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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Fidest: Economia e crisi di sistema

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2011

Vladimir Putin - World Economic Forum Annual M...

Image by World Economic Forum via Flickr

Sul fronte dell’economia, e non solo, la notizia che sta facendo più “chiasso” è quella del rischio di default della Grecia. E se anche gli economisti, in specie in passato, si sono posta la domanda se una nazione potesse fallire e spesso l’hanno colta come una pura eventualità teorica, oggi devono ricredersi. Ma c’è di più. Qualcuno vi ha intravisto una sorta di “colonialismo” di ritorno concependo un modello di società nella quale la ricchezza finanziaria di uno Stato può consentire ad un altro Stato la possibilità di comprarsi i debiti del primo e condannarlo alla sudditanza. Dopo l’invadenza delle multinazionali questo nuovo modello diventa ancora più raffinato e “globalizzato”. Ora pensiamo alla Cina e a tutti quei paesi in via di sviluppo che hanno sovrabbondanza di liquidi e pensano ad investirli, diciamo, nella “finanza creativa”. Dal bollettino della Banca d’Italia sappiamo che in Cina l’economia ha continuato ad espandersi a ritmi sostenuti nonostante il perdurante inasprimento monetario. Una Cina, da notare, che viaggia con un incremento del Pil intorno al 10% (dati dell’ultimo trimestre di quest’anno). Sappiamo altresì che i forzieri delle banche cinesi sono pieni di titoli del debito pubblico statunitense e non è detto che potrebbero essere riciclati per lo shopping europeo a partire dall’anello più debole che è la Grecia e alla fine fare scacco matto all’euro con i soldi americani. Già in Italia i cinesi hanno consolidato la loro posizione diventando un punto di riferimento autorevole per le dissestate finanze siciliane. Ora potrebbero riprovarci sul continente. Su tutto prevale la convinzione che gli analisti finanziari e gli economisti di “grido” hanno già preso in considerazione, sia pure con una certa apprensione, lo spostamento dell’asse finanziario dagli Usa al continente asiatico. A questo punto indebolire l’Europa potrebbe fare parte del loro piano strategico e ci riferiamo sia alla Cina sia alla Russia di Putin. Quest’ultimo avrebbe tutto da guadagnare da un’Europa comunitaria politicamente inconsistente ed economicamente con problemi di liquidità. Potrebbe, con i cinesi, stendere la mano e… fare shopping. E’ fantapolitica? Forse. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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