Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 25 settembre 2011

“Inciucio politico” tra parole e fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

#nobday2 - San Giovanni

Image by jcp.im via Flickr

Siamo tutti convinti che la nostra palla al piede è il vertiginoso debito pubblico che di anno in anno non abbiamo fatto altro che accrescerlo invece, semmai, di contenerlo. Ora qualcuno ha presentato il conto e dobbiamo, in qualche modo, onorarlo. Ma se questa è la consapevolezza che ci rende pragmatici, sull’altra faccia della medaglia si affaccia l’incapacità della classe politica italiana a ristabilire l’ordine economico richiesto e necessitato dalle circostanze, non solo di natura internazionale. Questo perché siamo nella logica armiamoci e partite e ciò vuol dire: sono gli altri a fare i sacrifici noi, invece, ci sottraiamo ad essi perché siamo i più furbi, i più scaltri, i più intrallazzatori e di conseguenza ci meritiamo un distinguo.
Se questa situazione accadesse in una famiglia sono certo che a fronte di misere entrate i suoi componenti farebbero a gara per tagliare i rami secchi e puntare all’essenziale. Lo Stato, invece, attraverso la sua longa manu burocratica-clientelare, e il Parlamento che ne è l’emanazione, pensa solo all’interesse dei suoi componenti perché si ritengono al di sopra e al di fuori delle parti.
E’ un grave errore e lo rileva soprattutto Antonio di Pietro allorchè ci ammonisce: qui ci può scappare il morto, perché la rivolta sociale aspetta solo una scintilla per esplodere.
Ma cosa chiediamo ai signori che formano oggi la maggioranza politica del Paese? Innanzitutto di rinfoderare le solite tattiche diversive da furbastri da imbonitori dei mercati rionali e di sfoderare iniziative degne di questo nome anche a costo di passare per populisti.
Incominciamo con il dire che l’Italia non può permettersi sprechi nelle amministrazioni e che la Corte dei conti ha già quantificato in 70 miliardi di euro. Non può permettersi l’esistenza di oltre 200 mila auto blu, checché il ministro Brunetta dica. Non può permettersi un sistema assistenziale che per operare disperde risorse che non vanno di certo a beneficio di coloro che intende assistere tanto che un istituto di ricerca ha rilevato che per far funzionare la sola macchina burocratica si assorbono risorse del 35% del suo totale mentre in altri paesi la percentuale è più bassa (la media è del 20%). Ma dobbiamo mettere in conto anche i nostri “gioielli” di famiglia (enti a partecipazione statale che operano in regime di monopolio ma si sono rivelati più costosi degli omologhi stranieri che sono privati).
Tutte queste cose i nostri governanti come le opposizioni le sanno ma continuano a giocare sulle parole e alla fine non troveranno di meglio, come hanno già fatto in passato, anche recente, che continuare a succhiare il sangue dalle rape, e sembra, a dispetto della natura, che ci stanno riuscendo, Altro che neutrini che superano la velocità della luce. Costoro l’hanno già superata da un pezzo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Intervista: “Gesù è più forte della Camorra”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Ne parliamo con Don Aniello Manganiello, della Comunità “Don Guanella” di Scampia (Napoli), autore del libro “Gesù è più forte della Camorra”, Rizzoli, già alla seconda edizione. Don Aniello Manganiello, Padre Guanelliano, dopo un primo impegno nel sociale nella città eterna è stato catapultato in una realtà di particolare drammaticità nel territorio di Scampia, dove ha prestato aiuto ai malati di Aids e ai tossicodipendenti. Impegnandosi a favore di famiglie ingiustamente ritenute malavitose, non ignorando neanche i camorristi che ascoltava, ottenendone sempre più frequentemente la fiducia e la conversione. Pur ricevendo minacce, diventava scomodo alla classe politica dell’Amministrazione Comunale all’epoca governata dal Sindaco Jervolino, nonché agli alti ranghi ecclesiastici. Nel 2010 la Congregazione dei Padri Guanelliani ancora una volta lo trasferiva per rinviarlo a Roma nella parrocchia di S. Giuseppe al Trionfale, dove aveva operato per anni.
Intervistiamo Don Aniello Manganiello, impegnato da anni a contrastare la Camorra, che nonostante le connivenze istituzionali, anche delle forze dell’ordine, come denuncerà nel corso dell’intervista, continua ad essere in prima linea nella battaglia contro la criminalità.
Come mai ha deciso di pubblicare questo libro autobiografico?
E’ doveroso precisare che non è stata una mia iniziativa. Il tutto è partito da una proposta di Andrea Manzi, che è il coautore di questo libro, il quale ha dimostrato, da subito, la sua grande disponibilità non solo alla stesura ma anche alla ricerca di una casa editrice che potesse pubblicarlo. Mentre riflettevo sulla proposta di Andrea, sono arrivate altre richieste editoriali da parte della Rizzoli, della Mondadori e della Garzanti, interessate al racconto dei miei sedici anni di parroco a Scampia, al rione Don Guanella. Abbiamo accettato la proposta della Rizzoli, perché era stata la prima e ci siamo messi a lavorare di buona lena per circa tre mesi durante i quali io, comunque, non ero molto sereno e tranquillo. Il trasferimento da Scampia a Roma, nel quartiere Trionfale – Prati, qui nella parrocchia di S. Giuseppe, mi aveva creato un grosso disagio. Provavo anche sofferenza per aver lasciato un territorio diverso, con molteplici problematiche che mi avevano turbato non poco. Comunque, con l’aiuto di Andrea, mi sono impegnato a raccogliere nella mente, tutti i miei ricordi, tra la mia gente, nei miei incontri. Ogni elemento, parola, avvenimento, emozione che potesse servire per dare corpo a questo libro.
Lei ha sofferto molto per questo trasferimento, aveva richiesto il periodo di un anno per creare un trauma minore alla comunità, quindi nemmeno un periodo troppo lungo. Come sono andate invece le cose?
La richiesta di accompagnamento al nuovo parroco non era soltanto mia, ma anche dello stesso consiglio pastorale parrocchiale, che chiedeva questa compresenza di due sacerdoti: il vecchio ed il nuovo. Ciò, sia per aiutare il parroco nuovo ad ambientarsi in questo contesto, sia per aiutarlo ad inserirsi nel cammino del nuovo anno pastorale in maniera più serena, senza alcun trauma. Questo non è stato accettato se non con la concessione di cinque mesi, da settembre a gennaio. Avrei dovuto trascorrere a Napoli almeno dieci giorni al mese ma così non è stato, perché il trasferimento a S. Giuseppe al Trionfale è stato accompagnato da numerosi impegni ed incarichi: come superiore della comunità, come direttore della scuola, nonché dell’oratorio e naturalmente come viceparroco. Insomma tanti ruoli che non mi hanno aiutato a rimodulare la mia vita, a riprendermi, anche psicologicamente e, pertanto, è stata ancora più penalizzata la comunità di Napoli, alla quale non ho potuto dare quello che essa si aspettava e quello che le era stato concesso dai superiori.
Ha invitato il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, a non frequentare certi salotti, quindi lei è stato molto distaccato non è entrato nel merito degli scandali che imperversano sulla cronaca. Come si evince nel libro, nonostante i grandi risultati ottenuti, accetta gli ordini di un superiore e pertanto continuerà ad andare avanti facendo altre cose interessanti, senza trascurare l’interesse di Scampia.
In questo periodo del mio anno sabbatico al mio paese, ospite di mia sorella, che è vedova e vive in un quartiere molto popolare, sto avendo tante opportunità. Quel luogo mi è congeniale: per il mio stile, per il mio carattere e per il mio modo di vivere il sacerdozio. In questo contesto anche alcuni sindaci si stanno interessando a me, per il mio impegno molto sbilanciato sul sociale a Scampia. Mi stanno offrendo alcune delle strutture confiscate alla Camorra o altre riadattate e nelle quali vorrebbero sorgesse qualche iniziativa a favore dei giovani. Infatti, da quelle parti, i ragazzi non hanno punti di riferimento, vivono il venerdì, il sabato e la domenica nei bar che, non a caso, si stanno moltiplicando a iosa, essendo anche uno strumento per ripulire denaro sporco. E’ lì che “bruciano” le loro serate, senza un costrutto, senza un senso. Sto cercando di risolvere questo problema, come quello dei ragazzi che provengono da esperienze di reato, realizzando qualcosa per loro in alternativa al carcere, come ad esempio, le case famiglia. Quando ho presentato il libro a Modena, dove mi aveva invitato l’On. Giovanardi, che lo aveva comprato ed apprezzato molto, erano presenti anche diverse imprenditrici. Alcune di loro si sono impegnate per venire appositamente al mio paese a studiare qualcosa per i giovani. Si è rivelato molto sensibile al problema anche il Presidente Fini, con il quale si è instaurata da tempo una bella amicizia disinteressata. Appena ha letto il libro mi ha detto: “lo presentiamo a Montecitorio!” Ed effettivamente il 23 giugno si è svolta. In quell’occasione erano presenti anche molti dei giovani di Scampia.
Lei ha quindi dimostrato che esiste un modo diverso di contrastare la camorra, alternativo all’educazione alla legalità, alla sensibilizzazione contro la camorra. Bisogna offrire secondo lei amore ed opportunità lavorative ai giovani. Quindi ha lanciato anche l’idea di un incontro costruttivo con Roberto Saviano. Ha avuto una risposta positiva?
No, non mi è stato ancora risposto nulla. A me spiace che sia stata fatta grande confusione, anche a Domenica in, all’Arena, sui giornali, in occasione dell’uscita del libro di Saviano, tra libro e film, perché io sono intervenuto polemicamente solo sul film che “è una colata di cemento, di fango”, non solo su Napoli e su Scampia ma su tutta la Campania. Non posso accettare un’offesa così grave alla mia terra campana, che presenta realtà bellissime, poli d’eccellenza, paesaggi meravigliosi e non può essere presentata nel mondo con un film così a senso unico, girato dal regista Garrone esclusivamente per fare soldi. Altra cosa è il libro che mi piace. Attraverso di esso Roberto ha fatto un lavoro ottimo, ha risvegliato anche le coscienze e le istituzioni, rinnovando l’impegno a combattere la camorra, soprattutto quella parte che avevano lasciato sopravvivere per molto tempo. Mi riferisco al Clan dei Casalesi, di cui pochi si sono occupati. Nel 60, io ero un ragazzino, sentivo parlare del clan dei Mazzonari, dei Mazzoni, riguardante la zona di Aversa, Casal di Principe e ne sentivo parlare in modo negativo, come terra pericolosa: di malandrini, di violenti, di assassini. In quel periodo avevo circa 8 anni, mentre attualmente ne ho 57. Quindi, nei confronti di Roberto io non ho nulla, non sono nessuno, anche se mi hanno presentato come l’anti – Saviano del momento. Mi auguro, invece, che l’incontro con Saviano sia chiarificatore. Comunque, bisognerebbe sempre muoversi su due fronti: attraverso l’antimafia culturale e l’anticamorra delle opere.
Qualcuno ha dichiarato che lei poteva essere simpatizzante per una certa area politica, quando invece ha dimostrato di essere disposto al dialogo con tutti.
Vado da tutti e sono sempre disponibile a dialogare, la mia simpatia per la destra viene da una tradizione familiare. La Jervolino aveva promesso di incontrarmi ma non lo ha mai fatto, una cosa sola è certa: dal 2007, il Comune non ha più versato le rette di 12 euro al giorno per i ragazzi ospiti del semiconvitto di Don Guanella e mandati dai servizi sociali del Comune. Questa omissione si è verificata, non solo nei nostri confronti, ma anche nei confronti degli altri 59 semiconvitti, molti dei quali, non avendo come noi una struttura centrale, hanno dovuto chiudere. Ciò ha determinato ragazzi per strada ed educatori senza lavoro, con tutti i problemi per le loro famiglie.
Quindi lei auspica che, al di la del partito di appartenenza, ci sia un maggiore interesse per la collettività.
Certo!
Sono stati messi a sua disposizione dal Presidente dell’Associazione “Amici di Totò … a prescindere! – Onlus”, che li ha ricevuti in donazione, i beni di Pio XII, per poter portare avanti un progetto sul disagio mentale ma che poi è aperto anche al discorso di Scampia. Vuole dire qualcosa in proposito? Come possiamo aiutare anche da Roma questi ragazzi?
Sarebbe opportuno costituire una cooperativa per il recupero dei giovani, individuando una serie di aree in cui questi ragazzi potrebbero puntare per produrre lavoro, quindi profitto: laboratori di avviamento al lavoro, insegnando loro un mestiere; comunità per ragazzi che provengono anche dal penale o dal civile, per prepararli all’interno della comunità, al reinserimento. Tutto ciò anche per evitare che ricadano in certe scelte malavitose e delinquenziali. Il ventaglio delle possibilità potrebbe essere notevole. Importante, in tutto questo, l’accordo tra il Presidente dell’Associazione “Amici di Totò”, l’opera Don Guanella di Scampia e le altre Associazioni che lavorano in questo campo. E’ necessario ideare dei progetti concordati insieme per poter dare delle risposte il più possibile mirate alle esigenze di quei giovani. A Scampia il 65% dei giovani sono disoccupati. Solo impedendo alla camorra di essere un ammortizzatore sociale ed una grande multinazionale del lavoro, impegnandoci a creare nuove opportunità per i giovani, attraverso la società buona e gli uomini giusti, che desiderano partorire un mondo migliore, riusciremo a far perdere alla camorra del terreno.
Cosa si sente di dire in riferimento alle morti bianche?
Nel libro, io parlo delle morti bianche, nel capitolo dedicato alla voragine di Secondigliano. Ricordo ancora quel pomeriggio; mi trovavo nel mio ufficio, sito a 500 metri dal luogo in cui è avvenuta l’esplosione. Un colpo tremendo, sono saltati anche dei vetri, un andare e venire di ambulanze. I quattro operai che facevano parte di una ditta subappaltata, avevano incautamente toccato un tubo del gas, con i mezzi con cui stavano scavando nella galleria, che avrebbe collegato l’asse mediano Scampia – Miano, con la rotonda di Arsano e l’autostrada Napoli – Roma. Morirono gli operai ed altre persone che transitavano in macchina o a piedi sul quadrivio di Secondigliano. Questo si verifica in occasione dei continui subappalti nella realizzazione di certi lavori. La camorra intercede presso la ditta che ha vinto l’appalto per farlo cedere ad un’altra ditta, in cui lavorano i propri uomini. Essa si preoccupa di collocare operai che, pur di avere un pezzo di pane, sono disposti a lavorare in nero, con grave rischio per la loro salute, senza alcuna preparazione e senza le più elementari norme di sicurezza. Il lavoro in nero a Napoli tocca punte dell’80/90%. Le leggi in materia ci sono, solo che non vengono rispettate, la miseria e la povertà di certe zone diventa uno dei motivi scatenanti di queste morti bianche, con lavori fatti in maniera approssimativa, con pochi mezzi. E’ ovvio che, se ci sono vari passaggi per appaltare la costruzione di un edificio e si deve anche pagare il pizzo alla camorra, quello che guadagnano gli operai diventa insignificante. E poi, anche le norme di sicurezza e gli strumenti per controllarne l’osservazione, predisposti dalla legge sono pochi.
Non ci sono degli organismi di controllo?
A Napoli gli organismi di controllo ci sono ma c’è anche tanta corruzione e non funzionano. Dovrebbero essere l’autorità giudiziaria, i tutori dell’ordine, la polizia ad impegnarsi per vigilare di più su questo problema. Purtroppo, la città è vittima di corruzione; c’è un’ intreccio malavitoso tra i poteri giudiziari, quelli di polizia, quelli di controllo, la camorra e i bisogni della gente. Si innesca un circolo vizioso: la gente ha bisogno, non ha lavoro ed è disposta anche a svolgere dei lavori che mettono in pericolo la loro vita. Allora ritorniamo al discorso dell’anti – camorra delle opere, perché qui la camorra fa i suoi affari ed i suoi profitti. Più noi creiamo possibilità di lavoro per la gente, in maniera legale, dove vengono anche rispettate le norme sindacali e contrattuali e più diminuiscono le condizioni, affinché la camorra possa fare i suoi guadagni.
C’è consapevolezza che involontariamente quello che non è riuscita a fare la camorra venga prodotto da un ente superiore ecclesiastico?
Lei riporta a galla una grande amarezza, che è nata dalla convinzione anche da parte dei miei superiori, come pure da parte della curia arcivescovile napoletana, che io le minacce me le sarei inventate di sana pianta; allo stesso modo il ruolo di prete anti – camorra me lo sarei cucito addosso, con l’aiuto dei giornali, esagerando ed inventando. Questa mi crea una grande amarezza, perché poi gli ultimi fatti e le ultime testimonianze affermano il contrario. Io non voglio credere nell’esistenza di una collusione tra la camorra e le autorità ecclesiastiche, non voglio nemmeno pensarci. Vi racconto, però, un episodio: una volontaria del carcere di Secondigliano era andata a trovare un malavitoso di Castellammare di Stabbia, condannato a trent’anni di reclusione, il quale neppure mi conosceva. Costui, accogliendo questa volontaria, le disse in maniera diretta: “non fate in modo che Don Aniello venga mandato via da Scampia, perché fareste il gioco della camorra”. Al che la volontaria gli disse: “tu come fai a conoscere Don Aniello?” “Non lo conosco, però me ne ha parlato un pentito in un’aula di tribunale”, sottolineando che il suo clan aveva messo a punto un piano per costringere il sottoscritto ad andare via con le buone o con le cattive maniere. Il Clan era un clan abbastanza feroce che gestiva i traffici, sempre nella zona nord di Napoli, con quartiere generale al rione San Gaetano. Altra testimonianza mi proviene da un tutore dell’ordine, il quale viveva una sorta di grave preoccupazione nei miei confronti, provocata dal suo lavoro, che consiste nell’accompagnare i collaboratori di giustizia e di lavorare sulle intercettazioni telefoniche. Sono testimonianze che non mi sono certo inventato io. Il fatto che siano state prese alla leggera certe cose, senza nemmeno esprimere un gesto di solidarietà nei confronti di un sacerdote che ha operato a Scampia, dandogli dell’esibizionista in cerca di fama, mi ha creato una delle sofferenze più forti che io abbia mai potuto vivere.
Rinnoviamo, quindi, l’invito allo scrittore Roberto Saviano, a presentarsi al Convegno “Contrasto alla Camorra”, che si terrà il 15 dicembre, presso la prestigiosa “Sala Conferenze” della Camera dei Deputati per confrontarsi con Don Aniello Manganiello, non manifestando in tale modo comportamenti “da prima donna”. Dopo il saluto del Dott. Giorgio Santacroce, Presidente della Corte d’Appello di Roma, relazioneranno: il Dott. Antonio Marini, Procuratore Generale della Corte d’Appello; il Prof. Tito Lucrezio Rizzo, Consigliere Capo Servizio della Presidenza della Repubblica; l’Avv. Daniele Costi, patrocinante in Cassazione, Principe del Foro Romano, Presidente dell’UNISPED (Università Sperimentale Decentrata) e Responsabile per l’Italia della Pawe The Way Foundation e il Dott. Stefano Amore (Magistrato), Consigliere del Ministro della Gioventù. Al Convegno parteciperanno autorità e personaggi della cultura e sarà presente il Dott. Ernesto Lupo, Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione. Moderatore il Dott. Piero Antonio Cau, Responsabile della prestigiosa rivista “Carabinieri d’Italia Magazine”. Al termine della manifestazione seguirà la premiazione della XIV Edizione del Concorso Internazionale Antonio de Curtis, Totò. (Alberto De Marco)

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Crisi: prepariamoci al peggio

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Giulio Tremonti - World Economic Forum Annual ...

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“Forse non abbiamo capito bene. Ma ha parlato lo stesso Tremonti? Quello che solo due mesi fa dichiarava che l’Italia aveva bisogno esclusivamente di un intervento di ‘manutenzione’, con un aggravio di soli 5 miliardi di euro, e poi ha fatto due manovre in un mese per un totale di 90 miliardi? Se è così siamo in presenza di un arrogante irresponsabile che nasconde la verità agli italiani. Allora prepariamoci al peggio a cominciare dall’andamento dei mercati, domani mattina”. E’ quanto afferma il vice capogruppo Idv alla Camera Antonio Borghesi dopo le parole pronunciate ieri a Washington dal ministro dell’Economia a conclusione dei lavori dell’Fmi.

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Medio oriente: mercati di sbocco

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Two definitions of the Arabian Peninsula. The ...

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Verona. Sono i paesi che da est ad ovest si affacciano sulla sponda sud del Mediterraneo e la Penisola Araba ad emergere nel settore marmo-lapideo sia come produttori di materiale grezzo e lavorato sia come consumatori: Turchia, Iran, Siria, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Oman ad est del Canale di Suez ma anche di Egitto, Libia, Tunisia ed Algeria ad ovest, sono tra le 60 nazioni presenti alla 46^ edizione di Marmomacc, rassegna leader mondiale in programma a Veronafiere fino a sabato 24 settembre (www.marmomacc.com).
La Turchia, oramai stabilmente al terzo posto fra i produttori mondiali di lapideo grezzo con circa 10 milioni di tonnellate (l’8,9% della produzione mondiale), dopo Cina e India, è presente a Marmomacc con quasi 100 aziende espositrici e rappresenta un ottimo mercato per i macchinari italiani: il giro d’affari nel 2010 ha raggiunto i 30 milioni di dollari.
Se Siria- e Libano, tradizionalmente legato economicamente a Damasco- risentono delle turbolenze politiche di questo periodo, i Paesi della Penisola Arabica continuano ad essere buoni mercati di sbocco per i prodotti finiti, in particolare Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Questi ultimi, ad esempio, hanno segnato nel 2010 un Pil in crescita del 2,6% e si confermano al sesto posto fra i clienti italiani del settore con acquisti per circa 50 milioni di euro. Un discorso a parte merita l’Oman, il cui Ambasciatore del Sultanato era presente ieri all’inaugurazione, che sta emergendo come paese esportatore di lavorati soprattutto verso i vicini Arabia Saudita ed Emirati, ma anche verso il Qatar e paesi asiatici.
L’Egitto, tradizionalmente uno dei principali produttori e trasformatori dell’area mediterranea conta su oltre 700 cave operative e una capacità di produzione superiore ai 5 milioni di blocchi di marmo e granito e si colloca tra i primi dieci produttori mondiali. L’investimento totale nell’industria marmo-lapidea è di circa 2 miliardi di dollari ed è uno dei principali acquirenti di tecnologie italiane del settore con un valore che nel 2009 ( per il 2010 non sono disponibili stime) ha toccato i 23 milioni di euro. Per Paolo Beltrami di Onemedit, delegato di Marmomacc nell’area, le prospettive sono complessivamente positive, ovviamente con una parentesi proprio per la Libia e la Siria dove la situazione politica non è ancora chiara. In Tunisia ed in Egitto sono previste in brevissimo tempo elezioni che definiranno l’assetto dei due paesi. Tunisi ha confermato la fiscalità agevolata per gli investitori e le aziende straniere. Inoltre in tutti i paesi dell’area i dati strutturali sono rimasti invariati: questo vuol dire che per i prossimi anni ci si attende una crescita del Pil significativa ed uno sviluppo dell’industria delle costruzioni importante. Tutti i Paesi sono presenti come espositori a Marmomacc sia con imprese che con rappresentanze istituzionali: Veronafiere conferma la propria attenzione a questi mercati collaborando insieme a Confindustria Marmomacchine alla realizzazione di Saudi Stone Tech 2011, la fiera internazionale sulle tecnologie e i macchinari del settore lapideo che si terrà dal 16 al 19 ottobre prossimi a Riyadh in Arabia Saudita. L’obiettivo è lo sviluppo di sinergie mirate a supportare le aziende del settore del marmo e della pietra naturale e delle relative tecnologie, sia alla manifestazione Marmomacc sia a fiere estere.

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Palestina: riconoscimento all’Onu

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Catherine Ashton, British politician

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La prossima settimana a Strasburgo il Parlamento voterà una risoluzione sulla situazione in Palestina. Prima del voto, nel pomeriggio di martedì, l’Aula dibatterà le attività svolte in questa settimana dall’Assemblea Generale dell’Onu con l’Alto Rappresentante per gli Affari esteri, Catherine Ashton. La discussione si concentrerà sul processo di pace in Medio Oriente e sui recenti sviluppi della situazione in Africa settentrionale.
Il Parlamento ha discusso del processo di pace in Medio Oriente a Strasburgo il 14 settembre scorso. La maggior parte degli eurodeputati si hanno concordato sulla necessità per l’Unione europea di riportare Israele e Palestina al tavolo delle trattative, per concordare la soluzione dei due Stati.
Tuttavia, l’Aula si è divisa sul riconoscimento da parte dell’Onu dello Stato palestinese. Alcuni deputati hanno ritenuto che un passo unilaterale avrebbe ostacolato il processo di pace, mentre altri hanno messo in discussione il termine “unilaterale” e sottolineato che il riconoscimento della Palestina potrebbe incoraggiare il dialogo con Israele. Nel corso di un dibattito con Catherine Ashton, l’Aula discuterà delle tensioni tra la Turchia e Cipro e del prossimo vertice sul partenariato orientale, che avrà luogo a Varsavia il 29 e 30 settembre.
• Dibattito: martedì 27 settembre
• Votazione: giovedì 29 settembre
• Procedura: dichiarazione del VP/AR con risoluzione (solo sulla Palestina)

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Missioni imprenditoriali di Thetis

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Street in Old Delhi, Delhi, India

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Il know-how di Thetis vola nuovamente in India: dopo la gestione della mobilità sostenibile a New Delhi, il prossimo step in cui è coinvolta la società veneziana è la partecipazione ad una missionecommerciale in India, organizzata dal Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto. La missione di Thetis durerà fino al 1° ottobre con una serie di incontri e tavole rotonde a Mumbai e Pune, organizzata dalla Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry, nell’ottica di uno sviluppo di relazioni economiche fra Italia e India. L’ing. Fabio Pinton, in occasione della missione, parteciperà anche ad un work-shop riguardante il disinquinamento del fiume Gange, evento sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e delle Foreste Indiane (MoEF) e organizzato dall’Istituto di Tecnologia indiano: obiettivo è individuare soluzioni utili per gettare le basi alla formulazione di un piano di intervento per l’imponente corso d’acqua indiano. In questo ambito, l’Ing. Pinton mette in campo l’esperienza sviluppata nella gestione delle attività ambientali consolidate nel delicato ecosistema della Laguna di Venezia. In contemporanea è in corso anche la missione “Il Veneto in Giappone 2011”, in cui Thetis svolge un ruolo primario, soprattutto in quanto centro del nuovo network internazionale per lo sviluppo di best practicescostiere. “Con la conferenza internazionale sul climate change che abbiamo ospitato a metà settembre, – dichiara l’Ing. Maria Teresa Brotto, AD di Thetis – la nostra società è divenuta punto di riferimento per la risoluzione di problematiche inerenti l’impatto del cambiamento climatico sui litorali: un’esperienza che potrebbe essere applicata anche alle coste giapponesi, che dovranno affrontare in futuro il problema dell’innalzamento dei mari.” A rappresentare Thetis in estremo oriente, l’Ing. Pierluigi Rossetto, responsabile della Direzione Ingegneria: la missione, che si concluderà domani, coinvolge numerose aziende della provincia di Venezia in un ottica plurisettoriale e costituisce un’opportunità per conoscere potenziali partner commerciali e/o industriali giapponesi attraverso incontri B2B organizzati dall’ufficio ICE di Tokyo.

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Cure hi-tech per ferite difficili

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Ancona, Negli ultimi anni il problema delle ulcere cutanee (venose, arteriose, diabetiche e da pressione) ha assunto un’importanza crescente, soprattutto in relazione al progressivo aumento della popolazione di età avanzata e quindi alla prevalenza delle patologie cronico-disabilitanti. Le lesioni cutanee rappresentano un problema clinico-assistenziale spesso invalidante, di difficile approccio e di crescente importanza. In Italia interessano circa 2 milioni di persone e si stima che nei prossimi 5 anni il numero dei casi di lesioni croniche aumenterà dell’8% su base annua. Per discutere i migliori approcci e le novità terapeutiche in questo ambito, i migliori specialisti nazionali ed internazionali sono riuniti al Polo Fieristico di Ancona che ospita dal 21 al 24 settembre il X Congresso Nazionale AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee) dal titolo “AIUC:10 anni di uomini storie e progressi in Vulnologia. Tramonto del primo decennio e alba del secondo.
Teva da anni affronta il problema delle lesioni cutanee croniche puntando su medicazioni tecnologicamente avanzate (biotech), sostituti della cute bioingegnerizzati e prodotti che riattivano i naturali sistemi di riparazione tissutale. Trattamenti che la multinazionale farmaceutica presenta in occasione del Congresso AIUC in particolare in due momenti importanti: il 23 settembre con il simposio “Biomateriali e riparazione tissutale: un approccio a 360°”, l’azienda presenta alcuni prodotti altamente innovativi per il trattamento delle ulcere cutanee. “Il vantaggio di questi prodotti nella cura delle lesioni cutanee sta nella loro capacità di creare e sostenere un ambiente ottimale per l’attività cellulare necessaria per la riparazione dei tessuti” spiega ilprof. Gerit Mulder, professore di Chirurgia e Ortopedia presso l’Università di California, San Diego, Dipartimento di Chirurgia e Divisione Trauma. “Medicazioni e prodotti tradizionali non consentono di modulare l’attività cellulare né di influenzarla direttamente. Questi prodotti invece possono agire anche come rivestimenti biologici che proteggono la lesione dall’ambiente esterno”.
Il 24 settembre nel corso della sessione plenaria internazionale il prof. Lior Rosenberg, capo del Dipartimento di Chirurgia Plastica presso la Soroka University Medical Center di Beer Sheva e docente di Medicina presso la Ben- Gurion University Medical School di Beer Sheva, ha presentato il primo farmaco Teva per la cura delle ulcere che verrà lanciato nel 2012. “Si tratta di un agente per il debridement enzimatico dei grandi ustionati, innovativo come approccio, perché combina i vantaggi della rimozione chirurgica dei tessuti non vitali con quelli dell’approccio non invasivo”
L’evoluzione della Vulnologia ha portato metodiche sempre più complesse e tecnologicamente avanzate, finalizzate a una migliore prevenzione nei soggetti più fragili e a una più precisa diagnosi e terapia delle lesioni cutanee di difficile guarigione.
21 ottobre sciopero nazionale
sciopero nazionale unitario di 8 ore di tutto il personale del Gruppo per il prossimo 21 ottobre, dalle 9.01 alle 17.00” “Contro il mancato rispetto degli impegni assunti dai vertici delle Ferrovie dello Stato. E’ stato indetto dall’Ugl Trasporti, insieme a Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fast Ferrovie, Lo rende noto la segreteria nazionale Ugl Trasporti, spiegando che “con questa protesta, chiediamo all’azienda di assumere una volta per tutte un atteggiamento responsabile nei confronti dei propri dipendenti e delle attività che svolge, perché in gioco ci sono non solo migliaia di posti di lavoro, ma anche la capacità di garantire un servizio pubblico essenziale per il Paese”. “Le dichiarazioni rilasciate anche oggi dall’amministratore delegato del Gruppo, Mauro Moretti – si precisa nella nota – non fanno altro che creare confusione nel tentativo strumentale di spostare l’attenzione su altre questioni. Lo sciopero del 21 ottobre non è infatti legato alla vertenza del Contratto della Mobilità, che coinvolge tutte le aziende del trasporto pubblico e che è stato sempre sostenuto da tutte le sigle di settore. Per il Contratto della Mobilità siamo stati sempre pronti al negoziato, e abbiamo protestato con scioperi generali di settore quando ci siamo scontrati con l’atteggiamento ostruzionistico delle parti datoriali”. “Il 21 ottobre – conclude la nota – protesteremo invece contro l’incapacità gestionale del management Fs, che deve fare chiarezza una volta per tutte sul futuro del trasporto ferroviario in Italia. Non si può più continuare a gettare fumo negli occhi, è ora di dare risposte concrete”.

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Council Remembers a Former Director

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

The floor of the Chicago Board of Trade, a maj...

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The Council would like to extend its deepest condolences to the Schaffer family. Shannon Schaffer, former USGC director of membership, passed on Saturday, Sept. 17. Shannon worked for the Council from 2007-2010 and his work and contributions will be remembered well at the Council. Council activity calendar:
• September 25- October 2: The Council has invited five representatives from ONAB, one of the largest grain importers in Algeria to visit the United States for exposure to U.S. corn producers and suppliers. The Algerian Buying Team will meet with U.S. producers, suppliers and exporters of corn, visit river and export terminals, tour the Chicago Board of Trade, and participate in a short course at Kansas State University’s International Grains Program.
• September 26-October 9: The Council will lead a Chinese Dairy Study Team in a tour of U.S. dairy farms. The team will receive technical training in the operation and management of U.S. dairy production to improve China’s production capacity. The nutritional information shared with these partner farms is also expected to lead to an increase U.S. feed grain consumption. For more information, contact Anne Pelkey,
• September 29-October 8: The Council will escort a Korean Feed Grain Import Buyers Team through the United States to visit USDA field offices and trade associations as well as grain elevators and transportation facilities in the region. Participants will have the opportunity to review the perspectives of U.S. corn supply and demand with emphasis on the 2011 corn crop development and U.S. production, storage, and export inspection systems.

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Ci siamo o ci facciamo?

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Monumento al capo del Governo italiano Benedet...

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Abbiamo già segnalato la stranezza di un contrasto tra la Lega e il Pdl che parte dal martedì alla domenica e che il lunedì regolarmente si ricompone. Anche nel caso Marco Milanese, e in altre situazioni analoghe, si è ripetuto il medesimo rituale, fatta salva qualche piccola eccezione ma che, chiaramente, non avrebbe compromesso la tenuta del governo come nel caso Papa. Ora è la volta del ministro Tremonti reo di aver dato più valore ad un meeting internazionale, di massima importanza, invece di precipitarsi alla camera per appoggiare il suo “amico” Milanese. Sarebbe apparso davvero strano se fosse accaduto il contrario con una crisi economica così grave. E anche in questo caso tutto appare come l’ennesima “messa in scena” destinata a far emergere il dissenso interno per poterlo individuare, poichè nel caso specifico vi sono stati per lo meno sette franchi tiratori, e, nello stesso tempo, per riempire di suspense uno spazio politico dai contenuti alquanto scarsi sul piano delle realizzazioni. Sta di fatto che questo governo e questa maggioranza non hanno nessuna intenzione di mollare e nutrono la fiducia di poter recuperare il proprio default politico per le prossime elezioni, e non sarebbe la prima volta che, in extremis, ci riescano. D’altra parte la circostanza che le opposizioni gridino alle dimissioni rischia di diventare controproducente e stanchevole per l’udito dell’elettorato. Fino a quando, si chiedono gli amici del cavaliere, possono andare avanti senza finire nel ridicolo? Definimmo la situazione surreale oggi potremmo aggiungervi una larga dose di sadomo-masochismo. Certo dovrebbe far sbizzarrire i sociologi, quelli adusi a valutare gli umori delle folle, per capire meglio la patologia di una massa che sembra votata all’autodistruzione, al continuo farsi del male e a provarci piacere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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U.S.-Taiwan Partnership Renewed

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

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The Taiwan Agricultural Trade Goodwill Mission kicked off in the nation’s Capitol on Tuesday, Sept. 20, 2011. The U.S. Grains Council and Taiwan’s Feed Industry Association (TFIA) participated in the signing ceremonies that solidified Taiwan’s purchasing intentions through the 2012 and 2013 calendar year. Estimated to total between $2.5 to $3.4 billion in corn exports alone, Taiwan’s letter of intent on Tuesday was evidence of a U.S. commitment to strengthening trade ties and maintaining a well-established partnership with the Southeast Asia nation. The Council was represented by Past Chairman Terry Vinduska. Click here for additional photos, or here to watch footage of the ceremony.

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Kick-off of the La Quinta Ship Channel

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Corpus Christi Bay - Corpus Christi Bay (right...

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Portland, Texas 4832 Hwy. Monday, September, 26, 2011 (10:30 a.m. CT) event starts at 11 a.m. CT 181 Gulf Compress at La Quinta,
Ending a month of celebration commemorating its 85th Milestone, Port Corpus Christi will honor the Kick-off of the dredging of the “La Quinta Channel Extension” project. The event will take place at the La Quinta Trade Gateway future site located at 4832 Hwy. 181, Portland, Texas. The event will be held from11:00 a.m. to 1:00 p.m., on Monday, September 26. Port Commissioners and staff will be joined by local, state and federal elected officials. U.S. Congressmen Blake Farenthold (TX-27) and Henry Cuellar (TX-28), whom were instrumental on securing the funding, will lead the program. The project for navigation and ecosystem restoration, is part of the Corpus Christi Ship Channel – Channel Improvement Project authorized by Section 1001(40) of the Water Resources Development Act of 2007. Funding for the construction contracts was approved for funding on May 17, 2011 by the U.S. Army Corps of Engineers (USACE) as part of its 2011 work plan for the Army Civil Works program. The Projects include the following navigation and ecosystem restoration elements:
• Extend the La Quinta Ship Channel approximately 1.4 miles at a depth of –41’ MLT.
• Construct an ecosystem restoration feature
• Create a beneficial use site
Construction contracts for the La Quinta Channel Extension and the Ecosystem Restoration projects were awarded in September 22, 2011 to King Fisher Marine Service, LP of Port Lavaca, Texas and LECON, Inc. of Houston, Texas, respectively, for a total cost of approximately $41 million. Cost for the projects will be cost shared between the Port and the Federal government. Extending La Quinta Ship Channel will provide support to the development at La Quinta Terminal as well as TPCO American Corp. Steel Pipe mill in Gregory, Texas, Cheniere Energy’s proposed gas processing plant, and the Gulf Cotton Compress Coop. La Quinta Trade Gateway Terminal (Project) is a major component of the Port of Corpus Christi Authority’s (Port) long-term development plan. Located on a 1,100-acre greenfield site on the north side of Corpus Christi Bay, when completed, this fully permitted project will provide a state-of-the-art multi-purpose dock and container facility. Project features consist of the Federal extension of the 45’ deep La Quinta Ship Channel, construction of a 3800’ long, three (3) berth ship dock with nine ship-to-shore cranes, 180 acres of container/cargo storage yard, an intermodal rail yard, and over 400 acres for on-site distribution and warehouse centers. The facility will have the capacity to handle approx. 1 million TEUs annually. The Project is sited adjacent to US 181/IH 37.
As the primary economic engine of the Coastal Bend, Port Corpus Christi is 5th largest port in the United States in total tonnage. The Port’s mission statement is to “serve as a regional economic development catalyst while protecting and enhancing its existing industrial base and simultaneously working to diversify its international maritime cargo business.” Strategically located on the western Gulf of Mexico, with a straight, 45’ deep channel, the Port provides quick access to the Gulf and the entire United States inland waterway system. The Port delivers outstanding access to overland transportation with on-site and direct connections to three Class-1 railroads and uncongested interstate and state highways. The Port is protected by a state-of-the-art security department and an award-winning Environmental Management System. With outstanding management and operations staff, Port Corpus Christi is clearly “More Than You Can Sea.”

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USGC Barley Product Contest Wins Attention

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Wheat.

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A “Barley Food Product Contest” sponsored by the U.S. Grains Council, U.S. Wheat Associates, and the China Grain Products Research and Development Institute (CGPRDI) captured widespread media attention, including reports on two Taiwanese radio stations, six television channels, and 30 internet blogs, according to USGC Director in Taiwan Clover Chang. “This activity will undoubtedly help increase the imports and use of U.S. wheat and barley,” Chang said. Winners of the contest unveiled both Chinese-style and Western-style barley food products at a media conference at the Howard Plaza Hotel in Taipei, and the CGPRDI compiled a brochure of photos and recipes for the dishes which will be used to promote U.S. barley and wheat use to the media and industry representatives.

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White House Sees Value of Ag Export Programs

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

A farmer walks towards sisal plantations in th...

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Amid the serious cuts the White House has proposed for key agricultural programs, there are a few bright spots. The U.S. Grains Council applauds the administration for recognizing the value of expanded agricultural exports in its proposal for mandatory spending cuts. “It’s recognition for the benefits agricultural exports bring back to the U.S. economy,” said Floyd Gaibler, USGC director of trade policy. “It’s evidence that the work of joint government-industry groups like the Council is paying off for American farmers, for American business, and for our nation’s economy.” The administration recommended extensive cuts in USDA spending to the so-called “super committee” working on a government-wide deficit reduction plan but specifically cited “increased funding for programs to expand U.S. agricultural exports” as one of the ways it supports U.S. agriculture. Other examples of programs it supports included the pursuit of trade agreements, agricultural research programs, and assistance for beginning and disadvantaged farmers. In contrast, the White House recommended eliminating direct payments, reducing subsidies to crop insurance companies (including a change in subsidies for farmers’ crop insurance premiums), and reducing conservation spending by targeting it to the most environmentally beneficial programs.

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A Look into China’s Future Grains Trade

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Here is a look at China’s self-sufficiency rate for grains and oilseeds (other than rice) with soybeans and corn also shown separately. There is occasional talk in China about what level of self-sufficiency they can accept, and 95 percent is often mentioned, along with the idea that maybe they can settle for 90 percent self-sufficiency. The chart to the left shows that China has decided they do not need to be self-sufficient in soybeans. What will China accept for corn? China has a much stronger commitment to corn production than to soybean production. In the chart below, if China is setting goals for a self-sufficiency level of ‘other grains + oilseeds’ they already are at 16 percent import share. But if they separate the soybeans out, for all grains (excluding rice) they are only at 1.6 percent, and a 95 percent self-sufficiency policy would allow for 15 million metric tons of grain imports (mainly corn, wheat, barley). A 95 percent self-sufficiency in corn will allow for 8 million metric tons of imports. And a 90 percent self-sufficiency goal will allow for 16 million metric tons of imports.

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