Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Secessione: la logica delle parole

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 settembre 2011

Red Brigade

Image by M.V. Jantzen via Flickr

In un comizio si può invocare la secessione come soluzione ad una crisi del paese? Probabilmente si se accade in Italia e se a dirlo è un ministro del governo. D’altra parte chi ha pronunciato la fatidica parola non è nuovo a tali esternazioni. In passato come oggi la classe politica e l’opinione pubblica mostrano di scandalizzarsi ma non più di tanto. Siamo oramai abituati a tutto e al contrario di tutto. C’è persino un presidente del consiglio che rivolgendosi alla magistratura la definisce “golpista, eversiva, ecc.” e nessuno pare accorgersene. Come dire: da quella bocca può venirne di tutto. Ma, a mio avviso, ci stiamo avviando verso un piano inclinato insidioso poiché non sembra vi siano limiti a tali pronunciamenti. E’ un rituale che ci porta diritti all’anarchia, al rifiuto delle istituzioni, al rispetto verso i nostri simili. In altri termini non si possono usare delle parole che hanno un significato, moralmente e giuridicamente, destabilizzante la vita sociale e civile del paese e fingere che sono degli innocui intercalari dialettici. Allorchè negli anni settanta e ottanta si perseguirono le Brigate Rosse si cercarono anche i mandanti, gli ispiratori i “colletti bianchi” che dagli scranni universitari o negli scritti affidati a talune testate giornalistiche cercavano di dare un contenuto e una ragione all’azione terroristica di queste “frange impazzite”. Oggi non si fa nemmeno questo, anche se a farlo non sono degli oscuri e nefasti professorini od opinion leader ma uomini politici che rivestono cariche pubbliche ai vertici delle istituzioni. E il male che è dentro di noi è di quelli più insidiosi poiché è come un cancro che aggredisce i nostri organi interni e noi lo lasciamo fare come se non ne avvertissimo la gravità. Nel momento in cui si rivelerà, probabilmente, sarà troppo tardi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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