anniversary of the U.S. Department of Commerce’s issuance of anti-dumping and countervailing duty orders on coated paper product exports from China and Indonesia into U.S. markets.
In recent years, manufacturers in Indonesia, including pulp and paper producers, have become highly competitive in the U.S. and world markets by combining the effective use of advanced technologies and business methods brought in by foreign direct investors, with certain low costs. Their rapid growth has allowed them to both meet much of Indonesia own fast-growing demand for these products and compete directly in other markets with U.S. and European producers. The World Growth-commissioned report found that trade restrictions recently imposed on both Indonesian and Chinese coated paper products, through U.S. anti-dumping and countervailing duties, will prove to be counterproductive for U.S. consumers and businesses. The report recommends the U.S. Government and U.S. producers to drop their reliance on trade protectionism.
World Growth Chairman Ambassador Alan Oxley hopes the findings of the report to encourage the U.S. government to lift its trade sanctions against Indonesian products.
World Growth is a non-profit, non-governmental organization established to expand the research, information, advocacy, and other resources to improve the economic conditions and living standards in developing and transitional countries. At World Growth, we embrace the age of globalization and the power of free trade to eradicate poverty and create jobs and opportunities. World Growth supports the production of palm oil and the use of forestry as a means to promote economic growth, reduce poverty and mitigate greenhouse gas emissions. World Growth believes a robust cultivation of palm oil and forestry provides an effective means of environmental stewardship that can serve as the catalyst for increasing social and economic development. For more information on World Growth, visit http://www.worldgrowth.org.

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U.S.A.: Paese ricco con molti poveri

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

La crisi economica degli ultimi anni ha avuto molti effetti visibili non solo per il tasso della disoccupazione ma specialmente per il numero di americani alla soglia della povertà. Secondo dati rilasciati recentemente dal US Census Bureau, l’ufficio censimento statunitense, 46 milioni di americani sono classificati poveri, 3 milioni in più del 2009, ossia il 15 percento della popolazione.
Che cosa vuol dire essere poveri in America? La definizione originale fu creata durante l’amministrazione del presidente Lyndon Johnson. Consiste di una famiglia di tre o più persone che spende oltre un terzo del reddito per il cibo. I criteri per stabilire la definizione di povertà sono stati precisati nel corso degli anni ed attualmente si considera povera una famiglia di quattro persone con un reddito inferiore ai 22.000 dollari annui. Quando si guarda più attentamente ai diversi gruppi etnici si nota la solita storia. Il tasso di povertà per gli afro-americani raggiunge il 27%, quello dei latinos il 26%, mentre quello dei bianchi, come era da aspettarsi, non va oltre il 13 percento.
L’altro punto da rilevare è che il 42% delle madri single fa parte del gruppo dei poveri. E naturalmente 16 milioni di bambini sono inclusi nel gruppo. Al tasso di povertà bisogna anche considerare i 49 milioni di americani senza assicurazione medica. Alcuni di questi non ce l’hanno per scelta propria ma molti non possono permettersi di comprarla. La crisi economica ha colpito ovviamente altri Paesi ma secondo dati dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo di Parigi solo il Cile, il Messico e l’Israele, fra i 34 Paesi in considerazione, hanno avuto un incremento del tasso di povertà più alto di quello statunitense. Il livello di povertà negli Stati Uniti è probabilmente persino più alto dato che le cifre non includono il costo dei ticket per le cure mediche, le spese per il trasporto e quelle relative al servizio nido.
Essere poveri non vuol dire necessariamente che uno va a letto affamato ma a volte questo può succedere, il che ovviamente è un pugno nell’occhio a un Paese ricco come gli Stati Uniti. Ma non si tratta solo di qualcosa dal quale c’è da vergognarsi. Oltre alla questione morale c’è anche quella pragmatica. Secondo dati dell’Urban Institute, un centro che studia i problemi urbani, la povertà dei bambini costa agli Stati Uniti 500 miliardi di dollari annui. Si stima che la povertà riduce la produttività dell’1,3 percento al Pil statunitense. Aumenta il tasso del crimine dell’1, 3 percento, causa un incremento delle spese sanitarie e riduce ovviamente le opportunità di questi ragazzi, futuri cittadini. Investendo per ridurre il tasso della povertà creerebbe benessere non solo per questi bambini in difficoltà ma eventualmente anche alla società in generale.
Ma investire per il futuro richiede risorse che negli ultimi anni sono diminuite e continuano a diminuire. L’enfasi del governo americano sembra essere di ridurre il deficit che causerà tagli ai servizi che beneficiano i meno abbienti e che inevitabilmente aumenteranno il numero dei poveri.
Il presidente Barack Obama ha timidamente cercato di arginare i tagli che colpiranno i meno fortunati. Da parte loro i repubblicani continuano a spingere alla riduzione delle tasse che continua ad ampliare il divario fra ricchi e poveri. Non a caso la classe media continua a perdere terreno ed i benestanti controllano sempre più le risorse economiche del Paese. Si calcola che l’uno percento degli americani controlla il 38% del patrimonio finanziario e il 10% ne controlla il 71%.
La situazione è infatti divenuta così seria che gli ultraricchi hanno cominciato a chiedere che il governo gli aumenti le tasse per non apportare tagli che causeranno ulteriori danni ai meno fortunati. Lo ha fatto in maniera autorevole Warren Buffet, il terzo uomo più ricco al mondo, il mese scorso in un articolo pubblicato sul New York Times. Il presidente Obama aveva detto nella campagna presidenziale del 2008 che intendeva aumentare le tasse a coloro che guadagnano più di 250.000 dollari annui. I repubblicani glielo hanno impedito continuando a spingere per proteggere i più abbienti a danno dei più poveri. È tragico che in un Paese ricco come gli Stati Uniti la povertà continui ad aumentare mediante un capitalismo con pochi freni. È anche tragica la cecità di coloro che continuano a predicare per la riduzione delle tasse che sono già al livello più basso dal punto di vista storico. Spendere risorse per combattere la povertà, soprattutto quella dei 16 milioni di bambini, sarebbe un investimento non solo morale ma anche pragmatico che pagherebbe dividendi con le future generazioni. (Domenico Maceri)

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Notte della cabbalà

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Una folla di oltre 500 persone, a partire dalle 20.00 di ieri notte, davanti all’ingresso del Tempio di Adriano, in piazza di Pietra, ha atteso fino alle 21.00 lo scrittore israeliano A. B. Yehoshua. Ad accoglierlo per dare il via alla Notte della Cabbalà anche il Sindaco di RomaGiovanni Alemanno, il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici e l’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale Dino Gasperini. L’assessore ha sottolineato di aver assistito a: «un grande e caloroso abbraccio tra due culture, all’insegna di un rinnovato “Noi”. Gli straordinari numeri confermano la volontà di un vero approfondimento e di una più profonda conoscenza della cultura ebraica. Questa “sete” di conoscenza coinvolge tutti gli aspetti della cultura: dalla letteratura alla poesia, dalla musica al teatro. Abbiamo dato a tutti l’opportunità di conoscere meglio un patrimonio inestimabile, in un luogo ricco di storia. Per farlo abbiamo scelto la formula della “Notte”, dello street party, perché è un linguaggio moderno, capace di coinvolgere tutti. Il numero di persone che hanno preso parte all’iniziativa è il risultato straordinario di una nostra felice intuizione.»
Molto atteso anche l’incontro “Dialoghi sulla Cabbalà” con la scrittrice e studiosa di mistica ebraica e di arte sacra ebraica Yarona Pinhas, la studiosa di Cabbalà, terapeuta e psicologa, Daniela Abravanel e il Rabbino Benedetto Carucci. Fino a mezzanotte una lunga fila di persone ha aspettato in fila per visitare la Sinagoga e il Museo ebraico di Roma. La musica si è susseguita per tutta la notte sui tre palchi al Teatro di Marcello, a Largo 16 ottobre 1943 e nel cortile del Palazzo della Cultura. Si sono esibiti, tra gli altri, il cantante napoletano Raiz, Evelina Meghnagi, I Mishmash e la Klezmerata fiorentina. Anche danza e teatro sono stati protagonisti della la Notte della Cabbalà, grazie alle coreografie di Mario Piazza e al monologo di Alessio De Caprio. A fare da sfondo a queste notti del Festival, la facciata del Palazzo della Cultura, un telone di pietra per le proiezioni di video art realizzati dai migliori giovani talenti artistici di Israele, usciti dall’Accademia di Haifa e dall’Hamidrasha School of Art del Beit Berl College.

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