Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

“Ci può scappare il morto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Antonio Di Pietro

Image via Wikipedia

Editoriale Fidest La frase che riportiamo nel titolo che abbiamo dato a questo articolo è stata espunta dalle recenti esternazioni dell’on.le Antonio Di Pietro e che ha, da subito, “scandalizzato” la maggioranza che si sente destinataria di tale messaggio per via della sua tenacia nel fare quadrato intorno al suo presidente del consiglio sulle richieste insistenti di dimissioni. La tesi sostenuta da Di Pietro affonda le sue ragioni in un malessere popolare diffuso e dalla percezione che più passa giorno e maggiore è il rischio di perdite finanziarie consistenti, e ciò esaspera non poco gli animi. Una di esse, la più evidente, è lo spread dei nostri titoli pubblici. Sino ad ora per i maggiori interessi pagati abbiamo già toccato quota 17 miliardi di euro. E oltre al danno, che continuiamo a subire, riscontriamo anche lo scorno di chi ci giudica all’estero incapaci di risolvere il problema della governabilità con un parlamento paralizzato e, quindi, incapace di esprimere non certo una diversa maggioranza ma di manifestare un minimo di ragionevolezza nel cambiare il cavaliere al suo destriero per salvare sia la tenuta del centro destra sia la stessa formula di governo e la coalizione che lo regge. Qualcuno ci ha chiesto: ma non sarebbe nell’interesse dello stesso Presidente del consiglio mettersi da parte pur restando nel “giro” assumendo la presidenza del Pdl e in tale veste gestire dall’esterno le sorti del partito e le sue alleanze? In effetti tale soluzione sarebbe la più logica se non ci fossimo imbattuti in un personaggio che è attaccato da tutte le parti, compresa l’aria di fronda all’interno del suo partito che lo spinge a dubitare della fedeltà di tutti e di tutto e tanto da temere l’effetto “gran consiglio” di memoria mussoliniana. D’altra parte uomini fidati li ha. Pensiamo alla squadra del Milano con l’avv. Adriano Galliani, a Fininvest con Confalonieri, al partito con Alfano e alla presidenza del consiglio Gianni Letta, quest’ultimo uomo preziosissimo e fedelissimo e che qualche maligno sussurra che è lui, in pratica, il vero presidente del Consiglio ma che ha un solo e grosso handicap: sa gestire ma non può governare essendone impedito dall’invadenza del suo “capo” e dai suoi errori incrollabili. Alla fine quelli del Pdl si ritroveranno come i classici pifferi: andarono per suonare e furono sonati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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